Siamo noi il target

Ho visto due giorni fa gli spot della campagna contro il tifo violento negli stadi, lanciata un mese fa dal Ministero dell’Interno e dalla Polizia di Stato, in collaborazione con Mediaset.

Il problema che molti rilevano, commentando la campagna è: ma quale tifoso violento potrà mai smettere di essere tale, solo per aver visto questi spot? In altre parole: a cosa serve la campagna, visto che non colpisce il suo bersaglio?

È un problema che riguarda molta comunicazione sociale, purtroppo.

Tuttavia, in questo caso, pensaci bene: il target della campagna non sono i tifosi violenti. Il target siamo noi, cittadini comuni, della cui sicurezza il Ministero vuol mostrare di prendersi cura.

Primo spot. Tifosi violenti: imbecilli all’ultimo stadio.

Secondo spot. Tifosi violenti: vigliacchi all’ultimo stadio.

7 risposte a “Siamo noi il target

  1. Vedendo questi spot, mi pare che il messaggio non arrivi, non tanto perchè il target è sbagliato, ma perchè è sbagliato il modo in cui è creato il messaggio. Non è una comunicazione volta a modificare i comportamenti, i modi di fare, ma si tende a dare un’etichetta a questi comportamenti. E’ come se io dicessi a un bambino che si mette in bocca qualcosa raccolto da terra: “Non lo devi fare, dopo sembri uno sporcaccione!!!” e invece dovrei fargli capire perchè non lo deve fare, dicendo ad esempio che è poco igienico e può prendere malattie. Bisogna spiegare i motivi, cercare di entrare nel profondo della psiche e toccare qualche tasto…. non basta etichettare in questo modo!!!

    Per quanto riguarda il target potrei pensare che i tifosi violenti di certo non prestano attenzione a questo genere di spot, ma ripeto non credo sia il problema principale di questo messaggio.

  2. D’altra parte la sicurezza è sempre stato lo specchietto per le allodole di questo Governo

  3. Quale che sia il target, non riesco a capire bene il senso di questi due spot.
    Se fossero destinati ai tifosi, è già stato detto che loro o non li guarderebbero o comunque non recepirebbero il contenuto, visto che non ritengono determinati comportamenti sbagliati (oppure li ritengono sbagliati ma li giustificano nel contesto delle partite). Se fossero destinati al resto dell’opinione pubblica, questa come dovrebbe reagire di fronte a uno spot in cui si dice che i tifosi violenti sono imbecilli, irresponsabili, violenti? Lo pensa già! Se l’obiettivo, come dici tu, è mostrare ai cittadini che il ministero affronta il problema, mi sembra che il modo in cui lo dice sia un po’ troppo vago

  4. L’impressione è che questa campagna sia stata messa in piedi in fretta e furia, senza ponderare con calma ed attenzione il messaggio finale. Manca una call-to-action forte, operativa, in grado di scuotere la coscienza del target e portarlo all’azione. Dopo aver visto uno di questi spot, che cosa dovrebbe fare il target? Può solo constatare quello che già sa, ovvero che il tifo violento è roba da imbecilli. Punto.
    Non credo sia la strada giusta per una, seppur minima, svolta.

    A presto Giovanna 🙂
    Elena

  5. Non credo che siamo noi il target… non credo ci sia un target…
    Come già detto è stato fatto in fretta usando immagini di repertorio e cercando di dare del “stupidello” agli ultras in un periodo dove si facevano sentire troppo…
    La pubblicità sociale in Italia non puo essere d’impatto… per motivi economici e non politici… Che poi la conseguenza di questa fretta avvicini più noi che gli ultras a questo “target fantasma” è solo una coincidenza… Ma credo che tutti quelli che hanno a questi spot lo sappiano bene 🙂
    P.S. per quel poco che ho visto gli unici a commentare gli spot su youtube sono ultras… coincidenza?

  6. Opss mi sono mangiato un pezzo… volevo scrivere…

    Ma credo che tutti quelli che hanno lavorato a questi spot lo sappiano bene 🙂

  7. Lary1984: non è spiegando ai violenti perché e per come non devono esserlo, che loro cesseranno di esserlo ohimè.
    Lo spot si limita a etichettarli come “imbecilli” e “vigliacchi” semplicemente perché vuole sottolineare la condivisione di valori del Ministero con i cittadini comuni.

    Per rispondere ad Anghelos: è come se il Ministero dicesse “Guarda che la penso come te sui tifosi violenti”. Punto. Inoltre, come dice Vugan, coloro che hanno realizzato questo spot sono ben consapevoli, credo, di quanto sia blando. E di come non si possa fare altrimenti in Italia.

    D’altra parte cara Verox Brain, quale spot potrebbe mai essere una vera e propria call to action su questo tema?

    Per tirare le somme (se riesco, che il tema è complesso): lo spot serve solo a dirci: “Sui tifosi violenti noi del Ministero la pensiamo come voi, cari cittadini, e per questo state tranquilli: stiamo facendo (genericamente) qualcosa!” (O perlomeno, “Stiamo pensando al problema, visto che paghiamo uno spot per questo!”).

    Limiti dello spot e limiti della comunicazione sociale in Italia. Certo.
    Ma nel frattempo si conferma (e rafforza) il consenso, semplicemente dando mostra (in televisione e al cinema) che il Ministero degli Interni condivide parole, opinioni e valori con i cittadini italiani attorno al tema della sicurezza (come sottolineava anche Falcon82).

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