Archivi del giorno: giovedì, 10 gennaio 2008

La zappa sui piedi

La polemica divampò fra ottobre e novembre 2007. (Troppo vecchia, dici? Ma l’ho detto all’inizio che un blog serve a ricordare…)

Il 23 ottobre 2007 la Regione Toscana presentò, con il patrocinio del ministero delle Pari opportunità, una campagna contro l’omofobia, fatta di affissioni, cartoline, brochure, più alcuni incontri e conferenze sul tema delle discriminazioni, inseriti nel Festival della Creatività, a Fortezza da Basso.

L’immagine incriminata era questa (cliccaci sopra per vederne i dettagli).

neonato-homosexuel.jpg

Le critiche vennero soprattutto da destra, e sostenevano che: (1) l’innocenza di un neonato non deve essere contaminata da un marchio gay; (2) l’omosessualità non è innata, ma proviene da abitudini scorrette e viziose.

Dando per scontata l’omofobia pregiudiziale e ridicola di queste posizioni, non capisco tuttavia come la campagna possa essere stata promossa dalle organizzazioni gay italiane (e non solo, visto che fu la fondazione canadese Emergence, un organismo che si batte contro le discriminazioni di genere, a realizzarla e regalarla alla Toscana). «Con questa immagine lanciamo un messaggio forte e chiaro — spiegò Alessio De Giorgi, presidente dell’Arcygay toscana. — L’omosessualità non è una scelta ma un dato immutabile da rispettare» (Corriere della sera, 24 ottobre 2007).

Però, pensa agli impliciti.

Non dobbiamo prendercela con gli omosessuali perché non lo sono per scelta, ma nascono omosessuali e, in quanto tali, sono inermi come il poverello fotografato. Innocenti come un neonato e dunque non perseguibili, questa è la tesi. Innocenti sì, ma solo perché non scelgono (visto che è madre/matrigna natura a scegliere per loro).

Cosa dovremmo ricavarne? Che se l’omosessualità non fosse innata, dovremmo linciare gli omosessuali? Che se l’omosessualità fosse una scelta adulta, allora sarebbe una colpa?

In realtà l’innatezza dell’omosessualità è tutta da dimostrare.

E poi, quale omossessualità? Chi ha deciso che è di un tipo soltanto? Una persona può scegliere il suo orientamento sessuale in qualunque fase della sua vita: da bambino/a, da adolescente, da adulto/a.

Oppure no: ci nasce e basta.

Uno/a può decidere di cambiare orientamento sessuale più volte durante la sua vita. Tipo: fino a 30 anni sta con le donne (donna o uomo che sia), poi s’innamora di un uomo e ci va a vivere per sempre.

E allora? I casi sono svariati e indecidibili, né una scienza presuntamente obiettiva (la medicina? la genetica? la biologia?) si può arrogare il diritto di decidere al posto delle persone quale sia la “causa” della loro omosessualità. Posto che sia rilevante cercare la causa.

Un movimento gay che promuova decisioni di questo tipo non può che darsi la zappa sui piedi.