Cosa non si fa per andare alle Olimpiadi

Per riprenderci dalla noia dello spot di ieri, propongo l’ironia con cui Edison, partner ufficiale della squadra olimpica italiana, mette in scena il contrasto fra l’imponenza del rugbista Martin Castrogiovanni e la leggerezza delle atlete della nazionale di ginnastica ritmica.

Edison Olimpiadi 2012

«Edison sostiene gli azzurri che vanno alle Olimpiadi», dice il claim, e non svelo come prosegue. È come se il marchio Edison dicesse alla squadra (e a noi che li guardiamo): «Siamo un po’ come quel rugbista: impacciati ma rispettosi, lontanissimi dalla precisione ed eleganza delle performance sportive, ma sempre presenti, protettivi e perfino affettuosi».

7 risposte a “Cosa non si fa per andare alle Olimpiadi

  1. ah, Edison. l’ho visto nella versione con la nazionale di pallanuoto e mi era sembrato un bel contrasto con quello della Rai, solo non mi ricordavo lo sponsor. http://youtu.be/j_18PZVCGoQ

  2. forse non resterà famoso, questo spot, per l’efficacia nel promuovere il prodotto, ma credo che sia uno dei più belli visti negli ultimi anni. considerato che Martin Castrogiovanni non è un attore professionista, trovo che il regista – ma chi è? – abbia saputo infondere un’ingenua leggerezza anche a lui, che è un gigante tipo La Cosa di Marvel. Come mi piace il mondo quando si prende con leggerezza!!!

  3. Bello! Era ora…

  4. Bellissimo e molto simpatico!

  5. Si, questo è decisamente uno spot ben riuscito. Un’idea tutto sommato semplice, un’ironia raffinata, considerando il contesto. Credo però appunto che si tratti di uno di quei casi in cui le immagini e i suoni “bruciano” un po’ il prodotto. Magari sono disattento ma fino alla lettura di questo post mi ricordavo che in tv sta passando quello spot buffo con Castogiovanni, sicuramente non che è di Edison.

  6. Applausi!
    Che contrasto con quel filmato penoso della canoa che va ondeggiando di traverso a ovest-nordovest per andare in Inghilterra: non andrà a sbattere contro la Spagna? Ehi! dopo Gibilterra continuate diritto per il Mar dei Sargassi, che è meglio per tutti!
    È sempre più difficile negli spot vedere la leggerezza, quella delle Lezioni Americane di Calvino, quella del simpaticissimo Castrogiovanni.
    È sempre più facile imbattersi nella pesantezza, quella indigesta, quella che ci tratta da imbecilli. Mi chiedo il perché. Proprio ieri ho letto un brief che fissa le strategie fondamentali di comunicazione verso un target giovanile ben definito, redatte del marketing di una multinazionale italiana. Un documento del Pentagono, angosciante, e che farò fatica a digerire. Per forza che poi gli spot risultano indigesti.

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