Premio Wired (3a edizione) per le migliori tesi di laurea

Come docente della cattedra di Semiotica dei Nuovi Media del corso di laurea in Scienze della Comunicazione dell’Università di Bologna, ho il piacere e l’onore di promuovere – assieme a AESVI, all’Archivio Videoludico della Cineteca di Bologna e Wired Italia e con il sostegno di Redder Telco srl – la terza edizione del Premio Wired per le migliori tesi di laurea (triennale, specialistica o magistrale) che abbiano per argomento

IL VIDEOGIOCO

e ne propongano un’analisi critica in prospettiva storica, mediologica, inter e transmediale, educativa, sociale, economica, estetica.

Il bando è rivolto alle laureate e ai laureati delle facoltà di: Lettere e Filosofia, Lingue e letterature straniere, Psicologia, Scienze della Formazione, Sociologia, Scienze della Comunicazione, Giurisprudenza, Scienze Politiche, Economia e Commercio, Ingegneria, Scienze dell’Informazione, Scienze Statistiche, Architettura, Conservazione dei Beni culturali (e/o dizioni analoghe) di tutte le università e le Accademie di Belle Arti italiane.

Per partecipare al bando devi inviare:

  1. una copia cartacea della tesi;
  2. una copia della tesi in formato digitale su CD/DVD/chiavetta;
  3. un abstract della tesi (in formato cartaceo o digitale, max una cartella);
  4. copia del certificato di laurea;
  5. un breve curriculum del/la concorrente, con indirizzo e-mail, telefono e codice fiscale chiaramente specificati, contenente anche l’autorizzazione al trattamento dei dati personali ai sensi della D. Lgs.196/03.

Non si accettano tesi di laurea precedenti all’a.a. 2009-2010.

Il materiale dovrà arrivare entro il 6 maggio 2013 (fa fede il timbro postale) a questo indirizzo: Archivio Videoludico, c/o Biblioteca Renzo Renzi – Cineteca di Bologna, via Azzo Gardino, 65/b – 40122 Bologna. Per ulteriori informazioni: tel. 051/2195328 – fax 051/2194847, e-mail: archiviovideoludico chiocciola comune.bologna.it

Una giuria composta da rappresentanti di ciascun ente promotore del bando selezionerà a proprio insindacabile giudizio le tre migliori tesi.

Tutti e tre i partecipanti selezionati riceveranno un abbonamento gratuito annuale al mensile Wired e avranno la possibilità, previa accettazione di una liberatoria, di veder pubblicata la loro tesi sui siti di Wired Italia e dell’Archivio Videoludico della Cineteca di Bologna.

Al primo classificato – individuato fra i tre selezionati – Redder Telco srl corrisponderà inoltre un premio in denaro del valore di 1.000 euro. La cerimonia di premiazione avverrà il 25 maggio 2013 presso la Cineteca di Bologna.

Per ulteriori dettagli  sui criteri di selezione, la giuria, ecc. scarica da QUI il bando.

11 risposte a “Premio Wired (3a edizione) per le migliori tesi di laurea

  1. punto 1: “una copia cartacea della tesi”;
    punto 2: “una copia della tesi in formato digitale su CD/DVD/chiavetta”.

    Non posso crederci.

  2. Io nemmeno. Questo di inviare una copia cartacea non va molto d’accordo con l’immagine della rivista. Mi scoraggia a parteciparci….

  3. Vito e quieroejercer: mi dispiace molto questo atteggiamento da saputelli col ditino alzato, che però dimostrano di non conoscere il mondo in cui vivono.

    (1) Se non includessimo la possibilità di mandare la tesi in tutti quei formati, escluderemmo qualcuno. E noi non vogliamo escludere.
    (2) Ci sono ragioni amministrative di archiviazione che impongono (per un bando pubblico) la richiesta del formato cartaceo: vi ha mai spiegato nessuno la terribile deperibilità dei formati elettronici e la permanenza della carta?

    Sono io a stupirimi e dolermi del vostro atteggiamento. Io a dire a me stessa “non posso crederci”.

  4. Giovanna, con tutto il rispetto, il ditino lo alzo anch`io. La permanenza della carta non e` un dato fisico, visto che la vita media della carta a fibra corta e` 70 anni. La carta da stracci durava circa 150 anni, mi pare.
    Riguardo al formato elettornico, non esclude nessuno. Semplicemente obbliga il candidato a fare uno sforzo e a cercare un computer. Che cosa ne pensi allora della UE che e` praticamente paperless (almeno dal lato utente/applicante) da 7-8 anni. E dell`esame per giornalisti, che dall`anno scorso si fa su chiavetta USB? E Non glie l`ha spiegato nessuno a tutta questa gente che stanno sbagliando? Riguardo agli aspetti legali sono d`accordo, ma e` una arretratezza del legislatore italiano, che ancora pretende il fax (!!) per certe comunicazioni. Anche in Francia (CNRS) hanno lo stesso problema, comunque.

  5. Giovanna ha ragione sulle regole imposte dalla burocrazia, infatti anche l’Agenzia delle Entrate richiede la conservazione su carta delle fatture per 10 anni. Ciò non toglie il ritardo culturale sul fatto che ancora qualcuno sostenga che si debba conservare la carta e non il file elettronico. Vi sono sistemi di archiviazione automatica che garantiscono la conservazione, compresa la trasformazione del formato, per millenni. Un esempio non avveniristico ma comunque “moderno” lo impone la legge 196/03 sulla privacy: il titolare dei dati deve conservarli in forma elettronica e avere un sistema di backup con 3 hard disk a caduta e un quarto ubicato in un altro stabile, o in ambiente protetto dal fuoco o rimovibile in modo da poterlo rimuovere ogni sera e rimetterlo ogni mattina. Poi oggi ci sono le nuvole, con sistemi di protezione di grande efficacia. Sarebbe bene che fossero i burocrati ad imparare l’informatica e i computer. Condivido con Enrico Marsili che, se le regole lo permettessero, sarebbe impossibile che lo studente che fa una tesi sui videogiochi non sappia usare un computer, e se qualcuno non lo sapesse usare o lo usasse solo per scrivere su word non credo sarebbe in grado di fare una tesi sui videogiochi.

  6. Buongiorno a tutti,
    mi chiamo Matteo Lollini e sono uno dei membri della commissione giudicatrice del Premio Wired per le migliori tesi di ambito videoludico. Vorrei aggiungere a quanto già detto da Giovanna Cosenza che la richiesta del doppio formato ha una giustificazione prettamente pratica: a fronte di un lavoro corposo come quello della tesi di laurea, il formato cartaceo serve ad agevolare una lettura accurata e complessiva in tutte le sue parti dello scritto; d’altro canto, provenendo i membri della commissione da diverse istituzioni, il formato digitale consente una maggiore facilità di dibattito ‘a distanza’ sui lavori o su parte di essi. Non crediamo che queste richieste vadano a cozzare con la filosofia della rivista o degli altri soggetti promotori: al contrario, rispecchiano momenti diversi di giudizio sulle tesi, e massimizzano le possibilità offerte da diversi supporti, valorizzando il digitale senza rinunciare al cartaceo.

  7. @Matteo: chiarita la parte burocratica (fuori Italia le regole sono differenti) rimane il suggerimento di alleggerire le procedure dal lato utente. Per esempio, quando si valutano i progetti europei, ogni valutatore riceve una copia stampata b/n, per facilitare il processo di valutazione. Ma nessuno richiede all`utente (colui che invia il progetto) di stampare a sue spese e di spdire a sue spese una copia. Aggiungo che dal punto di vista dell`immagine la cosa e` un po` buffa. Wired mi chiede una copia stampata? Ma non erano smanettoni del computer, all` avanguardia, etc. etc.?

  8. Enrico Marsili: so bene che ultimamente sei sempre più accanito nel fustigare l’Italia vista dall’estero e cosa vuoi farci, ti accettiamo come sei. Io cerco di mediare con le strettoie che mi impone la vita in Italia, con sguardo critico, ma senza essere distruttiva, per rispetto dei giovani e giovanissimi che leggono questo blog, e per rispetto nei miei stessi confronti, che ho deciso di restare in Italia. Per non deprimerci tutti e per dire: dobbiamo farcela a uscire dal tunnel, nonostante tutto. Sono la prima a dire ai ragazzi: andatevene all’estero, ma chi resta che fa? Dobbiamo spararci? o passare il tempo a mitizzare “l’estero” come entità astratta e terra di Bengodi dove la carta non esiste più?

    Inoltre, non c’è bisogno che ti affanni a spiegarmi quanto dura nel tempo la carta: lo so. E lo sanno anche molti di coloro che leggono questo blog. Grazie.

  9. Giovanna, non sto fustigando nulla e nessuno, davvero. Lavorare paperless e sui clouds e` una cosa alla portata di tutti, e semplifica la vita. Anzi, alcune belle invenzioni recenti nel campo della medicina e della politica hanno sfruttato in maniera creativa la possibilita` di saltare la carta nella comunicazione. Grillo lo fa (per quanto non condivida molte delle sue idee), ed e` quasi solo in Italia.
    Se poi ti da` fastidio la critica, e mi stai chiedendo di smettere di postare (aka rompere le scatole) sul tuo blog, non c`e“ problema: e`casa tua, paghi la banda e metti i contenuti. In amicizia, anche se non ci siamo mai incontrati. Un caro saluto, Enrico.

  10. Ciao Giovanna!

    Ho una semplice domanda per te: se la mia tesi risale al giugno 2009, significa che sono nell’anno accademico precedente (2008/2009) e quindi sono escluso dal concorso?

    Grazie, complimenti per il blog!

  11. A occhio sì. Scrivi all’indirizzo mail specificato nel bando.

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