Quattrogatti.info, i media italiani e le sfide del digitale

Quattrogatti.info è un progetto senza scopo di lucro che è nato all’inizio del 2009 e riunisce giovani professionisti e ricercatori (questo lo staff attuale: sei redattori e due videomaker), con l’obiettivo di fare informazione su temi economici e sociali in modo semplice, efficace e rigoroso dal punto di vista dei contenuti.

L’ho scoperto solo oggi (non si finisce mai d’imparare), grazie alla mail con cui mi hanno segnalato la loro ultima iniziativa: quattro video in animated motion e quattro presentazioni per analizzare e spiegare i cambiamenti dei media italiani di fronte alle sfide del digitale, il tutto realizzato col supporto della Open Society Foundation, costola della fondazione americana Soros. In una sessantina di slide e 7 minuti di video, si dà un quadro molto chiaro dell’informazione italiana, dall’uso delle fonti di informazione ai cambiamenti del digitale terrestre, fino all’analisi dell’impatto di internet sul giornalismo italiano.

Il duopolio televisivo e il digitale terrestre

L’obiettivo di Quattrogatti.info è ambizioso: comunicare in maniera accessibile argomenti spesso oscuri ai non addetti ai lavori, con video e presentazioni in power point in doppia versione, italiana e inglese. Secondo me ci riescono già in modo eccellente, ma un contributo dai frequentatori di questo blog può sicuramente aiutarli a fare anche di meglio. Fra l’altro cercano autori, animatori 2D, webdesigner, webmaster, documentaristi e videomaker: fatti sotto!

Io mi ci spenderò personalmente, perché i loro lavori non sono solo ben fatti, ma consoni all’intenzione “disambiguante” che anima questo blog e tutto ciò che faccio. Ecco le prime tre puntate della serie «I media in Italia e la sfida del digitale».

Anteprima, uscita il 21 giugno 2012: “Rai: come funziona la tv pubblica italiana?”:

Parte 1, uscita l’11 luglio 2012: “I mezzi di informazione e il dominio della televisione”:

Parte 2, uscita ieri: “Il duopolio televisivo e il digitale terrestre”:

La Parte 3 uscirà il 25 luglio.

7 risposte a “Quattrogatti.info, i media italiani e le sfide del digitale

  1. Interessante anche se nella parte seconda mi sembra che non abbiano recepito l’informazione che le frequenze sono state “regalate” fino al 2022 e non messe a gara contrariamente a quanto sbandierato a suo tempo dal governo dei tecnici.

  2. Le animazioni sono davvero molto molto belle e finalmente si fa un uso intelligente delle cifre, nel senso che non c’è la solita monotona carrellata (di fatto muta) di numeri, buttata lì senza riferimenti forti, che in genere poco dice di quel che vorrebbe dire.
    Una sola nota nel merito della seconda animazione: va bene se parliamo della televisione come il diavolo quando usiamo il termine come una voluta sineddoche (tanta tanta, quasi tutta la televisione italiana fa schifo, va bene) però attenzione a non demonizzare il mezzo in quanto tale, perché c’è e ci può essere della buona televisione, anche grazie ai nuovi media. Altrimenti non avrebbe neppure senso lottare per la sua indipendenza dal controllo politico.
    In generale comunque, visto anche il sito, molto bravi.

  3. Consiglierei i lettori, nonchè la professoressa Cosenza, di informarsi in maniera dettagliata sulla open society foundation, e sulla figura di Soros in particolare. Credo infatti sia inopportuno trattare di pluralismo dell’informazione avendo come sponsor l’unica società che ha finanziato tutti i cosiddetti “giornali di opposizione” nella maggior parte dei paesi appartenenti alla sfera di influenza dell’ex unione sovietica e dell’ex jugoslavia (in Polonia, in Serbia, in Croazia e così via). Questi mezzi di informazione-principalmente quotidiani-inizialmente estremamente critici nei confronti del sistema politico vigente, e sono quindi stati percepiti come paladini del pluralismo e coraggiosi oppositori del “regime” in un periodo di difficile transizione verso un sistema, di nuovo tra virgolette, “democratico”. Questi mezzi di informazione, tuttavia, non hanno mantenuto la propria indipendenza, ma si sono prontamente avvicinati al nuovo sistema “democratico”, sorprendentemente vicino a un modello occidentale di aggressiva privatizzazione economica e indiscussa liberalizzazione dei mercati. Questa tendenza si può notare anche in alcuni video riportati qui- la proposta,ad esempio, di privatizzare settori della Rai in modo da renderla più competitiva sul mercato dell’informazione. Questo progetto, di per sè interessante e sicuramente ben fatto, ha però una pecca sostanziale: è sponsorizzato da una società direttamente legata a un plurimiliardario dalle orgini e dai contatti quantomeno fumosi e poco chiari….ci ricorda forse qualcuno?

  4. @Anna

    Soros, oltre che un ricco finanziere e un grande capitalista, è un liberale, allievo di Karl Popper (da cui “open society”), un fautore del libero mercato e della democrazia borghese. Come tale ha finanziato, a partire dagli anni ’70 del secolo scorso, dissidenti e movimenti anti-comunisti in Ungheria (suo paese di origine) e in altri paesi dell’Europa orientale e dell’ex-Unione sovietica (traggo alcune di queste informazioni da Wikipedia).
    La sua posizione politica può non piacere ed essere criticata, come tutte, ma sembra difficile considerarla deplorevole. E’ quella di gran lunga prevalente nel mondo di oggi, e in particolare è prevalsa a livello popolare proprio nei paesi dove Soros è intervenuto politicamente.

    Con Berlusconi ha in comune solo di essere molto ricco, cosa forse non terribilmente deplorevole per nessuno dei due.
    Non ha il gigantesco conflitto di interesse che ha Berlusconi, come leader politico e governante di un paese in cui ha un quasi monopolio della televisione privata. Non mi pare che abbia trascorsi giudiziari.
    Non mi pare quindi che le fondazioni di Soros puzzino di marcio, per così dire, a differenza del partito di Berlusconi (per via del suoi duplice conflitto d’interesse, mediatico e giudiziario). Hanno solo obiettivi che possono non essere condivisi, come qualsiasi altra associazione.

    Se i Quattrogatti fossero anti-capitalisti, si potrebbe obiettare che hanno sbagliato ad associarsi alle fondazioni Open Society. Ma forse non lo sono.

  5. Devo correggermi: Soros ha avuto qualche trascorso giudiziario. E’ stato inquisito per insider trading, prima assolto e poi condannato a una multa. Non essendosi però candidato a posizioni politiche governative, questa controversa vicenda giudiziaria non configura un conflitto di interesse a suo carico, diversamente da Berlusconi.

  6. Grazie mille a Giovanna per aver ripreso il nostro lavoro e grazie per i complimenti!

    @ivan grossi – Il video e’ stato prodotto prima della decisione del Ministro Passera di assegnare 19 frequenze alle tv per vent’anni. Questa decisione pero’ non annulla il bando di gara dell’ex beauty contest, che e’ tuttora valido e dovrebbe essere pubblicato entro fine agosto. Abbiamo cercato di spiegare questa intricata situazione in questo articolo: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/19/frequenze-tv-la-partita-non-e-ancora-chiusa/297160/

    @farewell orwell – Concordo con il commento. Con il termine “televisione” spesso ci riferiamo in generale al lato della produzione, ovvero alle aziende televisive. Il mezzo in quanto tale non ha nulla di sbagliato: il problema, come sempre, e’ l’uso che se ne fa e i contenuti che vengono veicolati.

    @anna – Riguardo al video sulla Rai, bisognerebbe ascoltare la frase per intero: “privatizzare la parte commerciale della Rai”. Questo non significa ovviamente privatizzare tutta la Rai. Abbiamo cercato di spiegare meglio questo ragionamento nelle slide che accompagnano il video: http://quattrogatti.info/index.php?option=com_content&view=article&id=290:riformarai&catid=44:informazione-e-media&Itemid=18

    Riguardo a Soros, ammetto che ho tuttora una conoscenza generica sulla sua fondazione e non voglio entrare nel merito del suo passato. Posso confermare pero’ un paio di cose importanti che ci riguardano direttamente.
    Innanzitutto, il progetto sui media digitali e’ nato interamente su iniziativa di quattrogatti.info, dopo aver avuto modo di conoscere il report “Mapping Digital Media – Italy” (un documento che invito tutti gli studiosi di comunicazione a leggere: http://www.soros.org/reports/mapping-digital-media-italy). Visto il tipo di contenuti del report (in massima parte dati e analisi e solo in minima parte raccomandazioni eventualmente discutibili), ci era sembrato un prodotto perfetto da comunicare tramite video. Abbiamo quindi contattato la Open Society Foundation di Londra che ha accettato il nostro progetto, dandoci un sostegno solamente finanziario, ma nessun tipo di vincolo sui contenuti. Abbiamo avuto quindi totale indipendenza.
    In secondo luogo, posso confermare la qualita’ in generale del progetto Mapping Digital Media (nato per volonta’ delle Open Society Foundations), dove viene analizzata la situazione di ben 60 paesi attraverso report ricchissimi di dati. Certo, le analisi e le interpretazioni dei dati si possono sempre discutere. Tuttavia, bisogna riconoscere l’importanza di diffondere informazioni utili non solo per comprendere meglio lo stato dei media in diversi paesi, ma soprattutto per capire come contribuire a migliorarlo.

    Vi invitiamo a seguire l’ultima puntata su internet e giornalismo online che uscira’ mercoledi’ 25 luglio. Grazie.

  7. Pingback: Il giornalismo ai tempi di internet « Mistic Media Blog

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