Credevo fosse una parodia…

… invece non lo è, purtroppo. Non ce l’ho con Veltroni, giuro: cerco solo di capire alcuni meccanismi comunicativi. Ma dopo il post di ieri, Chiara mi ha segnalato il video realizzato da “02PD a Milano piace democratico“. Una specia di risposta a “Meno male che Silvio c’è”.

Mi colpisce la buona volontà che ci hanno messo, ma l’effetto è quello di un boomerang, secondo me.

Mi dai una mano a elencare tutto ciò che in questo video si ritorce contro il partito che vorrebbe sostenere? Senza polemiche politiche però. Solo la comunicazione, per favore.

Oppure, se ti piace/ti carica/ti fa venire voglia di stare con loro, dillo tranquillamente, magari specificando qual è l’elemento che più ti cattura. Mi aiuterà a capire.

E mi raccomando: stiamo parlando di comunicazione, non di chi vota cosa. Grazie davvero.

15 risposte a “Credevo fosse una parodia…

  1. Non so se sono decisamente OT o cosa, ma a me questo filmato fa pensare a queste considerazioni:

    http://www.politicalowcost.org/2007/la-politica-low-cost

    cito un pezzo:

    “Sembrano in realtà delle grandi adunate di sette della new age democratica, eventi dal vago sapore di convention americane, lontanissime dai comizi di piazza che hanno fatto la storia dell’Italia repubblicana. In questo modo la politica è svuotata di senso, diventa un esercizio di stile sorretto da aggettivi che lasciano interdetti: “la bella politica”, “la politica normale”, “la politica corretta”. La saga aberrante dei giudizi estetici produce alienazione, delirio, visioni astratte: ognuno può identificarsi con quanto di buono c’è nella politica e sognare “I care”.
    La politica è insomma ridotta a Evento la cui struttura portante è preconfezionata e servita con l’ausilio di slides, proiezioni di foto, video, musica.
    La politica ha il suo story board, la sua sceneggiatura, la sua regia.
    Ha un inizio e una fine. Poi, il sipario”

    Il boomerang e’ l’aver pensato che questo filmato potesse essere utile in qualche modo. In realta’, a chi e’ indeciso (il 30% degli elettori) e vedra’ il filmato, verra’ tanta voglia di starsene a casa insieme all’altro 20% degli elettori. Mancano le informazioni e le motivazioni, e quelle che ci sono sono false (ma qui entriamo nel politico e non sta bene).

    Inoltre non si fa altro che *copiare* quanto fa la parte avversa. E infatti molti elettori rimangono disorientati da questo fatto. (e qui ci starebbe altra politica, ma non sta bene).

    ilcomiziante

  2. La musica. Un classico della disco, gli anni ’70.
    Le immagini sono secondarie. Delle parole, solo Mastella, attira l’attenzione, perchè si adatta al ritmo.
    [Poi, se inizio a ragionare – subito – trovo che è il solito tormentone perchè “se ne parli”. Sono un pò di settimane che si gioca a rilancio]

  3. A me pare che ci sia un contrasto tra la musica, che induce – dovrebbe indure – un po’ di autoironia, e il testo, che invece si prende troppo sul serio

  4. Scusate il doppio commento, per di più fuori argomento, ma vista la parodia di YMCA non ho resistito…. ho dovuto parafrasare “Gastone” di Petrolini:

    Veltroni, candidato dei padroni
    Veltroni
    Veltroni
    Veltroni, candidi donne a profusione
    Ma nelle basse posizioni
    Veltroni
    Veltroni
    Sono sempre sulla pista
    Al comune o alle primarie
    Perché sono equilibrista
    So domar le bestie rare
    Vinco tutte le elezioni
    Veltroni
    Veltroni
    Tante
    Mi ripetono: Elegante!
    Belli,
    al mio posto va Rutelli
    Caro,
    il mio amico Calearo
    si presenta alle elezioni
    insieme a Veltroni

  5. Sicuramente l’hai già vista, quindi scusa in anticipo, ma volevo segnalarti che sul Magazine del Corsera di oggi c’è un’ampia intervista al guru della pubblicità francese Seguela che fa le pulci alla comunicazione politica italiana e parla anche degli argomenti di questo post.

  6. Purtroppo, come si vede dal link nel blog, il video non è più disponibile (in teoria, in pratica lo potete trovare qui: -http://it.youtube.com/watch?v=E0UBZ0z0bvo-, almeno per il momento). Comunque, anche io inizialmente ho pensato che fosse una parodia, in ogni caso mi ha colpito subito. Secondo me, semplicemente non avrebbe dovuto essere una campagna pubblicitaria, in quanto assolutamente incapace di spostare voti verso il PD. Nonostante questo non credo che possa nemmeno sortire l’effetto contrario, i sostenitori si faranno una bella risata (e lo divulgheranno felici ai propri amici, come ho fatto io) e gli avversari… beh, rimarranno della loro idea e si faranno una bella risata pure loro.

  7. Grazie Giulia per avermi segnalato che il video è stato rimosso. Ho provveduto a sostituire il link e per ora si vede.

    Non ho letto il Magazine del Corriere, Donmo, peccato. Cercherò di procurarmene una copia in ritardo.

    La musica… la musica, cara Angela e caro Anghelos … secondo me contribuisce un bel po’ all’effetto boomerang: mi vengono in mente certi balletti col ditino che certi animatori nei villaggi turistici fanno fare a vacanzieri più o meno convinti…
    🙂
    Quanto a il comizietto: hai ragione a dire che “si copia” lo stile avversario e si gioca al ribasso, dunque vien da chiedersi: dove sta la novità del Pd? Forse nel fatto che la sinistra smetta di fingersi intellettuale – direbbe qualcuno – e non si vergogni, finalmente, di proporre un balletto da discoteca di periferia (tipico di quarantenni/cinquantenni nostalgici della disco dei loro tempi, peraltro, non certo degli attuali ‘zovani’). Mah, ci devo pensare meglio.

    Vero anche, come dicono sia il comizietto che Giulia, che il video non sposta certo voti, né convince chi è incerto. Sembra più un divertissement, tutto sommato.

    Però cercavo gli elementi che ci fanno subito dire: “E’ una parodia” e invece poi (con stupore): “No, sono seri”. Non so, non ho ancora le idee chiare, ma ho avuto poco tempo oggi… e non è una scusa 🙂

    A-ri-grazie.

  8. Village People: via il video «I’m Pd»
    Questione di diritti: il pezzo è ricalcato sulle note di YMCA
    http://www.corriere.it/politica/08_marzo_27/village_people_inno_pd_via_inno_c8599216-fc23-11dc-9a60-00144f486ba6.shtml

  9. Come buona parte della comunicazione politica corrente, il testo non ha alcuna capacità persuasiva: si rivolge a chi è già del parere che Veltroni farà…, e non si pone il problema di chi deve essere convinto che Veltroni sia capace di…
    Esempio: Dini è identificato come elemento negativo, dunque non avere Dini accanto è un valore. Ma non avere Dini accanto presuppone che non averlo sia un valore: se lo penso già, non ho bisogno di sentirmelo ripetere, se non lo penso, o non so se Dini sia positivo o negativo, non ho alcun elemento di ulteriore valutazione che possa modificare il mio giudizio.

  10. Giro, che piacere vederti qui!
    🙂
    Sì, è proprio questo il circolo vizioso: è un gioco di presupposizioni e conferme continue.
    E’ chiaro che questo giochino di conferme regge tutte le parodie: non godo di una parodia se non ne condivido i valori.
    Ma il giochino presupposizionale scatta in un secondo momento, solo quando è subentrato il ragionamento.

    Il fatto è, però, che questo video sembra una parodia dal primo istante, per ragioni molto più superficiali, credo: soggetti in azione, montaggio delle immagini, rapporto con la musica, complessivo sapore amatoriale. Cose del genere.

  11. Il video impone un ossimoro: ha la pesantezza della leggerezza… ed è, sostanzialmente, di gusto berlusconiano; così rattrista chi, come me, aveva il nodo alla gola quando ascoltava Jesce sole, perchè il sole significava il buon governo e quel canto drammatico di due parole era esaustivo dell’anelito e della comunicazione.

  12. Secondo me la scelta della canzone fa un buon 70% del danno, per i motivi che già ricordava Giovanna: atmosfera da spettacolino di un villaggio vacanze (dunque amatoriale), se non da triste carnevalata per nostalgici anni ’70. Inoltre c’è quel fastidioso sforzo di far sembrare tutto “autentico” e “genuino”, che tanto mi ricorda uno dei paradossi della comunicazione citati da Watzlawick: più uno si sforza di essere spontaneo e meno ci riesce…

    Comunque, per restare in tema di spot elettorali “canterini”, vi segnalo questo mitico video, realizzato per la campagna di Rosy Bindi per le primarie del PD.

    Se possibile questo è anche peggio…

  13. Ho visto solo ora anche il filmato <a href=”http://www.youtube.com/watch?v=WXf-YbsSh0Y”meno male che Silvio c’è”.
    Entrambi i video si sforzano di collocare al proprio interno quel tipo di elettore di cui il voto è sempre incerto: il precario, il lavoratore medio (ovvero non il manager o l’avvocato) e cosa più diffusa in entrambi i video i giovani.

    nel video di Silvio non abbiamo un effetto del tutto referenziale visto il profondo scarto fra visivo e sonoro; una canzone eseguita da veri professionisti della canzone e delle immagini di persone comuni produce uo sfasamento tale da non poter coinvolgere lo spettatore.

    neanche quello del PD funziona forse per la ragione opposta; l’iperealismo prodotto con un sonoro fatto di voci stonate (stonate=vero ???) e di una canzone che non funziona, perchè non lega in nessun modo lo spettatore alla propaganda;
    una canzone così usata e diffusa nell’immaginario comune può essere in grado di assumere dei nuovi valori, in questo caso politici, per di più con un testo così povero?

  14. Ci sono delle dichiarazioni di LB, “regista” del video, riportate da Luca Sofri. Cito un brano:

    Nessuno di loro era candidato, pura speranza. E questo in qualche modo è secondo me il valore intrinseco di questo prodotto postmoderno, posttelevisivo: l’essere una pura espressione di una base, senza il filtro degli spindoctors. I quali dovranno fare pure 2 conti se i loro spot ufficiali hanno fatto 800 visite e il nostro 40.000.

    A parte le definizioni di postmoderno e post-televisivo, mi pare interessante l’idea delle 40.000 visite contro 800. Se fai più contatti, fai più comunicazione. Il che è molto tradizionale, molto sbagliato e molto “televisivo”.

    A pensarci, anche credere che esprimersi senza filtri sia un valore, anche se non dici niente, mi sembra molto televisivo.

    Ci sono almeno un altro paio di ossservazioni interessanti:
    Hai visto l’ultimo spot televisivo della coop? Lo trovi su youtube ed è praticamente identico al nostro. Cosa rende quello uno spot che ha avuto una grande efficacia e il nostro no?
    Infine Obama, forse il vero debito lo dobbiamo a lui. Non abbiamo fatto altro che riprendere le innovazioni comunicative della sua efficace campagna elettorale.

    Può essere un problema di semplice inconsapevolezza tecnica, oppure – peggio – significa che non c’è niente da comunicare, e non si sa neppure di non aver niente. Hai visto il video “per fortuna che Silvio c’è”?

  15. La cosa che in questo video mi indispone di più (l’ho visto una sola volta ma si è stampata nel mio cervello) la giovane donna dietro la scrivania con gli occhiali e la fascia tricolore… e intanto la musica va e dice “grande sogno” – e per chi non lo capisse lo scrivono anche “GRANDE SOGNO” -. Sono una quasi trentenne, precaria, con gli occhiali e, credo, con alcune capacità professionali eppure non mi sembra che i miei grandi sogni siano vicini alla realizzazione. Mi sembra non solo una parodia ma anche una presa in giro per gli elettori e le elettrici. La mamma, la donna medico, la benzinaia… della serie vi mostriamo che ci siamo accorti che le donne fanno tutto, proprio tutto. Ma “che diventa realtà” dopo la donna sindaco non lo dicono di nuovo…
    un lapsus?

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