Spessatamente

Nei corsi di scrittura professionale mi capita spesso di dedicare almeno mezz’ora agli avverbi che finiscono in -mente. In realtà sarebbero sufficienti 5 minuti: basterebbe dire che, a meno che non ci siano precise ragioni stilistiche, è meglio dire “prima” invece di “precedentemente”, “perciò” al posto di “conseguentemente”, “più” e non “maggiormente”, “subito” invece di “immediatamente”.

Il problema è che c’è sempre qualcuno che alza la mano: comincia a spiegare che “prima” non equivale a “precedentemente”, “maggiormente” esprime un’abbondanza a cui non può rinunciare, “conseguentemente” implica sforzi logici (sic) che non sognamoci nemmeno di trovare in “perciò”, né tanto meno in “quindi”.

Tu capisci, allora, cosa mi tocca fare: dal semplice ribadire che la parola breve è più incisiva in tutti i casi in cui non abbiamo fondate ragioni linguistico-espressive (come dicevo all’inizio, appunto) per sceglierne una più lunga che sia anche più precisa, più evocativa, più qualcos’altro, al controbattere che “immediatamente” è parola meno immediata di “subito”: è più lenta da scrivere e leggere, ma allora perché impiegare più tempo per significare rapidità?

Se tutti sorridono, bene. Se invece qualcuno resta imbronciato, è perché non sopporta che il suo “maggiormente” del cuore sia vilipeso in pubblico.

In questi casi non mi resta che una mossa: chiamare in causa quel genio di Antonio Albanese e il suo esilarante onorevole Cetto La Qualunque. Che sugli avverbi in -mente (spessatamente, infattamente, purtroppamente…) la sa molto lunga.

4 risposte a “Spessatamente

  1. Gli avverbi in -mente sono brutti, ma piacciono (a chi li usa!). Chissà perché.
    Ho persino una mezza teoria sull’uso di questa classe di avverbi in un contesto particolare, e vorrei sapere che ne pensi.
    In certi casi l’avverbio in -mente è una scappatoia dal congiuntivo. Si dice “Probabilmente è così”, mentre senza avverbio si è costretti a dire “è probabile che sia così”, con tutti i rischi della consecutio (scelta del congiuntivo, e del tempo appropriato). Visto il terrore che suscitano le infinitive, ci può essere qualcosa di vero?

    OFF TOPIC: ti ho scritto una email, ma stamattina il server non era ancora riuscito a consegnartela. Ti è arrivata? So che in genere rispondi la sera… Se non ti è arrivata te la re-inoltro.

    Biljana

  2. Giò, ti racconto un aneddoto: nella mia ultima fatica avevo fatto un uso insistito degli avverbi in -mente, col preciso intento di irritare il lettore ogni volta che comparivano. un certo punto avevo creato una sequenza, assolutamente asignificante, di 5 avverbi in -mente. Funzionava. Poi mi è stato fatto notare che esiste Cettola Qualunque. Io il sabato in genere non guardo Fazio, e non sapevo che Albanese era tornato. L’ho visto. Ho dovuto rivedere l’uso degli avverbi: spessamente, là dove avrebbero dovuto irritare, facevano ridere. Qualunquemente. :-/

  3. Stephen King, in On writing, dice che la strada per l’inferno è lastricata di avverbi…:)
    (eppure io sono una chi li usa, dannatamente…appunto)

  4. Grande King! E grande Lippa, che onore averti qui…
    🙂

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