«Gentile Giovanna, da alcuni giorni ho notato uno spot televisivo Porsche che mi deprime moltissimo: una ragazzina si asciuga i capelli e il suo fratellino dispettoso le ruba il phon. La ragazzina emette un urletto isterico e capriccioso chiamando “papi” in sua difesa. Papà arriva, ma poi viene attratto dal fatto che il ragazzino sta correndo ad attaccare il phon in garage e usarlo come “vento”, per simulare una corsa in macchina. Il papà resta imbambolato e lo contempla estasiato, mentre una voce fuori campo invita a condividere i sogni con i figli. A lei l’interpretazione di questa insultante carrellata di stereotipi maschio/femmina.»
Più che insultante è idiota, cara Ilse. Come sono idioti la ragazzina, il ragazzino e il loro papà: lei già ossessionata dalla sua immagine, i maschi rimbecilliti dietro a una macchina. Un’idiozia senza speranza, fra l’altro, visto che la campagna la attribuisce al «codice genetico». Un codice genetico che alla Porsche fa fare le meraviglie che si vedono in un secondo spot. Ma che alla famigliola in questione riserva una vita desolante tipo «American Beauty». (Forse le famigliole desolate e danarose sono il target di Porsche? Certo che sì.)
Unica consolazione: immaginiamo che la mamma e moglie della agghiacciante famigliola sia fuggita per lidi lontani. Finalmente felice.
Libreriauniversitaria.it, fondata nel 2000, è oggi una libreria accademica e professionale con più di 7 milioni di libri a catalogo, 850 mila clienti e oltre 25 milioni di visitatori all’anno.
Da tre anni la libreria on-line ha dato vita a un progetto editoriale, pensato per seguire l’attività di ricerca di docenti e ricercatori universitari e parallelamente offrire agli studenti pubblicazioni pensate per lo studio e contenute nel costo. La casa editrice collabora con diverse università italiane per la direzione di speciali collane di studi.
In questo momento Libreriauniversitaria.it è interessata ad accogliere come tirocinanti studenti con laurea magistrale (o prossimi a questa) che abbiano queste competenze:
formazione umanistica,
ottima conoscenza della lingua italiana,
dimestichezza nell’uso di Microsoft Word e/o di altri editor di testo,
conoscenza di Adobe InDesign.
L’attività nella casa editrice comporterà, fra l’altro, correzione di bozze, editing e impaginazione.
È previsto un rimborso spese di 500 euro al mese. La durata dello stage va da un minimo di 3 mesi a un massimo di 6.
La sede è Limena (Pd).
Puoi chiedere ulteriori informazioni e inviare la tua candidatura a:
«Nel settembre del 2007 uscì la campagna Nolita contro l’anoressia, firmata da Oliviero Toscani. Il fashion brand del gruppo Flash&Partners di Tombolo (Pd) decise di scuotere le coscienze sul tema dei disturbi alimentari, mostrando il corpo nudo e emaciato della modella francese Isabelle Caro, che allora pesava 31 Kg.
La campagna fece parlare molto di Nolita e ancor più di Toscani, ma nonostante il benestare dell’allora ministro della Salute Livia Turco, ilGiurì della pubblicità ne dispose la cessazione. A seguito di una richiesta presentata da Fabiola De Clercq, presidentessa dell’ABA, e dall’assessore allo Sport e Tempo Libero del comune di Milano Giovanni Terzi, l’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria sentenziò che la campagna non era conforme agli articoli 1 e 10 del codice di autodisciplina pubblicitaria.
Questi articoli tutelano la dignità umana, impedendo che le pubblicità diventino terreno fertile per provocazioni e strumentalizzazioni, in questo caso ai danni della persona malata.
Proprio il commento di Fabiola De Clercq mi ha spinta a interessarmi di queste pubblicità: “L’utilizzo di questa immagine è suscettibile di indurre fenomeni di emulazione e non aiuta certo i diretti interessati né le loro famiglie”. Com’è possibile che un corpo così repellente induca fenomeni di emulazione? Mi sono chiesta.
A questo punto ho deciso di iniziare a conoscere l’anoressia, poi pian piano a identificare i punti deboli della campagna. È importante sottolineare che Oliviero Toscani e Nolita presentarono questa iniziativa come sociale. Non era così. Di sicuro però lo scopo commerciale è stato ottenuto.»
Comincia così la tesina che Elisa Gasparri – studentessa al primo anno della laurea magistrale in Semiotica – mi ha consegnato un paio di settimane fa per l’esame di Semiotica dei consumi. Ho deciso di condividere il suo lavoro (dopo averle chiesto l’autorizzazione), perché è un esempio eccellente di come si possano usare concetti semiotici per analizzare una campagna, combinandoli in modo equilibrato con uno sguardo interdisciplinare (soprattutto psicologico) e una notevole sensibilità sociale. Il tutto con una scrittura semplice, che non eccede in tecnicismi.
Credo che con questo lavoro, nel suo piccolo, Elisa abbia detto l’ultima parola – e definitiva – contro «No Anorexia». Facendo insomma qualcosa di utile.
«Mentre navigavo su internet, mi ha incuriosita la recente iniziativa Angel Devil Touch. È un nuovo modello di jeans, a cui è stata applicata una speciale chiavetta Usb, chiamata Poken. Grazie a un ricevitore/trasmettitore RFID, la chiavetta permette di scambiarsi veri e propri bigliettini da visita virtuali con il solo contatto fisico tra apparecchi uguali.
Come caricare i propri dati sul dispositivo? Semplice: basta registrarsi suhttp://angeldevil.poken.com/join e si trasferiscono le informazioni come si fa con una qualsiasi penna Usb. Ovviamente nella chiavetta si inseriscono dati personali come indirizzo, numero di telefono, e-mail, e dati relativi agli account Facebook, MSN Live Messenger, Twitter, Skype, Flickr, AIM, Yahoo! Messenger, MySpace, LinkedIn e molti altri.
Inoltre, collegando il Poken al PC, è possibile scaricare i dati in ordine cronologico, il che permette di ritrovare un contatto di cui ci si era dimenticati, e di ricordare dove si era incontrata quella persona.
Mi sono chiesta: lo acquisterei? Sinceramente no.Non mi sentirei tranquilla ad andare a far la spesa o a ballare con un dispositivo che contiene tutti i miei dati. Indipendentemente dal fatto che, per scambiarsi le informazioni, sia necessario che i due schiaccino un pulsante nello stesso momento, mi sembrerebbe di uscire con tutti i miei recapiti/informazioni attaccati a un filo di nylon.
Il video che illustra i Poken presenta come fantastico il fatto che si possano scambiare facilmente numeri di telefono (e non solo): se ti interessa una persona, fa’ un TOUCH e tutto è risolto! Ma io non so, non mi piace. Lei cosa ne pensa?»
Penso che sono d’accordo con te, cara Giulia. Non tanto perché, indossando la chiavetta, te ne vai in giro con i dati «appesi a un filo». Che un po’ equivale a girare col portafoglio pieno di documenti e carte di credito. Ma perché, facendo tutte le operazioni che Angel Devil Touchti chiede, regali i tuoi dati innanzi tutto a loro.
Inoltre non credo che Angel Devil Touch prenderà piede: non tanto per i dubbi che hai tu, né per le cautele sulla privacy che non mi stanco di raccomandare io – di queste cose la maggior parte delle persone non si cura (vedi cosa accade su Facebook) – ma perché l’iniziativa è troppo artificiosa e patinata, troppo smaccatamente costruita dall’alto perché ci caschino in molti.
Detto in altri termini, le pratiche e le community non si costruiscono a tavolino. Casomai, se un’azienda è furba, riesce a inserirsi in pratiche già esistenti e community già esistenti, facilitandole, accelerandole, piegandole ai propri interessi e trasferendole da una nicchia alle masse.
Infine,scambiarsi dati personali è già molto semplice e rapido col cellulare e il palmare, senza che nessun dispositivo tocchi nessun altro: il mondo va verso la comunicazione wireless, non verso il contatto fisico. Anche perché, se due persone si piacciono, sarà meglio che si tocchino loro invece delle chiavette, no?
La diretta è stata organizzata dal Dipartimento di Discipline della Comunicazionee da Altratv.tv, in collaborazione con Aster, Codec Tv (Ufficio Giovani del Comune di Bologna), Dituttounpo (Ferrara), Ipazia Promos Onlus, Ipazia Preveggenza Tecnologica, FEMI, Regione Emilia-Romagna, U-Station.
L’evento sarà irradiato anche da Corriere tv, Repubblica tv, La Stampa tv, Rainews24, Il Fatto Quotidiano, L’Unità, E’ TV, Sapere.it e YouDem.
Sono previsti collegamenti in diretta con i nove enti italiani universitari aderenti alla Notte dei Ricercatori: Bologna, Bolzano, Frascati, Genova, Roma, Salerno, Trieste, Venezia e i distretti universitari del Piemonte. Ci sarà inoltre un collegamento con il CERN di Ginevra.
Interverranno alla trasmissione sul web Riccardo Iacona, Luca De Biase e Piero Angela (quest’ultimo con un’intervista registrata).