Come ti aggiro Google

Su segnalazione di Giacomo – a proposito di ciò che abbiamo discusso mesi fa su Luci e ombre di Google – copio e incollo dal Corriere:

Ecco come usare il motore di ricerca di Mountain View (e non solo) senza finire nella sua banca dati

 I 4 software per evitare la «profilazione» di Google. 1) Privoxy (un proxy installabile sul pc); 2) Track me Not (invia ricerche simulate nascondendo quelle reali); 3) Scookies  (scambia a caso i cookies degli utenti); 4) Sgroogle (cripta le ricerche)
I 4 software per evitare la «profilazione» di Google. 1) Privoxy (un proxy installabile sul pc); 2) Track me Not (invia ricerche simulate nascondendo quelle reali); 3) Scookies (scambia a caso i cookies degli utenti); 4) Sgroogl (cripta le ricerche).

Smettere di usare Google perché traccia la nostra navigazione è un impresa impossibile. Come rinunciare alla comodità del più famoso motore di ricerca al mondo? Eppure il problema esiste. Sono milioni i dati relativi alle nostre ricerche che ogni giorno immettiamo nella banca dati di quello che qualcuno chiama il nuovo Grande Fratello del Web. I dati profilati attraverso la navigazione servono per fare pubblicità mirata come AdWords, Adsense e molti altri. Ma per alcuni tra i più smaliziati cittadini della rete la propria privacy è più importante di ricevere degli accurati consigli per gli acquisti. Così sono nati alcuni applicativi per ovviare al problema quasi senza controindicazioni. Il problema dello User Profiling poi, va ben oltre Google e i grandi player dell’ IT, riguarda le nostre sessioni di navigazione in generale, per questo molti dei software proposti sono validi anche per tutti quei siti internet che fanno net tracking.

RICHIESTE FANSTASMATrack Me Not è un’estensione per il browser Firefox pensata per proteggerci dal data-profiling attivato dai motori di ricerca, funziona per tutti i motori, non solo per Google. TMN lavora in background quando Firefox è aperto ed invia periodicamente delle ricerche casuali. Il motore di ricerca riceverà le nostre ricerche reali mescolate a molte altre, simulate dal programma. In questo modo Google non sarà in grado di recepire nitidamente quali siano gli argomenti che ci interessano, poiché questi compariranno in modo offuscato. In altre parole l’applicazione nasconde il percorso di ricerca in un insieme indistinto di domande fantasma rendendo difficile l’aggregazione di tali dati in un profilo preciso che identifichi l’utente.

IL DONO DELL’ INVISIBILITA’. Scroogle è un sito internet che si colloca tra l’utente e Google rendendo anonime le ricerche. Dal sito si può scegliere la lingua di ricerca (compreso l’italiano) e se usare connessioni criptate HTTPS. Passando attraverso Scroogle si diventa praticamente invisibili a Google perché sarà il sito stesso a raggiungere il motore di ricerca per noi. In più sono eliminate pubblicità, cookie e ogni sistema di tracciamento lesivo. Navigando su Scroogle si avranno gli stessi risultati di Mountain View, senza pubblicità e profilazione. Scroogle è stato creato da Daniel Brandt, creatore di un altro sito anti-google: Google Watch questa sorta di osservatorio si occupa di raccogliere tutte le malefatte più o meno note di Google offrendo sempre ottima documentazione aggiornata e validi suggerimenti per difendere la propria privacy.

SCAMBIAMOCI I COOKIE!Scookies è un’ estensione per il Browser Firefox e funziona per tutti i motori di ricerca e siti internet che cercano di tracciare gli utenti tramite i cookie. Scookies cambia i cookie degli utenti mescolandoli gli uni agli altri. In questo modo vengono alterati i profili di ciascun utilizzatore intorbidendo il tracciato originale. Inoltre ogni user può segnalare nuovi siti internet che fanno profilazione contribuendo a migliorare l’anonimato di tutti gli altri. Scookies aumenta la sua performance ogni volta che un nuovo utente si aggiunge alla comunità. Questo applicativo è una creazione di Andrea Marchesini coautore del volume Luci e Ombre di Google, edizione Feltrinelli un utile saggio sui pericoli che si incorrono nel fidarsi troppo di Google.

RISOLVERE IL PROBLEMA ALLA RADICEPrivoxy è un proxy anonimizzante. Ovvero un applicazione che si colloca tra il nostro browser e i siti internet che vogliamo raggiungere. Con questo proxy possiamo davvero controllare la privacy della navigazione. Consente di cambiare lo user agent (nome del browser e del sistema operativo) , bloccare banner pubblicitari, filtrare cookie e molto altro. Può essere installato anche sul proprio computer in semplici passaggi ed è altamente configurabile. Privoxy è uno strumento essenziale per qualunque progetto che miri a proteggere la navigazione dell’utente.

CHE COSA MANCA? – Gli applicativi descritti non garantiscono una certezza riguardo la protezione della privacy. Rappresentano un segnale d’attenzione circa il comportamento spesso non propriamente trasparente di chi ci offre servizi «gratuiti». Manca la protezione verso servizi utili (mappe) che non richiedono l’autenticazione, manca ancora un vasto fronte di opposizione al monopolio della ricerca da parte di pochi motori. Manca soprattutto una conoscenza critica riguardo i sistemi di profilazione e una visione d’insieme delle sottoreti costituite dai grandi player dell’IT che spesso vengono scambiate per l’interezza di Internet

Hanay Raja

24 agosto 2008

6 risposte a “Come ti aggiro Google

  1. Scambiarsi i cookie, nemmeno sotto tortura! Lì c’è la mia navigazione e ricevendo cookie altrui prendo la navigazione di chissà chi!

    Privoxy, bisogna fidarsi di chi offre il servizio.

    Intelligente sparare richieste a caso a Google. Sperando che il programmatore non si bagli e non lanci richieste imbarazzanti da spiegare.

    Io, molto più limitatamente, cancello cache e cookie ad ogni riavvio del browser. Anche usare più motori di ricerca non è una brutta idea. O riscrivere il file hosts come proposto da SpyBot, per cestinare tutti i reindirizzamenti verso siti di advertising.

    Il problema comunque rimane, questi sono solo palliativi.

    ilcomiziante

  2. praticamente gli adsennse di google sono ovunque: se proprio devo beccarmi ovunque della pubblicità preferisco che google veda dove navigo e mi faccia vedere cose che mi piacciono 🙂

  3. Se devo scegliere tra scambi di cookie o ricerche casuali … concordo con falcon82 … che google veda quello che faccio e mi dia informazioni mirate 🙂

  4. Lo user tracking/net tracking/user profiling non sono pratiche con le quali alcuni dati ci possono essere sottratti illegalmente.
    Questi dati li comunichiamo noi per presunta necessità e/o per leggerezza, essi non hanno alcun valore se raccolti in un singolo momento, lo ottengono se collezionati per un lungo periodo.

    E’ una questione di scelte? certo. Devo poter scegliere se avere i consigli per gli acquisti o meno, devo poter scegliere se far parte della banca dati di qualcuno o meno. Il problema è che attualmente gli utenti non sono informati circa le pratiche di profiling che avvengono in rete, quindi nn sono in grado di scegliere.
    Nel caso in cui io non desideri essere profilata voglio poter scegliere tra i software disponibili in questo preciso campo, in modo da poter scegliere quelli più adatti alle mie esigenze e capacità tecniche, (oltre che etiche)

    Trovo che l’omissione di informazioni sul tema della profilazione sia un grave danno alla privacy dei navigatori.
    Consiglio lettura dell’intervista a Tim Berners Lee sul net tracking:
    Web creator rejects net tracking
    http://news.bbc.co.uk/2/hi/technology/7299875.stm

  5. Pingback: www.marcobassetti.it » Il gigante buono

  6. @ H.Raja:
    ho letto l’aricolo a cui fai riferimento (quello di T.Barners Lee) dove si fa in apertura esplicitamente riferimento agli Internet Providers che tengono traccia della navigazione dei propri utenti su Internet.
    Vorrei concentrarmi su questo aspetto, che e’ ben piu’ grave di quanto fa Google, datosi che l’ISP conosce la reale identita’ dei suoi utenti (a differenza di Google per cui gli utenti sono dei numeri e basta, a meno uno non sia stato cosi ingenuo da fornirgli nome e cognome iscrivendosi a qualche loro servizio).
    Se fatto dagli ISP e’ sicuramente MALE e anch’io come Tim abbandonerei subito il mio provider se scoprissi che attua questa politica.

    Ma riguardo il profiling attuato da Google (o da altri), sono un po’ incerto e molto confuso.

    Se posso ottenere dei servizi gratuiti fornendo in cambio alcune informazioni sulla mia navigazione Internet (che ha solo marginalmente attinenza con la mia vita reale), direi che mi sembra uno scambio equo, ma ovviamente e come dici tu, solo se avviene in modo consapevole ed informato.

    C’e’ poi chi sostiene che il profiling e’ solo una brutta cosa ed andrebbe eliminato del tutto. Estirpare il male alla radice, insomma.
    Proviamo pero’ a vederla anche in un altro modo.
    Ormai con la tecnologia siamo abituati a macchine sempre piu’ intelligenti che spesso anticipano i nostri desideri proponendoci scelte basandosi su quanto abbiamo fatto la volta precedente che li abbiamo usati (giorni fa ho avuto un interessante dibattito con la mia lavatrice che insisteva ad usare il ciclo ‘delicati’ solo perche’ e’ quello che uso piu’ di frequente).
    Perche’ Internet dovrebbe essere diversa? In fondo e’ solo una macchina molto complessa e se voglio qualche automatismo, qualche informazione riguardo le mie abitudini deve restare memorizzata da qualche parte.
    Lo so, il problema e’ che queste informazioni vengono usate a volte in maniera impropria, ma rinunciare a qualcosa di potenzialmente utile non mi sembra una strada ottimale.
    Leggo quindi in giro con un certo disagio commenti e post di persone che vanno predicando la guerra santa contro Google et similia, e mi chiedo se la mia sia una idea cosi’ balzana.

    Che ne pensi?

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