Ho superato un mio vecchio e stupido pregiudizio: ho cominciato a leggere Stephen King.
Mi spiego: il pregiudizio non riguardava la cosiddetta “letterarietà” di King e neppure quella dei generi horror e gotico, in cui sono annoverati i suoi libri. Non soffro di questo tipo di snobismo. Il pregiudizio dipendeva dal fatto che avevo paura di avere paura, temevo cioè che, leggendo King, avrei avuto incubi notturni e ansie a ogni cigolio di porta.
Invece niente: sto leggendo Mucchio d’ossa (sono a metà) e non ho paura. Ti dirò di più: mi piace moltissimo. E come potrebbe non piacermi? Tanto per fare un esempio:
«È così che andiamo avanti, un giorno alla volta, un pasto alla volta, un dolore alla volta, un respiro alla volta. I dentisti medicano un canale radicolare alla volta; il carpentiere mette una doga alla volta. Se scrivi libri, lavori a una pagina alla volta. Ci distacchiamo da tutto ciò che sappiamo e tutto ciò che temiamo. Studiamo cataloghi, seguiamo partite di football, scegliamo fra Sprint e AT&T. Contiamo gli uccelli in cielo e non stacchiamo gli occhi dalla finestra quando sentiamo i passi di qualcuno che ci si avvicina da dietro; diciamo di sì, conveniamo che spesso le nuvole assumono forme di altre cose, pesci e unicorni e cavalieri; ma alla fine sono solo nuvole e noi riportiamo l’attenzione al prossimo pasto, il prossimo dolore, il prossimo respiro, la prossima pagina. È così che andiamo avanti.»
(Stephen King, Bag of bones, 1998, trad. it. Mucchio d’ossa, Sperling & Kupfer, 1999, VIII edizione Paperbacks, p. 301.)

Benvenuta nel club! Io avevo lo stesso timore, tanti anni fa, superato grazie a mio padre, lettore di King della prima ora, che mi ha trascinato nel vortice. King ha scritto tanto e forse anche troppo, negli ultimi anni ogni tanto è impazzito e ha pubblicato cose orribili di 800 pagine (i best-sellers si vendono a peso, sostiene sempre mio padre…) di cui almeno 600 sono di troppo, ma la passione con cui ho divorato alcuni dei suoi libri è ancora viva per me, dopo tanti anni. E ti assicuro che se leggerai Shining un po’ di brividi lungo la schiena li proverai senz’altro, così come a volte ti ritroverai a dare qualche sbirciata alle tue spalle, dietro alla sedia in cui sarai seduta…”Stand by me” resta per me uno dei più bei racconti mai scritti e King è grandioso nel descrivere timori e insicurezze adolescenziali.
Se lancerai sul blog una classifica Kinghiana parteciperò con piacere!!
Io ho letto ogni estate per tutta l’adolescenza “IT”, e durante il resto dell’anno mi dilettavo con gli altri. Poi man mano ho smesso purtroppo per mancanza di costanza
Sai che ho pensato letta la tua intro qui?
“Possibile che sia del tutto scevra da snobismi (scomodi) come appare?”
Ovviamente senza nessun intento cattivo! O voglia di pungolare!
Mi sono accorta di come io percepisca, di caso in caso, a volte persone “perfette” e a volte persone “perfezionate”.
E beh.. senza entrare nel merito di quanto questa distinzione sia poi fattibile, ho sorriso riflettendo su come padroneggiare la comunicazione sia il più bel mezzo per agire i nostri sé “perfezionati”, quando non fossero connaturati e/o non fossero ancora stati costruiti quelli “perfetti”.
Ah. Io King non l’ho mai letto perché snobbo un po’ il genere
MA: questo passo lascia senza parole.
Rowena e Falcon82, che vi devo dire? Meglio tardi (per me) che mai…
Vale, brutta bestia lo snobismo… ma ci si casca, oh se ci si casca. Un buon antidoto è il motto di Terenzio “homo sum, humani nihil a me alienum puto”.
Io lo tengo sempre presente.
Insomma: passi al Mac, cominci a leggere King… a quando la riabilitazione di Paolo da Rimini, l’Abbas Agraphicus?
A Giro
che si legge: prrrr….

Un tempo ero un grande consumatore di King e una volta lessi una recensione che calzava a pennello e recitava più o meno così “King è come la Nutella: piace e diverte”. Per rendere l’idea di quanto mi piaceva basta dire che mi misi anch’io a scrivere racconti horror, pagine su pagine, tutti rigorosamente ambientati in New England (dove ovviamente non ero mai stato): una velleità perdonabile, dopotutto avevo solo 12-13 anni. Ogni tanto però mi torna la voglia di leggermi una delle sue ultime uscite, magari un giorno…
Benvenuta anche da parte mia
adesso nelle prossime discussioni con i due fan assatanati sarà più facile introdursi.
In effetti anche io, quando ho iniziato a leggerlo, me lo aspettavo più vicino ai classici dell’horror (quelli che “non fanno dormire”), e in effetti libri come Le notti di Salem sono piuttosto canonici in questo senso, ma ci vuole poco perché inizi a distaccarsi e ad evolversi, in meglio.
Ehm..io vivo nella paura di avere paura! Ma non solo di King, ma in generale (e okay, se non mi do una calmata a 30 anni sarò arteriosclerotica-ipocondriaca-ansiosa!)
No?!
Ad ogni modo un giorno al mare eravamo in un posto che a me non piaceva e invece che fare il bagno ho letto l’unico libro che era nello zaino di un mio amico: “La zona morta”.
E sono arrivata a pagina 50 in poco tempo saltando solo la desrizione dell’uccisione di un cane che più che paurosa era troppo crudele per me!
Io avevo smesso… ma da venerdì ho preso in mano il suo Duma Key: mi sono ricordato che il Re GENERA DIPENDENZA!
Ci ho messo circa 300 pagine per rendermi conto che è (quasi) sempre il solito Stephen King e che sa risucchiarti nella pagina così bene che gli pedoni (quasi) tutto
il primo libro che ho letto di S. King è stato l’ombra dello scorpione..poi via via gli altri…ho iniziato da poco a leggere mucchio d’ossa e mi lascia senza fiato…vorrei finirlo presto per sapere come va a finire ma poi penso che mi lascerà un pò di solitudine e trovarne un altro simile non penso sia facile