Archivi tag: Antitrust

Tariffe aeree, navali e ferroviarie: attenzione agli inganni

Promozione voli aerei

«Negli anni scorsi è stato facile imbattersi in pubblicità che offrivano la possibilità di andare da qualunque parte nel mondo a prezzi stracciati: ma quei biglietti così convenienti erano quasi sempre introvabili.

Oggi ci sono leggi per assicurare la trasparenza delle tariffe e soprattutto c’è stato un paziente lavoro dell’Antitrust volto a sanzionare i “trucchi” più usati da compagnie e agenzie di viaggio per ingannare gli utenti: per esempio Continua a leggere

L’ossessione dell’alga Guam

Alga Guam

È da Sanremo 2013 – dunque dal 12 febbraio – che va in onda a ripetizione. Fra una canzone e l’altra, una battuta della Littizzetto e l’altra, la coscia perfetta e impiastricciata d’alga Guam faceva capolino a cadenza regolare per ricordarci che prima o poi sarebbe arrivata la primavera, prima o poi anche l’estate e prima o poi tutte le italiane sarebbero state costrette a misurare la lontananza delle loro natiche da quelle dello spot, circondate da veli, accarezzate dall’arpa suadente, blandite dalla voce recitante di Giancarlo Giannini (è lui, sì). Continua a leggere

Prodotti alimentari: quando il medico fa da testimonial

«Un articolo de Il Fatto alimentare denuncia la presenza in molti studi medici di manifesti che pubblicizzano l’acqua minerale Uliveto e Rocchetta, frutto di una convenzione con la Federazione italiana medici di medicina generale che prevede tra l’altro un concorso a premi riservato agli iscritti alla Federazione. È bene sottolineare che la legge vieta espressamente a un medico e alle sue organizzazioni di Continua a leggere

Se la pubblicità di un prodotto alimentare è ingannevole

«Le aziende del settore alimentare mettono sempre più spesso in risalto, nelle loro campagne pubblicitarie, non tanto la “bontà” del prodotto quanto il fatto che esso “fa bene alla salute”. Non ci sarebbe nulla di male, naturalmente, a condizione che tutto ciò fosse vero.

Continua a leggere

I titoli di studio non sono tutti uguali: alcuni in Italia non hanno valore legale

«Individuare il corso di laurea più adatto alle proprie esigenze e aspettative già non è facile. A complicare la scelta contribuiscono a volte le informazioni ambigue o insufficienti sulle caratteristiche del titolo e sul suo valore legale.

Laurea

Il Tar ha confermato da poco la sanzione di 100.000 euro, inflitta nel 2009 dall’Antitrust alla European School of Economics, perché il sito internet non chiariva in modo adeguato che il Bachelor of Arts with Honours pubblicizzato dall’istituto non è immediatamente valido anche da noi per l’esercizio della professione, nel senso che le autorità italiane riconoscono o meno questo tipo di titoli caso per caso (per ulteriori dettagli, leggi questo articolo).

Il caso è tutt’altro che isolato, come dimostrano i numerosi provvedimenti adottati dall’Antitrust negli anni scorsi nei confronti di istituti e società che magari usavano la denominazione di “Università” o “Facoltà” senza averne diritto.

Proprio per questo Assoutenti ha realizzato un video (vedi sotto), incentrato sulla cosiddetta “Università popolare internazionale san Tommaso D’Aquino” (che in realtà è un’associazione), per sottolineare quanto sia fondamentale, per i giovani, acquisire ogni informazione utile prima di scegliere un percorso formativo, evitando inutili perdite di tempo e denaro.

PS: Gli ultimi aggiornamenti di Assoutenti in tema di pubblicità ingannevoli sono in questo articolo. Giulio Marotta – Assoutenti

Pubblicità ingannevoli su prestiti, mutui e finanziamenti

«Le pubblicità devono indicare elementi utili per identificare le caratteristiche del bene o servizio reclamizzato, a partire dal prezzo: eventuali omissioni possono infatti indurre a fare scelte non pienamente consapevoli, anche nei casi in cui i consumatori e le consumatrici abbiano la possibilità di acquisire altre informazioni in un momento successivo, ad esempio navigando su internet o rivolgendosi direttamente all’impresa. È un principio stabilito dal codice del consumo, e ormai consolidatosi nella giurisprudenza, che vale a maggior ragione quando, per complessità della materia, c’è una forte asimmetria tra l’operatore e il cittadino.

Prendiamo la pubblicità delle aziende nel settore del credito. Ci sono moltissimi esempi di istituti bancari che sono stati sanzionati dall’Antitrust per aver dato informazioni insufficienti o ambigue sui costi di un servizio (apertura e gestione di un conto corrente, carta di credito, mutui).

Un operatore bancario conta i soldi

In moltissimi casi l’inganno viene da piccole finanziarie e società di mediazione creditizia, che promettono condizioni favorevoli per accedere a un prestito o una cessione del quinto, ricorrendo a inserzioni pubblicate su quotidiani locali, sulla free press o suvolantini recapitati nella cassetta delle lettere: anche senza costose campagne pubblicitarie, questi messaggi riescono spesso ad attrarre coloro che sono alla ricerca di piccoli finanziamenti, inducendoli a sottoscrivere un contratto senza poter comparare i costi delle rate con quelli di altri operatori concorrenti.

Di recente il Tar ha ribadito che la semplice pubblicazione di tabelle esemplificative delle rate per prestiti di diversa entità non basta, se non è indicato con precisione il Tasso annuo effettivo globale (Taeg), che permette di calcolare tutti i costi che devono poi di fatto essere sostenuti (polizza assicurativa, spese istruttoria, ecc.), e ha perciò confermato la sanzione a carico di una società di mediazione finanziaria.

Il problema ha purtroppo un impatto sociale rilevante – evidenziato anche da un recente Rapporto di Cittadinanza attiva – perché spesso gli operatori del settore approfittano della situazione di difficoltà economica di chi è alla ricerca di un piccolo finanziamento per far fronte a spese impreviste o bisogni urgenti. Per questo Assoutenti ha realiizzato un video per sensibilizzare i cittadini sul tema e invitarli a segnalare all’Antitrust i casi di pubblicità ingannevole che incontrano.» Giulio Marotta – Assoutenti

Integratori alimentari: attenzione alle promesse false

«Sono molti i casi in cui le aziende che commercializzano integratori alimentari, per aumentarne le vendite, attribuiscono a questi prodotti proprietà ed efficacia non provate scientificamente, o tralasciano di dare informazioni adeguate su possibili controindicazioni per la salute.

Revidox

Per esempio, Paladin Pharma enfatizzava i benefici per la salute del Revidox (maggiore resistenza del sistema immunitario, significativo miglioramento della circolazione cardiovascolare ecc.), mentre Avantgarde garantiva che il Fish Factor avrebbe favorito la “ricostruzione” della cartilagine delle articolazioni.

Fish Factor

Ma entrambe le pubblicità erano in contrasto con le indicazioni dell’EFSA (Agenzia europea per la sicurezza alimentare), e perciò nel 2011 l’Antitrust ha deliberato una sanzione di 150.000 euro per ciascuna società, i cui ricorsi sono stati respinti dal Tar (che ha ridotto del 25% la multa per la sola Paladin Pharma). Lo stesso Antitrust, nei giorni scorsi, ha deciso nuove sanzioni a carico di entrambe le società per aver continuato a diffondere messaggi ingannevoli sui due prodotti, o aver tardato a pubblicare in modo integrale la dichiarazione di rettifica richiesta dall’Autorità.

Chi vuole saperne di più può leggere l’articolo dedicato alle due vicende.

È importante parlare più spesso di questi casi e denunciare tempestivamente tutte le pubblicità ingannevoli sugli integratori alimentari, che creano facili illusioni a molti. Un ruolo importante può essere svolto dalla Rete: i mass media infatti – che vivono soprattutto di pubblicità – dedicano scarsissima attenzione a questi temi, come conferma la rilevazione fatta da Assoutenti sui maggiori quotidiani nazionali tra maggio e settembre 2012.» Giulio Marotta, Assoutenti