Archivi del giorno: martedì, 14 ottobre 2008

Internet è globale?

Dipende da cosa intendiamo per globale. Se ci limitiamo a pensare a una infrastruttura di reti informatiche che si estendono su (quasi) tutto il pianeta, possiamo dire che è globale (quasi). Se vagheggiamo una comunicazione trasversale fra culture, etnie, religioni, lingue diverse, allora togliamoci ogni illusione: Internet non è globale.

Nelle parole di Geert Lovink, teorico dei media olandese:

«Per la cultura dominante anglo-americana la “globalizzazione” di Internet è stata più evidente a causa della sua ignoranza, voluta e organizzata, e della sua scarsa conoscenza delle lingue straniere. Non tutti colgono il significato del fatto che i contenuti in inglese siano scesi ben al di sotto del limite del 30 per cento.

Inoltre la crescita ha portato a un’ulteriore “nazionalizzazione” del cyberspazio, soprattutto attraverso l’uso delle lingue nazionali, in contrasto con la presunta assenza di frontiere della rete – che forse non è mai esistita: le aziende occidentali di information technology sono più che felici di aiutare i regimi autoritari con i firewall nazionali. Come si suol dire, il mondo è grande.

Oggi la maggior parte del traffico Internet è in spagnolo, mandarino e giapponese.

Questa fotografia si complica ancora di più se si prende in considerazione il potenziale di convergenza di due miliardi di utenti di telefoni cellulari, della blogomania in Iran, del fatto che la Corea del Sud possiede una delle più dense infrastrutture broadband, e della crescita della Cina.

Chi mai direbbe che Polonia, Francia e Italia sono fra le nazioni europee con più blog

(G. Lovink, Zero Comments. Teoria critica di Internet, trad. it. Bruno Mondadori, Milano, 2008, p. 5).