Veltroni alle elementari

Volevo scrivere dell’ultimo disastro comunicativo di Walter Veltroni. Quello su Alitalia, intendo. Ma non ne vale la pena. È dalle primarie del PD che non ne imbrocca una (vedi anche i risultati elettorali). Faccio solo un riassunto.

Prendi una classe delle elementari, che una maestra ha suddiviso in due gruppi. Uno dei gruppi si dà un gran daffare: urlano, si azzuffano, ma comunque si muovono, perché ci tengono molto a far vedere alla maestra che si stanno impegnando. L’altro gruppo langue. (D’altra parte, non è colpa loro: vengono da famiglie disagiate, subiscono frustrazioni tutti i giorni e sono un bel po’ malandati.)

C’è poi un bimbo furbetto, che viene da una famiglia buona, ma di solito gioca a fare il leader dei malandati: lo fa così, giusto per primeggiare. Questa volta, però, se ne sta da parte e non fa nulla. Il lavoro dei gruppi procede a fatica, ma lui niente: gioca da solo, manda messaggini, ridacchia e borbotta a chissà chi.

A un certo punto, però, il fannullone si rende conto che il gruppo attivo sta per finire il compito. Bene o male, ma le cose si stanno risolvendo. E per giunta la maestra si avvicina.

Allora che fa? Si alza all’istante, si butta nella mischia, si finge scompigliato e sudato. Ma soprattutto, va dalla maestra e si vanta: quanto è stato bravo lui, quanto bello e buono, quanto fondamentale il suo sforzo. Risultato? Odio di tutta la classe su di lui. E pure la maestra lo guarda con sospetto.

Morale della favola: anche un bimbo delle elementari, vedendo come si è comportato Veltroni nella vicenda Alitalia, direbbe: «Buuu!».

Antipatia: + 2000. Credibilità: – 20.

19 risposte a “Veltroni alle elementari

  1. Pingback: TUMBLin' vu*

  2. ciao Giovanna, sono Gabriele del dottorato.

    Hai notato come il PD negli ultimi dieci giorni sia stato molto poco presente sui media? Ci sono stati giorni in cui la homepage di Repubblica on line non lo menzionava in nessun titolo nè sottotitolo.
    Un caso eclatante di qualche giorno fa: la prima notizia in evidenza nel box in alto a destra era qualcosa del tipo “La Disney fa causa ai produttori del plagio porno de I Pirati dei Caraibi” – allo stesso tempo, nessuna traccia del PD nella home.
    Credo che ci sia qualcosa di seriamente sbagliato in come il PD comunica le proprie opinioni e iniziative se persino Repubblica le ritiene meno notiziabili del porno…

  3. Purtroppo a causa del lavoro di tesi in progress, non ho potuto ultimamente seguire molto i tg ma soprattutto le news politiche online (dei tg mi fido sempre meno…)… del caso AliItalia ho giusto sentito qualcosa oggi per quanto riguarda le richieste andate a buon fine dei sindacati su esuberi, assunzioni, orari di lavoro, ferie e malattie…. Ma non mi sento molto portata nell’affrontare questa discussione.
    Volevo però intervenire per quanto riguarda il sig. Veltroni. Anche se inizialmente simpatizzavo con il PD, quando ho fiutato che Veltroni sarebbe stato il capo-guida del partito, ho messo da parte questa simpatia. Quest’uomo non mi è mai piaciuto, ci sono momenti in cui sembra che faccia tutto lui, che lavori come un pazzo, che prenda a destra e a manca e momenti, come dice Lei, che si mette in disparte e se ne perdono le tracce, come in questa questione AliItalia.
    Io credo che una buona guida dovrebbe esserci sempre, nel bene, nel male e nei momenti in cui non si è al centro dell’attenzione o in cui non si parla di elezioni. Io non credo che Veltroni sia una buona guida, ma lascio giudicare a chi lo ha votato.

  4. Ehm… cara Lary1984, temo che siamo d’accordo. E non lo siamo solo io e te, ma lo sono anche molti altri elettori ed elettrici.
    I fatti parlano, come amano dire i giornalisti. 😦

  5. François Marie Arouet

    Apologo delizioso. Calza alla perfezione sul soggetto singolo e su quello collettivo. Perfetto!
    Mi resta un po’ difficile cercar d’individuare la corrsipondenza precisa per la maestra.
    Pensa un po’ Giovanna: di primo acchitto m’era apparso il volto di Ermete Realacci. Poi, a guardarlo bene, mi sono accorto che era un abbaglio: in realtà si trattava di Rosy Bindi…
    A questo punto ho rinunciato del tutto a cercare la maestra.
    Meglio restare analfabeti.

  6. François Marie, be’… per me la maestra è la cosiddetta opinione pubblica, mescolata con i media. 😉

  7. Ti ringrazio, carissima Giovanna, per aver riabilitato ai miei occhi la figura della maestra. Hai rimesso subito le cose a posto, tu…
    Ho tanto l’impressione che sia un po’ la tua specialità. Sbaglio?
    Comunque ancora i miei complimenti per l’apologo. Il parlar per parabole era la caratteristica di uno dei più grandi comunicatori di tutti i tempi, che fra una passeggiata sulle acque e una moltiplicazione di pani e pesci riuscì a metter su una bella impresa…

  8. Certo che per un vecchietto come me, che per dare un esempio ai figlioletti già un po’ più vecchi di un vecchietto come me, si è rimesso a fare politica proprio alle vigile delle primarie, la voglia di mollare è sempre più pressante. Se non altro il tuo apologo mi aiuta a recitare la tragedia con un sorriso. Penso che userò il tuo pezzo per aprire l’esecutivo (PD) di lunedì. Buona vita.

  9. Sono proprio i comportamenti di Veltroni e soci uno dei motivi per cui in tanti ci si appassiona più ad Obama che alla politica nostrana (a proposito, Giovanna, pareri sul dibattito di ieri? Per ora ho letto solo quello di Zucconi, in cui ho fiducia illimitata tranne che per ciò che dice e scrive). In pochi mesi dalle elezioni Veltroni ha dimostrato di:
    a) non saper aumentare i consensi del proprio partito
    b) non essere in grado di tessere o mantenere una rete di alleanze (necessarie, se il PD non si espande)
    c) di non avere piglio da leader
    Questo dovrebbe bastare a suggerire una sua rimozione, tanto più che senza scadenze elettorali importanti all’orizzonte sarebbe il momento migliore per ricostruire una leadership. E invece…

  10. Agati, felice di farti sorridere, onorata se menzioni l’apologo all’esecutivo…
    😮
    Ma non si offenderanno? 🙂

    Angelo, è da tanto che mi domando: perché Veltroni non si ritira?
    Perché è troppo accentratore e desideroso di fare il leader.
    E perché non lo mandano a casa gli altri?
    Perché non hanno alternative.

  11. A proposito del “non imbroccarne una” di Veltroni, “vedi i risultati elettorali”, si può essere d’accordo solo se lo si immagina capo di una nostro sperato immaginario partito
    Ma non lo è e qualche suo piano lo ha invece realizzato
    -diventare il capo dell’unico partito elettoralemente alternativo all’altro, quello attualmente coagulato attorno a Berlusconi, ed essere pronto a succedergli in una alternanza tipica del sistema USA, al quale Veltroni si ispira e che magari sarebbe facilitata dal declinare di Berlusconi per motivi di età;
    -distruggere la sinistra “radicale”, riuscendo fra l’altro ad escluderla dal Parlamento e dai reletivi finanziamenti
    -ottenere un discreto risultato elettorale, superiore alla somma dei vecchi Ulivo e DS

  12. Credo nell’affaire alitalia sia molto interessante anche notare l’abilità altrui di utilizzarlo per “spaccare”, ma solo mediaticamente il “fronte sindacale”.

  13. Ad angelo marzollo: quelle che dici erano probabilmente le mire di Veltroni più che i risultati che ha ottenuto. La sua credibilità come leader mi pare infatti gravemente compromessa, ormai. Dentro e fuori dal PD.
    Il problema più grave, inoltre, è che la scarsa democraticità del modo in cui il PD è nato e ha mosso i primi passi ha soffocato qualunque concreta alternativa alla figura di Veltroni. Risultato: bisognerebbe sostituirlo ma non si sa con chi.
    Ma qui il discorso si è fatto politico. Passo e chiudo.
    🙂

  14. Giovanna,
    sono d’accordo sulle considerazioni che fai su argomenti diversi dai tre punti su Veltroni che avevo elencato.
    Ma vorrei conoscere meglio i fatti su cui ti basi per affermare che si trattava di “mire” e non di “risultati ottenuti”(purtroppo).

  15. Sulla questione mire citata da Angelo Marzollo, sono assolutamente d’accordo sul fatto che Veltroni avesse come obiettivo principale la creazione di un sistema del tutto uguale a quello statunitense… però il problema è che in Italia la questione è radicalmente diversa dagli USA, questo sistema qui non riesce a radicarsi e ci vorranno anni per metterlo nella testa soprattutto delle persone più anziane abituate al modello italiano. Modello italiano in che senso? Nel senso che in Italia siamo abituati alla frammentazione dei partiti, al sistema proporzionale per intenderci. Veltroni non poteva sperare di voler far sparire una grossa fetta di elettori della sinistra radicale senza rischiare di perdere le elezioni. Così ha fatto e, infatti, ha perso le elezioni. Il suo obiettivo si è dimostrato almeno per ora infattibile in Italia e, il fatto di aver fatto sparire comunque la sinistra radicale dal parlamento, ha comportato un circolo vizioso per cui Veltroni è diventato un personaggio ancora più sgradevole agli elettori di sinistra (in cui io mi metto in mezzo).
    Se avesse lavorato in modo meno netto e più diplomatico con la sinistra radicale a quest’ora forse avrebbe vinto le elezioni.

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  18. qui ci vuole una citazione “non andare sempre fino in fondo: c’è tanto in mezzo!”

  19. vorrei una risposta da Angelo, esperto interprete di citazioni. Per quanto mi riguarda è un invito a non sentirci sempre tutti chiamati alle risposte definitive, quelle in grado non solo di distruggere qualsiasi pallido tentativo capace di mettere insieme qualcosa di buono, ma capace soprattutto di mettere fine ad amicizie profonde. Il referente di questo messaggio è sempre lui: l’Angelo M.

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