Archivio Mensile: settembre 2009

Un’alternativa alle Bratz e Winx?

La californiana OHC Group LLC ha creato nel 2004 la serie di bambole The Only Hearts Club™, progettandole come «real dolls for real girls», e cioè con proporzioni, tratti somatici e vestiti più vicini – dicono – a quelli delle ragazzine in carne e ossa.

Così l’azienda le presenta sul sito:

«The toy industry’s hottest new dolls, the Only Hearts Club™, is a content-based brand of real dolls for real girls that is drawing raves for combining beautiful, real-looking dolls, with content that delivers a much-needed, positive message to girls. Only Hearts Club™ dolls look and dress like real girls, and they deal with the same experiences and issues as well.»

Con le bambole, una serie di libri:

«Most importantly, through a series of books, the Only Hearts Club™ delivers a very positive message and image – namely, that it is good to “listen to your heart and try to do the right thing.”»

Sono sette le «vere amiche » che compongono The Only Hearts Club:

«A group of bright, cute and energetic young girls – Taylor Angelique, Olivia Hope, Lily Rose, Briana Joy, Karina Grace, Anna Sophia, Kayla Rae and Hannah Faith – who formed the Only Hearts Club™ in a bond of true friendship. They are a fun-loving group of friends who are always there for one another. They laugh, share secrets and have the greatest adventures together. Most importantly, they encourage one another to think with their hearts and to try and do the right thing

Le bambole sono – implicitamente e ovviamente – proposte come alternativa alle Bratz e Winx che, per contrasto, non rispecchierebbero costumi, esperienze e corpo delle «real girls». E pare stiano avendo un discreto successo negli Stati Uniti. (Non ho trovato numeri, ma il fatto stesso che sopravvivano dal 2004 è un buon segno).

Eccole (clic per ingrandire):

onlyheartsclub

Encomiabile l’intento, visti i problemi di Bratz e Winx che stiamo ancora discutendo QUI.

Però sono perplessa.

Ai bisogni di quali e quante «real girls» le bambole rispondono? Chi sono, come sono, quanti anni hanno le bambine che ci giocano? E quelle che ci giocano le desiderano davvero, o lacrimano d’invidia per le coetanee che hanno le Winx, chiaramente molto più «cool»?

Inoltre, sono davvero alternative le storie e i valori «very positive» che esprimono, o si limitano a confermare certi stereotipi femminili, però mascherandoli a uso e consumo di una nicchia di famiglie presuntamente più illuminate e colte?

Cercasi tesi di laurea. (I dettagli, a ricevimento.)

Il blitz di Obama sui media

Newsweek ha inaugurato una nuova serie video, con cui mette in evidenza, ogni settimana, l’ossessione mediatica che l’ha contraddistinta.

Quella della settimana scorsa: Obama visibile, udibile e leggibile ovunque.

Vale la pena ricordare il principale rischio del presenzialismo mediatico, già messo in evidenza da Ilvo Diamanti su Repubblica, qualche giorno fa, a proposito di Berlusconi: il fastidio, la ripulsa del pubblico.

Per il video devi seguire il link, perché la rivista non permette l’embedding.

The Weekly Obsession: A Presidential Media Blitz

L’ossessione per la faccia

L’azienda californiana Particle scommette che i cosiddetti «status» di Twitter e Facebook funzionino meglio se accompagnati da un’immagine.

Dunque ha creato Robo.to, un sito che permette di pubblicare video di quattro secondi come «status». I microvideo possono essere caricati da una webcam o dal cellulare, e completati con un breve testo. In aggiunta, il sito permette di associare dati personali ai video, per costruire una sorta di biglietto da visita on line. Con i soliti problemi di privacy a cui un servizio del genere va incontro. (Ne abbiamo più volte parlato nella serie «Vita da Facebook». Ad esempio QUI.)

Ma cosa metti in quattro secondi? La tua faccia, naturalmente. Per mostrare al mondo cosa provi in quel momento: allegria, perplessità, noia… Smorfie varie.

Una faccina in carne e ossa, insomma.

Col che, si conferma l’ossessione del «metterci la faccia» che affligge la comunicazione odierna: dalla pubblicità alla politica, dai movimenti di protesta ai social network. Ne avevo già parlato QUI e QUI, in cerca di tesi sull’argomento (sono arrivate solo in parte, forza!).

Sembra che pure Justin Timberlake «metta la faccia» tutti i giorni in Robo.to, per aggiornare i fan sul suo stato emotivo minuto per minuto. Ciò nonostante il servizio, lanciato in agosto, è fermo a 100.000 iscritti, cioè non decolla (leggi cosa ne dice il New York Times).

Scommettiamo che non funzionerà? Guarda che roba: sembrano le foto animate dei film di Harry Potter… Che le persone si stiano finalmente stufando di metterci la faccia?
:-)

Ai confini del guerrilla

Martedì 8 settembre i Black Eyed Peas hanno inaugurato a Chicago la nuova stagione del celebre show televisivo di Oprah Winfrey, due giorni prima che andasse in onda.

La performance, organizzata con lo sponsor T-Mobile USA, è stata salutata come il più grosso flash mob mai tenuto in un’unica città, perché ha indotto – si dice – ben 21.000 fan a ballare in Michigan Avenue a Chicago.

La multinazionale T-Mobile non è nuova a queste iniziative. A gennaio e aprile di quest’anno, la sede inglese aveva organizzato a Londra – prima alla Liverpool Street Station, poi a Trafalgar Square – due memorabili azioni di guerrilla marketing. Ne abbiamo già parlato QUI, dove puoi rivederle e metterle a confronto.

A Chicago, però, di flash mob ce n’è poco. A dispetto di come lo presentano.

L’adesione dei fan alla coreografia non è affatto improvvisata e non coglie nessuno di sorpresa (come potrebbe?), ma è organizzata nei più infimi dettagli per le riprese televisive: l’ostentazione del telefonino da parte di Oprah, le distanze regolari fra i ballerini (calcolate per farli muovere con agio), i primi piani sui ragazzi al centro, le panoramiche dall’alto. Tutto.

Non più guerrilla, direi, ma sua messa in scena (citazione?) televisiva.

Ringrazio Giulia per avermi segnalato l’evento.


Un FASTival per illustratori e produttori video

fastival

L’Ufficio Giovani del Comune di Bologna mi segnala che stanno promuovendo FASTival, un evento che si terrà a Bologna dal 2 all’11 ottobre.

Consiste in due maratone:

24ore

24hour Italy Comics prevede che i disegnatori partecipanti realizzino una storia a fumetti di 24 tavole in 24 ore. La gara nacque negli Stati Uniti una ventina di anni fa, e si è ormai diffusa in vari paesi nel mondo. A Bologna si svolgerà a Palazzo Re Enzo e sarà inaugurata da Silver, l’autore di Lupo Alberto.

45giri

45girifilm è una maratona rivolta a videomaker, registi e troupe assortite, in cui i partecipanti dovranno realizzare nell’arco di 45 ore il videoclip di un brano musicale assegnato a sorteggio, rispettando alcune condizioni date (ambientazione, elementi obbligatori, ecc.). Si svolgerà presso le sale del Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna.

Le iscrizioni sono già aperte.

Lunedì 28 settembre alle ore 12.00 si chiuderanno le iscrizioni alla 24hour Italy Comics, giovedì 1 ottobre alle ore 12.00 quelle alla 45girifilm.

Ulteriori informazioni e iscrizioni sul sito FASTival o telefonando alla segreteria dell’Ufficio Giovani del Comune di Bologna: 051 2194771 – 4639 – 4671.

FASTival è un evento promosso dall’Ufficio Giovani del Comune di Bologna – network metropolitano Giovani Online e Associazione Culturale MercanZIA, con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna, Cineteca Comunale, Bologna Film Commission, Bologna Fiere Group, Consorzio Digicittà, Movieland, Teatri di Posa 051, Cronos film, Cinecircuito, PIVI – Premio Italiano Videoclip Indipendente, MEI – Meeting degli Indipendenti, Hamelin Associazione Culturale, Associazione Amici del Future Film Festival.