Dei delitti e delle pene

Roberta mi segnala che è ancora in circolazione una campagna contro il turismo sessuale, lanciata nell’ottobre 2006 da ECPAT (End Child Prostitution, Child Pornography and Trafficking of Children for Sexual Purposes) in collaborazione con Air France.

La campagna, realizzata gratuitamente da BETC EURO RSCG, agenzia pubblicitaria di Air France, mi pare l’ennesimo cattivo esempio di comunicazione sociale. Abbiamo già discusso qualche giorno fa della difficoltà, non solo italiana, di realizzare campagne sociali efficaci: quando va bene, sono poco coraggiose e inutili (“Una ricerca della Bocconi”), quando va male, offensive o controproducenti, come la disgustosa campagna statunitense contro la pedofilia lanciata all’inizio del 2008 (“Creativi senza cervello”).

In questo caso, nelle parole di Rémi Babinet, Presidente e Direttore creativo di BETC EURO RSCG, «L’obiettivo è quello di lasciare il segno e di far prendere coscienza delle sanzioni penali previste sia nel paese del delitto che nel paese di origine. […] La sanzione appare evidente e categorica, grazie ad un gioco di parallelismi tra l’età delle vittime e gli anni di prigione storicamente scontati dagli individui colti sul fatto o denunciati».

In poche parole, i manifesti esplicitano il numero di anni di carcere che rischiano coloro che vanno con prostitute minorenni (fa’ clic per ingrandire):

Ora, in generale gli spazi, i mezzi e linguaggi della pubblicità funzionano al meglio quando suscitano desideri, non quando propongono situazioni negative o, come in questo caso, minacce: se ti comporti male, incappi in questa o quella pena.

In altre parole, dalle affissioni, dagli spot, dagli annunci le persone di solito si aspettano modelli e situazioni positive da desiderare e imitare, non rappresentazioni spiacevoli nei confronti delle quali assumere colpe, doveri o responsabilità. Per questo, se una campagna ci mette di fronte a cose che preferiremmo non vedere o non sapere, tendenzialmente distogliamo lo sguardo. O la dimentichiamo.

In quest’ottica, il peggio di questa campagna non sono i manifesti che hai appena visto, sebbene inutili rispetto agli obiettivi che si prefiggono: credi davvero che un pedofilo, vedendoli, riesca a trattenere i suoi desideri malati per paura delle pene che vi sono elencate?

Il peggio della campagna sono le immagini che mostrano ragazzine esotiche e tristi, ma nello stesso tempo ammiccanti e sensuali: se le pensi rivolte a persone che già praticano (o si propongono di praticare) il turismo sessuale (sono loro il target della campagna, no?), le immagini possono confermare, se non addirittura rinforzare, desideri laidi. Il che è gravissimo. Guarda qua (clic per ingrandire):

4 risposte a “Dei delitti e delle pene

  1. Ma gli indirizzi delle bambine, no?
    Così il servizio era completo.

    E’ evidente che i pedofili non ritengono la pena deterrente sufficiente per non compiere il reato: la maggior parte lo ritiene un proprio diritto.

    Mi ricordo che, parlando con una psichiatra un giorno, mi raccontò che sul lettino della terapia, i pedofili ci si sdraiano solo dopo un’ingiunzione seguita a una condanna. Nessuno mai si pone il problema.

    Dunque questa campagna potrebbe avere l’obiettivo (o meglio, operare il tentativo) di aprirci gli occhi.

  2. Come ho già detto anche alla professoressa Cosenza, la campagna mi ha colpito molto , forse per i riferimenti così espliciti, mai visti nelle campagne sociali nostrane.

    Lo sconcerto proviene da delle foto che rendono appetibili le bambine e forse con delle foto diverse , di bambine con pose non ammiccanti ma conformi alla loro vera età , la campagna non sarebbe stata così equivoca.

    l’idea degli anni di carcere associati alle bambine e la resa esplicita delle fotografie, che mostrano quanto sia disgustosa la visione di un uomo con una bambina, hanno un impatto durissimo …ma non lo hanno certo su chi è pedofilo.

    Mi chiedo se una campagna sociale su questa “devianza” possa far riflettere proprio quelli che ne sono affetti, o più che altro miri a non far addormentare le coscienze di chi è testimone di fenomeni di pedofilia e non li denuncia .

  3. tra l’altro, questa campagna sembra non soffermarsi sul dolore e le ferite psicologiche che vengono inferte alle bambine da questi pervertiti, ma – a mio parere – si focalizza troppo sulle conseguenze e i rischi verso cui possono incorrere questi malati di mente… come a dire: “guarda che rischi questo e quest’altro se vai con una minorenne”, ma nel frattempo chissenefrega di come reagiranno e si sentiranno le vittime…

  4. Sorprendente che sia stata fatta da un’agenzia pubblicitaria di Air France (compagnia aerea), e qui mi fermo nelle associazioni mentali che mi vengono immediate.
    Questa comunicazione sociale è pericolosa.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.