Le maniche di Obama

Ho passato alcune ore a studiarmi i discorsi pubblici di Barack Obama disponibili su YouTube. Visti, rivisti, confrontati. Mi sono divertita, emozionata, ho imparato molto. È un grandissimo comunicatore, toglie il fiato.

Ho tante cose da dire e le dirò a puntate. Per ora ti mostro questo filmato, tratto dal discorso che Obama ha tenuto il 5 giugno a Bristow, Virginia.

Due annotazioni: l’incipit da rockstar (“You’re ready to go? You’re ready to change America?”) e il momento in cui Barack si toglie la giacca, con eleganza e morbidezza uniche, che significano allo stesso tempo: ho caldo come voi, sono fatto di carne e sangue, rimbocchiamoci le maniche assieme, sono uno di voi.

Obama comincia a smanicarsi più o meno a metà del video (2’e 25”).

Magistrale.

3 risposte a “Le maniche di Obama

  1. Io ho visto più volte il discorso dopo la vittoria alle primarie in Iowa, di gennaio. Dura solo 13 minuti ma è densissimo, ed è di sicuro il più emozionante di tutti i comizi di Obama, ha infilato una frase d’impatto dopo l’altra (su tutte “together ordinary people can do extraordinary things”). Non so chi gli scriva i discorsi, ma ha una padronanza della retorica notevole: in una frase si possono trovare innumerevoli messaggi. “They said this day would never come”, e si riferisce contemporaneamente a un nero che vince le primarie, a un candidato finanziato dai militanti che sconfigge la candidata finanziata dai miliardari, agli indipendenti che piegano l’apparato di partito, ai giovani che sorpassano gli anziani…
    La mia paura è che, se una eventuale presidenza Obama deludesse gli elettori, una nuova ondata di cinismo potrebbe travolgere l’America, come quella che dopo il flop di Carter ha portato alla presidenza Reagan. A battere troppo su hope e change si creano aspettative che vanno soddisfatte, altrimenti le conseguenze possono essere molto dure.

  2. @ Giovanna: hai ragione, i punti che sottolinei sono fortissimi. Mi hai fatto venire voglia di vedere tutto il visionabile, e in questi giorni mi ha fatto lo stesso evento leggere i frammenti di Pasolini che hai postato. Una mancanza troppo grossa che devo colmare, ho sempre e solo letto estratti.

    @ Anghelos: interessanti le tue osservazioni, molto. Mi è capitato di gravitare per Chicago lo scorso autunno, proprio in quella Hyde Park di Obama, quella della scuola dei suoi figli, quella della sua gente, della molteplicità di colori di pelle. Di Medici’s e degli hamburger e del campus mozzafiato della UoC. Forse è un po’ per questo che al mio rientro quest’uomo ha preso ad emozionarmi e a veicolarmi reazioni forti in modo molto più deciso. In qualche modo ne ho respirato la gente, i luoghi. Ne ho visto messaggi e volantini in giro, dove le idee circolano e tra bacheche universitarie e spot di assicurazioni sanitarie in TV. Tra le contraddizioni e le conferme di quello. Ora vado a cercare il discorso post vittoria, che non ho visto.

    Posso solo dirti che seguo con molta attenzione questa vicenda, potrebbe rappresentare davvero qualcosa di grosso. Sono stufo di credere che non ci debbano essere belle teste a prendere grandi decisioni.

    Credo che una nuova strada per l’America potrebbe portare, se ben condotta, a un nuovo assetto visto che costituisce l’asse privilegiato per molta politica cosiddetta liberale. Il rischio che sottolinei è vero, è tangibile, è forte.

    Ma se c’è una cosa che è vera è che gli americani, molto più di noi, sono nella condizione – sociale e culturale – di lanciarsi nelle sfide, sicuri che da una caduta ci si può rialzare. E penso che, in questa prospettiva, per una certa America Obama voglia e possa rappresentare questo. Sono curioso di vedere se e quanto i Democratici riusciranno a cambiare in caso di vittoria. Ma l’esito di queste primarie, in questo momento, è davvero un segnale che è come una sirena, è fortissimo. Io sono con lui, con decisione. Spero che non capitoli con la vera controparte. Io, snob e filoeuropeo, mi sono scoperto colpito da quella gente. E in positivo, per il modo e per l’approccio. E mi viene da pensare che, forse, they can davvero, cose che qui forse saremo pronti a fare tra 10 o 20 anni.

  3. Grazie per aver ricordato il discorso della vittoria in Iowa, Anghelos, è splendido. Ed era nelle mie intenzioni farvi riferimento in un prossimo post. 🙂
    Condivido , caro m., nel bene e nel male.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.