Libertà sessuale coatta

Scriveva Pasolini nel 1975:

«Oggi la libertà sessuale della maggioranza è in realtà una convenzione, un obbligo, un dovere sociale, un’ansia sociale, una caratteristica irrinunciabile della qualità di vita del consumatore. Insomma, la falsa liberalizzazione del benessere ha creato una situazione altrettanto e forse più insana che quella dei tempi della povertà.

Infatti: primo risultato di una libertà sessuale “regalata” dal potere è una vera e propria generale nevrosi. La facilità ha creato l’ossessione; perché è una facilità “indotta” e imposta, derivante dal fatto che la tolleranza del potere riguarda unicamente l’esigenza sessuale espressa dal conformismo della maggioranza. Protegge unicamente la coppia (non solo, naturalmente, matrimoniale): e la coppia ha finito dunque col diventare una condizione parossistica, anziché diventare segno di libertà e felicità (com’era nelle speranze democratiche)».

(P.P. Pasolini, Scritti corsari, Garzanti, 1975-2001, p. 99).

Mi pare che la nevrosi che Pasolini diagnosticò nel 1975 si sia negli anni talmente aggravata che oggi, forse, si registrano i primi segnali di controtendenza. Il che non vuol dire guarigione, ma coesistenza di ossessioni contrapposte.

Non a caso sta per essere tradotto da Mondadori il monumentale libro di Elizabeth Abbott sulla castità, A History of Celibacy (Da Capo Press, 1999). Non a caso personaggi celebri di tutti gli ambienti (da Lenny Kravitz al calciatore brasiliano Kakà) sbandierano la loro astinenza sessuale (temporanea o permanente) motivandola con le ragioni più disparate: perdita d’interesse, necessità sportive, convinzioni religiose.

E tu che ne pensi?

Come interpreti, vivi e vedi vivere le parole di Pasolini, a 33 anni di distanza?

11 risposte a “Libertà sessuale coatta

  1. Come dici tu…”la nevrosi che Pasolini diagnosticò nel 1975 si sia negli anni talmente aggravata che oggi, forse, si registrano i primi segnali di controtendenza. Il che non vuol dire guarigione, ma coesistenza di ossessioni contrapposte.”
    Credo che più che dedicarsi all’astinenza, bisognerebbe recuperare una dimensione non bulimica della sessualità: cioè non forzarsi sia nel fare sesso, sia nel non farlo, semplicemente ascoltandoci, davvero, oltre la superficialità e i dettami della società. Semplicemnete noi stessi.
    So.

  2. Nel 1967-68, a 16 anni, ho trascorso un anno negli Stati Uniti come “foreign exchange student”. Una delle cose che mi aveva impressionato di più era l’obbligo di uscire in coppia, reso molto bene dal verbo “to date” che non ha una traduzione in italiano, nel senso che da noi allora, e mi pare ancora ora, esistevano quelle che chiamavamo comitive, o si usciva tra amiche e amici senza contare esattamente le coppie. Io, in quanto straniera e appena arrivata, mi trovavo particolarmente in difficoltà, ma ovvimamente mi abituai e me ne rimase il ricordo sociologico, soprattutto perché anche se uscivi solo in coppia (o semmai in quattro) non dovevi assolutamente avere rapporti sessuali completi (e anche qui il vocabolario seguiva la sociologia con termini specifici come “petting”, “French kissing” e così via).
    Da anni non ero più tornata sull’argomento, ma avevo fatto una riflessione recentemente sulla brutta fine del femminismo in Italia, sostenendo che l’unica vera conquista delle donne italiane è quella di scopare liberamente con chi vogliono, purché il preservativo, se lo vogliono, se lo portino loro.
    Non so se questo è il tipo di riflessione che chiedevi, certo è influenzata dalla mia non giovane età, ma io non vorrei che si tornasse al bigottismo di prima della rivoluzione sessuale della mia gioventù.

  3. Mah! Pasolini aveva sicuramente ragione e quanto detto nel 1975 è ancora attuale e forse si, aggravato…
    La controtendenza secondo me c’è sempre stata… ora se ne parla forse di più ma solo perché ora è una controtendenza che viene spesso sbandierata e che va spesso contro il pensiero più comune… perlomeno contro il pensiero di quelli che si esprimono…
    Per dirla breve… La trasgressione non fa più notizia i veri trasgressivi sono i papa boy e simili…
    “Trovare un centro di gravità permanente” no eh! 🙂

  4. La contemporanea ossessione sessuale agisce in piena sintonia con l’ostentazione sessuale. “Mostrare” la propria vita sessuale è una abitudine di routine: lo si dice in televisione, sui blog, nei giornali. Alla sfera privata viene sottratta la sua base principale e finisce per essere tutto esposto.
    Dunque, a distanza di 33 anni, qualcosa di diverso c’è: la spropositata crescita della ossessione-ostenazione sessuale, legato allo sviluppo delle nuove tecnologie della comunicazione che diventano uno specchio preciso della situazione.

  5. Ho visto proprio ieri “Il comune senso del pudore” di Alberto Sordi. Stesso periodo, se non sbaglio. Vi si sono rappresentate l’ipocrisia congenita tipicamente italica e la necessità di liberarsi da una mentalità bigotta. Il risultato lo descrive bene Pasolini.

    Non a caso fa molto scandalo non l’iper o ipo attività sessuale (ognuno fa come crede), ma la naturalezza del vissuto sessuale. Dite, in una discussione fra amici, che fate sesso tutte le volte che vi va e sarete gurdati con ammirazione e stupore (Ma come fai? Beato te!), dite che fate sesso solo il mercoledi e il sabato perché il lunedì, martedì, giovedì, venerdì, domenica avete la piscina/tennis/eccetera e nessuno noterà nulla di strano. (Non dite che fate sesso solo il mercoledì e il sabato perché così vi va, che poi si confondono… :-)) )

    ciao
    nicola.

  6. Mah, Pasolini gioca su troppi tavoli, e non mi sembra sincero fino in fondo. Fa agire troppi attori astratti: “il potere”, la “lbertà sessuale della maggioranza”, la “coppia”, le “speranze democratiche”… oggi come oggi, mi sembrano tutti fantasmi. Soprattutto le speranze democratiche, direi! Insomma, una posizione ideologica

    E’ il discorso dei media ripetuto dalla massa, quando incide su menti ‘precritiche’ che genera comportamenti coatti: si tratti della castità, della fedelta, del libertinaggio… sotto sotto si equivalgono! Nei media puoi trovare uno specchio per qualsiasi comportamento tu voglia adottare, se non “consenti” con Will & Grace, sintonizzati su Radio Maria! Comportamenti stereotipati, ma da sbandierare. ‘Sono così, io, eh! Come lui/lei!’ Riflettere sul perché o sul cosa comporta è raramente contemplato.

    Siamo sempre esseri sessuati: che ciò sia oggetto di discorso è un bene. Che questo discorso ti possa liberare o incatenare, dipende dalla sua direzione, ma soprattutto dalla tua capacità di decodificarlo e ‘decodificarti’. Ne La lama del rasoio (romanzo di W. Somerset Maugham), il protagonista dice a un certo punto “Sono una di quelle persone per cui il sesso rappresenta un piacere, non una necessità”. Beh, complimenti: direi che questo è libertà & consapevolezza!

  7. Ultimamente stavo facendo caso al fatto che nelle mie “chiacchere” quotidiane, con le persone più disparate e che superano i 10 minuti di tempo, l’argomento che si va sempre a toccare, che esce sempre fuori senza sapere il perchè, è proprio il sesso.

  8. la libertà imposta dagli altri è necessaria solo perchè ci consente di definire quanta ne vogliamo utilizzare , ecco perchè alcuni sembrano in controtendenza , in realtà stanno esercitando la vera liberta che dovrebbe consistere nello scegliere le cose da fare e non fare
    Nonostante tanta libertà la definizione di “scopo terapeutico” non è ancora liberamente esercitata

  9. Ormai non é nemmeno necessario uscire di casa, sia donne che uomini hanno i loro miti televisivi o cinematografici (Es.: film come: Sex and the City o 40days&40nights), che non possono vivere una settimana senza sesso.

    La riproduzione non é più associabile al “sesso” o alla sua rappresentazione più comune nei media, anche se principalmente quella é la sua funzione.

    Recentemente ho sentito questa frase:”A causa di tutto il tempo che passo su internet, ho perso interesse nel sesso”.
    Naturalmente l’ironia era dovuta al fatto che su internet si ha la possibilità di esplorare il sesso opposto con estrema precisione.
    Anzi di scoprire particolari che una coppia, nella sua quotidianità, forse non affronterebbe con totale elasticità.
    La troppa cultura e l’evidenza tolgono passione e interesse.

  10. Pingback: La nuova frontiera del femminismo: i peli superflui. « myfavoritethings

  11. Se mocciosi di 12 anni arrivano a certi “giochi” (sesso orale) in orario di lezione a scuola
    (dove il vero tabù suona “vietato vietare”; se vieti sei retrogrado, ce lo ripetono da 40 anni!), come accaduto a Salò, stando alle cronache, allora vuol dire che Pasolini è stato buon profeta di questo sfasciume etico, spacciato per “libertà” e “affermazione di sè”.
    Le nuove generazioni vi crescono e spesso purtroppo già imputridiscono, ancor prima di crescere. La TV spazzatura rappresenta di fatto la loro “educatrice”, ispirando quel tam tam o istinto (pervertito) del branco, il quale ci regala copiosi fatti di cronaca nera, dove bullismo, promiscuità, assunzione di “sostanze” (come fosse bere un bicchier d’acqua!) divengono uno standard, con l’impotenza più o meno complice degli adulti.
    Con la regia nemmeno occulta del potere…pensiamo alla “premiata ditta” Endemol”…

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