Daily track report. Feed yourself with music

31 01 2008

Daily track report è un blog che ti consiglia ogni giorno una nuova canzone, presentandola in breve e facendotela ascoltare e vedere (ci sono anche i video) in streaming.

L’idea del blog non è recensire dischi o gruppi, ma offrire una guida quotidiana per orientarsi nello sterminato e caotico mondo della musica alternativa. Così, senza troppo impegno per noi che leggiamo. Con grande impegno e serietà per loro che selezionano e scrivono.

Io finora ho letto/ascoltato/visto cose interessanti.

Tu che ne dici?




Ageless marketing?

30 01 2008

Da qualche anno va di moda l’età. Le minorenni in passerella non fanno più notizia? Mettiamoci le nonne, allora.

È così che le multinazionali di moda e cosmesi, che fino a poco tempo fa licenziavano le testimonial per raggiunti limiti d’età, hanno invertito la tendenza e sempre più spesso, oggi, cercano volti e corpi che sfidino il tempo: le ultrasessantenni Susan Sarandon per Revlon, Twiggy per Marks & Spencer, Jane Fonda e Diane Keaton per L’Oréal sono solo alcuni esempi.

Questo modo di guardare al mercato si chiama ageless marketing, dal libro di David Wolfe e Robert Snyder del 2003 (sul tema Wolfe ha aperto anche un blog): è il marketing che non segmenta più i consumatori in base alle fasce demografiche, ma fa appello a valori condivisi da più generazioni (idealmente, da tutte), come l’affettività, il bisogno di stabilire relazioni, le motivazioni psicologiche che orientano certe pratiche di consumo e certi stili di vita.

Ma… ci sono diversi ma.

1) La stragrande maggioranza delle campagne pubblicitarie continua a mostrare immagini di persone giovani (e, in quanto tali, belle e sorridenti), mentre l’ostentazione delle rughe resta un’eccezione provocatoria, mirata a fare notizia.

2) Anche quando moda e pubblicità ci raccontano che anziano è bello, in realtà tutti continuiamo a sottolineare o, peggio, presupporre un nesso avversativo fra avvenenza ed età avanzata, specie femminile. Si dice ad esempio “È una bella donna nonostante gli anni”, esplicitando il contrasto, o “È una bellezza senza età”, che comunque lo presuppone.

3) Infine, persino quelli che oggi predicano che nella vita – non solo nel marketing – l’età non conta, in realtà continuano a tematizzarla, e lo fanno con maggiore veemenza e gusto se si tratta di una signora: pensa a quanto puntualmente, nei giornali di gossip, si specifica l’età dopo il nome di un personaggio celebre, e quanto puntualmente si scatenano le chiacchiere se si nota uno scarto fra l’età vera, presunta o apparente di qualcuno.

Di questo e altro ho parlato ieri alla presentazione di Ocula 8, a Rimini.

Se vuoi saperne di più, scarica il pdf dell’articolo “La donna Trans-Age”.




Il maestro è sempre il maestro

28 01 2008

Qualche mese fa ho ripescato, su segnalazione dell’amica Lella Mascio, questa splendida intervista che Umberto Eco fece quand’era ancora imberbe e giovincello.

Alla fine non ho resistito: dovevo mostrartela.

Il maestro è sempre il maestro, ma è molto più bello oggi di ieri.

Realizzazione di Filippo Porcelli, per la serie “Forme di comunicazione attraverso l’uso creativo del repertorio”.




Vieni a Rimini?

28 01 2008

 

Io ci vado.

Vieni anche tu?

 

Martedì 29 gennaio, ore 11.00,

nell’Aula 1 della Sede Universitaria Alberti, via Quintino Sella, 13 - Rimini,

 

ci sarà la presentazione di

 

Ocula 8

Comunicazione e segni nella moda
numero monografico di Ocula, rivista di comunicazione e semiotica.

Oltre ai curatori di questo numero, Antonella Mascio e Giampaolo Proni, saranno presenti gli autori:

Maria Catricalà (Università Roma Tre), Giovanna Cosenza (Università di Bologna), Davide Gasperi (content designer), Nicoletta Giusti (Università di Bologna, ZoneModa Rimini), Mario Lupano (Università di Bologna, ZoneModa Rimini), Luca Marchetti (Mosign Paris), Gianfanco Marrone (Università di Palermo), Gabriele Monti (Università di Bologna, ZoneModa Rimini), Maria Giuseppina Muzzarelli (Università di Bologna, ZoneModa Rimini), Elisa Tosi Brandi (Università di Bologna, ZoneModa Rimini).

E alle 14.30…

 

la Fine della moda

incontro con Ugo Volli




Rughe, deserti e decorazioni

26 01 2008

Trovo su Spotanatomy questo lavoro di Grey Emea per Legambiente.

Clicca per ingrandirlo.

legambienteface1.jpg

 

 

 

 

“Is your worrying global enough?”, chiede la headline.

“Face the problem before it’s too late”, incalza la baseline.

Notevole la discussione che l’accompagna:

“Non si capisce. Gli è entrato qualcosa nell’occhio?”, fa un visitatore.

“Io sono seduta da 10 minuti e non ho capito… pensa alle sopracciglia quando dovrebbe pensare che non ha capelli?”, dice un’altra.

L’illuminazione arriva da un sedicente “pubblicitario scettico”, che spiega: “Non è un granché, come del resto tutte le campagne sociali da noi, perché ci fermiamo alla decorazione senza toccare l’emozione. Qui c’è uno spunto giusto e cioè: non ti accorgi dei veri problemi e pensi alle rughe, ma il linguaggio è sgrammaticato perchè metà simbolico (capa = mondo) e metà realistico, tenuto insieme dallo scotch della head. Perché non riusciamo a essere più semplici [...] e meno decoratori?“.

Già, perché?

Perche costruire compiaciute campagne di nicchia per esprimere contenuti che riguardano tutti?

Un problema grave come la desertificazione del pianeta dovrebbe poter essere colto all’istante anche da chi è distratto, da chi non ne ha voglia, da chi ha soltanto a cuore la propria immagine nello specchio.




Una lettura cinica e disillusa

25 01 2008

“È una lettura cinica e disillusa, da analista cinico e disilluso. Banale e qualunquista: ce ne rendiamo conto.”

Così Ilvo Diamanti definisce su Repubblica il suo commento alla caduta del governo Prodi. Una lettura cinica e disillusa, che condivido appieno. Purtroppo.

Leggi anche tu.

Ilvo Diamanti, “Microfisiologia partigiana della crisi”, La Repubblica, 24 gennaio 2008.




Nessuno vuol guardare la gente brutta

24 01 2008

La campagna Dove Unilever “Per la bellezza autentica” non è una novità: lo spot “Evolution”, curato dalla Ogilvy & Mather, risale a ottobre 2006 ed è famosissimo. Da quello spot nacque subito dopo una ancor più celebre parodia, “Slob evolution”, che su YouTube è stata vista - si narra - da più di un milione di persone.

Perché te li mostro ora?

Perché queste sono le conclusioni dello spot-parodia:

“Grazie a Dio, la nostra percezione della vita reale è distorta. Nessuno vuol guardare la gente brutta.”

È dura da ammettere, vero? Ma chi può negare questa semplice verità?

Chi può negare che, in fondo, è solo questo bisogno elementare che la pubblicità soddisfa?

E che questo bisogno ha a che vedere anche con ciò che abbiamo discusso nei giorni scorsi?

Dove Evolution

Slob Evolution




Come si scrive un curriculum

23 01 2008

Arriva sempre, durante i corsi di scrittura, la domanda sul curriculum vitae. Cosa metterci, che formato, come dare la migliore immagine di sé.

Di solito spiego che non si può liquidare la faccenda scrivendo un solo curriculum, ma se ne devono preparare diversi, adattandoli ai destinatari, al contesto, agli obiettivi che si vogliono raggiungere. Dopo di che, propongo modelli, commento esempi, mi offro di emendare curricola già pronti.

Però, ora che ho letto Wislawa Szymborska - la poetessa di cui ti parlavo all’inizio dell’anno - risponderò con questi versi.

Scrivere un curriculum

Che cos’è necessario?

È necessario scrivere una domanda,
e alla domanda allegare il curriculum.

A prescindere da quanto si è vissuto
è bene che il curriculum sia breve.

È d’obbligo concisione e selezione dei fatti.
Cambiare paesaggi in indirizzi
e malcerti ricordi in date fisse.

Di tutti gli amori basta quello coniugale,
e dei bambini solo quelli nati.

Conta di più chi ti conosce di chi conosci tu.
I viaggi solo se all’estero.
L’appartenenza a un che, ma senza perché.
Onorificenze senza motivazione.

Scrivi come se non parlassi mai con te stesso
e ti evitassi.

Sorvola su cani, gatti e uccelli,
cianfrusaglie del passato, amici e sogni.

Meglio il prezzo che il valore
e il titolo che il contenuto.
Meglio il numero di scarpa, che non dove va
colui per cui ti scambiano.
Aggiungi una foto con l’orecchio in vista.

È la sua forma che conta, non ciò che sente.
Cosa si sente?
Il fragore delle macchine che tritano la carta.

Wislawa Szymborska, da Vista con granello di sabbia, trad. it. di Pietro Marchesani, Adelphi.




Amore e morte

22 01 2008

L’altro giorno Valentina mi chiedeva - in due lucidi commenti che puoi leggere qui: è possibile, nel mondo sfavillante a cui la pubblicità ci ha assuefatti, fare una comunicazione sociale che sia “ancella di questa società e della nostra vita [...] oltre che del suo mercato?”

In altre parole, si possono usare, oggi, le immagini smaglianti e i corpi perfetti che di solito servono a vendere abiti, profumi e creme antirughe, anche per scopi sociali?

È possibile, anche se è molto difficile perché i temi che le campagne sociali trattano sono spesso dolorosi, e come tali stridono con lo stile patinato della pubblicità commerciale.

Un buon esempio ci viene da Sidaction, che nell’ottobre 2007 ha lanciato una campagna di grande impatto e bellezza per la prevenzione dell’Aids.

Belli e nudi i giovani che danzano nel buio, raccapricciante il loro destino. Amore e morte, bellezza e orrore sono le opposizioni che la campagna suggerisce.

Qui sotto il video su Youtube, segnalatomi da Ricky (grazie!).

Se vuoi vederlo più in grande, per apprezzarne i dettagli, segui anche questo link.




Le parole del Papa

21 01 2008

Da Repubblica.it:

Desidero innanzitutto salutare i giovani universitari“, ha esordito il Papa dopo l’Angelus, chiarendo che intendeva così affrontare direttamente la questione del suo mancato intervento alla Sapienza. “Come professore, per così dire, emerito, che ha incontrato tanti studenti nella sua vita - ha detto ancora il Papa - vi incoraggio tutti, cari universitari, ad essere sempre rispettosi delle opinioni altrui e a ricercare, con spirito libero e responsabile, la verità e il bene”. L’invito è stato poi esteso a tutti, a conclusione del discorso: “Grazie a voi tutti, buona settimana, e andiamo avanti in questo spirito di fraternità e amore per libertà e verità, e impegno comune per una società fraterna e tollerante”.

Con queste parole, ieri Benedetto XVI ha chiuso definitivamente a suo favore la questione con la Sapienza.

Impliciti:

1) io sono dalla vostra, giovani universitari, e lo dimostro salutandovi per primi;

2) io so come siete fatti, perché sono professore emerito (”per così dire”, cioè non me ne vanto affatto) e come tale ho incontrato nella vita tanti come voi, dunque chi meglio di me sa come parlarvi;

3) io rispetto le opinioni altrui, cerco la verità e il bene, mentre “quelli della Sapienza” (tutti, non solo i docenti che hanno scritto la lettera) non lo fanno;

4) dall’alto del mio ruolo, vi insegno e invito a essere come me, cioè a non fare come “quelli della Sapienza”;

5) infine do per scontato che voi seguiate il mio insegnamento, perché metto assieme me stesso, gli studenti e tutti i 200.000 presenti all’Angelus chiudendo con un bel “noi” inclusivo, che non è affatto un pluralis maiestatis, ma un “tutti insieme faremo” che solo un leader che sa benissimo di avere il sostegno dei suoi può permettersi di pronunciare.

Come volevasi dimostrare (vedi il post e i commenti di venerdì scorso).