Che Banca!

La scorsa primavera è nato Che Banca!, il nuovo istituto di credito del Gruppo Mediobanca, che si rivolge ai piccoli risparmiatori puntando tutto su una comunicazione innovativa: burocrazia ridotta al minimo, uso del web per contenere i costi, linguaggio semplice e toni informali con i clienti, dichiarazioni sperticate di trasparenza.

Ma le novità maggiori sono nell’interior design delle filiali, arredate in stile fantascienza anni ’60: niente barriere all’ingresso, spazi aperti e luminosi, dominati dal giallo e dal bianco, postazioni self service, area break e bambini, sportelli in cui bancari e clienti siedono dallo stesso lato.

Guarda qua.

Dal 12 ottobre è stata avviata la nuova campagna di Che Banca!, realizzata dalla Casiraghi Greco &: 5 milioni di euro di investimento, per una presenza a tamburo battente su tutti i mezzi (stampa, tv, cinema, radio, Internet). A questo proposito, l’amministratore delegato della banca Christian Miccoli, intervistato su Economy del 22 ottobre, dichiara che «è l’ora della pubblicità trasparente» e che lo spot del nuovo Conto Tascabile ha come base il brano Cuore matto di Little Tony per richiamare la «tradizione italiana» e un «periodo storico di ottimismo».

Sarà.

È apprezzabile lo sforzo creativo ed economico, evidentemente pianificato mesi fa. Ma nel frattempo è subentrata la crisi finanziaria internazionale, con i relativi timori di recessione. A me pare che, in questo contesto, il nuovo spot suoni come una presa in giro: «C’è un conto nuovo, che ti vuole bene/ incassi e paghi, fai tutto quel che vuoi/ un euro al mese e pensieri non avrai… dice la verità, la verità…».

Forse non si poteva più tornare indietro, chissà. Però, potendo, io avrei aspettato a lanciare la campagna.

22 risposte a “Che Banca!

  1. A prescindere dal periodo, credo che il binomio Banca e Verità sia sempre un azzardo.
    Che banca, come “Che bambola” di Buscaglione, infatti il Cuore Matto finisce con il fischio, usato un tempo per sottolineare il passaggio di una bella donna.
    La tradizione italiana, come dire che i soldi continueranno ad averli solo i vecchi!!!

  2. Altro che 5 milioni di euro e uffici spaziali!

    Per quanto mi riguarda dovrebbe fare miracoli per i prossimi 5 annni prima che una banca qualsiasi mi tolga quella strana sensazione (=certezza) di essere rapinato (legalmente, s’intende!).

    Semplicemente l’agenzia di pubblicità non avrebbe dovuto accettare l’incarico. Ma come dire di no a 5 milioni di euro? 🙂

  3. Inizialmente odiavo questa pubblicità (nella versione col fischio e il motto CHE BANCA!): la mandavano in onda continuamente (più o meno come lo spot della Wind della “Incrostata” e Panariello) ed era insopportabile… adesso almeno hanno ridotto un minimo le apparizioni, già più gestibile!!!

    Per quanto concerne il contenuto, è una pubblicità, come dice Lei, che sa di falso… verità, fiducia, libertà… sono valori lontani anni luce per una banca… certo con la direttiva MIFID questi valori dovrebbero essere più vicini, ma lo scandalo finanziario ha allontanato ancora di più i benefici di Patti chiari e Direttiva!! Invece trovo molto più aderenti i valori della tradizione e la storia: come dice Ange, i soldi li hanno i vecchi non i giovani e quindi sarebbe sbagliato eliminare dal target gli anziani perchè magari non conoscono bene internet…

    Credo che sia difficile far convivere uno spirito giovane, di innovazione con valori tradizionali e di ottimismo e forse questo non giova molto alla campagna promozionale…

  4. Cara Ange e cara Lary1984… uhmm… voi parlate di un target adulto/anziano… uhmm, non mi pare sia quello della campagna. Certo il motivetto è vecchio, ma è molto noto. Inoltre, l’uso di internet, il contesto informale, il design da Odissea 2001…

    Piuttosto, mi pare abbia ragione Lary1984, quando sottolinea la difficoltà di combinare valori contrastanti, come innovazione e sicurezza: il nuovo non è mai rassicurante.

    Ma il vero problema, come dicevo nel post, è che questa campagna non è adatta al contesto storico-economico in cui va in onda: già temeraria diversi mesi fa, oggi – a mio avviso – è proprio stridente. Invece, le campagne di comunicazione del contesto devono tener conto, altrimenti sono sprecate o controproducenti.

    Che satira! quella di Serra, cara Roberta… Grazie, non l’avevo vista.
    😀

  5. Prendo spunto dalla comunicazione di Che Banca! per segnalare come la “trasparenza”, evocata dall’AD Miccoli a proposito della pubblicità in un’intervista su “Economy”, sarà un tema centrale della comunicazione prossima ventura delle istituzioni finanziarie che dovranno ri-guadagnare la fiducia dei consumatori.
    Sulla stessa linea è Intesa che sta offrendo “check-up finanziari” ai propri correntisti (quindi un servizio che mira a offrire un’immagine di banca responsabile e vicina alla clientela) ovvero Unicredit che va sottolineando sempre più spesso il concetto, caro a Profumo, di “crescita sostenibile”.
    Cio’ è ancora piu’ evidente quest’oggi con l’iniziativa di Mediolanum che compra due paginate su A&F e CorrierEconomia per comunicare ai propri clienti che saranno “la famiglia Doris e la famiglia Berlusconi” (solo loro e non la società, in tal modo facendo salvi gli interessi degli azionisti di minoranza) a farsi carico delle perdite causate dal crack Lehman. Ennio Doris vuole dare “una risposta concreta” ai propri clienti e lo fa non solo con le paginate a pagamento, ma anche con un
    “web spot” visibile sul sito aziendale.

  6. Tes, ho sistemato io i tuoi link. 😉
    Grazie per questo preziosissimo contributo!

  7. saro’ a breve cliente di chebanca anche se per il momento il nome e’ diciamo “troppo moderno e allegro”, ma l’interesse e’ realmente allegro e mi piace perche’, se oggi verso nella banca 10000euro, so che fra dodici mesi ne andro’ a ritirare 10400 (correggetemi se sbaglio) e non ho spese di tenuta conto, né bolli, etc.
    Mi sarebbe piaciuto di piu’ il motto di una vecchia banca che diceva: “dovere di una banca e’ quello di promuovere nella classe operaia lo spirito di economia e di previdenza e soccorrerla nelle eventuali ristrettezze della vita ed assicurarla contro i vari rischi della vita quali malattie, vecchiaia disoccupazione.”
    E’ stato per caso che ho visto la pubblicita’ su internet qualche giorno fa: non mi ero accorto di tutta quella che era stata fatta prima; mi ricordo certamente solo quella di contoarancio, ma non ci sono filiali nelle varie citta’ in cui incontrare qualche dipendente della banca in questo caso (non ne sono realmente sicuro), mentre per “che banca” ci sono filiali in molte citta’ importanti.
    Quindi, la pubblicita’ e’ servita.

  8. che banca fa parte del primo gruppo bancario italiano con 2 A+ di rating,supera unicredit alla grande,ha filiali in ogni citta’ italiana,non certo come unicredit che ne ha 5 volte tanto ,minimo,(ma non c’e’ interesse sui soldi versati ed il conto ha costi,altrimenti come farebbero ha mantenere dipendenti e affitti,)e non e’ un conto, solo online,dove non vedi un dipendente in faccia,puoi,fare bonifici gratuiti es. Ma per favore, quelle scrivanie, dove non riesci neppure a firmare un documento perche’ non c’e’ posto,e poi, doversi sedere di fianco cik to cik sul divanetto con un maschietto, non mi piace,metteteci un bancone con sgabelli alti,rendete il colore un po’ piu’ da banca svizzera,e piccole altre cose(fatemi parlare con l’architetto.)pero’ sono contento,non vengo piu’ rapinato dei 2,3 ,4 euro pidocchiosi ad ogni richiesta dalle mie vecchie banche.
    un saluto
    emanuele

  9. No free lunch !
    Nessun pasto è gratis in finanza.
    “Che Banca” (Mediobanca) raccoglie denaro al 4% – 4,70%, quando oggi il tasso ufficiale di sconto della BCE (il tasso a cui la BCE presta i soldi alle banche) è al 2% e l’euribor (il tasso a cui le banche si dovrebbero prestare i soldi sul mercato interbancario) è al 2,20%.
    Perchè paga così tanto il denaro ?
    Come lo impiega ?
    Per avere un utile (come tutte le imprese vorrebbero avere) deve reimpiegarlo ad un tasso ben superiore… e chi è disposto a pagare il denaro il 7 – 8 % quando l’euribor e il TUS sono così bassi…
    No free lunch… quale sarà il prezzo di questo pasto ?

  10. Ho cercato di aprire un conto corrente on line con CHE BANCA inviando la richiesta nella terza decade di dicembre 2008. Ho ricevuto subito la documentazione da firmare e rispedire , unitamente alla richiesta del primo bonifico bancario da effettuare per l’attivazione del conto corrente on line, sicchè i primi giorni di gennaio 2009 ho rimandato indietro quanto mi era stato richiesto. Siamo giunti a metà febbraio 2009 e dei miei soldi e del conto corrente non se ne conosce esito. Ho cercato di contattare il servizio clienti tramite mail , chiedendo espressamente di conoscere i motivi di questo ritardo e soprattutto di sapere che fine avessero fatto i miei soldi, ma è stato vano perchè non si sono degnati di rispondere. Ho quindi cercato di contattarli telefonicamente 4 volte esponendo i motivi delle mie lamentele e sollecitando l’invio del codice di attivazione al fine di riprendermi i miei soldi. Gli operatori mi tranquillizzano dicendomi che tutti i reclami presentati sono stati registrati e mi invitano a pazientare ancora. In quale altra banca un cliente versa i suoi soldi e non ne puo’ piu’ disporre per oltre un mese e mezzo, nè tanto meno è in grado di visualizzare se il conto corrente esiste o è stato attivato?
    A me pare di aver buttato i miei soldi in un pozzo di cui non si conosce il fondo!!!
    Nell’ultima telefonata fatta ieri , in cui ho minacciato di denunciarli per truffa e che avrei reso pubblico questo episodio gravissimo tramite web , mi sono sentita rispondere (dopo verifiche )che il conto è attivo e che mi avrebbero fatto richiamare dalla SERVIZIO CLIENTI della banca centrale nel giro di mezz’ora.
    Inutile dire che non hanno richiamato, nè dopo un’ ora ,nè dopo 24 ore.
    Ho verificato tramite la mia banca di appoggio se il bonifico sia stato realmente accettato da CHE BANCA e cio’ risulta , come pure risulta sul mio estratto conto sia la transazione con l’indicazione del destinatario e la causale richiesta.
    Invito tutti gli utenti e potenziali clienti di CHE BANCA a meditare sull’accaduto.
    Ovviamente resto in attesa ancora qualche giorno, dopodichè inoltrero’ denuncia alle Autorità Giudiziarie.

    A tutt’oggi 27.02.2009 non sono entrta in possesso dei miei soldi, nonostante si siano premurati di tefonare per tranquillizzarmi.
    Italiani state allerta!!! “CHE BANCA” deve trovarsi in un brutto guaio se non puo’ restituire la liquidità ai sottoscrittori di un conto corrente!!!
    OCCHIO! HO PERSO I MIEI SOLDI!!!

  11. Darling, CHE BANCA… Noooooooooo! 😦
    Come hai fatto a cascarci?! Ti hanno “ciulato” utilizzando Baudrillard, tramite l’utopia dell’immaginario materializzato…

  12. Veramente interessante il modo di pubblicizzare questa attività! Non solo televisone o internet tma anche grande attenzione agli aspetti architettonici degli ambienti.

  13. ho attivato da poco il conto tascabile CheBanca e mi sembra davvero eccellente, uno dei conti migliori del mercato. lo consiglio a tutti! 🙂

  14. Interessante e preoccupante il post di Fiordiloto.
    Mi rivolgo dunque, direttamente a Fiordiloto: a distanza di circa due settimane dal suo post, in che situazione ti trovi adesso?
    Grato per la risposta.
    Saluti.
    Claudio

  15. Io ho aperto un conto deposito Chebanca il 22 febbraio 2009, il 4 marzo ho fatto il primo bonifico per attivarlo, dopo 10 giorni avevo tutti i codici arrivati con sicurezza via posta raccomandata. Quello che dicono si è rivelato vero anche con conto d’appoggio non di Chebanca, finora sono contento visti i tassi creditori da min 0,175 % a max 1,25% che ci sono in giro al 4,70% di Chebanca c’è un bel salto, e poi L’a.d. Miccoli viene da IngDirect che è pur sempre un bel lasciapassare, e poi ci vuole come sempre un po’ di ottimismo

  16. Risposta a Alessandro (non free lunch)

    Dalla tua citazione anglosassone direi che te ne intendi, leggi bene chi e´ il socio unico di che banca…Compass.. (credito al conusmo)…eccoti la risposta. Quindi fa (faceva) raccolta al 4,70 % lordo e lo colloca con prestiti personali con 4 e piu punti di spread…non e una novita…anche altre banche…non dico nulla…spaanole…inglesi…lo fanno…Non vorrei essere fuori tema…qui si parla di comunicazione (ma anche di finanza).

  17. QUALCUNO SA’ DIRMI IN CHE CONTESTO E’ COLLOCATA CHE BANCA IN MERITO ALLA CRISI FINANZIARIA?

  18. x fiordiloto ciao, ho avuto anche io lo stesso tuo problema,a ma hanno detto che x chiudere il conto(che non e’ mai stato attivo)e riprendermi i miei soldi dovevo mandare una raccomandata a/R allo loro sede…e cosi oltre al danno la beffa di spendere anche i soldi x la raccomandata!!ho provato a rivolgermi al giuri’ bancario x un risarcimento danni,ma nessuna risposta nemmeno da loro..intanto sono 3 mesi che aspetto!!!tu come hai risolto??magari l’unione fa la forza!!

  19. Non credete che Che Banca sia sempre meno conveniente?

  20. Ma come si fa a chiamare “Chebanca!” un istituto di credito? È il tono per un brand nell’area degli snack, o per un motorino. Forse la scelta assurda del nome era condizionata dal desiderio di proporsi ad un target giovane. Di conseguenza anche lo spot con un format musical e le sedi che sembrano gelaterie. Anche lo spot in puro stile musical è quanto mai inappropriato. Non sono certo a favore di una comunicazione ingessata per gli istituti di credito, ma c’è un abisso rispetto ai simpaticissimi spot del San Paolo con le voci della Gialappa’s Band. Nessuna banca in Italia ha avuto un budget così elevato in pubblicità. Ma se non avessero dietro di sè Mediobanca sarebbero già falliti.

  21. All’inizio valutavo la campagna come “superficiale” ma devo dire che ad oggi hanno sicuramente colpito il segno visti i risultati che hanno raggiunto.

    Niente male come prodotto e idea anche se avrei cambiato il nome.

    ciao

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