Berlusconi in disco

È stato avvistato e intervistato due notti fa, all’ingresso (ore 1:00 circa) e uscita (ore 6:15) di un locale milanese (“fighetto”, presumo). Niente di nuovo sotto la luna: delle ossessioni giovaniliste e donnaiole del premier già tutto si sa.

A questo punto, come si dice, il mondo si divide in due: quelli che «Ma che energia, fiiico!» e quelli che «Vergogna, c’è gente che non arriva a fine mese…».

La cosa su cui riflettere – invece e purtroppo – non è il contenuto della notizia, sempre identico a se stesso. È il fatto che la notizia sia data. Ancora una volta, per l’ennesima volta.

E da quale testata? Non da un giornale di gossip. Né da un quotidiano che simpatizza col premier. Ma da Repubblica, sissignori (ancora una volta e per l’ennesima volta): il giornale del sedicente centrosinistra, degli intellettuali e colti.

Che – saranno pure intellettuali e colti – ma non hanno ancora capito –  è così difficile? – che un premier tiratardi che «impara dai giovani» fa simpatia a oltre il 60% degli italiani. Che le percentuali salgono fra gli under 30. Che continuare a rappresentarlo in questi termini porta acqua al suo mulino.

Bastano occhiello, titolo e sottotitolo a farti capire cosa intendo.

IL PERSONAGGIO
In discoteca col Cavaliere fino all’alba
“Dormo 3 ore, altre 3 per fare l’amore”

Berlusconi arriva da Parigi e si immerge nel cuore della movida milanese:
“Dai giovani ho sempre da imparare”. Poi elogia il sindaco Moratti

Il resto te lo godi QUI.

20 risposte a “Berlusconi in disco

  1. Ma la Repubblica e TGCom hanno sempre più punti in comune purtroppo 😦

  2. Tranquilli il team che cura la comunicazione del PD ha già prontamente preparato una risposta mediatica in grado di rialzare la popolarità del defunto centro-sinistra: tour di appuntamenti Cappuccino&Brioche di Veltroni con dipendenti pubblici in tutte le principali città italiane: appuntamento dalle 11 alle 13 e poi tutti in pausa pranzo!!!

  3. Mi intristisco a leggere queste notizie sui giornali di un certo livello e importanza come Repubblica. Mi chiedo come possano trattare queste notizie (notizie??? io non le definirei così perchè non c’è proprio nulla che fa notizia qui…) giornali che si definiscono di pubblico interesse e fonti ufficiali. Sembra che ormai i lettori preferiscano leggere i gossip piuttosto che l’informazione, è per questo che io seguo poco i tg e leggo poco i quotidiani. Internet sarà pieno di spazzatura ma c’è ancora chi cerca di fare vera informazione.

  4. In effetti ormai il sistema dell’informazione in Italia è “standardizzato”: se c’è una notizia del genere, non puoi non metterla sul tuo giornale, non puoi “bucare”. E così la notizia appare dappertutto, dal Giornale all’Unità (sic).
    In questo modo però, a mio modesto parere, si riduce sempre di più il potere che caporedattori e direttori dovrebbero avere rispetto alla decisione di cosa mettere in pagina e cosa non mettere!

    Eleonora

  5. Pingback: Chi dorme non pecca « myfavoritethings

  6. Cara prof Giovanna
    devo purtroppo testimoniare che questa trovata a dir poco deprimente non fa presa solamente sugli under30.
    Proprio ieri, all’ora di pranzo, ero seduta a tavola con i colleghi del giornale con cui collaboro, di orientamento “centro-sinistrorso” (per non dover dire “uno degli ennesimi fogli di partito del PD”). Il direttore, uomo di 34 anni e presumibilmente di cultura medio alta apre il giornale e scorrendo la notizia esclama, con sincera ammirazione: “che mito quel berlusconi! proprio un grande personaggio, che piace alla gente! ci metterei la firma ad essere così alla sua età”.
    non ho potuto esimermi dal commentare che piuttosto che essere così a 70 anni preferirei una dignitosa dipartita all’età di 69 -.-

  7. Butto lì un’ipotesi: che La Repubblica non sia un giornale serio, nè di centrosinistra.
    Da verificare, naturalmente.
    ciao
    nicola.

  8. Ciò che mi rattrista è vedere come una parte del giornalismo italiano abbia smesso di fare domande, di interrogare i politici, di chiedere spiegazioni sulle incongruenze che sempre più spesso caratterizzano certe personalità.

    Forse questi giornalisti hanno smesso di fare domande anche a loro stessi. Purtroppo.

    Ciao 🙂 Elena

  9. Nicola, concordo in pieno con la tua ipotesi (da verificare ovvio).

  10. Secondo me la reputazione di Repubblica è ormai, purtroppo, solo un’eredità. La versione online, poi. Mi chiedo solo se il calo della qualità non abbia contribuito ad un aumento delle vendite…

  11. Sai Missanabeem, comincio a pensare che spesso per aumentare le vendite occorra proprio dirigersi verso il gossip, alla gente interessa sempre meno il giornalismo di qualità, preferisce leggucchiare qualcosa di leggero come le vicende amorose delle veline, dei calciatori e dei partecipanti ai reality… posso capire dopo una giornata di lavoro o nel weekend che sia più gestibile una lettura leggera, ma non sempre, altrimenti realmente diventa difficile leggere qualsiasi altra cosa!!!

  12. Io non posso fare a meno di vederci una presa in giro in questo tipo di articoli, una parodia piuttosto (troppo?) sottile, specie in frasi del tipo: “In strada la polizia ha appena calmato una rissa fra ubriachi. Ragazzi usciti dalla discoteca un po’ troppo su di giri. Calci e pugni che macchiano di sangue le polo ben stirate. Il presidente non c’era e non ha visto. Era nel privè al primo piano, a colloquio con i “suoi” giovani. Ne dice ogni bene: “Dai ragazzi ho sempre da imparare […]”. Non lo so, io a questo genere di discorsi non riesco a non associarsi, comunicativamente parlando, certi spezzoni dell’Istituto Luce che raccontavano gli episodi da guascone di Mussolini.

  13. Eh, cara Roberta, è un po’ il solito problema: quell’ironia sottile la colgono (e se ne compiacciono) davvero in pochi.
    La maggior parte dei lettori di questo tipo di notizie (che sia Repubblica o no): (1) desidererebbe una polo “ben stirata”: (2) come osservava lou nel commento sopra, ci “metterebbe la firma” ad arrivare all’età del presidente “ganzo” come lui!
    Questi sono i valori della media votante, ricordiamocelo sempre.

  14. No, no, lungi da me dire che la gente non capisce le parodie… quel che volevo dire (mi sono spiegata male!) è che, insomma, chi legge questo articolo in modo letterale, come una semplice cronaca, è probabilmente proprio chi vota il Berlusca, è alla fine la presa in giro sembra fatta apposta per lui, per questo destinatario in seconda (il destinatario in prima, che dovrebbe essere il lettore-tipo di Repubblica, a regola se la dovrebbe ridere!).

  15. … anche se c’è poco da ridere 😦

  16. … capisco e condivido, Roberta. Ma il mio punto è che, continuando a costruire in questo modo “Il personaggio”, come la stessa Repubblica dice, non si fa che valorizzarlo positivamente – contrariamente alle intenzioni della presunta presa in giro – e lo si costruisce positivamente, sotto sotto, anche presso gli elettori che tu chiami “in prima”.
    E’ come se quel desiderio di “essere come lui” si inoculasse perfidamente e pervasivamente per il semplice fatto di continuare a parlarne, a mostrarlo, ostentarlo.
    In perfetta coerenza con quanto il personaggio medesimo auspica. In perfetta coerenza con quanto l’intero universo mediatico ribadisce su cosa conta e cosa non conta nella vita di tutti i giorni…

  17. Su questo sono d’accordo: infatti voleva essere proprio quello il senso dell’inciso “(troppo?)” nel mio primo commento… alla fine non si capisce bene da che parte stia l’articolo. E di conseguenza anche i suoi lettori-tipo (?)… e qui si ritorna proprio al commento che facevi tu e alla – giusta – indignazione degli altri.

  18. Valentina Angarato

    Foto di gruppo al G20. Il premier chiama rumorosamente Obama. Elisabetta II non approva
    http://www.voicepopuli.it/italiano/index.php/archives/2009/04/02/berlusconi-molesto-la-regina-lo-rimprovera/

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