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	<title>Commenti a: Un vaccino contro Google</title>
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	<pubDate>Sun, 18 May 2008 00:20:36 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Happosai</title>
		<link>http://giovannacosenza.wordpress.com/2008/03/04/un-vaccino-contro-google/#comment-565</link>
		<dc:creator>Happosai</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Apr 2008 21:28:09 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;cite&gt; Soprattutto ho da pochi mesi scoperto che una pagina così utilizzata potrebbe contribuire dal punto di vista del risparmio energetico se cambiasse lo sfondo bianco; conoscete NeroGoogle? &lt;/cite&gt;

Cara Roberta, il BlackGoogle è un'iniziativa carina, ma il risparmio energetico è purtroppo inferiore rispetto a quello sbandierato inizialmente. La differenza di consumo tra schermo bianco e schermo nero è apprezabile solamente negli schermi a tubo catodico, da pochi mesi superati nelle vendite dagli LCD (senza contare poi il mercato dei portatili, che per ovvie ragioni non vanno a tubo catodico). 

Personalmente trovo il libro di Ippolita illegibile. Le obiezioni tecniche richiederebbero un libro tanto grande quanto il loro, ma sarebbe troppo facile infierire su un libro che liquida la definizione di algoritmo in un paragrafo, salvo poi mettere in nota qualcosa come 'per maggiori informazioni: wikipedia'. Compendio di ideologia e approcci superficiali (niente di tutto questo è nuovo per chi è nato con altavista e yahoo e ha visto a poco a poco la crescita di Google), parla del segreto del PageRank come un segreto di Pulcinella. A mio avviso, il vero segreto di Pulcinella è quello del libro di Ippolita, in cui ogni pagina sembra un preludio alla rivelazione finale che ci illuminerà sulla vera natura di Google.
Tre cause intentate a una società che praticamente gestisce il 90% degli accessi alle pagine web in tutto il mondo non mi sembrano un killing argument.
Nè che i risultati siano catalogati. DoubleClick.net esegue un monitoraggio costante tramite veri e propri spyware installati nei computer degli utenti di mezzo mondo (e di cui essi non sono a conoscenza). E, a differenza di Google, DoubleClick non fornisce nessun servizio ai suoi utenti, ma solo agli agenti di mercato interessati a questi dati.
E' poi vera e propria ignoranza (o malizia?) sostentere che il crawler di Google non possa indicizzare pagine dinamiche (quasi tutti i siti che contano sarebbero fuori dai risultati delle ricerche). Esiste a questo scopo il sitemap. Unica limitazione che Google può chiedere, è l'aggiunta del tag , che impedisce di conteggiare le pagine GENERATE dinamicamente (sarebbe assolutamente inutile indicizzare le pagine delle persone che tre giorni fa cercavano un treno da roma a parigi con tariffa ridotta, due adulti, vagone letto e tariffa flexi).

La malizia più grossa è, tuttavia, insistere ogni 5 pagine sull'opacità del sistema PageRank, senza dire in modo chiaro e tondo che la pubblicazione dell'algoritmo farebbe collassare un'azienda da 800 dollari ad azione e soprattutto vedrebbe cambiare l'impostazione di tutti i siti che farebbero di tutto per "piacere" a Google. Cioè, se domani Google dovesse dire "per avere un posizionamento alto bisogna inserire l'immagine di un cavallo bianco nella home page", potremmo stare certi che domani la maggior parte dei siti web avrebbe non uno, ma dieci cavalli bianchi in home page.
E' già bastato dire che Google Search aderisce alle regole generali del SEO per far fiorire migliaia di sedicenti "esperti di Google" che, in cambio di un lauto compenso, garantiscono un posizionamento elevato del nostro sito (basta digitare Google Ranking, Increase Visibility, ecc. per capire di cosa si tratta).

L'approccio a mio avviso più positivo nei confronti del sistema Google è quello di Luca Catania (consulente di Web Marketing e Usabilità) che ha inventato il concetto di "ranking biologico", a tutto vantaggio di un web di qualità.

Questo non vuol dire, però, che Google sia per me inattaccabile. Il crollo del costo per azioni da 700 a 400 dollari è il preludio della fine di una crescita a dir poco stratosferica. L'ingerenza, sempre più frequente, nei territori dominati dagli applicativi Microsoft (che Google vorrebbe gratuiti, web based, e ovviamente suoi) porterà a scontri in cui si vedrà la vera essenza del gruppo di Mountain View (i due differenti approcci non ricordano tanto quello che successe un quarto di secolo fa tra la mela colorata di Steve Jobs e le bande 0101 di Ibm?).

Insomma, a mio avviso Ippolita ha attaccato Google sul fianco in cui esso è più forte.

Ps: GooglePlex sarà anche del capitalismo morbido, e quindi condannabile a priori. Ma fuori da GooglePlex ci sono i contratti a progetto, i 500 euro al mese per 10 ore di lavoro in sistemi gerarchizzati e datori rom******. Anche qui la domanda migliore dovrebbe essere: durerà?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><cite> Soprattutto ho da pochi mesi scoperto che una pagina così utilizzata potrebbe contribuire dal punto di vista del risparmio energetico se cambiasse lo sfondo bianco; conoscete NeroGoogle? </cite></p>
<p>Cara Roberta, il BlackGoogle è un&#8217;iniziativa carina, ma il risparmio energetico è purtroppo inferiore rispetto a quello sbandierato inizialmente. La differenza di consumo tra schermo bianco e schermo nero è apprezabile solamente negli schermi a tubo catodico, da pochi mesi superati nelle vendite dagli LCD (senza contare poi il mercato dei portatili, che per ovvie ragioni non vanno a tubo catodico). </p>
<p>Personalmente trovo il libro di Ippolita illegibile. Le obiezioni tecniche richiederebbero un libro tanto grande quanto il loro, ma sarebbe troppo facile infierire su un libro che liquida la definizione di algoritmo in un paragrafo, salvo poi mettere in nota qualcosa come &#8216;per maggiori informazioni: wikipedia&#8217;. Compendio di ideologia e approcci superficiali (niente di tutto questo è nuovo per chi è nato con altavista e yahoo e ha visto a poco a poco la crescita di Google), parla del segreto del PageRank come un segreto di Pulcinella. A mio avviso, il vero segreto di Pulcinella è quello del libro di Ippolita, in cui ogni pagina sembra un preludio alla rivelazione finale che ci illuminerà sulla vera natura di Google.<br />
Tre cause intentate a una società che praticamente gestisce il 90% degli accessi alle pagine web in tutto il mondo non mi sembrano un killing argument.<br />
Nè che i risultati siano catalogati. DoubleClick.net esegue un monitoraggio costante tramite veri e propri spyware installati nei computer degli utenti di mezzo mondo (e di cui essi non sono a conoscenza). E, a differenza di Google, DoubleClick non fornisce nessun servizio ai suoi utenti, ma solo agli agenti di mercato interessati a questi dati.<br />
E&#8217; poi vera e propria ignoranza (o malizia?) sostentere che il crawler di Google non possa indicizzare pagine dinamiche (quasi tutti i siti che contano sarebbero fuori dai risultati delle ricerche). Esiste a questo scopo il sitemap. Unica limitazione che Google può chiedere, è l&#8217;aggiunta del tag , che impedisce di conteggiare le pagine GENERATE dinamicamente (sarebbe assolutamente inutile indicizzare le pagine delle persone che tre giorni fa cercavano un treno da roma a parigi con tariffa ridotta, due adulti, vagone letto e tariffa flexi).</p>
<p>La malizia più grossa è, tuttavia, insistere ogni 5 pagine sull&#8217;opacità del sistema PageRank, senza dire in modo chiaro e tondo che la pubblicazione dell&#8217;algoritmo farebbe collassare un&#8217;azienda da 800 dollari ad azione e soprattutto vedrebbe cambiare l&#8217;impostazione di tutti i siti che farebbero di tutto per &#8220;piacere&#8221; a Google. Cioè, se domani Google dovesse dire &#8220;per avere un posizionamento alto bisogna inserire l&#8217;immagine di un cavallo bianco nella home page&#8221;, potremmo stare certi che domani la maggior parte dei siti web avrebbe non uno, ma dieci cavalli bianchi in home page.<br />
E&#8217; già bastato dire che Google Search aderisce alle regole generali del SEO per far fiorire migliaia di sedicenti &#8220;esperti di Google&#8221; che, in cambio di un lauto compenso, garantiscono un posizionamento elevato del nostro sito (basta digitare Google Ranking, Increase Visibility, ecc. per capire di cosa si tratta).</p>
<p>L&#8217;approccio a mio avviso più positivo nei confronti del sistema Google è quello di Luca Catania (consulente di Web Marketing e Usabilità) che ha inventato il concetto di &#8220;ranking biologico&#8221;, a tutto vantaggio di un web di qualità.</p>
<p>Questo non vuol dire, però, che Google sia per me inattaccabile. Il crollo del costo per azioni da 700 a 400 dollari è il preludio della fine di una crescita a dir poco stratosferica. L&#8217;ingerenza, sempre più frequente, nei territori dominati dagli applicativi Microsoft (che Google vorrebbe gratuiti, web based, e ovviamente suoi) porterà a scontri in cui si vedrà la vera essenza del gruppo di Mountain View (i due differenti approcci non ricordano tanto quello che successe un quarto di secolo fa tra la mela colorata di Steve Jobs e le bande 0101 di Ibm?).</p>
<p>Insomma, a mio avviso Ippolita ha attaccato Google sul fianco in cui esso è più forte.</p>
<p>Ps: GooglePlex sarà anche del capitalismo morbido, e quindi condannabile a priori. Ma fuori da GooglePlex ci sono i contratti a progetto, i 500 euro al mese per 10 ore di lavoro in sistemi gerarchizzati e datori rom******. Anche qui la domanda migliore dovrebbe essere: durerà?</p>
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		<title>Di: Roberta</title>
		<link>http://giovannacosenza.wordpress.com/2008/03/04/un-vaccino-contro-google/#comment-382</link>
		<dc:creator>Roberta</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Mar 2008 21:27:27 +0000</pubDate>
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		<description>Mi trovo in accordo con il post e non conoscevo gli altri metodi di ricerca, nonostante abbia rilevato più volte che Google non da tutti i risultati sperati.

Soprattutto ho da pochi mesi scoperto che una pagina così utilizzata potrebbe contribuire dal punto di vista del risparmio energetico se cambiasse lo sfondo bianco; conoscete &lt;a href="http://www.nerooogle.com/" rel="nofollow"&gt;NeroGoogle&lt;/a&gt;?

Non sono una grande ambientalista, ma credo sia una buona iniziativa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi trovo in accordo con il post e non conoscevo gli altri metodi di ricerca, nonostante abbia rilevato più volte che Google non da tutti i risultati sperati.</p>
<p>Soprattutto ho da pochi mesi scoperto che una pagina così utilizzata potrebbe contribuire dal punto di vista del risparmio energetico se cambiasse lo sfondo bianco; conoscete <a href="http://www.nerooogle.com/" rel="nofollow">NeroGoogle</a>?</p>
<p>Non sono una grande ambientalista, ma credo sia una buona iniziativa.</p>
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		<title>Di: giovannacosenza</title>
		<link>http://giovannacosenza.wordpress.com/2008/03/04/un-vaccino-contro-google/#comment-380</link>
		<dc:creator>giovannacosenza</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Mar 2008 20:06:03 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;b&gt;Andrea&lt;/b&gt;: bella idea. Mi sa che potrebbe essere un post dei prossimi giorni.
Sarebbe interessante che un laureando o una laureanda ci lavorassero.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><b>Andrea</b>: bella idea. Mi sa che potrebbe essere un post dei prossimi giorni.<br />
Sarebbe interessante che un laureando o una laureanda ci lavorassero.</p>
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	</item>
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		<title>Di: Andrea</title>
		<link>http://giovannacosenza.wordpress.com/2008/03/04/un-vaccino-contro-google/#comment-377</link>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Mar 2008 19:26:22 +0000</pubDate>
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		<description>Conoscevo Ixquick. Per quanto riguarda Google, consiglio di visionare la sezione News della versione italiana, potrebbe dare degli spunti interessanti per un articolo. Faccio un esempio: se un ex Presidente del Consiglio (facilmente capirete di chi parlo) è assolto in un processo per falso in bilancio perchè il governo da lui presieduto ha depenalizzato il reato, la news che ha maggior risalto è quella de "Il Giornale", che titola (banalizzo, ma credo che la notizia si possa facilmente ritrovare) "Giustizia è fatta". Oppure, c'è una crisi tra Colombia da una parte e Venezuela ed Ecuador dall'altra (è questione di questi giorni) provocata da un incursione militare dell'esercito colombiano in territorio ecuadoriano: la news che ha più rilevanza su Google (ho appena controllato su Google News Italia) è quella de "Il Sole 24 Ore" che, chissà perchè, titola "Il presidente colombiano: Chavez complice di genocidio". Uno studio attento forse potrebbe rintracciare sotto questi fenomeni una costante.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Conoscevo Ixquick. Per quanto riguarda Google, consiglio di visionare la sezione News della versione italiana, potrebbe dare degli spunti interessanti per un articolo. Faccio un esempio: se un ex Presidente del Consiglio (facilmente capirete di chi parlo) è assolto in un processo per falso in bilancio perchè il governo da lui presieduto ha depenalizzato il reato, la news che ha maggior risalto è quella de &#8220;Il Giornale&#8221;, che titola (banalizzo, ma credo che la notizia si possa facilmente ritrovare) &#8220;Giustizia è fatta&#8221;. Oppure, c&#8217;è una crisi tra Colombia da una parte e Venezuela ed Ecuador dall&#8217;altra (è questione di questi giorni) provocata da un incursione militare dell&#8217;esercito colombiano in territorio ecuadoriano: la news che ha più rilevanza su Google (ho appena controllato su Google News Italia) è quella de &#8220;Il Sole 24 Ore&#8221; che, chissà perchè, titola &#8220;Il presidente colombiano: Chavez complice di genocidio&#8221;. Uno studio attento forse potrebbe rintracciare sotto questi fenomeni una costante.</p>
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	<item>
		<title>Di: il moralista</title>
		<link>http://giovannacosenza.wordpress.com/2008/03/04/un-vaccino-contro-google/#comment-373</link>
		<dc:creator>il moralista</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Mar 2008 14:49:45 +0000</pubDate>
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		<description>anche io concordo sul fattore "pigrizia" degli utenti, anche quando sono mediamente "acculturati" in termini web... grazie delle segnalazioni sui due metatomotori, che non conoscevo.

ps. per la cronaca io ho affidato diversi mie dati sia a Google che a Yahoo, avendo due account per I-Google e per Mio Yahoo. Li uso per servizi diversi. Blogging compreso (ma uso anche Wordpress)... differenziare... differenziare :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>anche io concordo sul fattore &#8220;pigrizia&#8221; degli utenti, anche quando sono mediamente &#8220;acculturati&#8221; in termini web&#8230; grazie delle segnalazioni sui due metatomotori, che non conoscevo.</p>
<p>ps. per la cronaca io ho affidato diversi mie dati sia a Google che a Yahoo, avendo due account per I-Google e per Mio Yahoo. Li uso per servizi diversi. Blogging compreso (ma uso anche WordPress)&#8230; differenziare&#8230; differenziare <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /></p>
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