Il font di Barack Obama

Ti consiglio di leggere il post che ieri Luisa Carrada ha scritto sul font usato in tutta la comunicazione di Barack Obama: il Gotham.

Perfetto: il font, come il commento di Luisa.

6 risposte a “Il font di Barack Obama

  1. Forse i font sono una delle cose che in Italia prendiamo con più superficialità. Basta dare un’occhiata su dafont.com per vedere quante migliaia di font (gratuiti, per fortuna!) sono a disposizione di grafici, ma anche di noi semplici users, e i diversi sensi prodotti da ognuno di essi…

    La campagna di Obama è davvero spettacolare. Questa settimana, su Open Left, ho letto un articolo che parlava in termini entusiastici a proposito del discorso di Obama in Pennsylvania sui temi razziali, ‘A more perfect union’. Dicono che, come discorso politico, sarà studiato negli anni a venire. Ero un po’ stanco di leggere quelli di Bush…

    Ps: per gli interessati, il testo (e il video, non un semplice corredo, dato che Obama è maestro nel tono e nel ritmo della voce) si trova su: http://my.barackobama.com/page/content/hisownwords 😛

  2. Sono d’accordo con quanto dice Luisa Carrada in merito al carattere utilizzato nella campagna di Barak Obama.
    Personalmente considero la scelta del carattere una delle fasi più importanti di un progetto grafico. Già il nome italiano “carattere” (molto più espressivo dell’inglese font) lo connota come elemento “schierato”, totalmente privo di neutralità. Con le grazie o senza, tondo o corsivo, se ben scelto e ben utilizzato graficamente, può diventare l’elemento portante di un’intera pubblicazione. A chi fosse interessato, consiglio di andare a visitare il sito di Neville Brody, indiscusso maestro nell’utilizzo del carattere come elemento grafico, a questo link: http://www.researchstudios.com/home/006-neville-brody/NEVILLE_home.php.
    In rete comunque ci sono molti altri link che ne parlano.

  3. A proposito del discorso di Obama del 18 Marzo a Philadelphia, su Internazionale della scorsa settimana è uscita una analisi molto accurata e interessante di George Lakoff , nella quale viene spiegato come a livello concettuale e simbolico questo discorso riesce a creare una forte empatia. Da leggere assolutamente!

  4. Credo che si tratti dello stesso articolo 🙂

  5. Grazie a tutti: mi date sempre un sacco di utilissimi spunti!
    🙂

  6. Notarelle:
    1) giusta nota, Alessandro: carattere corrisponde a “typeface”, più che a font
    2) ma vi piace tanto il gotham? boh. la “famiglia” è ampia, ma le maiuscole del medium sembrano un normalissimo Gill sans. Elegante, ma che non fa notizia (Sugli ultra bold, invece il Gotham batte il GIll)
    3) una campagna transmediale implica per forza un carattere riconoscibile su schermi ridotti, come quelli dei cellulari. Quindi, font senza “grazie” quasi per forza.
    4) segnalo http://sdz.aiap.it/notizie/5418 su bush/kerry nel 2004
    5) Ma Obama non è scritto in Gotham – tanto per dire…

    😉

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