E basta, col continuo paragone fra politica e calcio!

Insopportabile e stucchevole, oggi, il parallelo che quasi tutti i giornali fanno fra politica e calcio. E dire che molti ancora si raccontano la favola che lo facesse solo Berlusconi. Ma va’, Berlusconi non fece altro che sfruttare e rinforzare una mania tipicamente italiana. Una mania dura a morire. Esempi dalle prime pagine di oggi:

Metafore calcistiche per la politica

  • L’Avvenire: «Monti tiene il campo»
  • Europa: «Monti, pressing sui tedeschi. Napolitano, stopper sul Pdl»

Metafore politico-economiche per il calcio

  • L’Unità: «Lo spread di SuperMario»
  • Il Secolo XIX: «Kaiser Mario» (su foto di Balotelli)

Ma il peggio lo raggiungono i soliti noti (clic per ingrandire):

Il Giornale, 29 giugno 2012

LIbero, 29 giugno 2012

Infine non c’entra niente con il calcio, ma segnalo come esempio negativo anche la prima pagina del Manifesto. Purtroppo il cattivo gusto è contagioso:

Il Manifesto, 29 giugno 2012

28 risposte a “E basta, col continuo paragone fra politica e calcio!

  1. è questo il livello medio dell’italiano.
    Non è da meravigliarsi in quanto politica e media alimentano questi valori anche in situazioni che definirlle tragiche forse è poco!
    Proviamo a immaginare se si vince la finale, i problemi dell’Italia saranno ritenuti risolti!

  2. La domanda è: i media dovrebbero assecondare gli umori e le credenze del popolo o provare a comunicare ad un livello più alto?

    Un po’ come la Rai di qualche decennio fa, meno frivola e più educatrice.

  3. Quanto mi fa piacere leggere questo articolo! Pensavo di essere l’unica rimasta scandalizzata da questi titoli assurdi.
    Cosa avranno mai in comune politica e calcio? Forse solo la corruzione dietro le quinte, ma non è certo qualcosa di cui vantarsi.

    Soprattutto è un parallelismo senza senso; o forse un senso ce l’ha: far capire che possiamo essere vincenti (forse) solo in una partita di calcio.

    E ci tengo anche ad aggiungere che un conto è titolare e titolare creativamente, un conto è scegliere di non portare rispetto alle persone, e mi riferisco ai titoli su Angela Merkel. Assurdo!

  4. La battuta del Manifesto è poco felice. In questo caso la sofisticazione non paga. Tuttavia il messaggio mi sembrava: VaffanCina cioè Vai a fare (le auto) in Cina [dove non c'e la libertà e non ci sono le tutele che ci sono in Italia] perché è lì il posto dove ti trovi più a tuo agio. Insomma il messaggio è chiaro ma la battuta non funziona molto bene :D

  5. io non sono d’accordo sul fatto che questo è il livello medio degli italiani. E’ come dire: in tv ci sono solo donne nude perché è quello che gli italiani vogliono. Siamo sicuri?
    Io sono una tifosa sfegatata della nazionale, la adoro, e al tempo stesso non sopporto questo continuo trasportare il calcio sul piano politico, come se avesse un senso, tra l’altro.
    Credo inoltre che i direttori di Libero e il Giornale ci abbiano dimostrato da tempo il loro buon gusto e rispetto per tutto e tutti… quindi ecco, spero proprio di non dover paragonare il popolo italiano a loro (che caso mai sono italioti). Qualcuno che li segue ci sarà sicuramente, ma non credo che siano tutti così.

  6. Beh, l’affermazione di Emanuela sul livello medio degli italiani è interessante, ma difficile da verificare. Test di intelligenza? Studi antropologici?

    Avendo viaggiato un poco in Europa la mia impressione, che condivido con voi in questo off-topic, è che la stupidità sia alquanto diffusa, in Italia come nei Paesi limitrofi.

  7. Personalmente non condannerei, in questo caso, la scelta della metafora calcistica. Volenti o nolenti l’incontro di Bruxelles e la semifinale dell’Europeo erano, giornalisticamente, le principali notizie della giornata. L’assonanza tra i nomi dei protagonisti, la concomitanza temporale tra gli eventi e la valenza dell’appuntamento , sportivo in un caso e politico-economico nell’altro, non possono non essere tenute in considerazione.
    Al tempo stesso è un modo per fondere le due notizie senza dover per forza preferire l’una o l’altra.

    Difatti lo hanno fatto anche in Germania http://www.irispress.it/wp-content/uploads/2012/06/Italia-Germania-GER_TAZ.jpg questo è un esempio alla vigilia della partita.

    Ricorderei infine che alcuni quotidiani tedeschi non hanno esitato a tirar fuori i soliti stereotipi come pizza, mafia e mandolino…senza dimenticare le famose copertine del Dier Spiegel, che hanno paragonato l’Italia e gli italiani al capitano Schettino subito dopo la tragedia della Costa Concordia.

    Insomma, cara Giovanna, l’uso della metafora calcistica credo che possa essere ritenuto plausibile in questo particolare caso. Sul buon gusto credo che una bella tirata d’orecchie andrebbe fatta anche ai teutonici.

  8. Una vittoria della propria nazione in qualsiasi evento sportivo ha questa magica qualità di ripristinare il sorriso e sempre magicamente, far trovare uno spirito di unita’ e di “fratellanza”… diciamo che e’ terapeutica, previa accettazione di bassi standard. Qui si direbbe che gli italiani (ma e’ vero penso di tutti i popoli) sono “low maintenance”.
    Il problema e’ la reazione dei giornali, come indicato da Giovanna. Il cattivo gusto e grossolanità espressi dai titoli in effetti danno poche speranze di ritrovare un’Italia evoluta a chi, come me, vive lontano ormai da anni.

  9. ma il titolo del Tempo??? ‘Li abbiamo fatti neri’!! e il fotomontaggio di Monti con gli orecchini e la cresta di Balottelli? veramente pessimo gusto. Ma è l’Ordine dei Giornalisti che mi lascia a bocca aperta, como possono tollerare queste cose? Siamo veramente arrivati ad un livello non basso, infimo

  10. E’ tutta mattina che mi chiedo il motivo per il quale ci si ostini ad affibbiare al calcio attributi messianici, che oltre ad essere inesistenti, anche nel più selvaggio dei sogni non potrebbero certo essere trasferiti in un ambito così distante come quello della politica. Di sicuro in un momento nel quale i primi nemici dell’Europa unita sono gli stessi paesi che la compongono, il parallelismo tra la competizione sportiva e quella politica è facile da fare come rubare una caramella ad un bambino, ma a che pro? Non sarebbe più facile e più intelligente godersi una partita per quello che è, 90 minuti di divertimento e basta? I giornali di cui sopra, con i loro titolacci (che sono comunque fra i tanti di una lista tanto lunga quanto imbarazzante), hanno per l’ennesima volta fatto sfoggio della loro incompetenza giornalistica oltre che della loro infinita mancanza di gusto, che sicuramente riflette le aspettative dei propri lettori, ma non di tutti i tifosi.

  11. Giovanna ha ancora una volta ragione. Beccatevi questa chicca allora :)

    Corriere della sera (13 luglio 1982)

    http://www.corriere.it/Primo_Piano/Sport/Speciali/2012/euro-2012/notizie/pop_monti-zoom.shtml

  12. Mi dispiace per la toppa del Manifesto. Il resto e`roba nota. Bild, Spiegel, Panorama, Sun, Mirror, sono tabloid, roba per decerebrati o quasi, e NON rappresentano la cultura dei rispettivi paesi, solo gli aspetti pop e deteriori.
    se Liberation o la FAZ o il WSJ o The Straits Times (Singapore) mettessero dei titoli cosi`poveri di gusto e contenuto in prima pagina, allora mi preoccuperei. Per una delle prime associazioni politica-calcio-poverta`, dopo il panem et circenses, consiglio la (ri) visione de I Mostri, episodio Forza Lupi!!!

  13. No Enrico, scusa: rileggi con più attenzione. La mia osservazione va ben oltre Libero, Il Giornale e i tabloid. Non sprecherei un post per dire una cosa così. Potrei citare esempi tratti da TUTTI i quotidiani, anche se non apparivano fra i titoli e gli strilli. Se poi senti la radio e guardi la televisione in questi giorni, è un continuo. Ma rileggi anche solo i titoli che ho menzionato nel mio post: ci sono l’Unità, L’Avvenire, Europa, Il Secolo XIX. Non ti fermare alle immagini, please. Quelle le ho messe solo perché è più facile attirare l’attenzione con quelle. ;-)

  14. oh mammasantissima… Già le metafore tra calcio e politica sono stucchevoli, ma i titoli offensivi e carichi di sessismo volgare sulla Merkel direi che sono molto peggio…

  15. Però, Giovanna, andrebbe anche fatto presente che calcio e politica sono due cloache maxime della nostra contemporaneità (mi sto contenendo).

  16. di cosa ti stupisci, se milioni di italiani hanno votato uno che scendeva in campo….
    Chomsky la sa lunga a riguardo…

  17. A me non danno nessun fastidio le metafore calcistiche di per se stesse, che possono essere usate anche per dire cose giustissime.
    Mi danno un po’ più fastidio le metafore da ippica, baseball, cricket e football americano, di cui è zeppo l’inglese, perché stento a capirle. :-)

    A infastidirmi sono le stupidaggini e le oscene idiozie che si dicono col sostegno espressivo delle metafore calcistiche, ma anche senza.

  18. Ok, OK, facciamo finta di non saperlo che si chiama DISTRAZIONE DI MASSA… :-)

    Ragazzi ma è ovvio! ma l’avete sentito quello lì, Petrucci????? LO SPREAD LO DECIDIAMO NOI? Ma smettiamola!
    http://ioparloquantomipare.com/2012/06/28/ita-ger/

  19. I giornalisti proprio loro (come i politici) dovrebbero dare il buon esempio e invece si c0mportato peggio dei bambini, anzi nemmeno i bambini si comportano così. Giornalisti delle mie taste vi voglio dire una cosa: VERGOGNATEVI!

  20. In argomento, vi segnalo una intelligente discussione trasmessa venerdì 29 giugno scorso ore 11 da Brontolo , Rai/ Rai3: , alla quale ha partecipato con le sue acute osservazioni una persona degna di stima particolare, il senatore Felice Casson.
    Qui di seguito, una sintesi
    Roma, 28 giu. (TMNews) – L’Europa unita del pallone è la stessa Europa ancora molto divisa sulle decisioni politiche da adottare per uscire dalla crisi. Parlare di calcio in questo momento, può forse aiutare ad individuare la relazione che esiste tra l’Italia del pallone e il paese reale della società civile: vincere l’Europeo può essere uno stimolo o il calcio è ancora ‘l’oppio dei popoli’? È questa la domanda che Oliviero Beha rivolgerà ai suoi ospiti, venerdì 29 giugno alle 11 su Rai3.
    Per la nazionale dei parlamentari scendono in campo: il vicepresidente dei senatori del Pd, Felice Casson e l’esponente del Pdl, Mauro Paniz. Gli altri ospiti in studio saranno: il costituzionalista Michele Ainis; il poeta Valentino Zeichen; il corrispondente dall’Italia per la rete televisiva tedesca Ntv, Udo Gumpel; il giornalista Teodoro Andreadis.

  21. Giovanna, se ti riferisci al continuo usare metafore calcistiche (anche senza arrivare al cattico gusto) allora siamo d`accordo. :) Penso che rifletta una certa mancanza di idee e la tendenza a trattare temi complessi come fosse una partita di calcio (vittoria o sconfitta). Un modo per farsi leggere dai tifosi della politica, che evidentemente sono la grande maggioranza. Purtroppo non ho dati per supportare quest`ultima affermazione, ma mi sembra che l`andazzo prevalente dei giornali di carta, da Repubblica al Manifesto, dal Corriere al fatto, sia semplificare al massimo. E allora meglio informarsi su altri media.

  22. Mi si è`mangiato un altro commento e non ho voglia di riscriverlo. Giovanna, non pensi allora che il continuo uso di metafore calcistiche indichi solo una spaventosa mancanza di idee originali (e creativita`) nella capoccia dei giornalisti? A scuola mi bacchettavano se usavo frasi fatte, certi giornali usa on troppe frasi fatte, per di piu`condite da aggessivita`. Tutti a ripetere l`anno?

  23. Oltretutto con questa metafora vittoria/sconfitta in tutta Europa è passato il messaggio che vi siano stati Paesi membri (in particolare Italia e Spagna) che han sconfitto la Germania…mentre invece quello che si sta facendo, a prescindere che si sia d’accordo o no, sono misure per salvare una situazione difficile, quella della zona euro, e quindi tutti i Paesi che ci stanno dentro. Se ci si mette in testa che all’interno dell’UE il vantaggio di uno è lo svantaggio dell’altro e viceversa, si disfa tutto – per tacere della possibilità di arrivare ad un’unione politica, cosa in cui io personalmente spero.
    Mah, forse è già troppo tardi…

  24. Il Manifesto secondo me ha preso in giro gli altri giornali, oltre a segnalare il solito disgustoso, squallido, becero opportunismo padronale di una belva feroce come Marchionne

  25. Dovremmo ricordarcene quando ci vengono passate le solite copertine di Der Spiegel, dello stesso tono. Rappresentano, insieme alle prime pagine che mostri, il modo più deleterio di fare giornalismo, al di là e al di qua delle Alpi.

  26. Adesso il paragone gli passerà tutto in una volta: abbiamo perso!

  27. Non male il tuo blog, condivido assolutamente , è un momento di esasperata ‘ metaforitudine ‘ . Sarebbe bene approfondire le cause e capire meglio le aspettative di chi le usa, tutte queste metafore.

  28. Come non essere d’accordo. Anche io nel mio blog ho dato risalto alla vergogna mediatica degli ultimi titoli. Giornali che si auopropongono come autorevoli finiscono per essere più beceri dell’ultimo tabloid. http://cartadidentiliberta.blogspot.it/2012/06/italia-germania-il-giorno-dopo-ciao.html

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