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	<title>Commenti a: E va bene così</title>
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	<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 17:44:40 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Ma va bene così? : marketing</title>
		<link>http://giovannacosenza.wordpress.com/2008/01/12/e-va-bene-cosi/#comment-432</link>
		<dc:creator>Ma va bene così? : marketing</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Mar 2008 18:28:04 +0000</pubDate>
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		<description>[...] con un&#8217;analisi approfondita, pur approvando l&#8217;iniziativa, sostiene che la campagna sia smaccatamente sottotono. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] con un&#8217;analisi approfondita, pur approvando l&#8217;iniziativa, sostiene che la campagna sia smaccatamente sottotono. [...]</p>
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		<title>Di: Marco</title>
		<link>http://giovannacosenza.wordpress.com/2008/01/12/e-va-bene-cosi/#comment-352</link>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Mar 2008 18:18:49 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Giò, ieri sera a Rimini ho assistito alla "tavola rotonda" presieduta dal professor Proni con la proiezione di alcuni spot vincitori di Cannes...tra questi volevo segnalarti i seguenti sull'argomento:
http://it.youtube.com/watch?v=ue1DFRWi5_0&#38;NR=1
http://it.youtube.com/watch?v=VXah_ZzJEX4
http://it.youtube.com/watch?v=AKTCdVL-L-s&#38;feature=related

sono 3 spot della stessa campagna, mostrano situazioni di conflitto quotidiano di coppie gay sulle piccole cose di ogni giorno e il messaggio è "gay marriage is just like yours. only gayer."

cosa ne pensi/pensate?

Marco</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Giò, ieri sera a Rimini ho assistito alla &#8220;tavola rotonda&#8221; presieduta dal professor Proni con la proiezione di alcuni spot vincitori di Cannes&#8230;tra questi volevo segnalarti i seguenti sull&#8217;argomento:<br />
<a href="http://it.youtube.com/watch?v=ue1DFRWi5_0&amp;NR=1" rel="nofollow">http://it.youtube.com/watch?v=ue1DFRWi5_0&amp;NR=1</a><br />
<a href="http://it.youtube.com/watch?v=VXah_ZzJEX4" rel="nofollow">http://it.youtube.com/watch?v=VXah_ZzJEX4</a><br />
<a href="http://it.youtube.com/watch?v=AKTCdVL-L-s&amp;feature=related" rel="nofollow">http://it.youtube.com/watch?v=AKTCdVL-L-s&amp;feature=related</a></p>
<p>sono 3 spot della stessa campagna, mostrano situazioni di conflitto quotidiano di coppie gay sulle piccole cose di ogni giorno e il messaggio è &#8220;gay marriage is just like yours. only gayer.&#8221;</p>
<p>cosa ne pensi/pensate?</p>
<p>Marco</p>
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		<title>Di: Amore e morte &#171; D I S . A M B . I G . U A N D O</title>
		<link>http://giovannacosenza.wordpress.com/2008/01/12/e-va-bene-cosi/#comment-76</link>
		<dc:creator>Amore e morte &#171; D I S . A M B . I G . U A N D O</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jan 2008 22:44:15 +0000</pubDate>
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		<description>[...]  22 01 2008   L&#8217;altro giorno Valentina mi chiedeva - in due lucidi commenti che puoi leggere qui: è possibile, nel mondo sfavillante a cui la pubblicità ci ha assuefatti, fare una comunicazione [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...]  22 01 2008   L&#8217;altro giorno Valentina mi chiedeva - in due lucidi commenti che puoi leggere qui: è possibile, nel mondo sfavillante a cui la pubblicità ci ha assuefatti, fare una comunicazione [...]</p>
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		<title>Di: giovannacosenza</title>
		<link>http://giovannacosenza.wordpress.com/2008/01/12/e-va-bene-cosi/#comment-64</link>
		<dc:creator>giovannacosenza</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jan 2008 14:25:50 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Riccardo,
splendido il tuo intervento: mi pare contribuisca in modo fondamantale a dipanare gli aspetti più problematici di questa campagna. 

Grazie a tutti, di cuore. Ho molte idee in più, ora, e molto più chiare, del giorno in cui ho proposto la campagna AGeDO.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Riccardo,<br />
splendido il tuo intervento: mi pare contribuisca in modo fondamantale a dipanare gli aspetti più problematici di questa campagna. </p>
<p>Grazie a tutti, di cuore. Ho molte idee in più, ora, e molto più chiare, del giorno in cui ho proposto la campagna AGeDO.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: Riccardo</title>
		<link>http://giovannacosenza.wordpress.com/2008/01/12/e-va-bene-cosi/#comment-63</link>
		<dc:creator>Riccardo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jan 2008 12:13:11 +0000</pubDate>
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		<description>Penso che i soggetti in gioco nella discussione siano tre: gli omosessuali stessi; i parenti e gli amici dei gay; e la collettività più ampia. Per valutare l’efficacia della campagna, occorre individuarne l’obiettivo. 

Essa riflette l’operato e il modo d’essere di quei genitori, di quei parenti e di quegli amici di omosessuali che sono già sereni per ciò che riguarda l’identità dei propri cari.  Contemporaneamente, cerca di instaurare un dialogo con quanti sono ancora in cerca di rassicurazione e di una soluzione al conflitto provato nello scoprire che una persona vicina è gay.  Essa non si indirizza a persone già “convinte della validità” delle posizioni mantenute, ma – questo sì – a quelle già coinvolte e predisposte a recepire il messaggio.  Non si tratta di richiamare l’attenzione pubblica sul tema.  L’obiettivo – forse più modesto, ma non senza importanza – è far sentire meno isolate e diverse persone motivate (perché direttamente colpite) a superare la loro difficoltà.
 
Posti simili obiettivi, una campagna come questa mi sembra efficace.  Essa ha il valore aggiunto di essere “accogliente” per gli stessi omosessuali, che spesso sono i primi ad avvertire con disagio la propria identità.  Soprattutto i più giovani, che abbandonano un immaginario eterosessuale alla ricerca di un nuovo universo simbolico, possono trarre giovamento dal fatto di vedere immagini accessibili, in cui rispecchiarsi.

Viceversa, la campagna sarebbe forse inefficace se volesse suscitare interesse in tutta la popolazione.  Chi è coinvolto talvolta ha bisogno di un messaggio veicolato con gentilezza, con discrezione; solo chi è meno interessato richiede un linguaggio intrigante, patinato o d’impatto. L’occhio di una madre preoccupata per il benessere di suo figlio è  più vigile e sensibile di quello della persona non direttamente interessata. È importante sottolineare, però, che tanto quanto la forma di comunicazione adottata non è di appeal per il pubblico generico, ciò che attirerebbe l’attenzione del pubblico generico potrebbe risultare troppo forte per chi si sente già esposto (spesso, dolorosamente esposto).

La domanda è, dunque, se una pubblicità sociale come questa debba rivolgersi alle prime due classi di soggetti, o se debba invece puntare alla collettività. Dal mio punto di vista, le due cose non sono in contrapposizione, ma riguardano fasi successive e che si completano a vicenda.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Penso che i soggetti in gioco nella discussione siano tre: gli omosessuali stessi; i parenti e gli amici dei gay; e la collettività più ampia. Per valutare l’efficacia della campagna, occorre individuarne l’obiettivo. </p>
<p>Essa riflette l’operato e il modo d’essere di quei genitori, di quei parenti e di quegli amici di omosessuali che sono già sereni per ciò che riguarda l’identità dei propri cari.  Contemporaneamente, cerca di instaurare un dialogo con quanti sono ancora in cerca di rassicurazione e di una soluzione al conflitto provato nello scoprire che una persona vicina è gay.  Essa non si indirizza a persone già “convinte della validità” delle posizioni mantenute, ma – questo sì – a quelle già coinvolte e predisposte a recepire il messaggio.  Non si tratta di richiamare l’attenzione pubblica sul tema.  L’obiettivo – forse più modesto, ma non senza importanza – è far sentire meno isolate e diverse persone motivate (perché direttamente colpite) a superare la loro difficoltà.</p>
<p>Posti simili obiettivi, una campagna come questa mi sembra efficace.  Essa ha il valore aggiunto di essere “accogliente” per gli stessi omosessuali, che spesso sono i primi ad avvertire con disagio la propria identità.  Soprattutto i più giovani, che abbandonano un immaginario eterosessuale alla ricerca di un nuovo universo simbolico, possono trarre giovamento dal fatto di vedere immagini accessibili, in cui rispecchiarsi.</p>
<p>Viceversa, la campagna sarebbe forse inefficace se volesse suscitare interesse in tutta la popolazione.  Chi è coinvolto talvolta ha bisogno di un messaggio veicolato con gentilezza, con discrezione; solo chi è meno interessato richiede un linguaggio intrigante, patinato o d’impatto. L’occhio di una madre preoccupata per il benessere di suo figlio è  più vigile e sensibile di quello della persona non direttamente interessata. È importante sottolineare, però, che tanto quanto la forma di comunicazione adottata non è di appeal per il pubblico generico, ciò che attirerebbe l’attenzione del pubblico generico potrebbe risultare troppo forte per chi si sente già esposto (spesso, dolorosamente esposto).</p>
<p>La domanda è, dunque, se una pubblicità sociale come questa debba rivolgersi alle prime due classi di soggetti, o se debba invece puntare alla collettività. Dal mio punto di vista, le due cose non sono in contrapposizione, ma riguardano fasi successive e che si completano a vicenda.</p>
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