Corri panda, corri

Matteo mi segnala una recente iniziativa del WWF danese. Nel 2009 si terrà a Copenhagen, dal 30 novembre all’11 dicembre, la conferenza internazionale sul clima durante la quale (almeno nelle intenzioni) sarà firmato il cosiddetto protocollo di Kyoto 2, il trattato globale sui limiti di emissione dei gas serra che dovrebbe valere dal 2012 in poi.

Per attirare l’attenzione dei danesi sul surriscaldamento del pianeta, l’agenzia We Love People, per conto del WWF, ha proiettato sui palazzi di Copenhagen un panda gigante che va a fuoco e scappa. L’idea è splendida, la realizzazione a me non piace affatto.

Il panda è bruttarello e corre come la caricatura di un atleta olimpionico; per di più, un panda con quella faccia cattiva è incompatibile con l’icona simpatica e infantile del WWF, che tutti abbiamo in mente. Meglio sarebbe stato disegnarlo come un cucciolone che fugge terrorizzato dal fuoco: avrebbe suscitato tenerezza, paura per lui. Questo invece pare un diavolaccio col cappello infuocato, un automa sovrappeso che corre al rallentatore.

Per non parlare del video, con musica e ritmo sfasati rispetto alla corsa del panda.

A meno che un animaletto così aggressivo non fosse più adatto al pubblico danese di quanto in questo momento io non riesca a immaginare…

Tu che ne dici?

12 risposte a “Corri panda, corri

  1. Almeno che non si sia voluto dare una nuova identità al panda: non più animaletto dolce e innocente da proteggere, bensì animale “antropomorfizzato”, molto incavolato e che finalmente si decide a reagire con la stessa cattiveria in cui viene trattato dagli uomini.

    Concordo comunque sul fatto che poteva essere realizzata in modo migliore, perchè il messaggio rimane ambiguo.

  2. Se non l’avesse scritto lei il perchè di questo panda che corre sicuramente avrei pensato ad una qualche trovata pubblicitaria di un casuale prodotto. Un po’ inquietante la sua faccia, e intimidatoria.
    Concordo.

  3. se no mi avessi detto tu che quello era fuoco credo che ancora starei a pensarci 🙂

  4. Skylar, ci ho pensato, sai, come ho pure pensato al fatto che un panda così diverso dall’icona WWF – e cioè aggressivo e arrabbiato – sia in qualche modo più accettabile per il target danese. Mah?
    Non so, bisognerebbe approfondire la comunicazione pubblicitaria e sociale che va per la maggiore in Danimarca. Qualcuno ne sa qualcosa?

  5. Non so come sia la comunicazione sociale danese, ma di sicuro Lars Von Trier ha spesso dipinto i suoi conterranei come un popolo piuttosto ombroso e ‘incazzoso’ (se mi si passa il termine).
    Arrivando a coniare anche un epiteto che in Danimarca è abbastanza conosciuto: “Dansk Jaevlar!” (tradotto in italiano con “Danesi canaglie!”).

  6. Pingback: Il panda corre « Comunicazione Sociale

  7. Pingback: Il WWF danese adotta un panda incazzato in fiamme : marketing

  8. Anche in Danimarca l´espressione del panda é risultata ambigua. Sul “Politiken”, il principale quotidiano nazionale, é apparsa una vignetta che illustra un gruppo di bambine nello spogliatoio della palestra. Una di queste, avendo visto la facciona del panda scrutarle con espressione minacciosa dalla finestra, grida, coprendosi con un ascigamano, “maestra, maestra, é tornato, l´ho visto di nuovo”.

  9. Grande Serena!, mi aiuta molto a capire…

  10. Ciao JoJo siamo Silvia e nonna Ele al nostro festeggiamento di compleanno come stai ????? Bellissimo il tuo blog… sentiamo tutti quanti la tua mancanza un saluto, un bacio ed un abbraccio da tutti…………

    Silvia e Eles

  11. A me ricorda il Kung Fu Panda della Dreamworks! L’idea del cartoon è quella del panda goffo e bonaccione che vuole diventare in un guerriero per imparare a difendersi. Guardare il trailer per credere

    La musica del filmato danese è la stessa (remixata) dei primi 30 secondi di quest’altro trailer:

  12. Verissimo, Roberta. A mesi di distanza, questo mi sembra un collegamento molto azzeccato. Bisognerebbe controllare i tempi di distribuzione del film – che in Italia arriva ora – in Danimarca. In ogni caso, l’animazione danese è stata pensata in un’ottica internazionale e gli ideatori potrebbero aver calcolato il nesso in anticipo.

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