Archivi del giorno: mercoledì, 21 Mag 2008

Carmen e i “ggiovani d’oggi”

Riflettevo ieri, dopo la chiacchierata con Carmen Consoli alla Scuola Superiore di Catania, quanto sia difficile, nelle società di massa occidentali, evitare i pregiudizi sull’età. Quelli per cui basta che passino 3 o 4 anni, e già ci si sente “di un’altra generazione”; basta che si superino i 25, e già ci si sente alle soglie dei 30; basta aver passato anche quelli, e subito ci prende l’angoscia, perché avremmo, sì, voluto fare tante cose, ma ci mancava il necessario per farle (soldi, lavoro, mezzi) e allora abbiamo fatto poco, pochissimo, forse nulla.

Immagina poi che foschi pensieri assillano gli over 40, 50, 60: disperazione, buio, morte. Non a caso, da una certa età in poi, ci si affanna a negare l’età: se ogni anno in più porta indicibili sventure, non resta che ringiovanirsi, con gli svariati mezzi che conosciamo, dalla menzogna al trucco alla chirurgia.

Ieri ho assistito, non senza stupore, a questa contraddizione. Da un lato la cantantessa, dopo aver dichiarato i suoi 33 anni come fossero una colpa, si è affannata a sottolineare come ormai non possa più dire – ohilei – di essere giovane, quanto avrebbe preferito avere l’età dei ragazzi presenti (da 18 a 25 anni), quanto avrebbe voluto sedersi in mezzo a loro e non in cattedra con noi, e via dicendo. D’altra parte, un istante dopo, ha cominciato a scaldarsi perché – ohilei – i “ggiovani d’oggi” sono cambiati, sono molto più superficiali e consumisti di quando lei aveva 18 anni, non ascoltano più la musica alternativa e intelligente che ascoltava lei, preferiscono passare dall’istinto all’azione, così, d’un botto, senza porre in mezzo pensieri, producendo (ovviamente) danni di tutti i tipi.

Al che ho commentato, anche per rincuorare i 18-25enni che avevamo di fronte, che i consumisti-superficiali-senza cervello ci sono sempre, a tutte le età, e che se il mondo gira storto forse è colpa di chi li ha preceduti, “i ggiovani d’oggi”, non colpa loro. Non ancora, almeno. Mi ha guardata stranita, si è fermata un momento (forse chiedendosi come poteva, una non-giovane come me, tenere questa parte) e ha proseguito indenne.

Ma la cosa che mi ha più colpita è che tutti i ragazzi presenti assentivano estasiati: chiaramente non si riconoscevano nei terribili “ggiovani” con cui Carmen se la prendeva, ma altrettanto chiaramente non dubitavano neanche un po’ della legittimità dei suoi pregiudizi.

Mah?