Google News è di parte?

Ho ricevuto ieri da Andrea un commento che instilla un dubbio inquietante. Ho provato a fare qualche ricerca su Google News, ma non mi è sembrato di notare la tendenziosità cui Andrea alludeva. Ammetto di avere pochissimo tempo. Ho già ammesso un paio di giorni fa i miei trascorsi di ingenuità su Google e non voglio ricaderci. Dunque ti chiedo di darmi una mano.

Ecco cosa dice Andrea:

“Consiglio di vedere la versione italiana della sezione News di Google: potrebbe dare spunti interessanti per un articolo. Faccio un esempio: se un ex Presidente del Consiglio (facilmente capirete di chi parlo) è assolto in un processo per falso in bilancio perché il governo da lui presieduto ha depenalizzato il reato, la news che ha maggior risalto è quella de Il Giornale, che titola (banalizzo, ma credo che la notizia si possa facilmente ritrovare) “Giustizia è fatta”. Oppure, c’è una crisi tra Colombia da una parte e Venezuela ed Ecuador dall’altra (è cosa di questi giorni), provocata da un’incursione militare dell’esercito colombiano in territorio ecuadoriano: la news che ha più rilevanza su Google (ho appena controllato su Google News Italia) è quella de Il Sole 24 Ore che, chissà perché, titola “Il presidente colombiano: Chavez complice di genocidio”. Uno studio attento forse potrebbe rintracciare sotto questi fenomeni una costante.”

Vuoi fare tu lo studio che Andrea suggerisce?

O solo qualche prova per dirmi che ne pensi?

19 risposte a “Google News è di parte?

  1. Uso Google News quotidianamente e non ho mai avuto un’impressione del genere. Però è anche vero che non ho mai fatto uno studio scientifico. Comunque la denuncia (a naso) mi trova scettico (ma magari è solo a causa della mia allergia alle teorie complottiste).

  2. Io sono disposto, ovviamente, a dare una mano. Forse un’analisi attenta ci dirà che non è così (io lo spero), ma la mia impressione è che alcune tipologie di notizie siano affidate a voci che trattano tali notizie in un determinato modo (le danno piano per dirla in gergo, e a volte le danno talmente piano che svaniscono). Bisognerebbe capire, ripeto, se c’è una costanza sotto questi fenomeni, che comunque ci sono (basterebbero, credo, i due esempi che ho fornito ieri).

  3. Hm interessante
    Io credo che andrea abbia ragione, cioè mi sembrea impossiblile che non la abbia ecco. Perchè dovrebbe esserci una google purezza, l’idea di internet come oggetto separato dal mondo dalla storia e dal tempo è irrealistica. Internet è culturalmente determinato, è anzi la nostra clonazione.
    Posso essere interessata anche io:)

  4. I titoli nella homepage di Google News vengono selezionati esclusivamente da un algoritmo informatico in base a molti fattori, quali la frequenza e il tipo di siti in cui l’articolo compare in rete. Google News non ha redattori che selezionano i titoli o decidono quali notizie meritino il miglior posizionamento.
    Questo è in linea con il tradizionale metodo di ricerca di Google, che si basa essenzialmente sul giudizio collettivo degli editori online al fine di determinare i siti che offrono le informazioni più affidabili e pertinenti. Google News si basa sulle scelte collettive dei servizi di news online per stabilire quali sono gli articoli più interessanti e con quale rilevanza saranno visualizzati nella nostra home page.

    Questo è ciò che riporta la sezione assistenza di google news, io sto facendo la teisna proprio sull’argomento della credibilità confrontando Google news con altri aggregatori di notizie, per ora di valido ho trovato solo Wikio.
    Si accettano consigli e scambi di idee…. poi ovvio che se uno vuole trovare la dolosità di google quello che c’è scritto nel centro assistenza perde di valore.
    Se qualcuno volesse contattarmi in pvt La mia mail è tobiadonati -chiocciola- gmail.com, lo ammetto a me Google piace un sacco 🙂

  5. Mi piacerebbe leggere la tua tesina, caro Tobia.
    Quanto agli altri commenti, come dicevo, io non ho ancora una posizione precisa in merito, perché non ho avuto il tempo di fare una ricerca sistematica. Sto attendendo l’intervento di una ricercatrice del gruppo di Ippolita, che mi ha promesso un contributo a breve, su questo blog o in separata sede. Nel caso fosse in separata sede, vi aggiornerò subito.
    Ma credo che scriverà qui.
    Ciaooo

  6. Il commento di Tobia mi pare abbastanza risolutivo.
    C’è da sottolinerare quindi che molto dipenda dalla struttura per l’estrapolazione dei dati che una testata giornalistica ha a disposizione.
    Avere software aggiornati fa senz’altro la differenza.
    Il sito internet del quotidiano nazionale Il Manifesto per esempio non ha neppure i feed, è chiaro che la sua capacità tecnologica di essere accessibile (al di fuori del si sito in se) sia pari a nulla.
    Tuttavia devo dire che mi preoccupa di più l’inaccessibilità presso i singoli utenti che non l’invisibilità su Googlenews Italia.

  7. spero di finirla per il 19 😀

  8. Ippolita dixit: mi pare che il problema vada opportunamente riformulato (e spostato) nei termini appena indicati.
    Caro Tobia, eh, mica l’avevo capito che stai preparando la tesina proprio per me!
    Scusami, ma non ce la faccio proprio a ricordare tutti i nick e/o nomi veri che passano da queste parti, per giunta combinandoli con tutte le facce che vedo e nomi che leggo e tesine che ho assegnato e/o mi sono state chieste.
    😦
    Dunque Andrea, che ne dici?

  9. L’intervento di Tobia è molto interessante, ma più che risolvere il problema a me fa nascere nuove domande. Aspetto comunque, prima di rilanciare la questione, l’intervento della ricercatrice del gruppo di Ippolita. Vorrei, però, essere chiaro su una cosa: non credo che il parametro per considerare il modo con cui Google News seleziona e (soprattutto offre) le notizie al pubblico, sia l’opposizione destra-sinistra. A me non importa sapere se Google News si posiziona a destra o a sinistra o al centro dello schieramento politico italiano (semplicemente perchè non credo che il problema si ponga in questi termini), a me importa solo sapere se in qualche modo anche Google News (con i suoi algoritmi e i suoi presunti criteri scientifici di selezione) sia completamente dentro al cosiddetto pensiero unico.

  10. Andrea, Ippolita è già intervenuta: è il commento di hy. Se segui il link vedi che va al loro sito.

  11. Grazie 🙂

  12. Allora dico la mia. Non penso che la questione dei feed sia una scusante. Prendo l’esempio che ho fatto della crisi in America Latina: c’è un sito (http://www.gennarocarotenuto.it/) che è diretto da un professore di Storia Contemporanea presso l’Università di Macerata (uno dei più grandi esperti di questioni latinoamericane), questo sito è tra i primi 20 blog italiani per numero di accessi giornalieri, è accessibilissimo e nei scorsi giorni ha pubblicato non so quanti articoli sulla crisi in questione. Come mai non viene mai linkato da Google News? (e invece vengono linkati siti con molti meno accessi e con molta meno competenza sulle questioni su cui intervengono?). Io credo che sarebbe interessante sapere quali sono i fattori in base a cui funzione l’algoritmo di cui parlava Tobia, come Google news sceglie quali sono i siti che offrono le news più affidabili e pertinenti (cito ancora Tobia). Me ne intendo un pò di questioni latinoamericane e vi assicuro che molte volte per le notizie che riguardano l’America Latina, i siti a cui Google News offre un maggior risalto in home page sono tutto fuorchè affidabili.

  13. Andrea, io nel frattempo ho davvero assegnato una tesina a partire dal tuo spunto a una mia studentessa, che proprio un’ora fa mi ha scritto dopo aver letto la discussione qui e si diceva perplessa sul fatto di proseguire o no… le posso dare la tua mail? (se quella che vedo dal backstage di wordpress è una mail veritiera).

  14. Può darle la mia mail, è veritiera. Darò una mano, ma se crediamo che valga la pena analizzare Google News, forse ci servirebbe un gruppo di lavoro. Lei che ne dice?

  15. Sempre per tornare al discorso della credibilità, google news compie un’operazione di selezione sui siti da includere molto precisa infatti vengono inclusi solo siti che:
    – hanno contenuti originati da una redazione interna
    – non sono mirati alla promozione delle attività svolte dalla propria organizzazione
    – sono scritti ed aggiornati da un’organizzazione editoriale che sia composta da molteplici scrittori ed editori.

    Se si osserva sotto la barra di ricerca si può osservare la seguente dicitura
    Ricerca e leggi tra 250 fonti di notizie costantemente aggiornate.
    Mentre altri siti come il sopracitato Wikio riportano quest’altra dicitura
    La diretta da 21298 media e blog
    A questo punto a chi crediamo maggiormente? Va bene il web2.0 e la democrazia ma penso che l’autorevolezza di un giornalista sia da rispettare, a parte il caso particolare di “gennarocarotenuto.it” chi ti dice che appunto puoi credere a tutti i blog che leggi?
    Google a modo suo a cercato di darsi una risposta stilando i criteri sopracitati.
    Sinceramente penso che il libro di Ippolita per questo verso sia stato un po’ travisato, il problema del controllo non lo vedo tanto in google stesso quanto nel suo utilizzo per ignoranza da parte degli utenti.

  16. Se vogliamo capire il fenomeno di Google dobbiamo capire come “pensa”.
    Per farcene un’idea dobbiamo ragionare sia in termini squisitamente tecnici che ricercare la sua identità culturale.
    Non credo che il problema sia la “credibilità” di Google. Google risponde a precise regole tecniche e precisi dettami ideologici. E’ coerente prima di tutto con se stesso, non rispetto a ciò che io o il nytimes pensiamo che sia la l’obiettività. Google risponde a un’ idea propria di ciò che è cosiderabile autorevole.
    La vera forza del Colosso di Mountain View sta nell’aver affermato la sua struttura matematica nonchè configurazione filosofica come contenitore universale.
    Ci rivolgiamo a Google perchè implicitamente lo accettiamo come il migliore strumento tecnico e il più neutrale dispensatore di informazioni.
    Il modo più lineare di procedere verso un disvelamento dell’oggetto digitale Google è cercare di comprendere come pensa, cosa desidera, come guadagna. Certamente questi elementi saranno fattori determinanti sui risultati che il motore di ricerca ci propone. Infondo Google ci sta solo vendendo un punto di vista, siamo noi ad aspettarci erroneamente che contenga tutto il web (o peggio ancora che -debba- contenerlo)

    off topic (ma nn troppo)
    consiglio lettura di Zero Comments, teoria critica di internet di Geert Lovink
    http://www.brunomondadori.com/scheda_preparazione.php?ID=2659

  17. Grazie hy, il tuo intervento è prezioso, tanto che credo lo trasformerò in un post autonomo nei prossimi giorni. Non ho letto questo libro, lo farò al più presto.

  18. Cari amici non scherziamo. La manipolazione PDL di google news è al momento sotto gli occhi di chiunque abbia un minimo di attenzione per vederla: in questo preciso istante, e oggi va molto bene rispetto al solito, su 33 notizie della pagina principale ben 8 derivano da “Il giornale” che non credo sia certo ritenuto da ogni mente pensante il “times” italiano; 1 da Quotidiano nazionale; NESSUNA da Repubblica. Restanti sperse tra rainews ed altri siti non autorevoli. Non mi pare certo normale.

  19. Pingback: Google News: i requisiti per includere un sito web | REPORTER FREELANCE

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