Archivi del giorno: martedì, 10 giugno 2008

Libertà sessuale coatta

Scriveva Pasolini nel 1975:

«Oggi la libertà sessuale della maggioranza è in realtà una convenzione, un obbligo, un dovere sociale, un’ansia sociale, una caratteristica irrinunciabile della qualità di vita del consumatore. Insomma, la falsa liberalizzazione del benessere ha creato una situazione altrettanto e forse più insana che quella dei tempi della povertà.

Infatti: primo risultato di una libertà sessuale “regalata” dal potere è una vera e propria generale nevrosi. La facilità ha creato l’ossessione; perché è una facilità “indotta” e imposta, derivante dal fatto che la tolleranza del potere riguarda unicamente l’esigenza sessuale espressa dal conformismo della maggioranza. Protegge unicamente la coppia (non solo, naturalmente, matrimoniale): e la coppia ha finito dunque col diventare una condizione parossistica, anziché diventare segno di libertà e felicità (com’era nelle speranze democratiche)».

(P.P. Pasolini, Scritti corsari, Garzanti, 1975-2001, p. 99).

Mi pare che la nevrosi che Pasolini diagnosticò nel 1975 si sia negli anni talmente aggravata che oggi, forse, si registrano i primi segnali di controtendenza. Il che non vuol dire guarigione, ma coesistenza di ossessioni contrapposte.

Non a caso sta per essere tradotto da Mondadori il monumentale libro di Elizabeth Abbott sulla castità, A History of Celibacy (Da Capo Press, 1999). Non a caso personaggi celebri di tutti gli ambienti (da Lenny Kravitz al calciatore brasiliano Kakà) sbandierano la loro astinenza sessuale (temporanea o permanente) motivandola con le ragioni più disparate: perdita d’interesse, necessità sportive, convinzioni religiose.

E tu che ne pensi?

Come interpreti, vivi e vedi vivere le parole di Pasolini, a 33 anni di distanza?