Una manifestazione semplice e solare

Ieri sera mi sono sottoposta all’ennesimo atto di dolore: guardare, ma soprattutto sentire, Walter Veltroni ospite da Fazio. Occhi immobili – gli stessi della terribile fotografia pre-elettorale. Voce monotona. Ma soprattutto: parole talmente scontate da suonare vuote.

Ho preso qualche appunto.

Usa la televisione per dire che «l’opposizione non si fa solo in tv, ma in piazza». Ricorda che Berlusconi «ha il controllo dei media», ma subito dopo sostiene, contraddicendosi, che «è infastidito dai giornalisti» (oltre che da magistrati e sindacati).

Banalizza la contrapposizione fra McCain e Obama: se negli Usa vincerà McCain «ci sarà un clima pesante in Occidente», perché dalla crisi del ’29 si uscì o con il New Deal o con il nazismo. Ora, poiché oggi il New Deal è rappresentato da Obama, McCain è implicitamente paragonato a Hitler. Lo stesso accostamento che appare nell’ultimo tour di Madonna. Controproducente per la parte che vorrebbe sostenere (Obama), per ragioni che abbiamo discusso qui.

Chicca finale: definisce la manifestazione del 25 ottobre «una cosa semplice, solare e bella».

«Semplici e solari» si definiscono – facci caso – quasi tutte le aspiranti veline e molti tronisti di Maria De Filippi.

28 risposte a “Una manifestazione semplice e solare

  1. L’incompetenza mediatica di Veltroni è il riflesso di quella politica, come con l’ultima chicca di rompere l’alleanza con Di Pietro. A prescindere dal giudizio che si dà all’Idv (il mio non è molto positivo, anche se di certo migliore di quello sul Pd), sta di fatto che al momento il Pd da solo non ha la forza per porsi come unico partito di opposizione, o a vocazione maggioritaria che dir si voglia. Veltroni non capisce che l’Italia non ha una struttura politica come quella statunitense, ma semmai come quella francese o tedesca, per cui più che al bipartitismo si dovrebbe cercare di raggiungere una quadriglia bipolare, con due partiti grandi e due alleati minori ma fedeli (Spd-Grunen ai tempi di Schroeder, Upm-Udf ai tempi di Chirac). In Italia la destra ha già raggiunto questo assetto, con Pdl e Lega, la sinistra ancora no. Questa è scienza politica, ma è anche strategia: il centrodestra dimostra che la presenza di un partito estremista e xenofobo come la Lega non spaventa gli elettori moderati, che votano comunque Pdl (e prima Fi o An), e quindi non si capisce perché il Pd dovrebbe aver paura di perdere consensi al centro per colpa delle intemperanze di Di Pietro, che di per sé sono infinitamente meno gravi di quelle di Bossi e Calderoli.
    Secondo me Veltroni spera con questa mossa di ottenere i voti di quelli che appoggiano Di Pietro ma, pur di sconfiggere Berlusconi, voterebbero Pd: strategia già insufficiente nel 2001 e nel 2008. Oppure vorrebbe cambiare alleanza sostituendo l’Idv con un partito di sinistra meno imprevedibile. In tutti i casi, la proposta politica che sta alla base di questi ragionamenti è come la sua retorica: vuota

  2. Infatti, caro Anghelos:-( mentre all’estero tutti si (e ci) chiedono: dov’è finita la sinistra italiana?

  3. La chiusa è esattamente quello che ho pensato io quando l’ho sentito…

  4. L’incompetenza mediatica in questo caso fa il paio con quella strategica, manca la linea (come si diceva un tempo) le idee. Inutile girare intorno al problema. Non l’ho guardato, sapevo già come andava a finire. Veltroni e il PD mi ricordano quelli che vogliono farsi accettare a tutti i costi e finiscono per tenere contenti tutti, a scapito della propria identità.

  5. Non so se sia peggio valutare questi difetti di comunicazione come colpa (=ignoranza o incapacità) o come dolo. Tu che impressione hai? C’è o ci fa?

    ciao
    nicola.

  6. Mi sembra che il problema di Veltroni non sia solo come comunicare, ma cosa, cioè che, come si è già detto qui, non ha niente da proporre. Quello che manca totalmente è un progetto per il paese. E di Fassino da Crozza che ne pensate?

  7. Aggiungiamo pure quant’è patetico aver mandato a fan culo Di Pietro quattro mesi dopo il pur intollerabile voltafaccia dell’IDV. Ma mandacelo subito, no? Così, sembra Woody Allen quando dice “la mia fidanzata è scappata con il suo dentista, e allora io l’ho lasciata”.

    Non so, io sono sempre convinto che Veltroni sia molto ma molto meglio di così: io lo andai a sentire, a Pavia, quando venne in campagna elettorale, e mi piacque moltissimo.
    Penso che sia, però, paralizzato da una situazione interna al PD divenuta insostenibile, che non possa, dunque, a proporre una linea politica seria e efficace su nessun argomento, economico, civile o sociale; e che sia altrettanto annichilito da rapporti impossibili con gli altri partiti di opposizione che, nell’impossibilità di trovare a breve una seria alternativa di governo, mirano solo a indebolire il PD per nutrire il loro costosissimo nulla ideale e strategico del suo tessuto necrotico, come funghi su un tronco marcio.

    Più che altro, Veltroni mi ricorda molto me stesso nel corso di certe interrogazioni al liceo. Io non sono un idiota, ma certe sembravo indubbiamente un idiota, perché non sapevo nulla, non lo potevo ammettere, e architettavo argomentazioni diversive patetiche e irritanti, oppure ripetevo ossessivamente l’unica cosa che sapevo, infilandola inopportunamente in tutte le risposte, con l’unico risultato di rendere farsesca e odiosa la mia unica area di pur fumosa conoscenza.

    Mi rendo conto, però, che, in televisione (spesso, anche nella vita), non c’è alcuna differenza tra essere un idiota e sembrare un idiota, e che non ero così imbarazzato a vedere un politico di centrosinistra dal dibattito tra Occhetto e Berlusconi nel 1994.

  8. forse piu’ tardi farò un video su questa storia di veltroni e la rttura con di pietro

  9. Caro il comizietto, caro Vittorio, che ci sia o ci faccia, che si senta come interrogato a scuola o no, per i media e i cittadini – sempre più disorientati a sinistra, sempre più gongolanti a destra – quel che conta è il risultato: impresentabile.
    Quanto al paragone di Vittorio con le interrogazioni scolastiche, be’ qualche giorno fa – nel mio piccolo – avevo intitolato un post “Veltroni alle elementari”… ;-)

    Morgaine, mi sono persa Fassino da Crozza: d’altra parte, ne avevo già abbastanza… :-)
    Ciao a tutti!

  10. Non sono sicuro (ma credo di si) che Veltroni sia il responsabile del ri-utilizzo in chiave politica dell’aggettivo “bello”: La bella politica, ricordate? È da lì che mi è stato chiara la povertà culturale e politica di WV. La bellezza come categoria politica è sempre stata una peculiarità della destra: a cercar la bella morte, cantavano i balilla a Salò. Sostituire la bellezza alla coppia giusto/ingiusto è un sintomo dell’inaridimento della facoltà di giudizio: e non per caso all’estetizzazione della politica Benjamin contrapponeva la politicizzazione dell’estetica (ma se vai a parlare di Benjamin a WV ti scambia per un fioraio che vuol vendergli un ficus, e per non sbagliare te lo compra). Oltretutto, in un paese con un vasto retroterra culturale cattolico, il frame della bellezza richiama in mente armonie naturali, cose che chiedono solo di essere ammirate per come sono, ecc.: cioè un messaggio di conservazione, non di mobilitazione per il cambiamento (e lo stesso vale per l’intellettuale medio, che crede di non essere più crociano). Non credo sia un caso che al contrario la destra abbia sempre avuto buon gioco ad usare il brutto estetico per designare i propri avversari: per l’italiano medio “belli” sono quelli che stanno meglio di lui, quelli che invidia e cerca di imitare con esiti spesso patetici. L’italiano cerca la bellezza dei potenti, o di quelli che sembrano belli perché sono sul carro dei vincitori.

  11. Grande Girolamo! E con questo, hai sistemato l’ultimo aggettivo della triade “semplice, solare e bella”… :-)
    Tuttavia, dopo questo post, ho deciso che su Veltroni tacerò: è come sparare sulla croce rossa, ormai.
    O cambiano qualcosa, lui e il Pd, qualcosa di davvero rilevante, oppure credo non valga più la pena di parlarne…

  12. è vero, piuttosto deboluccio.. però un paio di bei colpi li ha assestati, in quel suo modo un po’ così (inefficace? non ne sarei così sicuro) però…

    - non bisogna assecondare gli umori del popolo: “se Martin Luther King…”
    - rottura con Di Pietro e la sua area. tardi? meglio che mai!
    - ci sono modi di manifestare diversi da quelli a cui siamo abituati (Di Pietro, Guzzanti, Grillo, ecc) e il 25 sarà l’occasione per dimostrarlo. speriamo solo sia un pelo più reattivo se no ci addormentiamo ;-)

    per il resto sono d’accordo con Vittorio. la situazione all’interno del Pd non è affatto facile, tra dissidenti, protagonismi, apocalittici e cassandre. e c’è chi sta già tentando la spallata. ma se l’alternativa è l’uomo dell’area D’Alema (pare sia Letta) che dialoga con l’Udc, io mi tengo stretto Uolter tutta la vita!

  13. @ Dedalus
    E se per una volta, alla ricerca di un menù alternativo, non si andasse a cercare improbabili novità nel reparto precotti e surgelati, ma ci si mettesse di buzzo buono a procurarsi gli ingredienti e cucinarci la cena da noi? Troppo difficile?

  14. Dedalus, per quanto riguarda la rottura con Di Pietro, mi pare una finta, visto che localmente i due partiti corrono ancora assieme (per ovvie ragioni) e lo stesso Veltroni si è affrettato a precisare che così si deve fare.
    D’accordo solo su Martin Luther King… per quel che riguarda quel che accadde a LUI, nel contesto storico-politico-culturale in cui si mosse ALLORA.
    Tuttavia,
    (1) Veltroni è ben lontano da quella statura,
    (2) i suoi accostamenti storici fanno acqua da tutte le parti, al punto che non c’è bisogno di essere esperti in storia dell’Europa e degli Stati Uniti per ridicolizzarli: ho sentito il mio salumiere, ieri (persona di una certa età, con la terza media, da sempre elettore di sinistra, figlio di partigiani) commentare con amarezza le uscite storiche di Veltroni:
    “Ma chi si crede di essere? Martin Luther King?”.
    E ancora: “E poi quella c** che se non vince Obama entriamo nel nazismo! Ma li ha studiati, lui, i libri delle medie? Ma se ne torni a casa…”.
    Ecco come Veltroni sta riducendo il proprio elettorato.
    Complimenti.

  15. Giovanna, è importante sapere se Veltroni c’è o ci fa. Nel primo caso dirai che è un pessimo comunicatore, nel secondo dovrai ammettere che è un genio. :-)
    Ok, basta Veltroni. Parliamo di altri…

  16. Ok, è chiaro che NON credo che sia un genio! :-)

  17. quello che abbiamo visto era Che tempo che fa e quello era Veltroni davanti a Fazio. non si trattava di un comizio, nè di una lezione universitari, ma di una chiacchierata informale.

    per quanto rigurada i contenuti. si parlava del consenso di cui gode l’attuale governo e lo si collegava all’abilità della destra di assecondare la pancia della popolazione. ma “se Martin Luther King avesse… allora…”: trattavasi di un esempio, infelice o meno, ma di un esempio. se Veltroni cita Martin Luther King non significa che si mette alla sua altezza, come se uno studente nella discussione della sua tesi di laurea cita Eco non si pone alla sua statura.

    crisi del ’29, grande depressione, due sbocchi: uno democratico-liberale (Roosvelt, Keynes, New Deal), l’altro autoritario (statlismo, corporativismo, autarchia). tesi seplicistica, controversa? certo, come ogni tesi che spacca in due il mondo. tuttavia è una tesi che si legge sui libri di storia, può trovare d’accordo o meno, ma non se l’è inventata Veltroni (può essere letta perfino su Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Grande_depressione#Conseguenze_politiche_ed_economiche): la depressione economica del 29 “fornì la base di consenso per portare il nazismo al potere”. Veltroni cita questa tesi per dire: una grave crisi economica come quella che stiamo vivendo può portare gli Stati ad esiti autoritari e può portare le persone a tollerare abusi di potere inaccettabili in un sistema democratico. come il Governo Berlusconi che, in barba alle regole democratiche e cavalcando lo stato di emergenza, fa a meno del Parlamento e va avanti per decreti leggi (stando alla Costituzione possono essere adottati in casi straordinari di necessità ed urgenza). dove starebbe la bestialità? Veltroni ha calcato troppo la mano? Veltroni è troppo moscio? delle due, una.

    Veltroni può piacere o meno, ovvio. ma quella che state dando è una caricatura che a mio avviso non merita.

  18. l’aggettivo solare non mi scende giù

  19. Dedalus, una curiosità: ma tu davvero credi che quando Veltroni va ospite ad una trasmissione televisiva vuole fare una “chiacchierata informale” con il conduttore e non parlare all’elettorato?

  20. Giusto. Il problema mi sembra che Veltroni (o il suo schieramento, sta di fatto che ne è l’uomo-simbolo) faccia il duro nelle chiacchierate informali e il moscio nelle sedute formali (quelle in parlamento per intenderci). Oltretutto, le chiacchierate informali non si fanno davanti a qualche milione di spettatori, un politico in TV è un personaggio che si adegua a una situazione di comunicazione (da Fazio una conversazione), ma, come chiunque si trovi di fronte a una telecamera, sa bene che non può permettersi di essere “spontaneo” (tanto quanto i concorrenti del grande fratello, per fare un esempio minimo). E se Martin Luther King era fuori dalle istituzioni, Veltroni sembra esserci dentro… pure troppo. Di Pietro avrà i suoi difetti, ma non credo sia proprio il bersaglio giusto da colpire, soprattutto perché i suoi consensi non mi sembrano diminuiti. Chissà da quale parte sono defluiti. Io a questo punto spero che ci sia una strategia segreta dietro al lassismo del PD

  21. “tu vuo’ fa’ ll’americano
    ‘mmericano! ‘mmericano!
    ma ‘si nato in Italy!”

    http://www.italiamerica.org/Tu_vuo'_fa'_ll'americano.htm

  22. ovvio, sarei uno sciocco a sostenete che Veltroni parlava con Fazio e non parlava all’elletorrato. sono democratico certo, ma non sciocco ;-)

    la mia era una annotazione riguardo al contesto comunicativo e allo stile. uno conto è chiacchierare a Che tempo che fa, un altro è invece, per dire, fare un comizio elettorale a Spello, un altro è intervenire, ad esempio, a Ballarò, un altro ancora da Crozza.

    siccome si parlava dello stile comunicativo (e questo è un blog che tratta principalmente di comunicazione) forse era opportuno specificare il tipo di ribalta in cui la comunicazione in oggetto era avvenuta, giusto per dare alle parole pronunciate la giusta collocazione, giusto per non far sembrare Veltroni più sprovveduto di quello che è. se Veltroni usasse uno stile di quel tipo (uno stile minore, familiare, informale) ad un discorso ufficiale ci si dovrebbe infuriare, se lo usa da Fazio forse è una scelta ragionata. si tratta di palcoscenici diversi che comportano proiezioni di self diverse, argomenti diversi, stili diversi e questo un politico di lungo corso come Veltroni lo sa.

    ma siccome ormai Veltroni lo si ritiene ormai irrimediabilmente lesso, ha in qualsiasi caso torto. ma a questo punto la comunicazione non c’entra più nulla. gioca in maniera determinante sul giudizio un pregiudizio di tipo politico.

  23. Rilancio e aggiungo:

    “Come te po’ capi’ chi te vo’ bbene
    si tu lle parle miezo americano?
    quanno se fa’ ll’ammore sott’ ʼa luna
    comme te vene ‘ncapa ʼe di’ “Yes we can”?”

    http://www.italiamerica.org/Tu_vuo'_fa'_ll'americano.htm

    Però forse, oltre che di “americanizzazione” si potrebbe parlare di “berlusconizzazione” della comunicazione del PD. E sinceramente non capisco perché quando Berlusconi fa “ll’americano”
    (e anche il napoletano quando scrive le canzoni) funziona, se lo fa Veltroni, no. Forse il PD perde un po’ della eredità intellettuale della sinistra storica?

    E a proposito di strategie segrete, questo “documento” lo devo proprio mandare:

    Quella di Napo orso capo, che nel cartone italiano parla in “Napulitano” ;-), è una genialata.

    Infine, faccio mozione perché Giovanna non abbandoni del tutto il campo critica PD, anche se “politically uncorrect”. Non per infierire, ma per capire. Io continuo a stimare il self (!) Veltroni-persona. Ciao!

  24. Roberta, :-D . Il video di Guzzanti che fa Veltroni è FANTASTICOOOOO!! Da piegarsi in due dal ridere. :-D
    Quanto al fatto di continuare nelle osservazioni critiche su Veltroni e il Pd, non so: davvero anche a me interessa capire, ma se i meccanismi sono sempre gli stessi – nel bene o nel male – allora mi annoio e/o temo di annoiare gli altri. Ma vedremo.

    Dedalus, fai bene a ricondurre la questione sul piano comunicativo (e ti ringrazio per questo). Fai ancor più bene a metterci in guardia da eventuali pregiudizi, che il giudizio politico può trasferire anche sul piano comunicativo.

    Credo comunque che, rispetto ad alcuni mesi fa, Veltroni abbia molte difficoltà in più, sia politiche che comunicative. E di questo bisogna tenere conto nella valutazione delle sue mosse.

    In altre parole, non penso sia affatto facile né fare opposizione a un governo che in questo momento è sostenuto da un grandissimo consenso, né parlare a un paese composto da elettori così suddivisi: o delusi (amareggiati, schifati) dalla sconfitta del centrosinistra, o smaccatamente a favore del governo.
    E chiaro che i primi ce l’hanno con lui… come i secondi, anche se per ragioni diverse.

    Vedremo quali saranno le prossime mosse. Di Veltroni e del Pd.

  25. Giovanna, mi è venuto in mente che se si guardasse la sigla PD come se fosse un “emoticon”, potrebbe sembrare la faccia di uno con l’occhio pesto e la lingua di fuori per la spossatezza…
    ;-(

    Anch’io, I care.

  26. Dopo un intervento così calzante e conciso, questo entra nei miei blog di riferimento.

    Ecco un’altra perla

    Però, disgraziatamente, ne hanno tolto uno molto bello poco prima delle elezioni …

    Saluti a tutti!

  27. Grazie per la segnalazione Valerio: mooolto divertente. :-D
    Ah, l’ultimo collegamento non funziona: evidentemente, il video è stato proprio eliminato.

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