Stamattina ho fatto una cosa bella e divertente: ho moderato un incontro fra Carmen Consoli e oltre 100 studenti dell’ultimo anno delle scuole secondarie, provenienti da tutte le città della Sicilia e da molte del sud Italia. Oltre a loro, una manciata di insegnanti, una spolverata di docenti universitari, una spruzzatina di autorità locali. Più tutti gli studenti della Scuola Superiore di Catania, che è una scuola di eccellenza universitaria (come la Normale di Pisa, per intenderci), che esiste dal 1998 e ha aperto i festeggiamenti del suo decennale con questo evento.
Assieme a uno staff di fidatissimi ex studenti (ora professionisti rampanti), sto lavorando alla strategia di comunicazione e all’immagine coordinata della Scuola Superiore di Catania da settembre scorso. Quella di stamattina era la prima uscita pubblica, e sono molto contenta. Altre ne faremo.
Titolo dell’incontro: “Studiare con passione, vivere con creatività”.
Argomenti di cui abbiamo conversato: studio e creatività, regole ed eccezioni, passione e innovazione, scuola, università, ricerca, mafia siciliana, mafia italiana, tolleranza, contaminazioni etniche, religiose, linguistiche, relativismo, razzismo e antirazzismo. E poi: studiare all’estero o studiare in Italia? Lavorare in Italia o lavorare all’estero? E molto altro ancora, con tanto di schitarrata conclusiva, da parte dei ragazzi, nel tentativo di far cantare Carmen, che magari avrebbe voluto, ma il suo manager ha fatto gli occhi storti e allora lei si è limitata a intonare uno stralcio di “Mai come ieri” e poi, per intero, un canto siciliano.
Quando avrò a disposizione il video dell’evento, ne posterò un pezzetto, giuro. Nel frattempo, un pensiero e un ringraziamento particolare vanno a Giacomo Scillia e Ilaria Novi, i mie due collaboratori più preziosi, che purtroppo non erano con me a Catania: senza di loro, tutto ciò non avrei potuto.


E’ così che si fa. Non si crea solo un nome, si crea elettricità, si convoglia lo studente, gli si da un’identà forte, piena di prestigio, anche se la sua scuola, la sua famiglia, il suo cognome magari, sono “del sud”. E’ una direzione non semplicemente un’immagine pubblicitaria il vostro lavoro. Sembra ci resuscitino le vostre strategie, il vostro sforzo nel promuovere qualcosa che non è necessariamente sporco o di scarso valore solo perchè siciliano. La sicilia è viva. O meglio vive di stenti. Ma non è letargica e ogni colpo che batte sulla superficie degli orizzonti dei giovani figli della Trinacria è un terremoto sociale, che anche se rimane inavvertito in molti punti è l’epicentro in un altro, e li può rompere tutto e fare ricostruire meglio
nel tentativo di far cantare Carmen, che magari avrebbe voluto, ma il suo manager ha fatto gli occhi storti e allora lei si è limitata
che tristezza. è una cantante, le vien voglia di cantare un minuto con dei ragazzi suoi ammiratori, ma il “manager” le fa gli occhi storti e lei, come una mucca di fronte al bastone, ubbidisce. che tristezza e che squallore profondo.
mai più un suo disco, mai più un suo spettacolo.