In questi giorni le pagine di molti quotidiani e periodici sono invase dagli annunci stampa di Dimagenina, una pillola distribuita da Lloyd Pharma, azienda con sede a Londra. La headiline e la baseline descrivono Dimagenina (versione femminile) con queste parole (le maiuscole sono nel testo):
«Dimagrire? È arrivato il Palloncino Saziante per Perdere Peso. In Farmacia un aiuto in più per Dimagrire. Dimagenina® è una pillola autorigonfiante che una volta ingerita si trasforma in un palloncino d’idrogel intragastrico di gomma naturale che aiuta a perdere peso. Perdi peso e guadagna in bellezza.»
Dimagenina Uomo è invece così descritta:
«Sovrappeso? Grasso Corporeo? Arriva il Palloncino saziante di Gomma Naturale. In farmacia un aiuto in più per dimagrire. [idem] Perdi peso e guadagna in forma fisica.»
Queste sono le immagini, in versione femminile e maschile (clic per ingrandire):

Dimagenina è «disponibile o prenotabile in tutte le farmacie italiane, formulato secondo diverse entità di sovrappeso: lieve, moderato o forte, da assumere con il consiglio del farmacista.» Facendo una ricerca in rete, ho trovato che le tre dosi costano in media 95, 115 e 135 euro, per scatole di 60 pillole (ma si trovano molte offerte al ribasso).
Credo che questa pubblicità vada denunciata allo Iap perché due sono i casi: o è ingannevole (cioè contravviene all’art. 2 del Codice), o promuove un prodotto che può essere nocivo per la salute (cioè contravviene all’art. 12 del Codice). Trovo infatti inquietante e rischioso mettersi nello stomaco una capsula che davvero – come sostiene il bodycopy – «una volta a contatto con i liquidi gastrici, li assorbe come una spugna e si autorigonfia, trasformandosi dallo stato secco in un soffice e voluminoso idrogel intragastrico, reversibile, di consistenza semisolida, che si adatta temporaneamente alla cavità del lume dello stomaco, assumendo la forma e le dimensioni di una palla da tennis».
Un Alien che cresce in pancia? Su questo immaginario e su coloro che ci cascano si può anche sorridere (come ha fatto Luca Sofri su Wittgensten).
Se però ricordiamo che i disturbi del comportamento alimentare hanno in Italia – e in tutti i paesi occidentali – le dimensioni di una malattia sociale, il sorriso se ne va.
Stando agli ultimi dati del Ministero della salute (fine 2008) «in Italia sono almeno 3 milioni le persone tra i 13 e i 35 anni che soffrono di disturbi alimentari. E la soglia d’età si sta ulteriormente abbassando, arrivando a coinvolgere bambini di dieci anni. E il fenomeno che finora è stato maggiormente femminile, comincia a diffondersi anche nell’universo maschile. Sono disturbi che insorgono in giovane età e tendono a cronicizzarsi, creando seri problemi di salute pubblica, una vera e propria epidemia sociale.»
Teniamo conto inoltre del fatto che queste cifre sono sempre sottostimate, perché chi soffre di disturbi alimentari difficilmente si considera «malato» e si fa censire come tale. E il numero di persone ossessionate dalla dieta e forma fisica – e dunque sensibile ai messaggi di Lloyd Pharma – è certo molto più alto.
È a questo target più ampio che Dimagenina si rivolge. Ma il confine fra normalità e patologia è molto labile: è per questo che la pubblicità di Lloyd Pharma – non solo la capsula che promuove – è dannosa, perché conferma e rinforza comportamenti che sconfinano nella patologia. Ed è per questo che lo Iap deve sanzionarla, anche se – ovviamente – il bodycopy è studiato per evitare sanzioni, perché parla di «complemento coadiuvante della dieta ipocalorica» che va assunto «in associazione a un’adeguata attività fisica e a un sano stile di vita».
Sperando che il Giurì sia lungimirante, io denuncio. Fallo anche tu: questo è il modulo da riempire.