Contro gli stereotipi, ma…

Ecco cosa scriveva Zadie Smith un paio di settimane fa:

“Che cos’è uno stereotipo, se non un’espressione linguistica […] che tante persone hanno maneggiato e sporcato prima di noi, una miscela linguistica assolutamente inadatta a quella parte intima di quella vostra visione che volevate esprimere?

Usare uno stereotipo significa assecondare un’interpretazione scontata, prendere una scorciatoia, riproporre qualcosa di comodo e di familiare invece di osare qualcosa di vero e insolito. È un fallimento estetico ed etico: in parole semplici, significa non dire la verità.

Quando gli scrittori riconoscono un fallimento, preferiscono ammettere quelli più piccoli: per esempio, in tutti i miei romanzi c’è qualcuno che ‘fruga nella borsa’ in cerca di qualcosa, perché sono stata troppo pigra, sbadata e addormentata per separare la ‘borsa’ dal suo vecchio, ostinato amico ‘ frugare’. Frugare in una borsa è pronunciare una frase come un sonnambulo: un tradimento in sé abbastanza piccolo, ma pur sempre un tradimento. E per quanto mi riguarda, io scrivo proprio per non vivere tutta la mia vita come una sonnambula.

Ma ammettere di aver scritto una frase che fa accapponare la pelle è facile; meno facile è riconoscere che a molti scrittori capita di scrivere paragrafi, o interi personaggi, o addirittura interi libri che il lettore attraversa come un sonnambulo e per i quali l’unica definizione davvero calzante è ‘privi di autenticità'” (Zadie Smith, “Il fallimento riuscito”, Internazionale 725, 28 dicembre 2007, pp. 10-11).

Vero, mi sono detta. Però una certa tassa di stereotipia, quando si raccontano storie, mi sa che bisogna pagarla. Altrimenti i personaggi e i loro intrecci risultano non credibili, finiscono per non essere capiti. Insomma, in letteratura il troppo vero stroppia.

Si potrebbe metterla in termini di dosaggio: troppi stereotipi portano al sonnambulismo di cui parla Zadie, troppo pochi portano all’incomprensione. La giusta dose? Come il sale in cucina: quanto basta.

È un dosaggio difficile, che s’impara con la pratica. Ed è importante non solo per chi scrive storie, ma, più in generale, per chiunque si ponga il problema di comunicare qualcosa a molte persone: politici, pubblicitari, giornalisti, insegnanti. Ci torneremo.

3 risposte a “Contro gli stereotipi, ma…

  1. A mio giudizio, l’uso abbondante di stereotipi, alla fine, risulta il più importante elemento critico per giudicare la qualità della scrittura (ovviamente non quella della storia). Tuttavia, come dici nel post…è impossibile non usare gli stereotipi in un romanzo.
    Una questione più deprimente, invece, è la mortificazione, a cui la lingua italiana è sottoposta, nel linguaggio politico, ahimè, e talvolta giornalistico, ossia il più importante strumento di innovazione linguistica.

  2. Quando leggo un romanzo ci sono stereotipi che non avverto nemmeno come tali. L’esempio di Zadie Smith “frugare nella borsa” è uno di quelli. Mentre leggo fatico ad accorgermi della poca originalità di questa espressione, forse perché è veramente quello che, quotidianamente, mi ritrovo anche io a fare. Penso sia giusto quello che dici, è importante dosare questi elementi. Aggiungerei, da brava cuoca, che dal giusto dosaggio dovrebbe poi derivare un equilibrio di sapori (e di parole) che è quello che ci fa ammirare certi scrittori e rabbrividire davanti ad altri (l’elenco degli uni e degli altri alla prossima volta…)

  3. Ciao Stefano, ciao Rowena,
    bisognerebbe, fra l’altro, definire cosa si intende per “stereotipo”: c’è indubbiamente un lato negativo – a cui soprattutto pensava Zadie – ma c’è anche il ruolo positivo che ogni stereotipo svolge. Nella scrittura come nel pensiero. Per farla breve, senza aspettative stereotipate sul mondo saremmo perennemente disorientati. Caos completo.
    Purtroppo, ohimè, accade spesso che gli stereotipi diventino pregiudizi. Ed è qui che subentrano i guai. Ma ne riparleremo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.