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Cosa c’è dietro a certe offerte di lavoro «sicuro e ben retribuito»

Alcuni giorni fa il post Uno stage (serio) per attività di Social Media Marketing ha aperto su questo blog una discussione sulla validità di certe proposte formative e sulla congruità dei rimborsi spese che le aziende propongono (quando li propongono) agli stagisti. Ci sono però molti casi in cui gli annunci di lavoro nascondono veri e propri inganni.

Parliamo innanzitutto delle offerte che prospettano forme di affiliazione o di franchising, con rischi contenuti e ampi margini di guadagno per chi aderisce: alcuni operatori disonesti promettono assistenza, formazione e servizi che in realtà non danno. Un caso eclatante è quello delle nuove agenzie di viaggio promosse dalla Dodotour – Evolution travel.

Da valutare con cautela estrema sono i messaggi pubblicitari che enfatizzano un “lavoro sicuro”, ma nascondono corsi di formazione o stage a pagamento, mentre le prospettive occupazionali sono quanto mai incerte (vedi la vicenda dei corsi per guardia giurata della Studio GM di Napoli o dei casting organizzati da Mediaone e New line diffusion).

Jobs

Molto diffuse sono purtroppo anche le offerte di lavoro a domicilio (per realizzare bigiotteria, imbustare dépliant, trascrivere indirizzi), in cui ci guadagna solo chi fornisce la merce facendosela pagare, mentre chi accetta fa un lavoro in nero con guadagni irrisori: vedi il caso dell’impresa individuale Estensione Moda.

Da non sottovalutare infine le cosiddette catene di Sant’Antonio, in cui ancora cadono in molti, che si illudono di ottenere velocemente guadagni facili, ma finiscono per rimetterci tempo e denaro: tra i casi più recenti cito i sofisticati sistemi messi in piedi dalla Xango (succhi di frutta) e dalla Agel (integratori e cosmetici).

Assoutenti ha realizzato anche un controspot artigianale per informare di questi pericoli (vedi sotto). Quando vi imbattete in situazioni analoghe a quelle descritte, non esitate a denunciarle: se la pubblicità ingannevole va combattuta con forza, il comportamento di chi specula sul bisogno di lavoro di tante persone (giovani e non) è a maggior ragione ancor più odioso e pericoloso.

PS: a chi volesse saperne di più su pubblicità ingannevole e altre pratiche scorrette segnalo il numero di ottobre di “Leggi, regole, consumatori”. Giulio Marotta, Assoutenti.

Offerte di lavoro: sogni sfumati

Uno stage (serio) per attività di Social Media Marketing

JacLeRoi, agenzia di comunicazione e pubblicità specializzata in food communication, offre una opportunità di tirocinio di 6 mesi a un/a neolaureato/a con laurea triennale o magistrale conseguita da non più di 12 mesi.

Obiettivi: il tirocinio prevede attività di digital PR, gestione di piani editoriali su profili social network e creazione di contenuti su profili social network di aziende operanti nel segmento food & beverage. Lo stage è finalizzato a formare una figura per l’inserimento nell’organico aziendale.

Social media

Requisiti preferenziali:

  • Laurea in Scienze della comunicazione o affini.
  • Ottima capacità di scrittura in italiano e in inglese.
  • Conoscenza base di tecniche di social media marketing (SMM).
  • Conoscenza delle dinamiche di web marketing e brand positioning su canali digitali.
  • Passione per il mondo dei social network.
  • Richiesta ottima predisposizione al lavoro in gruppo, all’apprendimento e alle pubbliche relazioni.

Requisiti secondari: conoscenza di altre lingue.

Durata: 6 mesi, a tempo pieno.

Data d’inizio prevista: ottobre 2012.

Sede di lavoro: Montechiarugolo (PR). Il luogo di lavoro è raggiungibile con l’automobile.

Rimborso: previsto rimborso spese di 1800€ per l’intero periodo.

Inviare il CV a cv chiocciola jacleroi.com con oggetto “Tirocinio SMM SEO”.

Dialogo fra amici su crisi, riforma Fornero, precariato e lavoro stabile

Ieri Valigia Blu ha pubblicato un dialogo fra amici, ripreso da uno scambio reale. Trovo utile inserirlo anche nella sezione Stage e lavoro di questo blog. È un po’ lungo ma ne vale la pena, perché mette in luce diverse incoerenze e circoli viziosi del momento attuale. Buona lettura (i grassetti sono miei):

>È uno dei momenti più strani della mia vita, direi frustrante, ma mi sembra davvero uno schiaffo a Cristo dire così, visto quanto è difficile lavorare di questi tempi. Ho appena saputo che dal primo ottobre sarò un dipendente a tempo indeterminato. La legge Fornero infatti obbliga i datori di lavoro a interrompere forme di contratto come quella che avevo io. Nella pratica non cambia niente. Non cambiano le tutele sul licenziamento né le vorrei perché a mia volta potrei andarmene in qualsiasi momento. Il compenso annuo rimane lo stesso. Nessuna banca mi darà un mutuo, nessuno mi farà credito. C’è solo una differenza: il mio capo paga più tasse allo Stato. Dunque se la crisi economica ci dovesse far affondare, semplicemente affonderemo più velocemente. Non è una promozione, è un obbligo, ed è anche un obbligo doloroso. Doloroso perché pericoloso. Quando inizi a lavorare fantastichi sulla stabilità, sul contratto, sulla casa e la famiglia. E pensi alla formula principe che ti dovrebbe aprire le porte a questo mondo: il contratto a tempo indeterminato. Bene, il contratto è arrivato ma di magico non c’è assolutamente niente.

Dialogo fra amici

> E che ti dico, ti ringrazio per questa sincerità. Che mi rincuora, e mi fa sentire meno solo. Pur non avendo contratti di alcun tipo.

> Conosco questa storia: io sono quasi costretto a restare partita Iva. Con la differenza che di anni ne ho quasi 36 e ho lievemente le palle più piene di tutto ciò.

> Scusa ma sul mutuo dovresti informarti di piú…

> Ma tu sei pazzo. Con ‘sta crisi economica accendere un mutuo vuol dire rischiare di dover passare la tua vita a prendere scelte finalizzate solo a pagare la casa e non a fare ciò che vuoi.

> Per fare il mutuo poi, deve mettere come garanzia un altro stipendio e un’altra casa, amen.

> Io ho il problema dalla parte opposta. Gestisco insieme ad amici delle gelaterie dove gli universitari facevano la fila per lavorare perché la retribuzione oraria è alta, i turni leggeri, flessibilità estrema ed orari elastici. Ne andavamo molto fieri, il tutto grazie ai contratti a chiamata aka ad intermittenza. Tutti quelli che lavoravano da noi avevano un contratto, era tutto bello e pulito. Ora l’ultima riforma tra i suoi obiettivi sta tentando di debellare in tutti i modi questo tipo di contratto, magari guidata da buoni fini eh, ma portando per noi l’impossibilità di utilizzarlo e molto probabilmente a costi troppo alti da sostenere. Nonostante nella mia breve vita abbia avuto pesante frequentazioni sindacali, mi viene da chiedermi  seriamente se siamo piùarretratisul diritto del lavoro o sull’innovazionetecnologica in ‘sto paese.

> Ma è teoricamente giusto che il tuo datore di lavoro paghi le tasse (e però anche i contributi previdenziali) per un lavoratore dipendente. Poi possiamo discutere sulla pressione fiscale, ma se no diamo ragione a chi teorizza forme di evasione para-legali.

> Certo però se il mio capo dovesse chiudere perché non ha evaso un euro (perché l’unica cosa certa è che la quantità di pagamenti in nero aumenterà esponenzialmente dal primo ottobre) nessuno ne trarrà alcun giovamento.

> Il problema è che, per uno che entra in azienda a tempo indeterminato perché non se ne può fare a meno, ci sono tantissime altre aziende che per non tenersi il carico fiscale ti schiacciano sulla partita Iva o su forme di precariato cronico. È il carico fiscale la tragedia. Qui lo dico e qui lo nego, non possiamo prescindere da questa cosa, altro che tutele dei lavoratori.

> Ecco, c’è anche questo. Per uno che entra ci sono tanti altri che, semplicemente, saranno licenziati.

> Questo discorso vale solo per le piccole imprese… per favore eh!

> No no macché vale per tutte le imprese.

> Vabbè che il carico fiscale sia la tragedia lo sappiamo bene. Ma qui si discute della riforma Fornero, che è altra cosa. E per anni ci siamo stracciati le vesti sui falsi co.co.pro. e sulla flessibilità mascherata. Adesso mi venite a dire che è meglio il cocopro del tempo indeterminato? Scusate, non vi seguo del tutto.

> E hai ragione. Ma io aggiungo una cosa: non puoi fare una riforma così senza pensare alla riduzione delle tasse sul lavoro, perché il rischio è che diventi un disastro.

> E ripeto: anche se per la tua generazione la parola “pensione” è vuota di significato, in quel contratto c’è una cosa che si chiama contributi e c’è una cosa che si chiama Tfr e le ferie pagate… e la malattia pagata, e la paternità/maternità. Però questo è un ricatto.

> E c’è anche una parola più vicina: “instabilità”. Nel giorno in cui ti assumono a tempo indeterminato. Non ti sembra una cosa incredibile? Speriamo che la crisi non sia troppo violenta. Quello che tu dici per me era già vero nella sostanza. Ora è vero anche nella forma. Però tra noi non c’era bisogno, se avessi avuto da lamentarmi di qualcosa, avrei potuto farlo.

> E ma su questo rapporto di fiducia si basano la maggior parte dei rapporti di lavoro nelle piccole aziende. Allora dobbiamo decidere se la “precarizzazione” della legge Biagi usata a strafottere sia stata un bene o un male.

> Ribadisco, hai ragione tu. Ma l’effetto della Fornero sarà disastroso.

> L’effetto della Fornero infatti non può prescindere dalla defiscalizzazione alle imprese (che però doveva essere l’effetto combinato di SalvaItalia + CresciItalia). Il governo la ha promessa anche di recente, tra l’altro promettendo una logica premiante degli imprenditori virtuosi. Il punto è che al solo pronunciare le parole “cuneo fiscale” in campagna elettorale si perdono punti nei sondaggi.

> Penso che fino a qualche anno fa questa conversazione non l’avremmo mai affrontata e francamente ho difficoltà a seguirvi.

> Hai centrato un punto importante. Lospread tra le regole e i bisogni.

> Io ho un co.co.co da sei anni e per me, che lavoro nel pubblico, non si realizzerà mai quello che ti è capitato a meno di un concorso ad hoc per me. Capisco che ti interroghi su come procederà la tua azienda e il tuo datore di lavoro per una comunità lavorativa cresciuta in questi anni. Ben vengano gli interventi fiscali ma io alla base dei rapporti lavorativi ci metto innanzitutto il lavoro e i miei diritti.

> E però nel pubblico una volta assunto NON sei licenziabile.

> Per ora… Non ERI, licenziabile. (ti ricordo la norma Fornero).

> Mi risultava che fosse una dichiarazione d’intenti.

> Cito: “Si stabilisce che le nuove regole in materia di lavoro valgono solo per i dipendenti delle imprese private, rinviando ad interventi futuri ed incerti l’introduzione di misure che individuino gli ambiti, le modalità e i tempi di armonizzazione della disciplina relativa ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche.” Quindi… per ora non sarei licenziabile…

> ‘Sta norma l’hanno fatta col rigore dei geometri, così, sulla carta, va bene di suo, non rispetto al mondo del lavoro.

> Comunque mi ha colpito (in senso neutro, non negativo) l’idea che tu consideri “uguale stipendio” il proprio netto in busta, tralasciando tutte le voci a lui favorevoli di un contratto a tempo indeterminato che non risultano appunto nel netto finale e che non sono tasse.

> È che la nostra gggenerazione è convinta di non arrivare a 50 anni.

Continua a leggere QUI.

Imprenditori «strozzini» o stagisti senza qualità?

Giovedì scorso, sulla bacheca Facebook della casa editrice Pendragon, è apparsa una nota, ieri cancellata. Ecco lo screenshot che gentilmente mi ha passato un ex studente (clic per ingrandire):

Pendragon e gli stage

Quando ieri sera una studentessa mi ha segnalato la nota, d’istinto ho risposto con la saggezza della nonna: «La verità sta nel mezzo». «Nel mezzo e appena un po’ più in là», ha aggiunto un altro. E allora vediamo dove sta.

Prima di entrare in università, ero amministratrice delegata e socia di una piccola impresa. Conosco bene, dunque, le difficoltà dello scegliere e seguire in azienda uno/a stagista: le conosco anche «dal lato azienda», non solo da quello «lamentele degli studenti alla docente-tutor». Lungi da me, insomma, cedere al «movimento d’opinione» – come lo chiama Pendragon – per cui le imprese sarebbero «strozzini» e gli editori «gentaglia» pronta a sfruttare il lavoro altrui.

Però so pure che, quando per qualche ragione mi ritrovavo con lo/a stagista sbagliato/a (indolente, non competente, poco integrabile) – chiamiamolo «stagista senza qualità» – me la prendevo innanzi tutto con me stessa. Mica con lo/a stagista, con i genitori che non gli avevano trasmesso nessuna qualità, o con l’università che me l’aveva spedito: con me stessa, perché non ero stata capace di capire che era messo/a male.

Poi nel 2000 sono entrata in università e da allora – certo – ho incontrato un bel po’ di studenti zucconi come la tipa descritta da Pendragon. Quanti? Molti, in dodici anni. Ma sono pure certa di aver incontrato un numero superiore di studenti bravissimi, preparati, colti. Un po’ perché l’Università di Bologna è una sede privilegiata, un po’ perché lo zuccone medio tende a starmi alla larga (per varie ragioni, che posso spiegare in altra sede).

Poi c’è una maggioranza di studenti che non sono né zucconi né eccellenti, ma mediamente preparati e capaci, che possono, a seconda dei casi, o fiorire o dare il peggio di sé. Sta a me farli fiorire in università. Come starebbe all’azienda farli fiorire durante lo stage.

Certo, l’impresa ha ritmi pazzeschi e tutti hanno sempre un sacco di lavoro da fare e mille tensioni da smaltire, oltre che seguire gli stagisti. Specie in questo periodo in cui spesso è in gioco la sopravvivenza. Ma se non sei in grado di seguire gli stagisti, meglio non prenderli. Ecco perché, forse, Pendragon ha deciso di non prenderne più.

Ma ecco pure perché mi batto da anni – vedi le decine discussioni nella categoria Stage e lavoro – affinché gli aspiranti stagisti chiedano (e le aziende concedano) un gettone di rimborso spese mensile: non è obbligatorio per legge, ma se lo studente lo chiede, si pone subito nella situazione di negoziare (non rivendicare come diritto acquisito!) il proprio valore, prima, e di doverlo dimostrare poi. D’altra parte, se l’azienda decide di investire qualche centinaia di euro al mese in uno stage (oltre al tempo-lavoro di chi seguirà lo/la stagista), è forse più stimolata a scegliersi lo/la stagista giusto, invece di prendere il primo che arriva, tanto «c’è sempre bisogno di manovalanza».

Intendiamoci: non c’è mai nulla di garantito in questi scambi, e un rimborso spese non fa miracoli. Ma mettendo mano ai soldi l’attenzione di tutti – forse – aumenta.

Vedi anche: Perché è opportuno chiedere un rimborso spese per lo stage.

Partecipa (con rimborso spese) a un Social Media Team

L’Internet Festival che si terrà dal 4 al 7 ottobre a Pisa seleziona 20 giovani per formare il Social Media Team ufficiale nei ruoli di:

  • Social Media Editor & Animatore
  • Multimedia Editor (Photographer)
  • Multimedia Editor (Videomaker)

La scadenza per presentare la tua candidatura è il 20 settembre 2012.

Social Media Team

I membri del Social Media Team selezionati (20 posti) avranno diritto a:

  • Rimborso forfettario: di € 280 lorde per il ruolo di multimedia editor e di € 240 lorde per il ruolo di social media editor/animatore.
  • Assicurazione: I membri sono coperti da assicurazione RCT per l’attività svolta durante il periodo stabilito. L’assicurazione è a carico dell’organizzazione.
  • Rimborso spese di viaggio, a fronte della presentazione dei giustificativi di spesa. È previsto il rimborso di un viaggio di A/R con mezzo pubblico; se il viaggio avviene con mezzo privato, sarà rimborsato il costo equivalente di un viaggio di A/R in treno (II classe).
  • Attestato di partecipazione: la Fondazione Sistema Toscana conferirà, a chi lo richiede, un Attestato di Partecipazione Attiva.

Per ogni giorno di servizio sarà garantito:

  • n.1 buono pasto da consumarsi in locali convenzionati con l’Internet Festival (successivamente sarà indicato dove).

Per chi viene da fuori Pisa, l’organizzazione dell’Internet Festival suggerisce di visitare il sito http://www.couchsurfing.org/ per trovare sistemazioni economiche in città.

Per sapere i requisiti che ti sono richiesti e cosa dovrai fare al Festival se sarai selezionato/a, visita il sito o scarica il bando completo: Bando Social Media Team IF2.

Uno stage in Social Media Marketing presso Lamborghini

Automobili Lamborghini S.p.A. offre un tirocinio di 6 mesi a un/a neolaureato/a con laurea triennale o magistrale conseguita da meno di 12 mesi. Il tirocinio si svolge all’interno dell’ufficio di Brand Marketing, in un contesto internazionale, ed è un’esperienza formativa unica con un “lovemark” come Lamborghini.

Logo Lamborghini

Obiettivi: il/la candidato/a affiancherà il Digital Marketing Manager nelle attività di comunicazione e monitoraggio del brand Lamborghini sui social media e sul Web. Il tirocinio prevede attività di digital PR, gestione editoriale dei profili sociali Lamborghini (Facebook, Twitter, Youtube, LinkedIn, Foursquare, Pinterest, Instagr.am), creazione di reportistica periodica con le analytics e gli indicatori di performance dei profili sociali, supporto nella pubblicazione e nell’aggiornamento dei contenuti sul sito Lamborghini.com.

Requisiti: laurea in Scienze della comunicazione, ottima conoscenza della lingua inglese, sia scritta sia parlata, ottime capacità relazionali, conoscenza e passione per i social media.

Durata: 6 mesi a tempo pieno, a partire da luglio 2012.

Sede di lavoro: Sant’Agata Bolognese (BO).

È previsto un rimborso spese mensile e un buono mensa giornaliero.

Si prega di inviare il cv a external.ciacci chiocciola lamborghini.com con oggetto “Tirocinio SMM”.

Uno stage per attività di Social Media Marketing e SEO

L’agenzia di comunicazione e pubblicità JacLeRoi offre uno stage di 6 mesi a un/a neolaureato/a (laurea triennale o magistrale) in scienze della comunicazione, editoria e cultura multimediale, economia con indirizzo marketing o discipline affini.

Obiettivi: supporto ad attività di Social Media Marketing, Search Engine Optimization (SEO), Content Management. Lo stage si propone di fornire al/la candidato/a strumenti per realizzare un piano di internet marketing aziendale anche sui Social Network. Lo stage mira a formare una figura junior per inserirla nell’organico aziendale.

Social Media Marketing

Requisiti: ottima capacità di scrittura in italiano e inglese. Competenze base di tecniche di social media marketing (SMM). Nozioni generali di SEO. Conoscenza delle dinamiche di web marketing e brand positioning sui canali digitali e delle  dinamiche di comunicazione sui canali più tradizionali.

Si richiede un’ottima predisposizione al lavoro in gruppo, all’apprendimento e alle pubbliche relazioni.

Durata: 6 mesi a tempo pieno.

Possibile data d’inizio: settembre 2012.

Sede di lavoroJacLeRoi a Montechiarugolo (PR).

È previsto un rimborso spese di 1800 euro per l’intero periodo.

Possibilità di assunzione al termine dello stage.

Inviare il cv a jac chiocciola jacleroi.com con oggetto “Tirocinio SMM SEO”.