E mentre i nostri politici parlano di zombie…

… il video virale più cliccato nel mese di agosto (quasi 10 milioni di visite), secondo Mashable.com, è il promo della serie televisiva americana The Walking Dead su AMC, che in un minuto e mezzo ci mostra i risultati di un’azione di guerrilla marketing a New York.

The Walking Dead

C’è un nesso fra le due cose? Sì: gli zombie sono popolari, virali, attirano, fanno parlare. E attirano proprio perché orribili e ripugnanti, perché fanno appello alla più universale e insopprimibile delle paure: quella della morte. Vedi uno zombie per strada, ti fa schifo per un secondo, magari ti spaventi pure, ma capisci subito che è finto e allora ridi: sarà scappato da un film, come tanti ne hai visti (e infatti AMC ti invita a ricacciarli nella serie televisiva).

Perciò chi parla di zombie in politica (Grillo, Di Pietro, Renzi e compagnia replicante) cavalca un luogo comune della fiction occidentale, che come tale è di impatto mediatico sicuro. Un giochetto da ragazzi.

3 risposte a “E mentre i nostri politici parlano di zombie…

  1. Non solo: gli zombie sono il nemico perfetto, nessuno prova per loro la minima empatia, dal punto di vista linguistico non sono (naturalmente) tutelati da alcun tipo di istanza di correttezza politica, non hanno nemmeno la connotazione romantica e old fashioned che hanno i vampiri, legati, invece, alla terra, alla sessualità torbida e al sangue. Inoltre, sono deboli, fatiscenti, lenti, la loro forza è solo nel numero, ma in sé, individualmente, sono relativamente innocui. Sono il grado zero dell’orrore, suscitano solo puro odio e pura paura. Semplicemente, il loro posto non è qui.

  2. 10 milioni di click per questo video?!? Sono passati 44 anni da “La notte dei morti viventi”, che a mia conoscenza rappresenta il primo esempio visivo, e non solo letterario, di genere. 44 inflazionati anni e migliaia e migliaia di film in cui lo zombie è risorto talmente tante volte che anche Gesù dev’essersi pentito di aver lanciato la moda. Poveri inconsapevoli ragazzi tutti coloro che consumano abbigliamenti, gesti, gusti, frasi e consumi che sono l’eterno ritorno dell’identico riproposto da marpioni vegliardi che spacciano per nuovo il vecchio.
    Ecco, direi che per un politico farsi affibbiare la qualifica dello zombie, più che essere una maschera penalizzante, finisce oggi per procurare un sottile piacere narcisistico: decrepiti sepolcri imbiancati che lo mettono nel di dietro a tanti ingenui virgulti appena sbocciati è la prova della propria vitalità intellettuale e ormonale. Lo zombie sarà anche poco avvenente ma a conti fatti è una figura vincente: non muore mai definitivamente e ritorna sempre. Dare dello zombie a qualcuno non essendolo rappresenta perciò l’ammissione della propria sconfitta, della propria mortalità, ideologica o fisica che sia. Vai, vai a combattere gli zombie: al massimo fai l’eroe e prendi tempo ma alla fine non puoi che soccombervi.
    In definitiva Grillo, Renzi di Pietro e co. chi sono se non i nuovi mostri di domani che invidiano i mostri di oggi per aver già raggiunto una condizione più perfetta in quell’eternità decrepita che è il Potere?

  3. Una delle cose peggiori che ho visto in tv, e che mi ha fatto scadere totalmente i politici e la politica del nostro paese, è stato il Presidente della Repubblica Cossiga che, fuori dai gangheri, inveiva contro Dalema, definendolo “zombie coi baffi”. Un fatto miserabile, non tanto per il fatto in se, ma per i ruoli istituzionali ricoperti. Un Presidente degno di questo titolo non dovrebbe trascendere, o io dovrei essere meno ingenuo. Direi che il commento di Ugo è perfetto: lo zombie coi baffi, infatti, è eterno.

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