Archivi categoria: stage e lavoro

3 euro lordi per un articolo di 600 parole significa 3 euro lordi all’ora

Scrivere per il web

Ecco perché, da anni, ai giovani e che vengono da me dicendo da grande voglio fare il/la giornalista, rispondo cose come: «Scrivi bene in inglese? Fa’ la triennale in Italia, un master all’estero e proponiti sul mercato internazionale. Non sai l’inglese? Sappi che in Italia, al momento, rischi questo»: Continua a leggere

Scienze della comunicazione: una botta di ottimismo “alla faccia di” :)

Ottimismo

Mi scrive Francesca (il nome è fittizio perché dice di “essere timida”, ma se vuoi saperne di più mi ha autorizzata a dare in privato i suoi contatti): Continua a leggere

A Claudia (27 anni, laurea, master, contratti a progetto) ora propongono l’ennesimo tirocinio. Cosa fa il governo per lei?

Non tutti gli stage finiscono male. Alcuni proseguono

Mi scrive Claudia (nome fittizio):

«Cara prof, sono stata per anni una sua studentessa, l’ho conosciuta da vicino e so che è sensibile a temi quali tirocinio, sfruttamento delle idee e del lavoro. Le scrivo per raccontarle un po’ la mia esperienza, mi farebbe piacere avere un suo parere. Dopo una laurea magistrale, un master, diversi tirocini curriculari e post formazione, tre anni fa sono arrivata finalmente alla firma di un contratto a progetto. Seppur fittizio, come si usa fare, ero felice perché Continua a leggere

Se l’azienda contatta i genitori dei dipendenti

Locandina del film Tanguy

Per chiudere le considerazioni dei giorni scorsi sugli eccessi di accudimento di alcuni genitori sui figli ormai adulti, in università come in azienda, riporto il caso della CEO di PepsiCO, Indra Nooyi, che in un’intervista al magazine Fortune ha raccontato di avere l’abitudine di scrivere lettere ai genitori dei suoi sottoposti (adulti fatti e finiti), anche solo per ringraziarli del “regalo” che i loro figli rappresentano per l’azienda. La Nooyi ha ammesso anche Continua a leggere

Al colloquio di lavoro con mamma e papà. Non solo in Italia

Alcuni giorni fa il post “Andare a chiedere alla prof con mamma e papà. A vent’anni e passa” ha suscitato una discussione vivace in rete, e persino sui media tradizionali: leggi questo articolo sul Corriere della sera e ascolta “Cuore e denari” del 6 maggio su Radio24, in cui ero ospite. Come hanno osservato alcuni commentatori, qui e in radio, e come io stessa ho precisato in trasmissione, il fenomeno non riguarda solo l’università, né solo l’Italia: Continua a leggere

Andare a chiedere alla prof con mamma e papà. A vent’anni e passa

Locandina del film Tanguy

Una volta non succedeva quasi mai, salvo casi davvero strambi, ma negli ultimi anni mi capita con una frequenza tale che ho deciso di parlarne. Non saprei dire se è un ‘fenomeno’, ma una cosa è certa: lo studente e la studentessa che vengono a trovarmi in università, o vanno in segreteria, facendosi accompagnare da mamma o papà non sono più un’eccezione sconvolgente. Non sono ancora la norma, per fortuna, ma stanno in buona compagnia. Continua a leggere

Le classifiche ingannevoli sulle lauree “utili” e “inutili”

Classifica

In questi giorni circolano in rete alcune sedicenti “classifiche” che mettono in graduatoria dal 1° al 10° posto, o giù di lì, le “facoltà” (termine spesso usato in modo improprio) che, a un anno dalla laurea, sfornano più disoccupati. (QUI un esempio.) Gli autori di queste classifichette – che ovviamente mettono all’indice Continua a leggere