Internet e il giornalismo in Italia

È uscita oggi la terza e ultima puntata della serie «I media in Italia e la sfida digitale» a cura di Quattrogatti.info, di cui ho parlato la settimane scorsa.

I media in Italia e la sfida del digitale

Notevole la conclusione, netta e dura:

«Bisogna superare l’idea che la libertà di espressione sia solo pluralità di opinioni in conflitto tra loro, e rafforzare invece l’indipendenza dell’informazione. Ciò che manca oggi in Italia sono voci autorevoli, che siano capaci di andare oltre agli interessi di parte e diventare cani da guardia non solo della politica, ma anche dell’informazione.»

Sorge spontanea la domanda: sì ma, dato il consolidatissimo intreccio (presente in molti paesi ma particolarmente forte in Italia) fra informazione, politica e grandi gruppi economici, che stroncano sul nascere le piccole iniziative indipendenti, da dove si comincia? E soprattutto: quando ci si riuscirà, se mai ci si riuscirà?

(Mi scuso per la sfumatura di pessimismo.)

Trovi le puntate precedenti QUI.

4 risposte a “Internet e il giornalismo in Italia

  1. assai pertinente la tua domanda conclusiva sul pregevole lavoro di sintesi pubblicato. Mi viene in mente quello che nel mondo del cosiddetto mercato capitalistico non viene oramai più considerata una priorità per il funzionamento dello stesso. Una bella legislazione che comprenda Antitrust, conflitti di interessi, divieto di cartelli, diritto all’ accesso dell’ informazione, indipendenza editoriale, . Allora…ma solo allora, si potrebbe tornare a parlare di ” mercato”, di ” liberalismo democratico “, di “diritti “. Adesso non si può…proprio non si può.

  2. Pingback: Il giornalismo ai tempi di internet « Mistic Media Blog

  3. Temo che si debba cominciare da dove se ne ha meno voglia, ossia dallo statuto contrattuale di molti dipendenti dell’informazione – che sempre di più lavorano sotto forma di collaborazione, rapporto freelance, contratti a termine rinnovabili nella migliore delle ipotesi. La partigianeria, l’articolo coerente alla linea di testata diventano una necessità per sopravvivere al ricatto sottinteso per cui o magni sta minestra o te butti dalla finestra.
    il che può far anche riflettere sulla difficoltà di importare modelli di politica ed economia avanzati – la flessibilità nel mercato del lavoro, concettualmente almeno per me molto attraente – in circostanze sociali e politiche che hanno patologie sclerotizzate che attraggono verso la conferma di se i provvedimenti che sembrano più innovativi.

  4. Purtroppo ho sempre avuto l’impressione che in Italia non puoi essere giornalista se non fai parte di una cordata di potere.
    Pazienza, farò il blogger.
    Saluti.

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