Una tesi selvaggia

È dall’inizio degli anni Novanta (forse prima, non ricordo) che l’occidente subisce, a corrente alterna o continua, la moda del maculato (pardon, animalier).

Ed è da anni che me lo chiedo: perché? Cosa induce stilisti a disegnare, industrie a produrre, ma soprattutto donne e uomini di tutte le età/provenienze/estrazioni/professioni a comprare finte macule? A bardarsi/accessoriarsi/arredarsi casa con qualche tigrato/leopardato/zebrato? E per di più, a perseverare?

Sicché ho deciso: voglio una tesi di laurea. No, di più: ne voglio tante, una non basta.

Voglio qualcuno che disegni la storia, scovi i percorsi, snidi le più nascoste origini di questa iattura. Voglio spiegazioni: che siano antropologiche, storiche, geografiche, sociologiche, semiotiche, psicologiche non importa. Voglio capire.

Capire perché alla gente possano piacere cover ptelefonino-zebrato.jpger telefonini zebrate come questa.

 

 

 

 

 

Stivaletti leopardati come questo (Manolo Blahnik).

scarpe-leopardate-manolo-blahnik.jpg

Abiti verde-tigrati (Versace).

tigrato-verde-versace.jpg

Copriletti muccati così.

copriletto-muccato.jpg

Sandali giaguarati come quelli di Roberto Cavalli (il principe della macula).

sandali-giaguarati-cavalli.jpg

Persino tazze e candele animalier… guarda che roba.

tazze-in-pelle-di-animale.jpg candele-mucca-zebra-leopardo-tigre.jpg

Ma non mi si dica, per favore, che è il richiamo della foresta: l’attrazione di donne e uomini, prigionieri della civiltà, per il selvaggio. Cosa c’entra, allora, la povera mucca?

Cercasi tesi disperatamente.

28 risposte a “Una tesi selvaggia

  1. devo temere che una percentuale rilevante sia costituita da VERA pelle di animale?

  2. Beh per l’inaugurazione di uno zoo in Austria le strisce pedonali “tigrate” hanno funzionato egregiamente, penso proprio per via del richiamo al selvaggio:

  3. Se deciderò di fare la tesi con lei, le prometto che sarà su questo argomento! Ah, una cosa importante: grazie al corso di semiotica II, ora mi ritrovo a notare in ogni ambito di comunicazione metalessi, embrayages, dèbrayages ecc. Non se sia un bene o una psicosi(?!), comunque grazie.

  4. sicuramente si tratta del solito natura vs. cultura.

  5. a me fa pensare il fatto che gli amanti del maculato/giaguarato/leopardato si sentano, come dire, un pò trasgressivi tendenti al selvaggio…per quanto mi riguarda pensare a una donna in abiti verde-tigrati, con sandali giaguarati che magari sorseggia un caffè in una tazzina altrettanto giaguarata su un comodo divano di zebrata memoria, fa paura…per la sua stabilità mentale, più che altro…

  6. Tyler,
    ecco appunto. Grrrrr…
    😛
    A tutti gli altri e le altre,
    ho capito che nessuno prende la cosa sul serio, e invece l’argomento è serissimo, secondo me.
    Giuro.
    🙂

  7. (per la studentessa preoccupata dai pensieri semiotico-ossessivi: tranquilla è normale e poi passa)
    Ritengo le maculature diffuse uno dei sintomi più inconfutabili di menopausa, come una malattia della pelle che viene sui vestiti.
    Se qualcuno farà luce sul perchè alle donne piaccia lanciare un messaggio così evidente, sarò felice di sentire la spiegazione.

  8. Dal punto di vista delle connotazioni, non mi sembra però che il muccato rinvii allo stesso universo di provocazione sessuale (un po’ gretta) nel quale rientrano i vari zebrato/maculato/tigrato. Al contrario, mi pare sia invece associato a uno stile più spiritoso e autoironico, spogliato di connotazioni sessuali evidenti.

    E meno male… sentirsi dare, metonimicamente, della “tigrona” può essere a suo modo anche eccitante, ma sentirsi dare della muccona o, peggio ancora, della vaccona… 🙂

  9. lo so prof, ma volevo togliermi lo sfizio di provocarla in incognito, soprattutto dopo l’esame di oggi (ormai ieri).

    detto ciò, a moda e affini non ho mai prestato molta attenzione, ma questo riscoprire il maculato/muccato/giaguarto/tigrato lo associo a mente fredda ad un riscovamento degli anni 80.
    per spiegarmi meglio, da un po’ di tempo a questa parte programmi televisivi e discoteche, giusto per fare un esempio, dedicano non pochi approfondimenti su quest’ “epoca”.

    a pelle gli anni 80 li ho sempre odiati (a livello musicale e di stile, per i capelli impomatati e i riverberi osceni nei pezzi), però tutto questo stile “animalesco” mi fa venire in mente quel periodo.

    dice che come al solito sto sparando delle boiate?!
    male che vada mi butto sul sacro vs profano.

  10. ok, boiata confermata.
    mi eclisso chiedendo scusa per lo spazio occupato.

  11. No, tyler, nessuna boiata, figurati.
    Ero solo lontana dal PC.
    Anni ’80 dici? Dunque più indietro dell’inizio anni ’90 a cui mi riferivo?
    Cioè già negli anni ’90 si trattava di un ripescaggio? Mhmmm, ci penso.
    Non sono un’esperta di fashion studies. Ne riparliamo.
    Giuste le osservazioni di Ricky sulla differenza fra mucca e tigre, a parte gli scherzi ovviamente.
    Confermata da (mie) ripetute osservazioni sul campo (Bologna, Milano, Veneto, ma anche Sicilia) la preferenza per il maculato felino che spesso manifestano le signore un po’ agées (a cui alludeva shulypoo).
    Mentre il muccato funziona meglio con le teenager. E la zebra? Con gli uomini? Mi pare di sì…

  12. Dimenticavo:
    Frenky grazie per l’indicazione. E’ solo apparentemente “fuori tema”, ma tornerà utile…
    falcon82, a volte ci mettono anche la VERA pelle, sì, come nelle borse e scarpe di rettile. Va aggiunto a tutto ciò l’amore per i rettili, ovvio. Però in quel caso non siamo di fronte a fenomeni di “pitonato” o “coccodrillato”, ma a pitoni e coccodrilli squartati.
    Per ora escluderei questo tema, perché trovo interessante la combinazione SMACCATAMENTE FINTO + MACULATO

  13. Credo che una significativa fonte di questo immaginario derivi dall’Art Négre dei primi del Novecento e in modo maggiore dall’exotica, ovvero dalle suggestioni “culturali” e figurative che l’esercito americano di stanza in Asia riportò in patria nel dopoguerra, così come l’annessione delle Hawaii agli Stati Uniti. Da lì nacque un immaginario che ha mischiato in modo kitsch fonti disparate a carattere “esotico” come la giungla, il selvaggio, il paradiso perduto, la natura. Il tutto è stato importato in Italia a partire dagli anni 50-60 e cioè con i night club, l’esplosione di mambo, cha-cha, rumba, Abbe Lane, Perez Prado e Xavier Cougat.
    Da gustare questa copertina del film Bora Bora (1968) con musiche di Piero Piccioni, uno dei principi dell’exotica italiana.

  14. Grande Lou!
    Sapevo che avresti contribuito in modo fondamentale.
    Ora abbiamo relatore e correlatore, e/o viceversa.
    Capisco (e imparo da te) che si pesca indietro nel tempo, ma non trovi che la faccenda sia più insistente negli ultimi 10/15 anni?
    O forse è solo più “di massa”? Oggi tutto (quasi) diventa di massa.

  15. L’ “animale” è anche molto Settanta, sia nelle giacche e nei montoni freak, sia nei tappeti o copriletti stile Califano che si possono vedere nei film di Tognazzi dell’epoca. Ma in generale nel glam-disco music la pelle era un elemento caratterizzante.
    Gli Ottanta trasformano il motivo animale in una cosa più geometrica, stile “optical”.
    Sulle tendenze più recenti bisogna pensarci.
    E poi è probabile che ci sia un movimento che va dal night alla massa, come tu dicevi.
    Comunque la tesi è pronta. Alla caccia del fortunato/a exotic tiger-candidate !

  16. Io purtroppo sono già laureato. Ma lei mi faccia vincere una borsa di dottorato, e in tre anni avra’ un *trattato* sul maculato. O su qualunque altro argomento le piaccia.

    In “Quelli della notte”, ben prima dell’inizio degli anni ’90, Maurizio Ferrini evidenziava la tendenza di cui lei parla. Il personaggio, se ben ricordo, parlava sempre dei suoi amici del bar a Rimini, coi caratteri tipici, il latin lover, il dottorino, e una volta saltò fuori proprio il tamarro che si sentiva “‘na bestia maculata”.

    Le pare un buon inizio? Dove insegna lei?

    Andrea
    (capitato sul blog per caso, ma credo che continuerò a seguirlo)

  17. …ops. Mi accorgo solo ora che la discussione è andata un po’ avanti nel frattempo.

    Ma almeno io non sono *già* un suo alunno.

    Andr.Sci.

  18. le volevo ricordare che nell’ambito punk,rock’n’roll,rockabilly e psychobilly il maculato è indice di “affiliazione”ad uno stile alternativo e musicale che si ispira spesso e volentieri agli anni 50 e all immaginario zombie e necromantico.
    (ps: buona idea quella del blog,a noi che non la conoscevamo dal corso di semiotica 2,ci è sembrata la prof più “sprint” di tutte )
    🙂

  19. Non so le ragioni culturali…sinceramente non posso fornire indicazioni. Ma il dubbio che mi pongo è di tipo estetico…

  20. Credo sia collegato all’idea di sfarzo-esotismo contrapposto al minimalismo monocromo.

  21. Ciao Giò, dalla inutile Rimini ecco che finalmente mi manifesto sul tuo blog, non in veste di esperto di moda _perchè non lo sono_ nonostante io sia finito in questo entourage di “esperti”, ma in veste di persona che nota ogni giorno quanto savana/prateria/foresta amazzonica/pascolo alpino e via dicendo abbiano ormai colonizzato gli armadi di donne e uomini di ogni tipo. Non ti so dire quando possa essere iniziato il fenomeno, sicuramente qualcuno qui è più esperto di moda di me per risalire alle sue origini, come vedo stanno già facendo in modo esauriente, ma posso sicuramente fare qualche considerazione personale:
    • Il leopardo e la tigre vanno per la maggiore sulla donna over 35 di media estrazione sociale (ma non solo!), principalmente single (ma non solo!) che si sente, o le piace percepirsi come, aggressiva e sessualmente dominante. Possiamo vedere un alto dosaggio di simil-tigre e leopardo in alcune occasioni fisse: festa della donna, capodanno, ferragosto.
    • Nella donna-leopardo e tigre appena citata spesso possiamo riconoscere alcuni dettagli fissi: contorno labbra tatuato di 15 toni più scuro di quanto un essere umano possa avere (esiste qualcosa di più volgare?) e colpo di luce appena sfornato. Wow.
    • Credo che questo fenomeno possa avere un qualche legame con il concetto di “pelliccia”. Da sempre l’uomo e la donna nella storia si sono vestiti con pelli di animale. Ora che questo non è più necessario, la pelliccia significa benessere economico, potere, lusso, e forse questa connotazione si è espansa a tal punto da inglobare ogni cosa, anche sintetica, che riporti le sembianze di un animale, meglio ancora se esotico. Dal mio punto di vista però, ciò che si percepisce quando si vedono quei gruppi di anziane signore impellicciate per strada o al bar ormai è solo l’”effetto branco”.
    • Per quanto riguarda il muccato, come qualcuno ha già osservato, credo si tratti di uno spirito diverso. La mucca non è aggressiva, è un simpatico animalone che ispira tenerezza (anche questo opinabile). Il muccato funziona per lo più negli oggetti d’uso (tazze, cuscini, quaderni ecc.), negli accessori e nell’arredamento. Ha comunque un target più giovane, è molto improbabile vedere la cinquantenne in giro in mucca, no?

    Più in generale, come dici tu è innegabile che il fenomeno sia assolutamente di massa e abusato, di dubbio gusto (pessimo in certi casi limite) ma come tutti i fenomeni di moda è destinato a passare e poi a riproporsi in un eterno ciclo. Dopotutto è proprio questo che fa la moda, ripescare e rimescolare le solite idee trasformandole in tendenze. Sarebbe molto interessante però studiare il fenomeno in modo approfondito, credo ne verrebbe fuori una fotografia molto lucida della nostra società.
    Chiedo scusa per essermi dilungato, ma è la prima volta in due mesi che mi si presenta uno spunto interessante su cui riflettere (tanto per rendere l’idea di come va qui).
    Marco (Azzo Gardino nel cuore per sempre)

  22. perché è dato per scontato che il fenomeno sia di dubbio gusto?

    🙂

    suona provocatorio, forse lo è.
    però, può essere un punto di partenza.

  23. stavo cercando un video su youtube e, neanche a farlo apposta, mi sono imbattuto in questo video fine anni ’90 di Shania Twain. Direi che capiti a fagiolo… soprattutto per rispondere a Enrico sul perchè sia dato per scontato che il fenomeno sia di dubbio gusto: beh, basta vedere il video per capirlo 🙂

  24. Grazie a tutti.
    Ho imparato moltissime cose. Certo la mia domanda iniziale era ingenua (un po’ davvero, un po’ per finta), certo non sono esperta di fashion studies (spesso vado a naso).
    Ma oltre a una corretta ricostruzione storica dei vari usi del maculato nella moda (che ci vuole), credo sia interessante cercare una spiegazione delle radici antropologiche e sociologiche di questi usi, con un pizzico di indagine semiotica che distingua, scomponga, precisi ciò che è accaduto nel tempo e nei vari ambiti (vestiti, accessori, arredo interni, gadget).
    Quanto al dare per scontato che il maculato sia di dubbio gusto, caro Enrico, be’ lo ammetto, ho peccato di partigianeria.
    Non piace a me. Ovvio che l’indagine dovrebbe analizzare anche la questione dei gusti, spiegando perche il maculato sia bello e desiderabile per alcuni (quali significati, comportamenti, pratiche vi si associano?), brutto o indifferente per altri.
    Ciao!

  25. pss.. psss…
    anche per me il maculato è di dubbio gusto.

    L’idea che volevo insinuare nella conversazione era proprio: che cosa mi vogliono comunicare le “tardone” leopardate o i lampadati-scooterati con stivale finto pitonato?
    Beh.. si, é la domanda di partenza.
    🙂

    Ciao!

  26. Giò, solo per curiosità: hai già visto le vetrine dell’intimo primaverile? Da Intimissimi a Oysho è tutto un maculato, un leopardato, uno zebrato…!

  27. Proprio quest’estate cercavo di dissuadere mia madre dall’acquistare una gonna completamente leopardata. Mentre mi chiedevo come una donna adulta potesse osare un capo d’abbigliamento cosi vistoso, altre due signore agèes si contendevano la stessa gonna! Perchè piaceva loro così tanto?!
    Riflettendo…la febbre esotica in effetti contagia anche target più giovani (anche io ho delle ballerine zebrate!): le texture maculate/leopardate/zebrate/pitonate si vendono sulle bancarelle della Montagnola come in Galleria Cavour; la mucca-mania ha invaso tantissime case con la caffettiera Bialetti (la Bialetti dopo il lancio della “Mukka Express”, ha prodotto un’intera linea di padelle mukkate!). In pratica, la mucca ti fa il cappucino alla mattina..e ti mette a letto alla sera (orribile quel copriletto muccato!).
    Magari mi propongo come exotic tiger-candidate. Almeno saprò se devo iniziare a preoccuparmi per mia madre, che, per la cronaca, alla fine ha acquistato quella gonna!

    Le manderò una mail, prof!

  28. ciao! io sono una di quelle che porta roba leopardata, tant’è che ti ho trovata cercando un copriletto fatto così.
    secondo me il leopardato attira, almeno per me è così, perchè è naturale e allo stesso tempo è sbalorditivo che un animale abbia questa pelle. e poi è tutta una questione di gusti,ora io non ti conosco ma da come hai scritto mi sembra che quasi tu sia schifata da questa stoffa, e mi chiedo se la trovi volgare o qualcosa del genere. se è così conta che ogni cosa può essere volgare o elegante a seconda di come la si porta.. finisco dicendo che comunque visto con un chiodo in pelle e degli stivali western l’effetto è carinissimo 😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.