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Comunicatori ieri e oggi: somiglianze e differenze

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Se cerco a ripetizione di sfatare i pregiudizi negativi che affliggono il corso di laurea in Scienze della comunicazione non è solo perché ci insegno e lo presiedo (non sopporto l’autoreferenzialità), ma perché credo che vi si annidi la radice della profonda sottovalutazione che la cultura italiana (tutta) riserva al mondo della comunicazione, in tutti gli ambiti: commerciale, sociale, istituzionale, politico. Uno sguardo al passato aiuta sempre a capire il presente, per cui ecco la testimonianza di Valentina, che si laureò in Comunicazione a Bologna nel 2003: Continua a leggere

Scienze della comunicazione again: un’altra storia positiva

Ragazzo manga

Come dicevo ieri, ogni volta che pubblico la storia di “qualcuno che ce l’ha fatta”, tipicamente me ne arrivano subito altre. Questa volta i “casi di successo” sono particolarmente numerosi e vengono da tutta Italia. Ecco la storia di Federico, laureato triennale in Comunicazione all’Università “La Sapienza” di Roma: Continua a leggere

Studi Scienze della comunicazione o Semiotica? Un altro esempio positivo

Ragazzo manga

Ogni volta che pubblico la storia di qualche giovane che, dopo aver studiato Scienze della Comunicazione o Semiotica, è riuscita/o a inserirsi nel mondo del lavoro rapidamente e con soddisfazione, il mondo si divide in due: quelli che mi accusano di creare illusioni agli studenti, perché i problemi sono tanti, i successi pochi, la vita è dura bla-bla-bla; quelli che apprezzano la mia insistenza sulle storie positive, perché in tempi di crisi sollevano il morale e contribuiscono a produrre altri casi positivi. Fra l’altro, ogni volta che pubblico la storia di “qualcuno che ce l’ha fatta”, nel giro di qualche giorno me ne arriva un’altra. Ecco il caso di Andrea:

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Come trovare lavoro studiando Comunicazione. Prima ancora di laurearsi

Top social media

Ogni giorno cerco di sfatare il pregiudizio secondo cui gli studenti di Scienze della comunicazione sarebbero destinati a non trovare un lavoro attinente ai loro studi. Non è vero, c’è un settore della comunicazione che oggi non conosce crisi: se ti specializzi in web communication, social media marketing e internet marketing (lo dico in inglese, perché così va nel settore), sei a cavallo. Ecco cosa racconta Francesco, 21 anni, terzo anno di Scienze della comunicazione: Continua a leggere

Ho trent’anni, faccio l’editore e la crisi mi fa un baffo

Smiley Book

Mentre ancora impazza la discussione per il post «Sentirsi falliti a trent’anni, ovvero: la crisi dell’editoria», un piccolo editore mi scrive per precisare che le amarezze e i vissuti di fallimento non abitano dalle sue parti. In Italia insomma la crisi morde soprattutto i grandi editori, ma ce n’è una miriade di piccoli e piccolissimi che stanno bene, pubblicano bene, trattano bene i collaboratori. È con grande piacere, dunque, che pubblico la testimonianza di Andrea Benei, una ventata di aria fresca: Continua a leggere

Se l’aspirante stagista non chiede il rimborso spese perché “tanto, l’azienda è vicino casa”

Gratis non è lavoro

A furia di insistere sul fatto che, prima di accettare un tirocinio occorre informarsi e chiedere precisazioni su ciò che si andrà a fare in azienda, in questi anni molti studenti e molte studentesse per fortuna hanno imparato a farlo, per cui il numero di coloro che, quando mi chiedono l’autorizzazione per un tirocinio, allegano una descrizione dettagliata delle mansioni che svolgeranno è cresciuto molto. Bene: il mio lavoro non è stato vano. Sulla richiesta del rimborso spese, invece, l’osso è più duro. Io infatti mando a tutti/e questa mail: Continua a leggere

Stage: quanto vale una buona lettera di motivazione? Molto

A proposito di stage e tirocini universitari, voglio condividere la storia di Davide (che ringrazio per il contributo), perché sapere come ha fatto lui può essere utile a molti studenti e studentesse scoraggiati/e o disorientati/e: >