Greenpeace batte Forum Nucleare Italiano 2 a 0

Tutti ricordano lo spot del Forum Nucleare Italiano – passato in tv poco prima di Natale – per le accesissime polemiche che ha suscitato in rete, per i numerosi controspot prodotti dagli antinuclearisti e perché è stato denunciato allo Iap e all’Antitrust come pubblicità ingannevole. Ne L’autoscacco del Forum Nucleare Italiano sostenevo che, per varie ragioni, non solo lo spot ma tutta la campagna, incluso il sito, erano talmente mal concepiti che non ci sarebbe stato neanche bisogno di agitarsi tanto: si autodanneggiavano da soli.

Il 18 febbraio lo Iap ha accolto le denunce, dichiarando la pubblicità non conforme all’art. 2 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale, in quanto ingannevole (leggi la pronuncia QUI):

La notizia è per me rilevante non tanto perché seppellisce quella che consideravo una campagna nata già morta, ma perché mi dà il pretesto di mostrare come, al contrario, Greenpeace Italia abbia saputo sfruttare a suo vantaggio tutta l’operazione, inclusa la pronuncia dello Iap.

Intanto ne ha dato subito notizia su sito. Così (clic per ingrandire):

Greenpeace, Bloccato lo spot del Forum Nucleare Italiano

Inoltre Greenpeace ha mandato a tutti gli iscritti questa newsletter (grazie a Irene per avermela segnalata e inoltrata). I corsivi e i grassetti sono originali:

Ciao Irene,

che si trattasse di una partita a scacchi truccata, te lo abbiamo detto subito. Ora arriva anche la conferma dal Giurì dell’Autodisciplina Pubblicitaria che ha bloccato la messa in onda dello spot promosso dal Forum Nucleare, perché “ingannevole”.

Da quando a dicembre le tv nazionali hanno cominciato a bombardarci, abbiamo denunciato le informazioni ingannevoli dello spot su tutti i nostri canali. In particolare:

> Le scorie si possono gestire in sicurezza. E da quando? In sessant’anni l’industria nucleare non ha ancora trovato una soluzione per la gestione di lungo termine dei rifiuti nucleari;

> Tra 50 anni non potremo contare solo sui combustibili fossili. È vero, ma anche l’uranio è limitato;

> Le fonti rinnovabili non bastano. Sicuro? Uno scenario energetico 100% rinnovabile è possibile, come dimostrano analisi dell’Ue e dell’industria.

Intanto il nostro contro spot è rimbalzato sulla rete grazie anche al tuo passa parola, raggiungendo le 200.000 visite. Un buon risultato ma non basta. Tra pochi mesi (la data non è stata ancora fissata) si terrà un referendum che può fermare per sempre i nuovi progetti di centrali nucleari. Solo con il tuo forte coinvolgimento, possiamo contrastare la propaganda dell’industria nucleare da milioni di euro.

Non farti contagiare, opponiti al nucleare. Condividi la nostra campagna sul tuo profilo Facebook, inoltrala per e-mail ai tuoi contatti.

Salvatore Barbera
Responsabile campagna Nucleare
Greenpeace Italia

Trovo questo modo di comunicare semplicemente perfetto: multimediale (dallo spot al sito, dalla newsletter ai social network), adeguato nel cambiare registro linguistico e tono di voce a seconda del mezzo, opportuno nella gestione dei tempi.

Guarda infine come Greenpeace ha usato bene l’inversione ironica nel controspot:


24 risposte a “Greenpeace batte Forum Nucleare Italiano 2 a 0

  1. ho 2 “commenti” / domande.

    1 – come esperta di comunicazione, come mai le cazzate “bucano” molto più dei fatti? Adesso parliamo di nucleare, ma in generale è proprio un argomento interessante. Nella finanza internazionale per esempio si è affermato (e non è successo in 5 minuti) quello che viene (oggi) definito “short-termism” (guardare al breve, al trimestre o quarter), quando è invece evidente a tutti che dovremmo invece parlare di gestione del rischio e di conseguenze di breve, medio e lungo periodo (e non è vero che non siamo in grado di fare previsioni).

    2 – perchè sul nucleare Greenpeace o qualche comitato di una scienza immaginaria è più autorevole di scienziati veri e riconosciuti (per il proprio lavoro scientifico non le comparsate in TV)?
    Non è che voglio riaffermare il primato della scienza (anche se la tentazione c’è). Anche gli scienziati ogni tanto di enormi cazzate ne fanno e ne dicono.

    Ma in generale, quelli che fanno gli scienziati davvero (non come i nosti politici che si fregiano del titolo di “Professore” e non si vedono in Università e/o in Laboratorio da 20 anni…), ma quelli seri, e su questo, credetemi, esistono.

    Sul tema del nucleare la discussione che portano avanti Greenpeace o il comitato di.s.m. è tanto ridicolo e partigiano, quanto quello che porta avanti il governo Berlusconi (che pensa al mercato dell’energia e quindi del nucleare, come pensava alla televisione negli anni ’80 …e l’opposizione su questo tema, come dicono a Roma “se la stà a’ dormì” alla grandissima).
    Come diceva la mia nonna: “come fai a fidarti di un uomo che si tinge i capelli?” (…e parlava di Craxi che non era un capellone esattamente). E qui ne abbiamo tre; Berlusconi, Conti e Scaroni. Tutti over 60+ e senza un solo capello bianco (oltre che fuori posto). Mia nonna non avrebbe mai abboccato.

    Sul tema del nucleare non c’è una parola “definitiva” perchè il Nucleare, è una tecnologia che è andata avanti e continua a progredire. Italia esclusa, e Iran incluso, in molti paesi la ricerca scientifica a fatto notevoli passi avanti. Sia quella pubblica che quella privata (cercatevi quello che ha registrato come IP sul tema la società di Myhrvold).

    Si certo c’è l’incidente di Cernobyl. Ce ne sono altri anche se per questo. Ma anche in questo caso non si possono fare valutazioni usando solo la pancia. E’ un tema di gestione del rischio. Una disciplina che, a cominciare dalle banche, nessuno (o quasi) effettivamente domina. E qui torno allo “short-termism”… che però è fuori tema.

    Ad ogni modo sul tema del nucleare rimando a una serie di video interventi di persone che ne sanno molto più di me e che portano avanti un discorso rigororoso (che può essere verificato empiricamente da terzi) e ordinato (che si capisce) che è molto, ma molto, di più di quello che sia GP e Comitato d.s.m. potranno mai dire. Ovviamente in Inglese, ma su TED credo ci siano i sottotitoli o i transcripts degli interventi.

    In particolare se avete poco tempo consiglio di andare all’intervento di BRAND che parla diffusamente del nucleare, ma in un contesto di crescita (esponenziale) della popolazione mondiale e, udite udite, gestione del rischio.

    Quelli che parlano in questo evento a Monaco di Baviera sono: STEWART BRAND (un signore che da 40 anni scrive di tecnologia), KEVIN KELLY (quello che si è invetato, tra le altre cose, la rivista Wired (non quella che vendono in Italia, ma l’originale), GEORGE DYSON (probabilmente il più grande fisico teorico vivente). Beat that.

    http://www.edge.org/3rd_culture/edge_dld11/edge_dld11_index.html

    -
    cordialità
    Filippo Zanella

  2. Filippo: hai centrato esattamente la ragione per cui ho scritto questo post. La risposta alla tua domanda, in questo caso, è molto semplice: quelli di Greenpeace bucano perché sono ECCELLENTI comunicatori. Da sempre e in tutto: dalle azioni spettacolari con le baleniere all’uso della rete, dei gazebo, dei porta a porta. Gli scienziati veri-duri-e-seri, invece, non sanno parlare alla gente comune, si presentano male o non si presentano affatto perché si parlano solo fra loro.

    Più in generale e su altri temi: puoi trarre da solo le tue conclusioni.

    Fra l’altro, il modo in cui Greenpeace coglie al volo anche la sanzione Iap è esemplare per mostrare come a loro non sfugga un capello che non possa portare acqua alle loro campagne. Da tener presente, fra l’altro, per tutte le denunce allo Iap che in questi mesi vengono fatte sulla questione della dignità femminile e, più ampiamente, della persona. Quando lo Iap sanziona, bisognerebbe SEMPRE suonare la fanfara. Ma per farlo occorrono mezzi, soldi e soprattutto… la competenza per saperlo fare BENE.

    Come lo sa fare bene Greeenpeace, accidenti.

  3. Molto abile, anche se forse non perfetto, l’inganno con cui Greenpeace confonde ad arte due cose diverse:
    - lo spot è ingannevolmente neutrale, che immagino sia la ragione per cui è stato censurato dallo Iap;
    - le affermazioni pro-nucleare contenute nello spot sono ingannevoli.

  4. Dall`alto (o dal basso) di due anni di esperienza scientifica in trattamento U238.
    Le scorie sono (per ora ) un problema irrisolvibile. Qualunque materiale non regge alle radiazioni per un tempo comparabile alla vita radioattiva delle scorie
    Riguardo a U238, averlo nell`ambiente e`come avere una bomba sotto casa, da un momento all`altro ve lo trovate nell`acqua di casa. Per info chiedere a chi vive vicino falde contaminate (specie in USA).
    Certo, ci sono metalli piu`tossici, ma le quantita`di uranio sono piuttosto alte
    I fatti dello spot di Greenpeace sono veri. Riguardo alla sicurezza, ci sono stati grandi miglioramenti da chernobyl, ma anche quello e`un problema delicatissimo.

    Sono disponibili in rete e in letteratura montagne di documenti scientifici, per che puo`e sa leggere i risultati. Pero`la scienza fornisce la base tecnica, la decisione (come sempre) e`politica.
    Cercasi comunicatori per aiutare i poveri ricercatori a farsi capire meglio :)

  5. Sono un’ambientalista, ma non nutro Paperacea fiducia in Greenpeace perchè ogni tanto….. ti perseguitano per strada. Devo dire in loro favore che questa iniziativa è stata lodevole, ma da un pò ne stiamo facendo girare anche un’altra.In breve la mando esattamente così come mi è giunta.

    Iniziativa x
    il caro benzina!!
    IMPORTANTE !!! – LEGGI
    ATTENTAMENTE
    è importantissimo piegare
    questi maledetti che alzano in
    continuazione il prezzo!! (gli
    americani si sono incazzati
    perché gli si è alzata la
    benzina a 0.75€ per 5
    LITRI !!!) e noi paghiamo
    1.50€ a litro. . ma siamo
    impazziti???!!!
    parte un’altra iniziativa…
    (quella precedente era
    abolire il costo di ricarica
    delle schede telefoniche
    prepagate……con ottima
    riuscita!!!!)
    Provare non costa
    nulla!!!!!!!!!!!!
    Giratela ognuno ad
    almeno 10 contatti, grazie
    mille!!!!
    _____________________
    _____________________
    _____
    COME AVERE LA BENZINA
    A META’PREZZO ?
    Anche se non hai la
    macchina, per favore fai
    circolare il messaggio agli
    amici.
    Benzina a metà prezzo?
    Diamoci da fare…
    Siamo venuti a sapere di
    un’azione comune per
    esercitare il nostro potere
    nei confronti delle
    compagnie petrolifere.
    Si sente dire che la
    benzina aumenterà
    ancora fino a
    1.50 Euro al litro.
    UNITI possiamo far
    abbassare il prezzo
    muovendoci
    insieme, in modo
    intelligente e solidale.
    Ecco come….
    La parola d’ordine è
    ‘colpire il portafoglio delle
    compagnie senza lederci
    da soli’.
    Posta l’idea che non
    comprare la benzina in un
    determinato giorno ha
    fatto ridere le compagnie
    (sanno benissimo che, per
    noi,si tratta solo di un
    pieno differito, perché alla
    fine ne abbiamo
    bisogno!), c’è un sistema
    che invece li farà ridere
    pochissimo, purché si
    agisca in tanti.
    Petrolieri e l’OPEC ci
    hanno condizionati a
    credere che un prezzo che
    varia da 0,95 e 1 Euro al
    litro sia un buon prezzo,
    ma noi possiamo far loro
    scoprire che un prezzo
    ragionevole anche per
    loro è circa la metà.
    I consumatori possono
    incidere moltissimo sulle
    politiche delle aziende:
    bisogna usare il potere
    che abbiamo.
    La proposta è che da qui
    alla fine dell’anno non si
    compri più benzina dalle 2
    più grosse compagnie,
    SHELL ed ESSO, che
    peraltro ormai formano
    un’unica compagnia.
    Se non venderanno più
    benzina (o ne venderanno
    molta
    meno), saranno obbligate
    a calare i prezzi.
    Se queste due compagnie
    caleranno i prezzi, le altre
    dovranno per forza
    adeguarsi.
    Per farcela, però
    dobbiamo essere milioni
    di NON-clienti di Esso e
    Shell, in tutto il mondo.
    Questo messaggio è stato
    inviato ad una trentina di
    persone; se ciascuna di
    queste aderisce e a sua
    volta lo
    trasmette a, diciamo, una
    decina di amici, siamo a
    trecento.
    Se questi fanno
    altrettanto, siamo a
    tremila, e così
    via………………
    Di questo passo, quando
    questo messaggio sarà
    arrivato
    alla ‘settima generazione’,
    avremo raggiunto e
    informato 30 milioni di
    consumatori!
    Inviate dunque questo
    messaggio a dieci persone
    chiedendo loro di fare
    altrettanto.
    Se tutti sono abbastanza
    veloci nell’agire,
    potremmo sensibilizzare
    circa trecento milioni di
    persone in otto giorni! E’
    certo che, ad agire così,
    non abbiamo niente da
    perdere, non vi pare?
    Chi se ne frega per un po’
    di bollini e regali e
    baggianate che ci
    vincolano a queste
    compagnie.
    Coraggio, diamoci
    da fare!!!

  6. Mi sembrava una cosa fattibile, ma da noi occorre provare con le rinnovabili e non con il nucleare, mi pare troppo rischioso e qui, nello Stagno Italiano non siamo famosi per il senso di responsabilità nella gestione dei pericoli!

  7. Se lo IAP fosse una cosa seria (mi ribalto sempre dalla sedia nell’impagabile comicità dell’articolo 1 del Codice), e non un semplice manometro che misura la pressione che riceve, dovrebbe interdire il moto perpetuo dell’ingannevolezza di Greenpeace.
    IAP, Istituto (di) Autodisciplina Pubblicitaria: che ossimoro. Se fosse onesto, l’acronimo sarebbe più simile a Ipocrita Assoluzione (di) Paraculi.
    Io ho studiato comunicazione e tuttavia non sono mai guarito dalla mia malattia: non riesco a dissociare l’ignoranza becera dei contenuti dai colori della confezione regalo. È un mio grande limite che non mi permette l’opportunità di godere dei colorati consigli per gli acquisti condannandomi alla supponenza e al pregiudizio del considerare disabili coloro che ne sono sensibili – che del resto, ma è modesta e biografica opinione, continuano a fare di tutto per farmi credere di essere un veggente, erroneamente.
    Del resto basta ascoltare quale grande comunicazione ci dia sul nucleare il DIRETTORE di Greenpeace Italia, Giuseppe Onofriu, in una lunga intervista.
    (http://www.youtube.com/watch?v=3ubikMXbLAQ&feature=related).
    Un evidente analfabeta che ripete più volte che 1kw equivale a 100 watt e che mostra tabelle metodologicamente raccapriccianti.
    Per questo esistono le università: per insegnare in 5 anni ciò che la pubblicità di Greenpeace vorrebbe disintegrare in 30 secondi, e che fortunatamente nessuna Nazione mondiale ha mai cagato tranne la nostra, che riesce a distinguersi in molti modi bizzarri.
    Poi però è inutile incazzarsi se il Fabio Volo di turno viene in Facoltà e dice che studiare è inutile. Lui è comunque un grande comunicatore (anche se ha torto, no?). Non comunica niente ma lo fa così bene.
    Ricordo per i distratti gourmets che seguendo il criterio anche la merda è buona. Miliardi di mosche non possono sbagliarsi.
    Ecco, parafrasando Kant, Greenpeace ci dimostra due cose: che la verità senza la comunicazione è muta. Ma che la comunicazione senza la verità è vuota.

  8. Vorrei chiarire, per non essere frainteso.

    Nel mio post precedente, quando dicevo che Greenpeace disonestamente confonde due cose (meglio, tesi) diverse, NON intendevo dire nulla sulla verità o falsità delle due tesi.

    Ma – aggiungo ora – entrambe le tesi che Greenpeace ingannevolmente mescola, come se fossero una medesima verità, mi sembrano l’una e l’altra, se non proprio false, almeno molto opinabili.
    Per ragioni molto diverse, essendo le due tesi molto diverse.

  9. Anch’io vorrei dire la mia. Perché la comunicazione di greenpeace dovrebbe essere abile (Ben)? greenpeace ha il suo zoccolo duro inamovibile. Così come inamovibili rispetto a greenpeace sono tutti quelli che la pensano diversamente.
    Hey Giovanna, sei sicura di non simpatizzare per greenpeace e quindi vedere le loro campagne come efficaci? A me la comunicazione di greenpeace è sempre suonata idiota, con tutte gli attacchi alle baleniere e il fondamentalismo delle sue iniziative. Certo Greenpeace è un nome che conoscono tutti ma non certo in bene. Non ho trovato geniale lo spot del forum nucleare ma ho trovato stupido il controspot di greenpeace. voglio leggere la sentenza del Giurì non appena uscirà. In cosa lo spot fosse ingannevole continuo a non capirlo. Allora bocciamo tutto, dal Dixan alla Giuletta Alfa Romeo.

  10. Zinn: non simpatizzo, no. Mi limito a sottolineare che Greenpeace fa (bene) comunicazione di massa, ovvero non parla a persone preparate, colte, dubbiose, scettiche. Parla a chi non ha tempo né voglia né strumenti per approfondire, parla con le emozioni, le suggestioni, i simboli.

    Il tuo intervento si collega bene a quello di Ugo, che lucidamente paragona Greenpeace a Fabio Volo: perfetto. È quella roba lì. (Che fra l’altro conosco molto bene, perché ho fatto l’errore (anni fa) di cadere nella trappola del mio ateneo, che mi chiese di presentare un libro di Fabio Volo, in un’aula stracolma di studenti adoranti che finirono per sentirsi dire, da un tizio pur ospitato da un ateneo, che non importava studiare, per fare successo, per diventare come lui. Un errore, mio e dell’ateneo, da cui però ho imparato molto.)

    Detto questo, non snobbo affatto la comunicazione fabiovolesca: è un prodotto fantasticamente confezionato per un certo pubblico di massa italiano. Come Greenpeace è un prodotto fantasticamente confezionato per un certo pubblico di ambientalisti italiani e non solo.

    Allora ripeto qualcosa che più volte è già emerso su questo blog: snobbare la comunicazione fabiovolesca vuol dire ostinarsi a non capire come si fa comunicazione di massa. Ora, si può benissimo vivere senza sentirsi toccati dalla comunicazione di massa. Ma non ci si deve poi stupire se le masse seguono… chi sa fare comunicazione di massa. Anche senza contenuti, sì, o con contenuti poveri, falsi, risibili.

    Aggiungo un’ultima postilla e scappo a mangiare: “efficace” vuol dire, fra l’altro, adeguato al pubblico che si vuole raggiungere. Ovvero: non adeguato ai colti/esperti/snob/eccetera se non è con loro che si vuole parlare.

  11. Giovanna scusa il verde del testo nella mail è mio, ma i grassetti sono originali. L’ho colorato per separarlo dal resto della mail.
    ciao!

  12. @Giovanna
    Infatti mi ostino a non capire come si faccia comunicazione di massa di qualità usando gli stessi metodi dell’avversario che spara cazzate.
    Continuo a essere persuaso che sia una battaglia persa. Posso obiettare a me stesso che in ultimo sia una mia mancanza di creatività, l’impotenza dei miei limiti.
    Ma la mia esperienza (e quella dei miei giganti) mi ha insegnato che vincere sulla breve distanza le battaglie delle persuasioni emotive fa perdere le guerre di lunga durata delle persuasioni razionali.
    Quindi come potrà lo scienziato adottare i metodi del venditore quando al primo occorre una negoziazione faticosa e secolare in rapporto al secondo, che invece si muove sugli interstizi lasciati vuoti dall’altro?
    È vero che sei bravo se sai spiegare bene (e comunicare quindi) qualcosa di complesso a tua nonna. Ma Einstein alla nonna la Relatività non l’ha mai spiegata. Di sicuro se anche ci fosse riuscito non sarebbe bastato un giovedì.
    Sono occorsi secoli per spiegare alle nonne che il meteo non era la collera degli dei. Ma basta un lampo perché ne abbiano ancora paura.
    Buffa la vita: un destrorso Benigni ci presenta un nazionalismo che non ci appartiene e di cui oggi andare fieri mentre noi dimentichiamo quel Fermi che ha insegnato al mondo l’Energia che oggi ripudiamo.

  13. @Zanella “Nella finanza internazionale per esempio si è affermato (e non è successo in 5 minuti) quello che viene (oggi) definito “short-termism” (guardare al breve, al trimestre o quarter), quando è invece evidente a tutti che dovremmo invece parlare di gestione del rischio e di conseguenze di breve, medio e lungo periodo (e non è vero che non siamo in grado di fare previsioni).”

    se sei un trader o se sei un ammeinistratore delegato che sta per un periodo breve, non te ne frega niente del destino dell’azienda tra 20 o 30 anni, ti interessa solo il valore delle azioni nel breve tempo, perchè è su quello che sarai giudicato

  14. Giovanna, non metto in dubbio la tua tesi generale e l’applicazione al caso di Greenpeace, dove noti come sia “multimediale (dallo spot al sito, dalla newsletter ai social network), adeguato nel cambiare registro linguistico e tono di voce a seconda del mezzo, opportuno nella gestione dei tempi.”

    Però, come già detto, ho trovato truffaldino questo passaggio:

    ” Ora arriva anche la conferma dal Giurì dell’Autodisciplina Pubblicitaria che ha bloccato la messa in onda dello spot promosso dal Forum Nucleare, perché “ingannevole”.
    Da quando a dicembre le tv nazionali hanno cominciato a bombardarci, abbiamo denunciato le informazioni ingannevoli dello spot su tutti i nostri canali. In particolare:
    > Le scorie si possono gestire in sicurezza. E da quando?” ecc. ecc.

    Ho detto brevemente perché secondo me questo passaggio sia disonesto, potrei argomentare più analiticamente, ma l’inganno mi pare facilmente rilevabile, anche se abilmente coperto (lo dico a Zinn).

    Mi e ti chiedo: una comunicazione truffaldina può essere eccellente, perfetta, efficace?
    Nel breve periodo può darsi. Ma mi pare che, anche nella comunicazione di massa, sia meglio evitare i raggiri.
    Certo, lo spin, gli spin doctors. Ma c’è modo e modo.

  15. Uno dei punti di forza della comunicazione di Berlusconi – lo dico come mia impressione per quel che vale – è che spesso mente per esagerazione, ma non raggira mediante trucchetti logici.
    Molti non riconoscono il raggiro logico, il ragionamento ingannevole, ma lo fiutano e ne diffidano.
    Anzi, diffidano in generale dei ragionamenti complessi. Non a torto.
    Al di fuori dell’auto-controllo e controllo reciproco esasperati vigenti nei quartieri migliori della comunità scientifica, i ragionamenti complessi sono normalmente sbagliati e più o meno volti a ingannare.
    Anche i miei. ;-)

  16. PS
    Le motivazioni della sentenza non sono ancora state rilasciate.
    Tuttavia possiamo provare a dedurre dal dispositivo le motivazioni giuridiche che giusitificano il verdetto (riprendendo Ben).
    Sebbene si invochi l’articolo 2 (Pubblicità ingannevole) non è la falsità dei contenuti ad essere posta in discussione. La riposta va cercata invece nell’art.46, citato nel dispositivo della sentenza, che tratta delle comunicazioni sociali e nello specifico degli appelli al pubblico.
    Averlo citato indica che lo spot, nonostante il logo http://www.forumnucleare.it non fosse certo istituzionale, è stato equiparato a pubblicità sociale e quindi avrebbe dovuto ottemperare ai seguenti dettati:
    “Tali messaggi devono riportare l’identità dell’autore e del beneficiario della richiesta, nonché l’obiettivo sociale che si intende raggiungere.
    I promotori di detti messaggi possono esprimere liberamente le proprie opinioni sul tema trattato, ma deve risultare chiaramente che trattasi di opinioni dei medesimi promotori e non di fatti accertati.”

    Se l’obiettivo sociale era esplicito non lo erano i committenti in gioco e di sicuro il forum nucleare non è uno spazio anarchico ma un luogo in cui la posizione è esplicita, per quanto vera sia a mio personale parere.
    Quindi il Giurì ha correttamente agito.
    Ma poiché non vogliamo far torto a nessuno in particolare bensì a tutti in generale, invitiamo chi legge a riflettere sull’esito che le campagne passate e future di Greenpiece avrebbero qualora i Razionali si appellassero allo IAP.
    Oltre all’assimilazione all’articolo 46 essi potrebbero invocare, a ragione, l’articolo 8 seppellendo in un sol colpo buona parte della strategia comunicativa del Grinpiece di turno, che verrebbe de iure dichiarato ingannevole.
    Leggiamo e meditiamo, gente.

    Art. 8 – Superstizione, credulità, paura

    La comunicazione commerciale deve evitare ogni forma di sfruttamento della superstizione, della credulità e, salvo ragioni giustificate, della paura.

  17. Ben, interessante quel che dici, ma temo che nella comunicazione valga quel che diceva Aristotele: «Val meglio un impossibile verosimile che un possibile inverosimile».

    Il che vale anche per l’inganno: se è costruito in modo da apparire verosimile, sarà sempre più forte di una verità che suona inverosimile. O fastidiosa. O dura da accettare.

    Ugo: secondo me hai ragionissima. Proviamo a denunciare allo Iap la comunicazione di Greenpeace? Non sto scherzando. Sono curiosa di vedere come rispondono.

  18. @Hamlet (ma voi nomi e cognomi vi vergonate che non firmate mai quello scrivete?) – sui sistemi di “corporate goverance” (cosidetta) e sulla gestione dei premi al management c’è un’ampia letteratura.

    Cito (anche se datato):

    1) “The Modern Corporation and Private Property”, Adolf Berle and Gardiner Means, published 1932.

    “the owners most emphatically will not be served by a profit seeking controlling group”.

    In poche parole, le stock options, sono (per esempio) lo strumento con il quale lo “short-termismo” si mette in pratica. Il management dell’azienda ha un incentivo diretto a manipolare i numeri dell’azienda per far si che questa figuri, trimestre dopo trimestre, produrre certi numeri, perchè lui come manager è incentivato su questi obiettivi di breve o brevissimo.

    Insomma è dal 1932 almeno che sappiamo che lavorare sul “breve” è un problema per il “sistema”.

    Tutto questo con il nucleare sembra centrare poco. In realtà il punto è che i sistemi, economici e finanziari e non solo, per gestire gli incentivi sul lungo periodo esistono (dal 1932 almeno) ed uno scenario che vede “legare” il management al destino delle aziende che questi guidano (incluse le centrlai nucleari o le società che le producono o gestiscono) nel medio-lungo periodo
    è praticabile.

    Il problema è volontà politica, ed in ultima analisi, di come una società, attraverso lo stato di diritto e la certezza della legge e delle regole, vuole gestire se stessa.

    Saluti,
    Filippo

  19. @Giovanna,

    la spiegazione (che in realtà mi sembra sia sparsa su 2-3 post) la capisco ma è proprio la “meccanica” che mi interessa. La specificità del successo comunicativo è veramente interessante e trovo sempre delle spiegazioni “soft” mentre secondo me sono più le spiegazioni “hard” che spiegherebbero meglio il fenomeno. Ci sono libri molto famosi (the tipping point etc.) che danno spiegazioni “fenomenologiche”, di costume etc.

    Il punto è che non è il mio campo e non ho voglia/tempo di studiare la cosa e chiedevo uno short-cut alla conoscenza. Ma credo, di pancia, che si sia una soglia di attività fisiche (numero di email?, volumi di pubblicità in TV?, hits sul sito? quanto pago il direttore marketing, se uso il media TV invece che il media Press etc.) che fa si che una comunicazione sia più efficace di un’altra.

    Cordialità
    Filippo Z.

  20. Giovanna, concorderei col sempre ottimo Catalano ove dicesse:
    meglio un possibile verosimile di un impossibile verosimile. :-)

    Andando sul meno facile, fra un possibile inverosimile e un impossibile verosimile, direi, semplificando molto: meglio il primo per gli intelligenti e il secondo per gli stupidi.
    Senza identificare “le masse” cogli stupidi, e tanto meno con i poco istruiti.

    Nelle masse moderne ci sono molte persone mal istruite, che hanno letto troppi libri sbagliati (incluso qualche testo d’esame universitario di materie umanistiche), che sono i migliori clienti dei molti “Grinpiece di turno” – cito Ugo.
    Ma questo diventa poi un altro discorso.

  21. Pingback: Il nucleare in Italia « Ilcomizietto

  22. Intervengo di nuovo per segnalare come su Repubblica di ieri Giovanni Valentini abbia scritto un articolo pietoso che linko dal primo sito a caso che trovo :)
    http://www.zeroviolenzadonne.it/rassegna/pdfs/435ac9bc77e7a25159d18a03ea6a8d44.pdf

    Valentini scrive: “[...]Ma in realtà, come ha stabilito il Giurì nella sua motivazione, lo spot sull´atomo «mira a ingannare e confondere chi lo riceve, contrabbandando come neutrali e sociali i suoi contenuti squisitamente di parte.”
    Dove Valentini abbia reperito il virgolettato lo sa solo lui visto che le motivazioni de facto non sono ancora state rese note. In verità basterebbe dare un’occhiata alle modifiche che il comitato ForumNucleare ha messo in opera nello spot incriminato per capire quali fossero le debolezze legali nei confronti del codice IAP:
    I) Voce e sovraimpressione finale che recitano la frase “noi siamo favorevoli e tu?”
    II) Esplicitazione del Logo Forum Nucleare italiano a tinte blu con 4 cerchi impilati laddove lo spot bocciato dal Giurì metteva a bella posta in grande, bianco su nero, la scritta http://www.ForumNucleare.it, ora relegata a una dimensione più modesta e meno solitaria.

    L’operazione compiuta da Valentini è da bocciatura totale. Attribuisce, virgolettando, allo IAP motivazioni che non sono vere. Inoltre fa seguire all’inesistente ingannevolezza dei contenuti una serie di argomenti da kindergarten, presi così, da un libercolo (Nucleare, a chi conviene? Mattioli – Scalia) che vale come pezza ma che ha l’autorevolezza di Gian Burrasca e che non analizzeremo per lasciare ai lettori il gusto di capire come si possa mentire per errore o mentire per mentire. Più che altro, finito di leggere or ora, la tecnica usata è il mentire dicendo la verità, quindi attraverso l’ uso dell’omissione. (Es: “A seguito di Chernobyl, il nucleare viene bloccato in tutti i paesi dell´Ocse: non si procederà a nessun nuovo ordinativo di reattori – proprio come già si era verificato negli Usa, dove a partire dal 1978 non era stata commissionata nessuna nuova installazione e un centinaio di progetti erano stati accantonati”. Vero, peccato che tutti questi Paesi abbiano già il nucleare che fornisce l’energia necessaria all’interno di una diversificazione razionale delle tipologie energetiche. Il trucco consiste però nell’assumere a parametro i Paesi OCSE, che guarda caso rappresenta Europa, North America e Stati ex URSS (nuclearizzati da sempre) escludendo tutti gli altri, dai Paesi Emergenti (Venezuela, Perù, tigri asiatiche…) ai Paesi Emersi ed egemoni (BRIC) dove il nucleare invece la fa da padrone in termini di centrali costruite dopo il ’78 e di quelle in costruzione.)
    Et voilà, la manipolazione è servita, perché il giornalista istituisce così una falsa associazione tra una obiettiva bocciatura formale di un particolare spot pro nucleare e una soggettiva bocciatura generale sostanziale del nucleare.
    Con il risultato di pattinare con tutta una serie di banane formali e sostanziali, dimostrando che a Sinistra sembra ormai impossibile riportare all’innocenza il cane di Pavlov dissociandolo dal produrre schiuma quando dici nucleare. Di solito siamo abituati a vedere i giornalisti di Repubblica entrare nella modalità pavloviana per Berlusconi, ormai diventato resposabile anche per le corna del marito, il meteo avverso, la senilità e la prolungata introvabilità del bosone di Higgs.
    Giacché il nucleare è ri-proposto anche da Berlusconi allora per riflesso patellare non può che essere un errore. Se si nutriva qualche dubbio, qualche ripensamento, Berlusconi ci aiuta a capire dove stia il giusto e il vero, il bello e l’imperituro. Più difficile decidere quando non ci sarà più la Trebisonda di Arcore: saranno cani senza Pavlov. Sempre da cani ragioneranno?

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