Terry De Nicolò, regina dei robot fra i robot. Ma le emozioni?

L’intervista di Terry De Nicolò a «L’ultima parola» su Rai 2, venerdì scorso, ha già ottenuto decine di migliaia di clic e molti commenti in rete e sui giornali cartacei. Segnalo l’analisi di Dino Amenduni su Valigia Blu di sabato, e il commento di Concita De Gregorio su Repubblica oggi (ripreso da questo blog).

Non approfondisco l’analisi di quello che è stato definito da De Gregorio, un «trattatello immorale» di «antropologia culturale». Ci ha già pensato Amenduni su Valigia Blu, dopo aver sottolineato – giustamente – che la morale di Terry De Nicolò non riguarda solo chi vota Berlusconi, ma è molto più trasversale, politicamente e socialmente.

Ma c’è qualcosa che finora nessuno ha notato e che invece per me è fondamentale: non solo nell’intervista a Terry De Nicolò, ma in tutte le intercettazioni pubblicate in questi giorni c’è una grande, gigantesca assenza: l’emozione.

Tutti i dialoghi sono gelidi, anaffettivi, quasi disumani. Un vuoto enorme a cui quasi non facciamo caso, perché lo diamo per scontato. Paradossalmente, l’unico a esprimere emotività, ogni tanto, è Berlusconi: si riferisce alle escort come «bambine», definisce «simpatica» e «dolce» qualcuno di loro, parla di stanchezza, esplicita la debolezza del non voler ragazze «alte» perché «noi non siamo alti». Tutti gli altri, ragazze incluse, sembrano robot.

E la regina dei robot è proprio Terry nell’intervista. Per forza, dirà qualcuno. Il sistema di valori che regge questo mondo è il «do ut des» calcolistico, dunque che emozioni vuoi che ci siano?

Attenzione però: anche le più raffinate analisi del sistema, anche i commenti che lo criticano più duramente sono privi di emozioni. Tutti egualmente gelidi.

Credo invece che l’unica strada per uscire dalla morale di Terry sia quella dell’affettività. L’unico modo per educare (o rieducare) i bambini e ragazzi che hanno visto in prima serata l’intervista e ora la cliccano su YouTube. L’unico modo per ricordare agli adulti che «un altro mondo è possibile».

Allora mi e ti domando: con quanta mancanza di amore devono essere cresciute quelle ragazze, per dare per scontata la morale di Terry? Quante relazioni fasulle e vuote stanno sopportando? Che prezzo emotivo stanno pagando i loro stessi intermediari maschi?

Insomma, chi vuole bene a chi, in quel mondo di cene e festini? Chi è davvero felice?

Ma attenzione: non sto dicendo che mi interessano i sentimenti di queste persone. Sto dicendo che non è affilando il bisturi che si persuadono donne e uomini, ragazzini e adulti, a non condividere le gesta di quei signori. È solo mostrando il vantaggio emotivo che può venire da un sistema di valori diverso che le persone possono esserne attratte.

E non sarebbe affatto difficile impostare interviste e inchieste che mettessero in evidenza l’anaffettività del mondo di Terry. Che giocassero a mettere in difficoltà emotiva i suoi protagonisti. Farebbero pure audience.

75 risposte a “Terry De Nicolò, regina dei robot fra i robot. Ma le emozioni?

  1. sì. tornare umani.

  2. Inaspettata e originale analisi, prof.

  3. Sono d’accordissimo. Finalmente se ne parla e si centra l’aspetto per me più difficile del problema, vuoi per la sua trasversalità, vuoi perchè quello dell’anaffettività è diventato da tempo il centro di una retorica precisa: quella contro la retorica del “buonismo”, che compare nei contesti più improbabili, anche ad ambizione critica.

    La considero una delle più potenti leve a sostegno del tipo di sistema che tu chiami dei robot, e che io chiamo dei replicanti, o degli “Snatchers”.

    Secondo me bisognerebbe insistere in questo genere di segnalazioni e farci (tutti) almeno un post a settimana. La sfida è forse dare a questo tipo di argomento un valore comunicativo originale, il che passa dalla tentazione di parlare della propria, di emotività. Cosa che non fa per niente audience, e la rete in questo senso non ha aiutato, strapiena com’è di emotività a buon mercato (che non mi sento comunque, da persona e non da comunicatrice, di condannare). Bisognerebbe pensare bene a delle strategie alternative e metterle in pratica.

  4. il consumismo è anaffettivo per definizione. comprare la serenità attraverso il possesso delle cose. comprare l’approvazione per tacitare la coscienza. comprare. e anche vendere. il proprio corpo, la propria dignità, le parole e i pensieri per sostituire le emozioni col possesso. io ho, dunque sono.
    niente di nuovo, quindi.
    e oso dire che anche sb è un’espressione del sistema, e non la causa.

    a questo punto, se una parte della nostra società pensa quello che questa donna dice, occorre che l’altra parte parli, e in modo chiaro, per fare capire che non è solo così, e che soprattutto non sarà necessariamente sempre solo così.

    altrove ho letto che, se questa donna (s)ragiona in questo modo, è perché è devastata dalla cocaina. ma torniamo al punto di partenza. comprare, anche sostanze additive, per sostituire le emozioni con le sensazioni.
    il ruolo della scuola, della famiglia, dei mezzi di comunicazione più avveduti, sarà, d’ora in poi, proprio nella direzione dell’espressione, chiara, netta, esposta, di una realtà altra, della civiltà dell’essere contro quella dell’avere.

    da dove partire? non occorre demonizzare la donna in questione: il fascino del vuoto è sempre dietro l’angolo.
    occorre guardare dentro il vuoto dei suoi occhi, per riempire di senso gli occhi di chi ci sta guardando.

  5. Grazie, ci voleva!

  6. Mentre ascoltavo e guardavo quella ragazza parlare mi sono posta esattamente le tue stesse domande! Prima di provare indignazione o altro, mi è venuto spontaneo chiedermi: “Chissà com’era da bambina… chissà cos’è che l’ha portata a diventare così cinica, a considerarsi così poco”. Che occorra dedicare spazio e impegno, nell’educazione, alla dimensione affettiva delle persone per contratare l’analfabetismo emozionale che è così diffuso nella nostra società, è un concetto che ormai sui manuali di pedagogia è all’ordine del giorno… bisogna passare dalla teoria alla pratica, però, e in fretta.
    Francamente mi fa paura il fatto di bambini e adolescenti ad ascoltare quell’intervista da soli davanti al pc, senza un adulto che li aiuti a criticare certe “argomentazioni”.

  7. Pingback: Il frustino nel comò. « Un blog.

  8. Condivido le osservazioni di Giovanna ma vorrei aggiungere di fare attenzione all’ uso della parola “emozioni” e affini.

    Uno degli aspetti più rappresentativi del sistema antropologico qui osservato è proprio il continuo, iperbolico, superficiale e fuori luogo richiamo all’affettività. Il berlusconismo (chiamiamolo così per brevità e semplificazione) è fondato sul richiamo propagandistico alle emozioni, dalla denominazione Partito dell’Amore al richiamo all’invidia (emozione considerabile negativa ma pur sempre emozione) per spiegare e spregiare qualunque forma di opposizione. Nelle intercettazioni delle olgettine, insieme al linguaggio da caserma (che, poi, è pure quello assai emotivo) mi colpiva il profluvio di “ammmoore” e “amo’ ” con cui condivano il reciproco appellarsi. Persino il Lavitola saluta affettuosamente il “dottore” con un “bacio”.

    Tutta la tv berlusconiana, soprattutto quella ridondante e seguitissima mariadefilippesca (la De Filippi potrebbe essere considerata, purtroppo a buon titolo, la Montessori di quest’età berlusconiana, avendo formato ed educato coscienze e comportamenti di tutte le ultime generazioni con una profondità e una capillarità che non ha pari in nessuna scuola, nè montessoriana nè gentiliana) è una celebrazione delle emozioni.

    In questo del tutto è omologa alla maggior parte di spot pubblicitari, il primo che mi viene in mente è un “emozioniamo” o “emozioniamoci” di tantissimi anni fa di cui, però, non ricordo altro, tanto meno il prodotto. Mi aveva solo colpito, proprio perchè così esplicito, lo slogan. Qualcuno riesce a recuperarlo?

    Il punto è che tutto questo spreco emotivo è solamente una simulazione, un mascheramento – piuttosto evidente per chi riesce a leggerlo ma scambiabile per autentico, a quanto pare, da milioni di persone. C’ è di che chiedersi, molto seriamente, come hanno operato negli ultimi trent’anni, le agenzie educative.
    Sembra OT ma non lo è troppo: rivedere Eyes wide shut e andare a vedere Carnage.
    Ah, e poi: L’egemonia sottoculturale di Panerari. Accattivante, inoltre, il titolo di un romanzo in libreria in questi giorni che credo sarebbe interessante leggere ma di cui non ho idea delle qualità “letterarie”: Dove eravate tutti, di Paolo Di Paolo

  9. Secondo me l’automatizzazione del pensiero berlusconiano e “paraberlusconiano” è stata un fattore chiave per il successo di un certo modello culturale. L’esaltazione della performance estetica, lo spauracchio della bruttezza sinistroide, l’autocelebrazione parossistica… sono meccanismi combinabili all’infinito. I sentimenti non servono. Una macchina è sufficiente a produrre tutto ció. Vi segnalo a questo proposito http://www.berlusquotes.com , il generatore automatico di citazioni
    berlusconiane.

  10. Condivido l’osservazione di caracaterina.

    Aggiungo che nell’intervista, oltre alla gelida anaffettività rilevata da Giovanna, c’è anche qualche momento in cui la De Nicolò esprime brutte emozioni negative:
    – disprezzo (quando dice “racchie”)
    – e aggressività (quando dice “cazzo”, “culo”).
    Parole – molto brutta la prima – pronunciate con un brutto tono. :-(

  11. non credo siano emozioni, neanche negative. sono invece sensazioni, non mediate dal cuore, ma frutto dell’ignoranza e dell’insensibilità nei confronti del prossimo. come dire: il motto di terenzio al contrario. ma anche conseguenza del terrore di perdere l’unico elemento che la donna crede di possedere, la bellezza, la giovinezza, in un estremo tentativo di esorcizzare il declino inevitabile. come il suo le(n)one…

  12. Io non riesco a vedere il video – mi sono solo limitata a leggere articoli che riportano alcune frasi – perché mi ferisce troppo. A proposito di emozioni.

    Così come mi ha sempre ferito tutta la simulazione a cui ho accennato precedentemente, soprattutto perchè ho sempre notato che, a una simulazione dell’emozione – che andava a riempire il vuoto emotivo in cui evidentemente troppi sono stati abbandonati – la sinistra non riusciva a opporre nient’altro che un altro vuoto emotivo: frasi fatte, slogan risaputi, giudizi che venivano bollati, e vengono tutt’ora, con termini come buonismo e moralismo buttati lì con disprezzo. Per questo mi è venuto in mente Carnage, soprattutto il personaggio interpretato da Jodie Foster.

    L’altra reazione della sinistra è stata la risata. La proliferazione di comici, però, non è un buon segnale proprio perchè l’ironia, l’umorismo segnano un distacco emotivo, un modo per tenere a bada le due emozioni vere della sinistra: depressione e rabbia, entrambe segno di impotenza. Per questo, come nota Giovanna, anaffettivi sono anche i commenti critici. Ora che non c’è proprio più niente da ridere, che fare?

    Quando, come spesso avviene qui, ci si spende a criticare gli “errori comunicativi” della sinistra, oltre che a stigmatizzarli, ci si affanna a spiegarli con la mancanza di idee, di contenuti ecc. Invece quasi sempre tali errori sono imputabili a una mancanza di empatia, un’impossibilità di “sentire” e, perciò, di farsi sentire. Ma questo riguarda la comunicazione, NON la politica. (Anche se, ma su altri piani, si può certo discuterne anche la politica)

    Il fatto è che la sinistra ha sempre viaggiato, in tutta la sua storia, su un doppio binario: quello razionale, di provenienza addirittura illuministica, della razionalità politica (che poi è la ragion di Stato di più antica memoria) e quello, emotivo, del conflitto e della lotta. Ora, questo doppio binario è stato occupato dalla Lega, con i risultati che vediamo. Alla sinistra è rimasta la “razionalità politica” declinata in quello che sappiamo.
    Il berlusconismo ha riempito tutto il resto (scelte economiche, sociali, culturali) coprendolo col simulacro affettivo del “voler bene”. Confondendo artatamente i piani: oggi Repubblica riportava una frase di Berlusconi il quale pare si dichiari convinto di essere ancora amatissimo dagli italiani. Ma ci rendiamo conto? Come se, per votare qualcuno, (e mi richiamo all’interessante discussione del thread precedente) bisognasse amarlo o, almeno, scoparselo. Ma ve lo vedete, per dire, Togliatti, ma anche Scalfaro, o lo stesso Napolitano, o chessò, Andreotti, che fanno i politici (ma avessero fatto pure gli imprenditori!) per essere amati?!

    Che oggi, invece, per votare qualcuno, si debba pensare alle emozioni, cosa su cui punta tutta la comunicazione politica quando deve fare propaganda, cioè sempre, a me sembra del tutto fuorviante. E credo proprio che una assolutamente necessaria rieducazione affettiva di buona parte della società dovrebbe cominciare proprio dalla distinzione fra i piani.
    Parlo dell’Italia ma non dimentico, ad esempio, il fenomeno Obama: un’elezione plebiscitaria sull’onda dell’emozione e un altrettanto repentino voltare le spalle quando il piacere dell’emozione non è potuto perdurare. Visto che si tratta di politica.

  13. Condivido in pieno, nota azzeccatissima. Se mi posso eprmettere, qui c’è il mio pensiero: http://scrivoxvizio.wordpress.com/2011/09/18/ce-chi-fa-girare-lenergia-e-chi-la-patonza/

  14. sinceramente non condivido questa analisi vuoi perche non capisco perche certi pagliacci di giornalisti si permettano di intervistare questo genere di escremento umano
    e dopodiche perche si permettano di mandarla in onda in determinati orari

    ho letto commenti chissa da piccola com’e è cresciuta chissa quanto amore le e mancato ecc ecc
    secondo me nulla di tutto ciò e cosi e stop, e non è certo la prima non sarà l’ultima e tanto meno l’unica, ne conosco per cosi che hanno come unico dio il denaro e ti assicuro che in infanzia non gli è mancato proprio nulla

    altresi conosco persone dignitose oneste e corrette a cui invece è mancato tutto
    mi sono spappolato i coglioni di questo buonismo, qui non c’e da insegnare ai nostri figli i giusti valori, anche chi non ha ricevuto i giusti valori ha comunque
    avuto la facoltà di scegliere e tanta gente ha preso strade ben differenti da questo scarto di essere umano

    l’unica cosa che c’è da fare è relegare certe persone fuori dalla società civile
    o mandarle in strada che sono certo che le prostitute da strada hanno parecchio da insegnargli sulla dignita umana a fatti a parole e spero anche a calci nel culo

  15. C’è più verita nella De Nicolò che in tutti i profluvi emotivi e sentimentali di anime ignave.

  16. Pingback: Sull’invidia: da “Menomale che Silvio c’è” a Terry De Nicolò : Giornalismo partecipativo

  17. Vento dell’Ovest, non ce l’hai un animalino in casa? Un cane o un gatto, un mammifero un po’ evoluto, insomma.(L’ideale sarebbe un delfino o un elefante ma sono di difficile gestione). Dicono che la pet-therapy fa miracoli.

  18. No per carità, io amo gli umani. O meglio, amo le donne, ovvero l’unica parte amabile del genere umano. Un po’ come per questa Terry (brutto nome per una così bella donna): uno la guarda, la ascolta, legge i commenti qui sopra, e con amore e tenerezza gli viene in mente Matteo 21, 31: “In verità vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio”.

  19. @ Vento dell’Ovest
    Come tutti i grandi machisti di questo Paese, sembra ci sia un che di omosessualità repressa nelle tue parole, addirittura stai a scomodare il Vangelo, per precisare che ti piacciono le donne…. Uhhh che barba….non credo che caracaterina – con cui mi complimento per la lucidità delle sue argomentazioni- sia interessata ai gusti sessuali di chi commenta i post di questo blog….Terry, sarà anche bella, abbronzata,fantastica, ma sta di fatto che dalle sue parole emerge un cinismo meccanico desolante, una visione della società in cui i rapporti tra le persone possono esclusivamente essere mediati dal denaro, dagli scambi di favore, dalla mercificazione di corpi, sensazioni ed emozioni. Sono 30 anni e più che” vivo ogni giorno da pecora”, e non voglio giudicare moralmente Terry e le “sue amiche” che hanno messo a rischio se stesse per il sogno di una vita funambolica, “da leone” : ma qui parliamo di altro, parliamo di scelte fatte da un vecchio di 70 anni che per la ricerca del piacere sessuale si è reso ricattabile da chiunque, mentre su di lui incombe il peso del futuro di un Paese intero…..
    Io lavoro da quasi 10 anni nell’Università di Bologna come addetto “esternalizzato” alla portineria e ai laboratori informatici…beh, dopo tutti questi anni, a Luglio sono stato licenziato e poi riassunto da una nuova società….tutto ciò al solo scopo di tornare alla paga del 2002…
    Terry, Gianpi, B e tutto er cucuzzaro, durante le “cene eleganti” si saranno mai chiesti come fa un operaio, un addetto alle aule o alle pulizie come facciano a vivere con 400 o 500 € di stipendio? No non credo…per loro noi siamo solo “pecore”….
    Un saluto….

  20. Condivido tutto. La tua ultima frase, in particolare:

    “E non sarebbe affatto difficile impostare interviste e inchieste che mettessero in evidenza l’anaffettività del mondo di Terry. Che giocassero a mettere in difficoltà emotiva i suoi protagonisti. Farebbero pure audience.”

    Punta il dito su un fatto importante: la mancanza di profondità non sta solo nei soggetti ma anche nei mezzi, nei media sempre più privati di sguardi e regie profondi, dove l’arte e la poetica sono state totalmente estromesse. I soggetti allora forse non diventano più solo causa scatenante ma anche conseguenza di un distacco emotivo avvenuto lentamente e mediaticamente nel tempo.

  21. Il mondo affettivo rimane sempre fuori dalle nostre analisi “pubbliche” sociologiche; e la sensazione di “inatteso” che ho provato di fronte a questo articolo, me lo conferma – perché non sono abituata trovare questo approccio. Non manca però, certo, l’affettività, nelle nostre vite. È solo che non ha più una dimensione concreta e reale. Ce la viviamo interiormente, ce la rimuginiamo, condita di mitologie e immagini artificiali e indotte; immaginiamo sogni senza il coraggio, la forza o l’esempio per farli diventare realtà; senza la capacità di distinguere ciò che è raggiungibile da ciò che non lo è. Mi sento appartenere a una generazione emotivamente e affettivamente mutilata, o dalle percezioni distorte; che non riesce a colmare il divario tra il reale e l’immaginario: le orde di single crescenti che vivono convincendosi di bastare a se stessi; la depressione e la solitudine conditi di eccessi e di un’idea di giovinezza forzatamente perenne. Siamo una società felice? No.

  22. @Giovanni Delfino: ho scomodato il Vangelo, che è sempre da scomodare per le cose importanti, per far capire che è meglio una Terry De Nicolò di tutte le anime belle e farisaiche di questo paese. Ma se preferisci che scomodi qualcuno di più umano c’è sempre il mio beneamato Gomez Davila: “Di solito è l’invidia la vera scaturigine delle indignazioni morali”.

  23. L’anaffettività è un aspetto del fenomeno “Terry”, un aspetto generalmente trascurato, che Giovanna ha colto felicemente.

    Ma non riduciamo tutto a questo.
    Terry ha dei valori: leone vs. pecora. Lei intende per ‘leone’ chi ruba e ‘vende sua madre’, e per ‘pecora’ chi rispetta la legge. Ha dei pessimi valori, ma li ha. Anche Eichmann ne aveva (ancora peggiori, e non tanto diversi).

    E non è del tutto un robot — credo che Giovanna concordi.
    Ci sono anche brutte cose emotive e Terry un po’ ne ha e ne mostra. Chiamiamole come vogliamo queste cose ‘di pancia’, di sistema limbico o cervello rettiliano. Non chiamiamole emozioni, se pensiamo che emozione è sempre ok. C’è anche un problema di cattivi desideri, cattivi sentimenti, oltre che di molta anaffettività.

    E dietro a questo, come è stato detto da altri, cattivi modelli culturali, molto propagati. E poca buona istruzione e buona educazione.

  24. E’ anche plausibile che tutto — anaffettività, cattivi valori e sentimenti — dipenda dalla ‘mancanza di amore’ in cui sono cresciute queste ragazze, da ‘relazioni fasulle e vuote’. Come pure suggerisce Giovanna.
    Da famiglie con pochi sentimenti, e cattivi.

  25. Io mi domando e chiedo, ma voi che commentate e giudicate questa donna avete mai studiato Nietzsche? O credete che sia stata la De Nicolò a inventare la distinzione fra morale dei signori e morale dei servi? Allora vogliamo dire che anche Nietzsche aveva poca istruzione e cattiva educazione? Diciamo piuttosto che il filosofo tedesco aveva già dato profezia della nostra epoca, questo è il tempo degli ultimi uomini.

  26. Ma come fate a definire bella un obrobio del genere? Io non capisco quali sono i vostri canoni… se sta zitta appare in tutta la plastica artificiale e se parla farebbe scappare via anche Rocco Siffedri. Inoltre non c’è bisogno di scomodare l’affetto e le emozione è chiaro che è una psicotica che avrebbe bisogno di un team di psichiatri (che comunque non possono fare miracoli). La tristezza è che per godere la metà di quello che godo io (o qualsiasi persona che sa vivere un po’) deve spedere 100 volte più di me!

    Invidia e mitizza la vita di Tarantini (e del premiere!!!) un poraccio disperato che ha finito la sua libertà e che ha dovuto passar più tempo a tappare buchi (o a far tappare buchi da altri) e a spalare m…a che a fare altro! E lei lo definisce un modo fantastico e invidiabile di vivere la vita!!! Ma come si fa ad invidiare una vita del genere? Come fai a parlare di invidia se fai quelle cose lì?

    Qui c’è un problema di psicosi a livelli ormai troppo gravi.

  27. @ Vento dell’Ovest

    La lettura di Nietzsche può incoraggiare un uomo a comprare prostituzione senza problemi.
    Ho qualche dubbio che incoraggi una donna a fare semplicemente la prostituta, per quanto ben pagata. Che è quello che mi sembra suggerisca Terry De Nicolò.

    Se Terry De Nicolò avesse studiato Nietzsche, forse avrebbe un’idea meno ristretta delle sue possibilità. :-)

  28. Vento dell’Ovest, vorrei davvero potermi permettere di ascoltare le tue parole, potermi permettere di calarmi nella profondità delle tue riflessioni, ma non sono in grado purtroppo… Certo questo è il tempo degli ultimi uomini, ma in attesa dell’invasione degli Uebermenschen, purtroppo devo guardare quanti vile danaro c’ho in busta paga … e non te la prendere, se per affermare la mia (nostra) individualistica volontà di essere ( élan vitale? :P) ho bisogno di mangiare e quindi m’incazzo quando un eroico coglione come B. mi ciuccia i soldi dalla suddetta busta o manda in malora tutto er cucuzzaro per pagare Terry o Ruby o le Orgettine…..
    Quel povero servo di mio padre, che come tutti i contadini calabresi è nato servo e servo morirà, la sola volta che ha detto “ma sì, viviamo!” ha perso l’usa della gamba sinistra, e aveva già 5 figli da crescere…. Ora che è vecchio e col corpo fuori uso, io mi incazzo non poco se vedo che il governatore della Calabria spende 150- 200 mila € per “Miss Italia nel Mondo” e a mio padre toglie l’assistenza domiciliare perché la regione non c’ha soldi, ok? Mi dispiace, siamo viscidi vermi, ma ci siamo e ci riproduciamo: prima ci devono distruggere tutti……

  29. @Ben: non è la professione nè il salario ma il rango spirituale a definire la nobiltà di una persona. E come ci ricorda il versetto di Matteo che prima ho citato, accade che in tale ordine spirituale pubblicani e prostitute passino avanti ai cosiddetti “uomini perbene”. E se non credete al Vangelo credete almeno a De Andrè: “Bocca di rosa”!

    @Giovanni Delfino: evidentemente puoi permetterti come me il lusso di scrivere su WordPress anche in una giornata lavorativa, che è assai più di quello possono permettersi moltissimi altri, inclusi mio padre e forse il tuo. Berlusconi a te non ruba proprio niente, se mai ha pagato una prostituta non l’ha certo fatto coi tuoi o coi miei soldi, quindi non hai subito alcun torto. Attento, perchè l’invidia del povero non nuoce alla felicità del ricco ma sfregia solo il volto innocente della sua stessa povertà.

  30. intervengo solo per dire che quando si parla di prostituzione Bocca di rosa viene citata quasi sempre a sproposito, invito a leggere bene il testo: “C’è chi l’amore lo fa per noia/chi se lo sceglie per professione/Boccadirosa nè l’uno nè l’altro/lei lo faceva per passione”..quindi non di prostituta si tratta ma di donna libertina che va con chi le piace, per passione, appunto, senza badare a quanti soldi ha mentre sappiamo bene che le prostitute nella stragrande maggioranza dei casi non possono scegliersi i clienti: se quello è brutto come la morte e ti fa schifo, ma paga ce devi annà lo stesso..da questo punto di vista Bocca di rosa è lei sì una “signora” mentre è Terry a darmi l’idea di una “schiava” anche se contenta (ma sarà poi contenta davvero?)

  31. Vento dell’Ovest, credo che tu sia alla vulgata di Nietzsche elaborata dalla sorella e assimilata e diffusa dai maestrini nazisti a uso e consumo (e giustificazione) delle loro nefandezze. Su una certa ingenua (per quanto distruttiva) interprezione del superomismo, prima ancora che questo atteggiamento considerato semplicisticamente si chiamasse così, disse molto e bene anche Dostojevski, che a un amante delle citazioni evangeliche come te non dovrebbe essere ignoto. Fatta questa premessa mi permetto un altro suggerimento: può darsi che non sia più in commercio visto che venne pubblicato negli anni Settanta, quando Nietzsche divenne un metrapansè della sinistra: Il soggetto e la maschera, di Vattimo (sempre che l’omofobia ti permetta di sfogliare le pagine). Ci troverai un Nice un pochino meno truce ed elementare del tuo.

    Ma il punto non è questo. Il punto è che scomodare gli ipse dixit (fra l’altro mescolando autorità opposte come se niente fosse: hai presente cosa pensasse pure il tuo Nice elementare del cristianesimo, no? e allora cosa i citi assieme l’evangelista e Nice, che sostengono visioni opposte? siamo proprio a tutte le erbe un fascio e al ‘ndo cojo cojo, parenti di Franza o Spagna purchè se magna), scomodare gli ipse dixit, dicevo, per giustificare in un blog l’aberrante mondo di Terry, è davvero indice di una chilometrica coda di paglia.

    Ulteriore osservazione, last but not ecc.: “Berlusconi a te non ruba proprio niente” non è semplicemente un’affermazione azzardata (che ne sai?) ma ottusa,esemplare di quella reductio ad individuum che minimizzando, tagliuzzando e parcellizzando un problema, vorrebbe dimostrare che il problema non c’è. Il difetto di questo metodo è che evita di costruire relazioni logiche (anche molto semplici), sabotando l’azione di conoscenza ma non solo. Perchè costruisce concettualmente un mondo di monadi irrelate fra di loro. Il che corrisponde a ed è coerente con la mancanza di relazioni affettive.

    Che tu te ne accorga o no, caro Vento, la solidarietà esiste.

  32. Di Nietzsche non c’è maestro del pensiero debole che possa oscurare le sue opere, che a tutti è dato leggere nella bella edizione Adelphi. Il fatto che tu non capisca come uno scriba possa trarre dal suo tesoro cose antiche e cose nuove è un limite che nessun latinorum può compensare…fra l’altro, proprio Nietzsche era uno scriba di questo genere! Impara invece a dare un senso alle tue parole: di che dovrei avere la coda di paglia? Coda di paglia la potrei avere se fossi in qualche modo coinvolto con questa escort o se fossi avvocato di Berlusconi! E perchè poi non dovrei dire che Berlusconi a te, a me e all’altro non ruba niente? E’ la verità! O sono forse obbligato per principio a sospettare senza motivo qualunque nefandezza e a trasformarla subito in chiacchera senza prove come fanno la cattiva stampa, il cattivo blogging e le cattive inchieste? Ma per piacere, torniamo coi piedi per terra…e con la testa sui classici!

  33. Anche dal punto di vista giornalistico questa intervista vale poco, perché ora non sappiamo niente di più rispetto a prima.
    L’intervistatore non era interessato a conoscere e far conoscere la persona che aveva davanti, proprio perché – secondo me – la ritiene una puttana e basta.

  34. tra l’altro credo che Terry De Nicolò non abbia nulla in comune con le prostitute cantate da De Andrè in molte sue canzoni o quelle protagoniste di molti bei film quindi inviterei Vento dell’Ovest a non fare paragoni artistici che trovo fuori luogo

  35. Anche dal punto di vista giornalistico vale poco quest’intervista, perché ora non sappiamo niente di più rispetto a prima.

    A me è sembrato che l’intervistatore non fosse interessato a conoscere e far conoscere la persona che aveva davanti, proprio perché non la considera una persona, ma una puttana e basta.
    Se Tarantini e Berlusconi la disprezzano e la pagano, quest’intervistatore e alcuni giornali la disprezzano e basta.
    E basta.
    Non so più cosa scrivere.

  36. Le emozione sono state rimosse. Un po’ come Hitler, o se vogliamo, le puttane fasciste… Prof, come stai a psicoanalisi? (intendo, ne mastichi?) :-)

  37. @Paolo: e cosa avrebbero di diverso o di più quelle prostitute da questa? Forse che quelle non sono andate con Berlusconi e con Tarantini? La nostra cultura occidentale e le nostre arti hanno sempre ritratto le prostitute e il loro mestiere con benevolenza e persino con tenerezza, è un pegno esclusivo del nostro tempo isterico e neopuritano quello di stigmatizzarla in pubblica piazza, degno della peggior repubblica giacobina. Leggetevi il saggio “Addio Wanda” di Montanelli, e abbiate rispetto delle puttane!
    (Il fatto poi che tu trovi i miei paragoni fuori luogo mi è totalmente privo di interesse.)

  38. Ci sono puttane e puttane… La prostituzione può diventare ricettacolo delle peggiori psicopatologie sessuali. Il “neo-puritanesimo” qui non c’entra nulla: siamo di fronte ad un caso di deriva reazionaria compulsivo-libertina a fronte di una quasi totale rimozione del proprio Sé con conseguente annullamento di coscienza e valore etico della vita. La tipa del video è una persona malata. Imho anche pericolosa, come tutte le persone che hanno rimosso la propria emotività al fine di soffocare l’insostenibile dolore che si portano dentro.

  39. Vado fuori tema, perché mi rendo conto che mi deprimo e divento deprimente.

    Il principe Carlo e Camilla Parker Bowles.
    La loro è una delle storie più belle che ho mai sentito e tutti li prendono in giro, lui specialmente perché si è messo con una vecchia e brutta.
    Non so se anche all’estero li raccontano così come da noi.

    Visto che il nostro paese sembra fatto di puttane e ladri/clienti, abbiamo bisogno di storie così.

  40. @luziferszorn: Invece è proprio di neopuritanesimo che si tratta, con tutto ciò che questo comporta: comitati di salute pubblica, falò mediatici delle vanità, orazioni parenetiche in pubblica piazza, processi sommari e un direttorio anonimo (magistratura?). Attenti a voi però: la rivoluzione (illuminista, socialista o puritana che sia) divora i suoi figli!

  41. Uh che barba Vento dell’Ovest, di cosa ti stupisci? Che la morale dei servi stigmatizzi una che si approfitta di un vecchio rincoglionito, che dispone e scialacqua ingenti risorse pubbliche…
    Siamo vermi striscianti e abietti e e moralmente non ce ne frega niente di Terry, ma non vogliamo che ci privino di quello stozzo di pane che il patto sociale ci dovrebbe garantire…..
    Sai come si dice a Reggio Calabria, una terra secca e pietrosa? “u Beni, veni da Chiana!” e quando dico “beni” intendo “Bŏna” e con “chiana” plāna….
    Quando sti benedetti Uebermenschen si decideranno a inaugurare un nuovo ciclo di distruzione creativa ne riparliamo, ok? Un saluto!

  42. Se moralmente non ve ne frega davvero niente di Terry allora questo post è un frutto marcio di ipocrisia o alla meglio una buffonata. Non siete vermi, ma parrucconi!

  43. Vento dell’Ovest… te l’ho già detto, secondo me di Terry e a chi e come lei la dà non gliene frega proprio niente a nessuno, altro che neopuritanesimo….
    Ma non ti rendi conto che qua rischiamo tutti di non riuscire a mangiare e a mantenere i nostri figli?
    Poi, qui non c’è nessuna ipocrisia…. La Prof. Cosenza fa il suo mestiere e attraverso un’ analisi degli aspetti comunicativi ha solo posto l’accento sul cinismo robotico che domina l’intera visione del mondo di Terry De Nicolò: non ha fatto la morale a una prostituta, ma ne ha semplicemente evidenziato il distacco emotivo…..
    Chissà buttandocisi dentro quest’abisso, capiremmo che in realtà, come tutti noi, Terry voleva solo affetto, amore, comprensione, appagamento…però davanti alle telecamere, alla pubblica piazza, l’unica cosa che le rimane è questa armatura di cristallo, fatta di finto cinismo, di tristi apologie di uomini che non sono e non saranno mai “Uebermenschen” proprio perché non valgono nulla…altro che che coraggio del’impossibile….. cosa hanno fatto di tanto tragico e di tanto eroico negli ultimi 20 anni B, Gianpy, la Terry, D’Alema, Fini, Frisullo, Benedetto XVI, Karol Wojtyla, Gianni Letta, Licio Gelli, Maurizio Costanzo e Maria De Filippi, Barbara d’Urso o Illary Blasi?
    I parrucconi sono solo loro, sti cattoliconi per finta che pippano cocaina coi soldi della mie busta paga e poi si scandalizzano perché i gay si vogliono sposare o fanno picchiare i val susini che protestano perché non vogliono un mostro che distruggerà la loro terra….
    Certo un bel Ponte sullo Stretto di mare più sismico d’Italia, dove sono morte 100.000 persone solo cent’anni fa , ma certo quello sì che eroico e tragico….
    Ma sì mi contraddico liberamente..oramai non ci vedo più: Terry non ha capito niente…. altro che invidia per la sua inutile parabola esistenziale e le sue allegre giornate da ” leonessa”…. io provo rabbia profonda, e quelli come me aumentano sempre di più…..
    Ecco qui sei contento ora Vento dell’Ovest?
    Ho fatto un po’ di spiega morale, e mi son fatto gli occhietti da bambi…

  44. Bene, ma allora non chiamate in causa i principi morali, le emozioni, la cultura, perchè tutto questo è solo cieco risentimento in salsa qualunquista e religione della colpa eternamente altrui. Accetta il fatto che se la vita ti va male non è colpa della De Nicolò, di Berlusconi o tantomeno degli altri personaggi che hai citato a sproposito (da quando D’Alema, Fini e Gelli sono cattolici??), se cerchi la verità “noli foras ire, in te ipsum redi”!

  45. Cari commentatori,

    a me sembra che ci giriate tutti intorno ma che nessuno voglia essere chiaro rispondendo a questa semplice domanda:
    “una prostituta solo per il fatto di essere prostituta deve per forza avere un problema di affettività?”

    Non stiamo parlando di nigeriane rapite e stuprate, ma di libere professioniste italiane. Cosa c’entrano gli affetti di Terry con il mestiere che fa? Perché qualcuno dovrebbe parlarne?

    Penso che migliaia di puntate di Sex & the City (tanto per dirne una) abbiano abituato noi donne al fatto che il sesso senza amore non solo esiste, ma è anche cool.

    Forse che ora abbiamo bisogno di qualcuno che ci spieghi che esiste anche il sesso con amore? E, udite, udite, anche l’amore senza sesso??
    :)

    Nonostante ciò sono d’accordo con Giovanna. Sono un’inguaribile fricchettona e penso che parlare più spesso di amore farebbe bene a tutte/i.

    Peace!

  46. di nuovo paragoni sbagliati. A parte che se non ricordo male le protagoniste di Sex & the City avevano eccome storie sentimentali, nessuna di loro si prostituiva, non facevano sempre sesso per amore (tranne forse la romantica Charlotte) ma lo facevano per piacere, mai per “professione” o per denaro (dato che i soldi li guadagnavano già autonomamente)..ripeto: si confonde la donna single sessualmente attiva e “disinvolta” con la prostituta,quando sono figure distinte e separate: Terry De Nicolò non è Samantha Jones,non hanno nulla in comune. Terry non ha di fatto nulla in comune neanche con famose sex workers del cinema hollywoodiano, non è Julia Roberts in Pretty Woman (e ovviamente Berlusca e Frisullo non sono Richard Gere), i tentativi di “nobilitare” o “giustificare” l’ideologia di cui la signora si fa portavoce pescando nell’immaginario pop sono del tutto inutili.

  47. “Non mi farò giudicare da te o dalla società e continuerò a fare pompini a chiunque io voglia finchè avrò la forza di respirare e di inginocchiarmi” (Samantha Jones). Io non ho mai visto una sola puntata di S&TC, ma le frasi di SJ le conosco persino io. Con ciò non si tratta di giustificare proprio nulla…ma per il semplice fatto che la signorina De Nicolò NON DEVE GIUSTIFICARE proprio nulla, e con nessuno, tantomeno con voi tartufi post-sessantottini !

  48. @paolo
    I paragoni sbagliati li farai tu, semmai. Nessuno ha detto che la prostituta in questione si comporta come un personaggio di Sex & the City. Al contrario ho detto che il noto telefilm, come tanti altri prodotti mediatici degli ultimi trentanni ha incoraggiato le donne ad una visione del sesso separata dall’affettività. Che sia per piacere o per professione non conta da questo punto di vista.

  49. Caro Vento dell’Ovest, ti invito a calmarti. Qui non c’è nessun «tartufo post-sessantottino», neanche fra i commentatori.

    Pregherei tutti di ignorare, su questo blog, le provocazioni gratuite di chiunque, perché è chiaro cosa vuole chi provoca: essere al centro dell’attenzione.

    Il punto centrale del mio post è sfuggito a molti, a quanto leggo: il mio tema era non tanto e non solo Terry De Nicolò, ma l’anaffettività del sistema di valori che sta dietro alle ultime intercettazioni e, più ampiamente, a tutta questa lunghissima storia che gira attorno al premier da quasi tre anni.

    Il tema delle emozioni è pertinente in qualunque strategia di comunicazione, non è necessario pensare di fondare un «partito dell’amore» per avvalersene.

    A maggior ragione credo sia ormai urgente essere consapevoli della rilevanza delle emozioni nella comunicazione, specie se si vuole contrastare lo sguardo calcolistico sul mondo a cui l’overdose di attenzione sul mondo privato/pubblico di Berlusconi ci ha costretti per tre anni. Ci tornerò su.

  50. A mio parere si fa un po’ di confusione tra “affettività” e “uso strategico delle emozioni nella comunicazione”. L’argomento è molto interessante, aspettiamo il tuo prossimo post!

  51. Cara Giovanna,
    mi vorrei scusare con te se ho alzato i toni facendomi trascinare da Vento dell’Ovest, sicuramente sai che ho sempre cercato di essere pacato e aperto nel seguire il tuo blog….
    Concordo sulla rilevanza dell’uso strategico delle emozioni nella comunicazione e proprio per questo sono persino giunto alla conclusione che la De Nicolò o chi come lei sembra trincerarsi dietro a una corazza fatta di distacco, pretesa anaffettività – come a dire ” svegliati ciccia, così va il mondo…bisogna sapersi vendere…” e infatti non sono mancate nelle sue parole i riferimenti al “mercato”- lo faccia in realtà per mascherare un disagio profondo, una fragilità bambina..per così dire… anche se so benissimo che non era questo il target del tuo post.
    Ciò che non accetto è la superiore consapevolezza che Vento dell’Ovest attribuisce a queste persone, in virtù del fatto che a suo parere loro agiscano puramente, spinte dalla loro volontà di potenza….mi sembra che sia tutto un po’ confuso e giustapposto alla rinfusa….
    Grazie ancora e buona giornata!

  52. “Non mi farò giudicare da te o dalla società e continuerò a fare pompini a chiunque io voglia finché avrò la forza di respirare e di inginocchiarmi”. A parte il fatto che si possono fare pompini in posizione meno clericali e più efficaci, non capisco questa frase cosa debba dimostrare: potrei sottoscriverla pure io, ma ciò non significa essere una puttana, tanto meno una puttana reazionaria priva di senso etico e rispetto per il genere umano. Tira una strana aria in questo paese…

  53. Mi sembra di cogliere in Terry un compiacimento strisciante che tracima nella sbruffoneria: si sa che di questi tempi a spararla grossa si finisce in TV. Ma forse le basterebbe anche solo far sgranare gli occhi a “certa gente”.

    C’ è freddezza? Forse, ma non abbastanza. Infatti, l’ unico modo per salvare qualcosa dal discorsetto di Terry consiste nel “raffreddarlo” ulteriormente con il passaggio dall’ “anaffettività” all’ “analiticità”.

    Recentemente c’ ha provato Catherine Hakim (sociologa alla LSE) elaborando, al fianco dei concetti di “capitale fisico”, “capitale umano”, “capitale sociale”, il concetto di “capitale erotico”.
    Ma la parte più interessante dell’ analisi viene dopo: poiché le donne sono facilitate nella produzione di questo bene, la società patriarcale ha pensato bene di ostacolarle producendo uno stigma sociale che le mettesse al bando. Ora che si è passati dalla “battaglia tra sessi” alla “battaglia tra donne”, un gruppo di loro (femministe neopuritane) si avvale e rispolvera la strumentazione tipica dell’ ideologia patriarcale.

  54. @luzifersorn: una sola puttana reazionaria (che titolo di onore per Terry!) vale più di tutti i moralisti progressisti messi assieme.

  55. Vento, prova a soffiare più forte che io giro il timone nella direzione giusta: un moralista è sempre un reazionario. Non esiste un moralista progressista. Al limite esistono progressisti che s’illudono d’esserlo. Ed esiste un sacco di gente che usa le parole a sproposito, spogliandole del loro significato, creando contrapposizioni ed ossimori la cui finalità inconscia è l’annullamento della tensione della coscienza. Il concetto di “moralista progressista” è il prodotto conflittuale dell’incapacità d’analisi del comportamento umano; ha una funzione sedante che ci distoglie dal desiderio di scavare più a fondo.

  56. Dici benissimo quando dici che “esiste un sacco di gente che usa le parole a sproposito, spogliandole del loro significato” (aggiungo io: e contraffacendole sotto significati impropri), infatti è usare a sproposito la parola “reazionario” come sinonimo di “moralista”, laddove poi avevi appena definito la signorina De Nicolò (da vero signore, tra l’altro!) una “puttana reazionaria”, il che vorrebbe dire che essa per prima sarebbe una moralista o un’amica dei moralisti. Reazionario è, fra le altre cose, chiunque si oppone al “progredire” dei costumi perchè lo riconosce come decadimento, non chi stigmatizza il peccato come se fosse reato. Moralista invece è chiunque invece pone la morale come criterio supremo di giudizio di una nazione, di una cultura o di un individuo, non è di per sè una parola con carattere spregiativo fintanto che non si specifica a quale morale egli si richiama. Una cosa come la prostituzione che fino a 50 anni fa era lecita e universalmente accettata oggi è stupidamente additata come il vaso di Pandora dell’Italia; in tal senso moralista progressista è chi usa come criterio di giudizio universale la morale corrente e il diritto positivo come se fossero legge divina, e come gallo su un cumulo di escrementi si autoproclama giudice dei suoi stessi avi, oltre che dei suoi contemporanei.

  57. Signori, almeno per quel che mi riguarda, nessun rimprovero moralistico a Terry. Liberia di prostituirsi, senza nessun giudizio negativo al riguardo.

    Solo che avere come principale prospettiva di vita la prostituzione, per quanto ben pagata, non è forse una prospettiva da proporre come esaltante per le donne italiane di oggi.
    Qualcuna forse ha qualche altra prospettiva non meno attraente. :-)

  58. Ma qualcuno di voi si è accorto che le Borse crollano, che un ladrone è stato lasciato in libertà da una gang di banditi che sta al governo, che sta passando una finanziaria che farà molto male solo ai soliti noti, ecc. E noi stiamo qui a discutere di una signorina priva di alcun interesse, che dice solo un mare di banalità, e le dice forse senza neanche crederci molto ma piuttosto perchè ha scoperto che così facendo metà del paese chiacchiererà di lei portandola alla ribalta, che è esattamente il motivo per cui dice tante idiozie. E magari ci scappa anche Il Grande Fratello. E noi naturalmente abbocchiamo e parliamo…parliamo…parliamo… e intanto altri fanno, e ci fanno molto molto male. Boh…il Paese è proprio andato. E noi con lui.

  59. Sono grato a giovanna per i suoi commenti sul modo di vivere di escort e loro accompagnati, che a noi appare squalido.
    Un modo che, dalla sua, ha straordinaria capacità di semplificare il mondo, ordinandolo in modo univoco: prese due azioni, o due situazioni, si vede subito quella preferibile: è quella che porta maggior denaro in tempi rapidi. Passando dall’individuale al collettivo, lo stiamo applicando nel distruggere le ricchezze d’arte e di storia, e in particolare la irrimpiazzabile originalità di alcuni siti del nostro paese.

  60. vento dell’ovest – 20 sett.: “Allora vogliamo dire che anche Nietzsche aveva poca istruzione e cattiva educazione?”

    “Cattiva educazione” – come la definisci tu – senz’altro. Alla fine, è crollato vedendo un cavallo inerme brutalmente maltrattato per la strada. Lo ha abbracciato e poi è andata com’è andata.

    Il saggio di Hikam sul capitale erotico è molto interessante. Qualsiasi sia il giudizio su Terry, o l’anamnesi psichiatrica che ne facciamo (Giovanan potrebeb avere ragione senz’altro, anche se aggressività e parolacce credo siano amplificate dalla cocaina), per me resta comunque una persona adulta che ha scelto. Non una mela marcia, non una vittima (dei maschi) né una compagna che sbaglia da rieducare. In questo concordo con lei. Ognuno ha diritto a fare la sua strada (nei limiti del codice civile e penale).

  61. p.s. “concordo con lei” – lei nel senso di Terry. Quando dice che se vuole investire sulla sua bellezza e venderla al migliore offerente, deve poterlo fare. Perfino in Svezia è legale (anceh se lì la prostituta non è punibile ma il cliente sì…. Cioè il corpo si può vendere ma non comprare, un messaggio che personalmente non capisco).

  62. @Diana: Nietzsche era un genio, lei e io non lo siamo, quindi dobbiamo portargli il rispetto che è dovuto alle persone più intelligenti di noi! Altro che “cattiva educazione”! Quanti geni sono morti in manicomio, e allora? Cosa dimostrerebbe questo? Il teorema di Cantor rimane valido anche se il suo omonimo scopritore ha finito i suoi giorni in un ospedale psichiatrico, o no? Detto questo, concordo sulle incomprensibili antinomie scandinave (in etica si chiamano ipocrisie)…e mi fa piacere che lei concordi con me sul punto centrale: che i farisei lascino in pace Terry De Nicolò, e non si permettano di offenderla!

  63. Insisto: ma chissene frega di Terry. E scomodare Nietzsche in questo caso mi sembra davvero eccessivo. Chissà dove vivete voi, probabilmente non sullo stesso pianeta di noi altri chè altrimenti sarebbero ben altre le cose su cui discutere. Ma forse invece è il Paese che è così, sintonizzato solo sul superfluo. E forse è per questo che si va a rotoli.

  64. Ma figuriamoci. Questa Terry usa l’accetta e noi dovremmo usare petali di rosa. Ma per favore! Vento dell’Ovest, fattene una ragione, non si tratta di prostitute sì/no ma di etica, comportamenti e ideologie veicolate attraverso i nostri comportamenti pubblici. La Terry è una reazionaria, anzi, altrove ho usato il termine “fascista”, che è molto più efficace, e lo è per le cose che dice, non certo per aver fatto sesso a pagamento con i suoi clienti.

  65. Non è superfluo Stefania. Le ideologie veicolate dalla Terry sono le stesse che stanno alla base del pensiero di un Berlusconi o di una Santanché.

  66. No, vi assicuro che è davvero superfluo. Le cose che la signorina Terry dice sono arcinote, per l’appunto da sempre alla base del pensiero, se di pensiero si può parlare di B. e di quell’altro genio della Santanchè. Vi sembra una disquisizione particolarmente interessante? che toglie o aggiunge qualcosa a ciò che ormai è chiaro da anni? La signorina cerca visibilità e quindi le ha sparate particolarmente grosse, sapeva che sarebbe accaduto esattamente ciò che sta accadendo, che sulla rete, a casa, al bar, non si discute di altro, regalando a lei i suoi 15 minuti di celebrità e magari anche Il Grande Fratello. E noi, con quello che accade di davvero serio nel nostro Paese, crisi economica, ladri e gente di malaffare che viene salvata dalla prigione da quella gang di banditi che ci governa, Costituzione violentata ad ogni piè sospinto, perdiamo giorni a disquisire se Terry sia o non sia una prostituta, se sia più o meno fascista, se abbia o non abbia diritto di vendersi (disquisizione peraltro peregrina perchè forse non vi siete accorti che la signorina non sembra aver bisogno del nostro permesso). Francamente a me sembra tutto patetico e triste . E se non capiamo che è esattamente questo il gioco che ci vogliono far giocare, allora ci meritiamo di essere governati da questa marmaglia e dunque smettiamola di lamentarci.

  67. Perdonatemi ma io leggo paranoie: nessuno sta perdendo giorni per discutere di Terry; in ogni caso molto significativo discutere su come una giovane donna parli riempendosi la bocca di ideologie reazionarie; questo se non altro ci dà il taglio del paese giovane e di parte femminile, che va sempre ricordato, da dieci anni sostiene questo governo forse più di quanto non lo faccia la parte maschile. Paranoia anche quella di Vento dell’ovest che pensa qui sia in atto un’aggressione alla categoria prostitute. Paranoie la cui funzione è quella di far calare il silenzio sull’identità cattolico-fascista del popolo italiano.

  68. Luziferson, ho già provato a farti notare che il tuo scorrettissimo uso delle parole è quantomeno imbarazzante, prima con l’accostamento sinonimico (da bocciatura!) fra “reazionario” e “moralista” (che poi anche nel senso in cui lo intendi tu reazionario sarebbe l’opposto di moralista, ma vabbè…), adesso con l’invenzione di questa fantomatica “identità cattolico-fascista” del popolo italiano…roba da Dan Brown italofono o da Vernacoliere della sociologia. La Chiesa cattolica ha 2000 anni, il fascismo è una robetta inventata appena un secolo fa…ma meglio tralasciare, a quanto pare logica, filosofia e storia in questi discorsoni da blog non godono di gran considerazione. Poi, rileggi un attimo quello che hai scritto: ammesso e NON concesso che tale “identità” esista (non si fanno concessioni all’umorismo), se il popolo è come dici tu “cattolico-fascista” e insieme alla “parte giovane e femminile” del paese sostiene Berlusconi da 10 anni (anche qui: dati, vogliamo leggere dati), allora che problema c’è? Il popolo è sovrano o no nelle sue scelte? La democrazia funziona o no? Sì che funziona! Oppure pensi che dovrebbe essere commissariata da una cricca di filosofoni illuminati tipo Scalfari, Barbara Spinelli, Michele Serra &co., che realizzino la tanto sognata repubblica platonica? Fate un viaggetto in Russia e chiedete ai più anziani, lì qualcuno ci ha già provato un secoletto fa…

  69. Cattolici e fascisti. Gli italiani sono così. Poi magari non cattolici praticanti e osservanti ma tutti figli di Maria. Visti i titoli dei giornali? (vescovi a gogò). Riguardo al fascismo, il vizio è assai diffuso. Quanto al fascino (fascista?) del B sulle donne, è cosa nota, Infine, la democrazia: Eh… Già! Direbbe il Vasco (un altro bel reazionario). Sì, l’hanno eletto, e mo’ ce lo teniamo. Non faccio parte di quelli che vorrebbero mettere a ferro e fuoco il palazzo. Non credo nelle rivoluzioni. Caso mai nelle evoluzioni. Ma qui siamo ancora lontani. Buona notte, botticelliana.

  70. @Vento dell’ovest: qualcuno ha offeso Nietzsche, per la proprietà transitiva dell’offesa (a Terry)? Uhm. Mi limitavo a dire che nella parabola intellettuale e esistenziale di Nietzsche, come in quella di Terry, o come in quella di chiunque (genio o no) sia finito in manicomio, la “mala educacion” (nel senso più ampio del termine) c’entra spesso qualcosa.

    Personalmente, penso che se uno vuole offendere Terry può benissimo farlo, è lei stessa a dargliene facoltà: viviamo in una giungla, si combatte senza esclusione di colpi, e peggio per chi perde.. Mi dà solo fastidio l’ipocrisia di chi lo fa (di chi la offende, disprezza o altro), dicendo di non farlo.

  71. p.s. che c’entra il fascismo?

  72. Sylvia Plath diceva che “ogni donna ama un fascista”. Quindi basta usare aggettivi e sostantivi (a caso) come se fossero insulti, non siamo in un collegio di educande in corpetto.

  73. PS. con questo non vuol dire che io sono fascista o che B. lo è, era solo per far capire che si può parlare di tutto anche senza ideologia da riflesso pavloviano!

  74. Ma nessuna paranoia! Luziferszorn non so dove vivi ma se appena guardi i giornali, la rete, la tv o solo vai al bar ti renderai conto che c’è una folla che parla e discute di questa signorina così poco interessante! e’ una perdita di tempo che non porta da nessuna parte e non ci dice nulla di nuovo rispetto a quello che già sappiamo. E mentre noi discutiamo delle parole non particolarmente significative, nè particolarmente intelligenti, nè particolarmente interessanti di questa signorina che ripete il Minettipensiero, il Rubypensiero, il Sabinapensiero, il Noemipensiero ecc. ecc. magari con modalità più hard perchè la Terry non è molto intelligente ma è di certo furba e sa che oggi per essere ascoltati e fare “caso” bisogna alzare il tiro, mentre lei si applica e noi dietro a lei, il Paese sta alla frutta ma non ce ne accorgiamo. Io credo davvero che ci meritamo tutto e di più.

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