A chi piace Sarah Palin?

La nomina di Sarah Palin a candidato vicepresidente per i repubblicani mette Obama in difficoltà. Prima di Sarah, i democratici erano quelli delle sorprese e delle novità. Ora non più. Prima di Sarah, i democratici erano quelli più attenti alla componente femminile dell’elettorato. Ora non più, perché i repubblicani hanno Sarah, mentre i democratici avrebbero avuto Hillary, ma non l’hanno scelta (ed è pur vero che Hillary sostiene platealmente Obama, ma è anche vero che le voci sui loro contrasti sono insistenti).

Continuo a leggere commenti secondo i quali Sarah prenderà voti da destra, che più destra di così si muore. Ma siamo sicuri che andrà così? In altre parole, Sarah Palin piace solo ai bigotti della destra radicale? O non è invece in grado di recuperare voti anche dalla zona grigia, dagli indecisi e le indecise che sempre più spesso, all’ultimo minuto, determinano le sorti delle democrazie occidentali?

Cosa piace di Sarah?

Ma soprattutto: cosa può piacere, di lei, a una donna indecisa?

Secondo me, piace che sia forte e cattiva. “Barracuda” era soprannominata nella squadra di basket in cui giocava alle superiori. Nel suo discorso alla convention repubblicana, si è autodefinita un “pitbull con il rossetto”. E poi lancia strali contro tutti, non ha peli sulla lingua, dice di voler trivellare (drilling ) tutta l’Alaska per dare all’America autonomia energetica.

Per non parlare dell’immagine: mandibola prominente, è sempre immortalata con le braccia incrociate e lo sguardo fermo in camera, oppure col dito puntato. E c’è pure una foto che la ritrae seduta su un divano con pelle d’orso. Feroce come Cruella De Vil insomma. O come Miranda Priestly nel film The Devil Wears Prada.

In conclusione, se tu fossi un’incerta donna della provincia americana, non necessariamente di estrema destra, ma solo impaurita per la crisi economica e il futuro dei tuoi figli, e poi sempre stanca e triste per il lavoro, il marito, la vita, non ti verrebbe voglia di votarla?

In fondo, per citare Stephen King, «Certe volte fare la carogna è tutto quello che resta a una donna» (Dolores Claiborne, trad. it. Sperling & Kupfer, Milano, p. 147).

Non ci credi? Porta pazienza per 7′ 53″ e guarda questa selezione del discorso di Sarah alla convention repubblicana.

26 risposte a “A chi piace Sarah Palin?

  1. Cosa rimane?
    Fare il maschio. 😉

  2. Non esattamente, Ange, perché Sarah si propone in modo mooolto femminile, per come si veste, come si trucca, perché si autodefinisce (innanzi tutto) una “Hockey mom”, e in quanto mamma ostenta i figli, anche il piccolo con la sindrome di down, anche la figlia adolescente di cui accetta la gravidanza.

    Donna e feroce, non donna che assume su di sé la cattiveria maschile. La ferocia non è solo maschile, ma può essere femminile, gay, bisex, trans… e tutti i generi possibili.

  3. Praticamente lo stereotipo dell’eroina degli anime fantasy…
    magari scaglia anche palle di fuoco come RIna degli Slayers!

  4. Piuttosto direi Wonder Woman, caro Paolo S, che risale agli anni 80, quando Sarah aveva vent’anni.
    🙂

  5. Giusto l’altro giorno contemplavo quello strano miracolo per cui ci sono donne che stanno nel “mondo” degli uomini assumendone le regole senza farsene un problema e restando tuttavia femminili.
    Hanno un che di “wonder”, in effetti.
    Ma la cosa veramente prodigiosa è che qui si spaccia questa wonder-camaleonte (now-I’m-a-mom/now-I-am-a-hunter) per un vettore di cambiamento, mentre ella esprime semplicemente la vitalità adattativa di un individuo immerso in un ambiente: Sarah Palin è il conformismo repubblicano, rilanciato da una donna. Faccio la mia parte in famiglia come da manuale (?), faccio il cittadino con un eminente ruolo pubblico, mi dedico ai miei hobby, curo i muscoli del mio paese: Yes I can. Anche se sono donna.
    Wow.

  6. io sarò ingenuo, ma tutta questa novità non la vedo: è una donna, e allora? 24 anni (cioè un’era geologica in politica) fa un’altra è stata candidata alla vicepresidenza. Ha 5 figli, e allora? Angelina Jolie ne ha 6. E tutta questa esperienza dov’è? Se è esperta di qualcosa lei che è stata sindaco di Wasilla e governatore dell’Alaska, Schwarzenegger dovrebbe essere uno statista da far impallidire persino Churchill.
    Sono troppo cattivo, Giovanna?
    Comunque qui pare che i giochi si stiano facendo duri…
    http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/esteri/verso-elezioni-usa-2/obama-rossetto/obama-rossetto.html

  7. Donmo, sono d’accordo che non sia un cambiamento, ma viene presentata come tale e la media degli americani non ricorda, non sa. Pensa sempre al mio esperimento mentale: se tu fossi una donna stranca e spaventata della provincia americana…

    Ho visto, ho visto l’uscita infelice di Obama sul rossetto e il maiale.
    Un gravissimo errore. Segno che davvero, ohimè, la faccenda Palin ha fatto perdere le staffe a lui e i suoi collaboratori.
    Chiaro che ha offerto a McCain, su un piatto d’argento, la possibilità di accusarlo di sessismo e antifemminismo. Obama che ha ripudiato Hillary, ora insulta un’avversaria… mi spiego? Torno a dire: se tu fossi una donna indecisa della provincia americana, gradiresti un candidato che insulta una donna forte e volitiva, mamma di 5 figli di cui uno down, e così via?

    Sono io che io paura, stavolta.
    😦

  8. Purtroppo questa cosa della “percezione” è vera: si bada più a cosa viene percepito che a quello che risulta veritiero nella realtà. Ne sappiamo qualcosa anche in Italia, dove non si fa che parlare di “temperatura percepita”, “insicurezza (o sicurezza) percepita” e così via. Fenomeno interessante, ci sarebbe da scriverci sopra un trattato.

  9. Se Obama avesse deciso per Hilary come vicepresidente adesso come starebbero le cose?
    Cioè, sempre per tornare all’esempio, la donna di provincia avrebbe creduto in Hilary?
    E soprattutto McCain avrebbe fatto la stessa scelta per la sua vicepresidenza?

    Non so le ragioni per cui Obama non l’abbia scelta, credo che ci sia anche qualcosa di coraggioso in questo, ma ci sarebbero meno mamme pro-pitbull adesso?

  10. Obama ha avuto un’uscita davvero pessima, ma continuo a sperare che la donna stanca e spaventata della provincia americana dia retta più a Oprah o a Ellen che a un politico praticamente sconosciuto al di fuori dell’Alaska fino all’altro ieri.

    Speriamo speriamo speriamo

  11. Sì, hai ragione.
    Credo che le opzioni di riuscita di personaggi come la Palin siano maggiori, proprio in situazioni di “disimpegno” civile e politico, dove esisti, come cittadino, solo al momento del voto. (E’ quello che vanno imponendo anche in Italia, mi pare.)
    La voteranno, perchè, come giustamente dici tu, è Wonder Woman.
    A proposito di come le donne americane percepiscono la Palin, vi segnalo il punto di vista di una femminista

  12. Diciamo pure che la Palin si adatta perfettamente all’immaginario e alla mitologia USA, e questo riesce ad vere la meglio sui contenuti.
    Non sono pochi i politici USA eletti perché incarnano (o contrabbandano) un mito… JFK, Ronald Reagan, Schwarzenneger… tanto per restare vicini nel tempo.
    A volte per avere la meglio sui contenuti bastano slogan demagogici (“NO NUOVE TASSE!”), altre volte bisogna ricorrere alla frontiera e alla torta di mele, che evidentemente fanno presa anche su Camille Paglia.

  13. L’idea di giocarsi la femmina in dirigenza è l’ultima trovata delle destre ma mica solo con Pallin, ha fatto uguale Bush piccirillo e anche sarkò. Piacerà? non credo che le signore americane siano così tanto orientate a scegliere per gender, anche se lo sono molto più di noi, in specie le signore incerte della provincia americana. Quando votano credo che le signore incerte della provincia americana non si fidano troppo di una gonnella, e rimangono fedeli a certi loro desideri e principi.
    anche perchè, dopo una lunga e onorevole carriera di sondaggista politica, oramai mi si è consolidato un dubbio: l’elettorato offre una percentuali di incerti perchè non sa icchè votà o perchè quando è interpellato non ha desiderio di esporsi?
    Perchè questa è la sensazione che chi intervista ha, nella stragrande maggioranza dei casi.

  14. La battuta sul rossetto e il maiale non era riferita a Sarah Palin, come si evince ascoltando il discorso incriminato. Era riferita alla politica di McCain, che cerca di imbellettare le sue idee ma è come mettere il rossetto al maiale (un modo di dire gergale abbastanza diffuso). E’ incredibile come la stampa l’abbia riportata nel modo più stupido possibile. Veramente, bastava ascoltarsi la fonte.

  15. Il fatto che una sottospecie di homo sapiens possa considerare di affidare una qualche parte del destino del mondo a una “pitbull con rossetto” mi fa pensare, per contrasto, alla mia amica pitbull senza rossetto LANA. E’ mansueta e gioiosa come tutti i pitbull non incattiviti da una crudeltà umana condita di stupidià più che di sapienza.

  16. Barbara, è fondamentale che lo staff di un uomo politico, quando gli fa fare uscite pubbliche, preveda – fra le tante cose – in che modo i media asciugheranno, distorceranno e riassumeranno ciò che viene realmente detto… In questo senso lo staff di Obama ha sbagliato.
    Tanto è vero che poi a nulla servono le rettifiche e gli inviti a guardarsi, leggersi o ascoltarsi il discorso originale.

  17. .. si dovrebbe definire il rossetto la Sarah e il maiale MacChain per non irritare le donne americane anzi ….ma Obama non è stato aiutato in questo …. già prima dellanomina di Sarah era divenatato un po’ antipatico…
    Inoltre la Tv americana e non solo ha propinato per ore telefilm e programmi sulle casalinghe “disperate” sembra un corso di formazione ….risultato tutte sensibili e desiderose di essere rappresentata dalla Sarah

  18. Non resta che sperare, allora, che per gli stessi motivi per cui la Palin potrebbe attirare un pezzo di elettorato femminile riesca anche a convincere all’astensione un po’ di repubblicani maschi…

  19. Riproduco qui di seguito un commento arrivato da un’amica californiana, molto al corrente delle “perceptions” attuali sui candidati alle elezioni USA. Si chiama Antonia Strode, ha circa 50 anni, ha antenati in parte bianchi, in parte pellerossa, in parte neri, in parte cinesi e di mestiere fa l’ educatrice di insegnanti a ragazzi disabili in scuole del Los Angeles School District. Segue molto i media USA, partecipa a blog ed è ora vivamente attiva nella campagna a favore di Barak Obama.
    Fa piacere constatare che condivide la sostanza dell’ottimo post di Giovanna.
    “In my opinion, based on instinct, conversations with Plain supporters and early poll ratings from both reputable and “vulture ” press pundits, SARAH PALIN would appeal to female voters in the 45 — 80 year age range whose views are consistent with the RELIGIOUS RIGHT ( translates into ” born again’s “and Christian Fundamentalists ) conservative women voters education being on bar, who identify with her ” Mom and Apple Pie ” image AND her fiscal conservativism, “can do” vivacious yet ” axe inside a velvet glove conservative non-urban feminist style.
    There are also those who hate Hilary Clinton, see her as a phony and see Palin as genuine. I think there is some anti-elitist feeling going on there!
    Palin appeals to people who don’t trust those who are highly educated in the elite institutions of higher learning. They feel
    closer to someone like Palin who they PERCEIVE acts on family loyalty first, and applaud her advocacy of the disabled and “unborn “.
    I think, right now, as perceptions change with the wind, before the press removes their ” gloves ” and attacks her obvious limitations in political experience on all levels, that she is at present by her supporters (largely based on her acceptance speech delivery) that she is perceived as a youthful AND vibrant infusion of energy into a troubled and ineffectual Republican Party.
    However, it remains to be seen if the Republican Party’s power structure which is utilizing her for public relations purposes, will ” smother “her or allow her into the intersactum of their power circles that have being running this country for the past ten years.
    Checkout these websites:
    truthdig.com and
    ariannahuffinton.com

  20. Grazie ad angelo marzollo e alla sua amica Antonia per l’interessantissimo commento…

  21. Intanto la bulldog col rossetto colleziona gaffe che ne dimostrano la scarsa consistenza politica… anche i repubblicani cercano di farla star zitta :O
    E Kathrin Bigelow la definisce “la disfatta del suo genere”.
    Beh…

  22. e cos’altro si poteva dire di lei? é già stato fatto un perfetto ” taglia e cuci “Occorre aggiungere altro? Però…

  23. Cara Elena, tieni presente che questo post l’ho scritto e l’abbiamo discusso subito dopo che Sarah Palin era stata nominata, quando ancora non era stato fatto tutto il taglia e cuci a cui ti riferisci tu.
    Guarda la data originale, please…
    😉

  24. Cara Giovanna, scusami se i miei apprezzamenti sono stati troppo – o poco – precipitosi, ma io sono per un certo verso un’infiltrata nei vostri discorsi e non so quanto io possa interferire nei vostri scambi di opinioni. Se volete referenze sul mio conto rivolgetevi alla primula rossa, l’inaferrabile A.M. In ogni caso prometto di non intrometttermi più con giudizi scarsamente motivati. Mi ha fatto piacere conoscerti.

  25. Cara Elena,
    scusami tu: evidentemente non ci siamo capite.
    Qui può intervenire chiunque e pochissimi si conoscono personalmente. Io stessa, pur comprendendo che molti dei commentatori sono miei studenti (attuali o passati, a volte futuri) non sempre (quasi mai!) riesco a collegare il nome o il nick alla persona.

    Dunque, non è un fatto di intrusione, ci mancherebbe: tu (come chiunque) puoi intervenire in questo blog quando e come vuoi.

    È solo che, in questo caso, dalle tue poche parole davvero non capivo cosa volessi dire… Inoltre, suonavano vagamente polemiche: odio le polemiche che spesso si accendono nei vari blog (inutili, sterili, narcisistiche) e mi piacerebbe che qui ci fossero solo critiche anche molto dure, ma costruttive e argomentate. Finora è stato così (quasi) sempre.

    Per cui, bando alle referenze! Commenta più estesamente e del tutto liberamente, quando credi e vuoi… Ciao!
    🙂

  26. Cara Giovanna, rispondo subito alle tue gentili parole: sono contenta che nel gruppo posssano entrare a far parte anche gli imboscati come me. Non sono per natura polemica, semmai ho la tendenza a scherzare un poco sulle cose ( trentanni di vita a Firenze non possono non aver lasciato il segno anche in una nordica come me) Al prossimo argomento in discussione vedrò di partecipare in modo costruttivo. Ma oggi è festa e mi sento pacificata con tutti..Non siamo forse tutti “santi ” ? Buona festa anche a te, giovane amica ( haime potessi dire altrettanto ! )Elena

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