Una ricerca tabù 2

Qualche settimana fa si diceva quanto sia difficile, in Italia, parlare di chat, siti di incontri personali, Meetic e annessi vari, senza che qualcuno sbuffi a ridere perché pensa che la cosa sia strettamente riservata a maniaci sessuali, o a gente messa talmente male da non poter che rimorchiare su Internet. Al contrario, dicevo, si dovrebbe istituire in Italia un osservatorio sul dating on line, tipo quello del MIT di Boston. Ma intanto basterebbe qualche tesi di laurea, aggungevo pure.

Basta mettere a confronto lo spot di Meetic in Italia, in onda sui canali generalisti dal 2006 e diretto da Gabriele Muccino, con quello diffuso in Francia. La localizzazione la dice lunga sulle differenze fra i due paesi, accidenti.

Quello italiano conferma il pregiudizio (risolini, facce imbarazzate) e propone la menzogna come stratagemma per evitarlo (ma guarda un po’) e l’accettazione dei genitori (oooh) come redenzione finale.

In quello francese, un rapidissimo montaggio di immagini ci restituisce una visione dell’amore eterosessuale che è pur sempre idealizzata e romanticamente mirata al matrimonio (su questo non ci sono dubbi), ma cerca almeno un minimo di contatto con la realtà: preservativi, ecografie, tatuaggi, sesso in camporella, litigi. Per molto meno in Italia scatterebbe la censura.

Grazie a Marcella per la segnalazione dello spot francese.

Meetic Italia

Meetic Francia

21 risposte a “Una ricerca tabù 2

  1. En passant (lo dico perché il video è francese) il pay-off finale è, credo, frase di Picasso riaggiustata, quella famosa “Io non cerco, trovo” che poi i guru usano per spiegare certi meccanismi di serendipità e le regole della creatività non-sorretta-da-regole.

  2. Pagina 32 di “A” del 24 gennaio 2008. In un trafiletto siglato “E.R.” e intitolato Monsieur Meetic racconta i suoi clienti del cuore viene riportata una dichiarazione resa da Marc Simoncini, creatore di Meetic, appunto, al Financial Times.

    Copio testualmente, virgolettato incluso:

    Gli spagnoli hanno circa 30 anni e usano Meetic per divertirsi, come i francesi. Invece, gli italiani adepti del dating online sono quarantenni e “indietro di due secoli”: per loro la famiglia resta il primo obiettivo, e per convincerli a cercare in Internet l’anima gemella bisogna fare appello ai valori tradizionali.

    Ora, non vorrei sembrare bigotta, anche perché non lo sono, ma non credo che se una persona cerca di farsi una famiglia debba essere etichettata come “indietro di due secoli”. E’ limitativo, così come è limitativo dire che ci sono “i trentenni” (cos’è? Una massa compatta? Tutti uguali?) che cercano solo il divertimento (per poi magari arrivare a quaranta chiedendosi se non sia improvvisamente troppo tardi per fare un figlio. Eh.).

    La pubblicità ghettizza a volte più di quanto non faccia la realtà.

  3. Facili ironie (fatte l’altra volta :D) a parte, questo tuo post mi ricorda una discussione tenuta mesi fa con un conoscente.
    Di origini beduine e trapiantato a Roma, lui che aveva vissuto per anni tra l’Inghilterra, la Germania e la Francia di cui parli qui, mi raccontava quanto lo sorprendesse che in Italia il dating online.. praticamente non esistesse.
    A suo dire, all’estero, quella del dating online – a scopo puramente sessuale, innanzitutto – è un’abitudine consolidata, una forma di intrattenimento non dissimile da altre, qualcosa cui molte anzi moltissime donne ricorrono con assoluta nonchalance. E parlo di donne perché credo di aver capito che di diverso in Italia ci fosse, per lui, soprattutto l’indisponibilità e l’indisposizione dell’universo femminile, che comunque in numeri resta un grande assente nell’ambito delle diverse comunità che stai esaminando.

    Quello che voglio dire è allora che, in questo caso più che in altri, credo sia giustificabile la diversa comunicazione pubblicitaria adottata, che parte da due tessuti sociali e di pratiche di fatto ancora abbastanza lontani tra loro.

    Ma qui poi si pone inevitabilmente un’altra questione, e mi piacerebbe sapere come la vedi.
    Tu credi sia meglio, in ambito di comunicazione, cercare il “contatto con la realtà” anche quando la realtà tirata in mezzo fosse solo quella di piccoli piccoli piccoli gruppi? Un’esposizione mediatica troppo serena e pragmatica delle cose e di tutte le cose non potrebbe essere pericolosa in termini di avallare, e conseguentemente veicolare, le stesse pratiche trattate piuttosto che la semplice consapevolezza che ci si auspica di costruire intorno a esse?

  4. @Giorgia, cerca di capirlo. Il signore in questione ci guadagna in base a quanto tempo giri per il suo sito 😀
    In linea generale la massificazione del target di utenti sulla base 30enne=sesso 40enne=famiglia mi fa ridere, però se entri a cercare una moglie, poi non ci torni più se trovi la potenziale compagna (e anche se non la trovi magari la delusione è tanta da abbandonare quel sito).
    Se invece cerchi relazioni meno stabili è più probabile che ci entri più spesso.
    Poi personalmente penso che un trentenne single in cerca di divertimento sia un target molto più economicamente interessante di un quarantenne in cerca di un matrimonio.

  5. credo che il pubblico italiano non capirebbe un fotogramma di quello spot francese,in media, a parte forse le chiappe…

  6. Dissento un po’ con quello che dici Giò.
    Lo spot italiano lo trovo più “pedagogico”, nel senso che educa all’utilizzo dello strumento.
    Non trovo i giovani imbarazzati e nemmeno bugiardi quando affermano di essersi conosciuti a Roma e Milano.
    Forse in Francia il servizio è già da tempo nelle abitudini consolidate.
    Mi pare che la scelta della presenza dei genitori nel filmato italiano, che, non a caso, ridono compiaciuti alla fine del filmato, potrebbe alludere all’utilizzo da parte di fasce altre di popolazione del servizio.
    Non dissento sul richiamo alla censura. Nemmeno nel qui discusso spot sulla prevenzione all’aids viene mostrato un profilattico.

  7. Con il padre appena un po’ più incanutito, lo spot italiano potrebbe tranquillamente essere usato anche dall´UDC

  8. Ciao a tutti,
    come sempre i vostri contributi mi danno spunti per ulteriori riflessioni
    (è solo una delle cose belle dell’aver aperto un blog, a quanto ho capito dalla mia breve esperienza in merito… 🙂 ).

    Vale, sulla presenza delle donne: in Italia su Meetic sono meno che in altri paesi, com’è testimoniato dal fatto che siamo ancora uno dei pochi paesi in cui il servizio è gratuito per le donne (mentre per gli uomini l’iscrizione mensile costa circa 30 euro, a decrescere per plurimensilità).
    In Francia invece le donne pagano come gli uomini (e credo non siano solo di numero eguale agli uomini nell’uso di questi servizi, ma addirittura di più…).

    Enrico, non direi che lo spot è “pedagogico” (non riescono a esserlo neanche le campagne sociali dei vari ministeri e pubblicità progresso…). Semplicemente rispecchia l’atteggiamento medio degli italiani nei confronti di questi servizi, o meglio, la visione di questo atteggiamento medio che ha l’azienda Meetic, di concerto con l’agenzia di comunicazione cui ha commissionato lo spot, che è la DDB. In poche parole, potremmo dire che è come ci vedono dall’estero, ma questo modo straniero ed esterno di vederci, se DDB ha lavorato bene, è “motivato” da studi di mercato: focus group, interviste a campioni di popolazione eccetera.

    E mi pare che DDB abbia lavorato bene, perché non vedo in quale altro modo si sarebbe potuto costruire uno spot su Meetic in Italia.
    La mia non era una critica allo spot, ma una constatazione un po’ amara sull’atteggiamento medio italiano che rispecchia.
    Che poi le campagne pubblicitarie, a furia di rispecchiare la media, contribuiscano a irrigidirla e incancrenirla, questa benedetta media, è anche vero: è il circolo vizioso fra domanda e offerta. Che è difficilissimo rompere, ohimè. Il che forse risponde in parte alle considerazioni che hanno fatto Giorgia e Oscar.

    Interessante poi lo spunto di Falcon 82, non ci avevo pensato: l’azienda promette l’ammmmore romantico, ma se davvero mantenesse ciò che promette ci perderebbe economicamente, perché guadagna di più se le persone rimangono più a lungo là dentro, dunque sono più spesso deluse, oppure semplicemente usano Meetic per allegre relazioni di una notte sola. Dunque promette amore stabile, ma in realtà offre rapporti occasionali. Credo sia un punto fondamentale: grazie!

  9. vorrei suggerire questo blog di un’amica http://nellamutandadimiranda.blogspot.com/ che tratta in maniera comica gli approcci degli ometti italiani su un sito di dating online 🙂

  10. Falcon82, GRAAANDE quel blog!
    La contatto subito.

  11. Ciao.
    Mi permetto di dire la mia.
    Meetic NON promette amore stabile e NON offre rapporti occasionali.
    Semplicemente offre un servizio a pagamento per single, servizio che adegua alla richiesta del mercato.
    Per l’Italia le donne non pagano perchè sono fondamentalmente diffidenti, ma Meetic ha bisogno che si iscrivano, perchè sono disposti a pagare, anche tanto, quella parte di uomini che vuole illudersi di essere in grado di conquistare una donna e di riuscirci in un ambiente virtuale. Questo perchè non è in grado di farlo realmente nella vita di tutti i giorni.
    Meetic si adegua. Crea una illusione con uno spot, facendo leva sulla paura della solitudine innata in tutti noi, recluta le diffidenti donne e approfitta della disponibilità a pagre degli uomini.
    In realtà Meetic mette insieme uomini e donne che hanno due obiettivi assolutamente opposti, cioè donne che sognano un uomo al proprio fianco per una relazione e uomini che sognano di essere dei conquistatori e trovano un luogo in cui “esercitare” virtualmente le loro presunte abilità.
    Non fraintendete le mie parole.
    Ovvio che si generalizza troppo facilmente. Parlo di un’idea di base. Parlo del marketing dei bisogni primari delle persone.
    Pensateci, Meetic non fa socializzare le persone ed è fortemente incentrato sulla componente sessuale.
    La dimostrazione è sotto gli occhi di tutti. Se ti iscrivi come donna che cerca un uomo, parli solo con uomini (primo) e uno alla volta (secondo). Idem per la controparte e per i gay e le lesbiche.
    L’impossibilità di confrontarsi e socializzare è una componente vitale per tale operazione di marketing.
    La discriminazione tra donne che non pagano e uomini che pagano è la dimostrazione lampante che in realtà non si offre un servizio a uomini e donne, ma semplicemente si sfrutta la ricerca da parte dei maschi di donne in un ambito in cui possano relazionarsi, sfogarsi ed illudersi, appagando le proprie insoddisfazioni e frustrazioni in un ambito virtuale.
    I due personaggi dello spot non avevano affatto bisogno di conoscersi tramite internet. Era sufficiente una passeggiata al parco sotto casa per conoscere qualcuno.
    Far passare le relazioni a distanza come una cosa semplicissima e normalissima è un modo per convincere le persone che hanno difficoltà a relazionarsi che da dietro un monitor è possibile trovare subito la propria anima gemella ed illuderle di trovare subito e al volo ciò che non riescono a trovare guardando e relazionandosi alle persone che le circondano tutti i giorni.
    Semplice. Invece di dire “paga ed entra nel mondo delle relazioni virtuali” si sdogana lo stesso discorso sotto forma di “entra nel meraviglioso mondo delle vere relazioni a distanza che hanno sempre buon fine, e conosci una persona che vive all’altro capo del mondo con cui sicuramente otterrai quel qualcosa” (che sei incapace di porre in atto nella vita reale di tutti i giorni).

    Sono amministratore di un sito di incontri… Gratuito per donne ed uomini ed in cui tutti possono contattare tutti, come e quando vogliono.
    I miei iscritti si organizzano autonomamente e si incontrano in serate di gruppo in pizzeria per socializzare. Età: 35-48 anni.

  12. Aggiungo che in un anno di attività ci ho rimesso di tasca mia.
    A gennaio si sono incontrati in 50. A febbraio si sono incontrati ancora in 50.
    Per l’8 marzo sono solo 30, ma è per l’infelice scelta di fa coincidere l’incontro con la festa della donna.
    In ogni caso, saranno 30 persone che socializzeranno faccia a faccia. Alla fine, avranno comunque trascorso una serata in allegria ed in compagnia, anzichè illudersi dietro un monitor.

  13. P.S. Iscritti 900

  14. Wondarjack,
    Grazie delprezioso contributo, di cui sicuramente terrò conto per la continuazione della mia ricerca.
    Se hai voglia di uscire allo scoperto e/o di contribuire in qualche modo, contattami con la mail privata,
    perché io la ricerca su Meetic l’ho davvero già cominciata (al di là del call for thesis che qui ho fatto) e un primo articolo è in corso di pubblicazione.
    Grazie ancora.

  15. Ho trovato un progetto carino che prende spunto dalle presentazioni personali sui siti di online dating. Ecco il link: http://iwantyoutowantme.org/index.html.

  16. Ecco un aggiornamento.
    Alla serata dell’8 marzo si sono incontrati in 45.
    L’arrivo della primavera sta facendo diminuire gli accessi, ma malgrado ciò adesso conto 1200 iscritti.
    Ho notato che la crescita delle iscrizioni si è accompagnata con un calo di interesse per gli incontri di gruppo.
    Ciò dimostra quello che ho sempre pensato.
    In realtà i siti di incontri costituiscono un rifugio nella maggioranza dei casi.
    Da una parte sono contento dell’aumento degli iscritti. Dall’altra mi rattristo nel constatare che non vogliono incontrarsi realmente.
    Malgrado ciò continuerò nella mia strada. Sto preparando una nuova versione grafica del sito, migliorando i programmi di comunicazione tra gli iscritti. L’obiettivo è quello di pubblicare un sito totalmente ristrutturato all’inizio della nuova stagione invernale per aumentare il livello di qualità che il navigatore percepisce al primo accesso e catturare la sua attenzione.
    Contestualmente a questa strategia di “marketing” (ricordo che il sito è gratis) insisterò in maniera più incisiva affinchè gli iscritti organizzino incontri con campagne email. Praticamente adotterò le stesse strategie di marketing, solitamente usate a fini lucrativi, per spingere le persone a conoscersi.
    Non so perchè insisto e insisterò in questa direzione…
    Per quanto riguarda l’osservazione dei servizi di dating, come webmaster non posso fare altro che dirti che deve necessariamente partire dall’osservazione del comportamento degli utenti e non dallo spot commerciale di Meetic.
    In questi mesi ho conosciuto moltissime persone, ho dovuto “adeguarmi” al loro modo di relazionarsi con gli altri in un sito di incontri e ti assicuro che ho imparato tante cose da poterci scrivere un intero libro.
    Io stesso ho dovuto distaccarmi dai miei iscritti ed ho avuto la possibilità di sperimentare una serie di dinamiche di comportamento numerose e molto differenti.
    Chi si avvicina al sito e si interessa sempre più ad esso si distacca dalla realtà per i motivi più disparati e con reazioni interessantissime. Alcune fanno sorridere, altre sgomentano.
    Non immaginavo che ci fossero tante forme di solitudine e tanti modi di reagire ad essa, purtroppo quasi sempre negativi ed autodistruttivi.
    C’e solo un caso di coppia formatasi e consolidata da mesi (tante altre si sono formate e sciolte) in cui uno dei due continua a frequentare il sito, aggiungere contenuti interessanti ed utili e restare distaccato e indifferente al comportamento negativo degli altri. Ovviamente parlo solo di ciò di cui sono a conoscenza…

  17. P.S. Ti confermo che l’approccio degli utenti uomini è sempre squallido, a partire dalla prima frase che scrivono nel loro profilo. Sembrano tutti stupidi, come se il fattore ormonale avesse la capacità di annullare ogni attività cerebrale.
    Mi sono davvero convinto che una donna “serena” ed intelligente può dominare e manipolare un uomo a proprio piacimento. Dico davvero. Può imporsi e influenzare il comportamento di ogni uomo, di qualunque età, per il solo fatto di essere donna. Basta conoscere determinati meccanismi mentali.
    Ovviamente, gay esclusi 🙂

  18. Caro wonderjack,
    interessantissimo quel che dici, continua ad aggiornarci. Ah, ovvio che sono d’accordo sul fatto che occorra studiare i comportamenti reali e non gli spot…
    😉

  19. Buongiorno.
    Il sito gratuito di annunci personali che gestisco continua a crescere. Attualmente gli iscritti sono 1750 con un rapporto uomini donne 4 a 1 e il bacino di utenza continua ad essere quello dei single tra i 35 ed i 48 anni, molti dei quali hanno già un matrimonio finito alle spalle. Ipotizzo tra i 3000 ed i 5000 iscritti nel prossimo dicembre.
    Devo ammettere che mi sono reso conto del fatto che le modalità di comportamento degli iscritti sono talmente diverse che non sono più in grado di individuare una tendenza. Le motivazioni per cui si iscrivono sono le più disparate, così come le dinamiche con cui ogni utente si relaziona con tutti gli altri e gli strumenti di comunicazione preferiti. Alcuni prediligono la chat pubblica, altri il forum di discussione, in cui sono presenti un’area passatempi ed altre sezioni dedicate, tra l’altro, ai libri, alla musica, alle barzellette. Altri ancora, più discretamente, utilizzano solo le email come strumento di contatto e comunicazione.
    Di certo ci sono elementi in comune, che sto tentando di individuare per poi analizzarli nel dettaglio e comprenderli.
    Ho notato che è frequente il desiderio di esorcizzare la propria solitudine, poichè sono molte le persone che si sono chiuse in sè stesse, come per difendersi da qualcosa, ma ne soffrono ed hanno perso la capacità di relazionarsi serenamente con gli altri in generale. Da questo punto di vista, la possibilità di contattare e confrontarsi con altre persone, che si presume abbiano il medesimo desiderio, diviene più facile, poichè filtrata dallo strumento computer che, come una maschera, difende la propria identità e la propria persona dalla paura di confrontarsi. Purtroppo, proprio la mediazione del computer fa sì che spesso alcune frustrazioni e/o complessi prendano il sopravvento e che, invece di relazionarsi serenamente e tentare di contattare persone per poi conoscerle di presenza, si costruisca una falsa identità con tutte le caratteristiche che si desiderano e si ritiene di non avere, per travestirsi ed illudersi temporaneamente di essere soddisfatti di sè stessi. Molto spesso, con il ritorno alla realtà, alcuni reagiscono con manifestazioni di rabbia verso tutti. Non sono rari i casi di un utente che, dopo essere stato presente in chat per mezz’ora, comincia ad insultare gratuitamente gli altri presenti prima di uscire dalla chat. Puntualmente si reiscrive con un nuovo nickname, come per crearsi ancora un’altra identità.
    Ovviamente sono moltissimi i casi di persone che utilizzano il sito di incontri “serenamente”. Da una parte chiacchierano, giocano, scherzano godendosi l’aspetto ludico, dall’altra pongono le basi per conoscere ed incontrare gli altri iscritti, grazie ad un comportamento onesto e sincero in ogni situazione, dall’invio di una mail ad un nuovo iscritto alla risposta ad un messaggio lasciato sul forum da un altro utente.
    Spesso, chi ha un atteggiamento positivo e visita il sito frequentemente diviene una sorta di leader, un punto di riferimento per gli altri iscritti, anche se col tempo può subentrare un sentimento di stima e contestuale invidia. In alcuni casi, fortunatamente rari, coloro che iniziano a chattare più spesso e a lasciare molti messaggi sul forum passano da uno stato di interazione ad uno di aggressività verso gli altri iscritti. Avviene quando un utente intensifica la propria presenza, si ritaglia uno spazio proprio ed essere presente in quello spazio diventa un vero e proprio bisogno. In questa situazione, è facile che si senta minacciato personalmente e messo in discussione da quegli utenti frequentatori assidui, come lui, o particolarmente vivaci e trascinatori. La reazione è sempre aggressiva e si propaga in tutte le direzioni. L’autodistruzione è automatica, poichè è facilissimo distruggere la propria identità quando essa è viva solo virtualmente.
    Fortunatamente, la maggioranza riesce a gestire eventuali piccole frustrazioni o sentimenti come invidia, ira, superbia, ecc…, anche dietro ad un monitor. Quando il desiderio di conoscere nuove persone, fare nuove amicizie o trovare un partner è accompagnato dalla voglia di incontrarsi e confrontarsi davvero, il computer ed un sito di incontri sono considerati unicamente per ciò che sono in realtà: strumenti di comunicazione e contatto. Il resto lo deve fare l’utilizzatore.

  20. Carissima Giovanna, complimenti. Il tuo blog trasuda idee, ed energie.
    In particolare l’attenzione che riponi in un argomento così attuale ma al tempo stesso così misteriosamente trascurato come il dating online è davvero lodevole, e mi piacerebbe poter avere qualche notizia sul procedere della tua ricerca, se vorrai.
    Ho letto con attenzione “Una ricerca tabu” 1 e 2, ho trovato commenti molto interessanti, alcuni illuminanti.
    Senza l’apporto di Falcon82 non avrei mai riflettuto sull’evidente “bisogno” di Meetic, contrariamente alle sue promesse di moderno cupido, che la gente continui a cercare in eterno l’amica gemella (o l’avventura di una notte) senza mai trovarla, purché paghi. E trovo illuminante anche scoprire che in Francia le donne pagano proprio come gli uomini, mentre qui funziona come le vecchie discoteche anni ‘80… Ingresso gratis per le donne, così gli uomini in crisi ormonale hanno qualcuno da assediare. E le donne ci vanno proprio per riscoprire il gusto di farsi, più o meno maldestramente, corteggiare, come avveniva in quelle fumose discoteche, in tempi ancora liberi da metrosexual e uomini in fuga.
    Quello che sorprende infatti di Meetic è che gli uomini che lo frequentano hanno, almeno la maggioranza, uno stile di “rimorchio” piuttosto old fashioned, soprattutto se confrontato con l’avarizia di galanteria che caratterizza invece i corrispettivi “reali” di quegli stessi uomini virtuali. Si fa un gran parlare della crisi dell’uomo, spaventato dalle donne sempre più “aggressive”, coraggiose e, spesso, anche più colte e professionalmente più avanzate di loro (ma ahimè, ancora pagate meno, a parità di qualifiche). Eppure il modello dominante online prevede donne in maggior parte indifese gattine (sì, quasi tutte “solari”!), che dichiarano di essere lì per caso o per curiosità e uomini tutti principescamente azzurri, romanticissimi oppure estremamente virili, pronti a stordirti con profferte amorose o sessuali, in entrambi i casi molto lontani dal timido e stressato “maschio in crisi” che incontriamo ogni giorno sotto casa o in ufficio.
    Questa schizofrenia fra approccio reale e virtuale è uno degli aspetti che più mi incuriosiscono del dating online.
    Come capirai dalle mie parole, ho voluto sperimentare in prima persona Meetic, sono stata iscritta per tre mesi, ed ho raccolto alcune riflessioni di cui, se vorrai, potremo discutere ulteriormente.
    Comunque anch’io, come te, ero incuriosita dalle strategie di presentazione delle donne su Meetic. Come saprai, se ti iscrivi come donna non hai accesso ai profili delle altre donne, per cui ho chiesto ad un mio amico, iscritto, di poter accedere con il suo nickname e ho così potuto sbirciare parecchi profili femminili. È stato divertente! (e sociologicamente istruttivo!)
    Peccato che la mia laurea in scienze della comunicazione sia già avvenuta qualche anno fa, altrimenti mi sarebbe davvero piaciuto poter fare ricerca su questo argomento.
    Un’ultima riflessione (non dissimile da quanto ho già letto in qualche commento a questo post): tutto il famigerato web 2.0 mi sembra ormai destinato al ruolo di un enorme, globale, “rimorchiatoio” online. Tutti i siti di networking, in primis facebook e myspace, si prestano agevolmente alla possibilità di conoscere persone, di flirtare con sconosciuti, di accrescere, potenzialmente all’infinito, le proprie possibilità di seduzione, purché attraverso un alterego, una foto che dica e non dica di me (o in alcuni casi palesemente inventi) e un profilo che racconti quello che io voglio che il mondo sappia di me, e niente più.
    A pensarci meglio una tesi sulla seduzione online sarebbe interessante anche per uno studente di psicologia…

    Ciao.
    Laura

  21. giusto! difatti nel mio nuovo sito di incontri e amicizie il “fulcro” di tutto non è incontriamoci ma “conosci nuovi amici”..

    in due parole non è facile da spigare, ma su molti altri siti di incontri, le foto o anche solamente i disegni richiamano moolto spesso alla nostra sessualità cosa che non condivido minimamente!

    preferisco far comunicare le persone, far scambiare idee e magari punti di vista, poi, ma solo poi la freccia puo’ partire!
    🙂

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