La retorica dei numeri

Dopo ogni manifestazione di piazza, scattano puntuali le polemiche sulle cifre: due milioni di partecipanti, un milione, 300mila… bah. Non ho occhio per queste cose: a malapena riesco a distinguere se nell’aula in cui faccio lezione ci sono 50 o 100 presenze, dopo anni di didattica. 😮

Con numeri più grandi, poi, l’impresa per me si fa impossibile.

Mi conforta il fatto di non essere l’unica, a non esser capace. Perché è su questa specie di cecità che fanno leva i leader politici dopo ogni evento di piazza: gonfiano (o sgonfiano) i numeri – a seconda delle convenienze – da poche centinaia di migliaia a milioni (o viceversa).

E lo fanno tutti, a destra come a sinistra.

Leggi questo illuminante articolo, apparso su Il Sole 24 ore, 25 ottobre 2008.

NELL’ARENA 300MILA POSTI: I MILIONI SONO SOLO LEGGENDA

di Marco Ludovico

La gara a chi la spara più grossa trova sempre un nuovo vincitore, se si tratta delle cifre sulle manifestazioni politiche e sindacali. Aspettiamo, dunque, i numeri di oggi. Sorridono intanto sotto i baffi i dirigenti del Viminale: da tempo hanno deciso di non dare più le loro stime, per non entrare nel conflitto politico. Ma la matematica non è un’opinione.

Il Circo Massimo, in base alla sua estensione (72mila metri quadrati), calcolando un massimo di quattro persone a metro quadro – ed è già tanto – contiene al massimo 300mila persone. Nel 2002 Sergio Cofferati, contro il terrorismo e le modifiche all’articolo 18, portò un mare di persone anche oltre la piazza, ma i tre milioni dichiarati dagli organizzatori erano evidentemente sopravvalutati. Il successo di quell’evento è incontestabile, ma da allora è partita una rincorsa nelle stime senza limiti.

Per gli organizzatori scendere sotto il milione è ormai sinonimo di insuccesso. Ecco allora che si è arrivati anche a duplicare le stime. Nel 2006, a piazza San Giovanni, Silvio Berlusconi dichiarò «due milioni» di manifestanti: peccato che, con lo stesso inattaccabile criterio di calcolo della questura di Roma usato per il Circo Massimo, in quel luogo ce ne possono stare al massimo 150mila. Lo ha fatto Rifondazione l’anno scorso nella medesima piazza romana («Siamo un milione!» ma erano 150mila), lo ha fatto poco prima An al Colosseo («Siamo mezzo milione» in realtà circa 60-70mila).

Dirigenti del dipartimento di Pubblica Sicurezza, come Carlo De Stefano (oggi capo dell’antiterrorismo) o Nicola Cavaliere (vicecapo della Polizia), quando erano giovani poliziotti in ascesa hanno contribuito più di ogni altro a raffinare i metodi di calcolo. Ma allora si aveva a che fare con bugie più soft. Come quando negli anni Ottanta del secolo scorso piazza del Popolo era appannaggio della Destra, in testa il segretario Msi Giorgio Almirante. Mentre il piazzale davanti alla Basilica di San Giovanni rimaneva per tradizione della sinistra. Si faceva a gara, in quel caso – specie se c’erano due manifestazioni in contemporanea – a dire qual era la piazza più affollata. Peccato che piazza del Popolo può contenere al massimo 60mila persone: il Msi non avrebbe mai potuto vincere.

Sempre in quegli anni la Polizia ricorda le angosce della sinistra, quando a San Giovanni si temeva un afflusso inferiore al previsto: con la corsa affannosa a posizionare il palco dei leader al centro della piazza, per mostrare alle telecamere il tutto esaurito. Dietro, però, c’erano centinaia di metri quadrati deserti.

Marco Ludovico, Il Sole 24 ore, 25 ottobre 2008.

7 risposte a “La retorica dei numeri

  1. Anche volendo essere molto ottimisti, per me è impossibile radunare “milioni” di persone, nessun luogo potrebbe contenere una tale cifra di esseri umani. E’ una presa in giro ogni volta che ci vogliono far credere tali statistiche.
    Guardando dal TG, non metto in dubbio che c’era un’enorme quantità di persone alla manifestazione del PD: viste le dimensioni del Circo Massimo e il gruppo di persone fuori da esso, potremmo arrivare a una stima di max 500.000 persone che io ritengo una cifra fantastica (viste tutte le riflessioni sul leader Veltroni che abbiamo fatto in questo blog…). Sarebbe sicuramente più realistico dire le cose come stanno, ai milioni non crede nessuno… e già parlare di mezzo milione non è come parlare di aria fritta!!!

  2. Ai tempi delle giunte Veltroni, il comune si fece carico di un piccolo studio per dare “scientificità” alle cifre che quasi inesorabilmente sono di solito molto sovrastimate dagli organizzatori e sottostimate dagli avversari. La piccola guida alle cifre attendibili, frutto dello studio del comune di Roma, quando in Campidoglio governava Walter Veltroni, e de La Repubblica reso noto qualche anno fa, dovrebbe mettere tutti d’accordo sulla base di considerazioni geometriche, ovvero che in un metro quadro ci stanno 3-4 persone. E così a Piazza S.Giovanni ci possono entrare 150 mila persone, al Circo Massimo non più di 300 mila, a piazza Navona 60 mila e a Piazza del Popolo 40 mila.
    Piazza S.Giovanni è un poligono complesso e durante le manifestazioni tipo quelle del Primo Maggio, si riempie anche nelle vie limitrofe. La zona dietro alla piazza, dove inizia via dell’Amba Aradam è 150×100, la parte che collega alla piazza è un 120×50, la piazza stessa è un 300×300. Poi si riempiono alla grande i due stradoni, Via Carlo Felice e Via Emanuele Filiberto, rispettivamente 400×100 e 200×40. Senza contare tutte le viuzze laterali, arriviamo a 600 mila. Quanto al Circo Massimo il conto è molto più facile: lungo 621 metri e largo 118 (pari a oltre 73 mila metri quadrati), vi possono entrare 300 mila persone (sempre facendo riferimento ad un’alta densità di 4 persone per metro quadrato). Considerando che una porzione del Circo è stata occupata da un grande palco di diverse centinaia di m2, che erano installate otto torri tematiche che sottraevano altro spazio alla gente ed, inoltre, che era presente anche un piccolo palco dal quale i leader del Pd hanno fisicamente parlato non avrebbero potuto stare dentro lo spazio del Circo Massimo più di 230 mila manifestanti (sempre rispettando una densità molto alta di 4 persone a metro quadrato, il massimo). Se si utilizzano interamente le due vie che lo costeggiano, allargando cioè di altri 50 metri il Circo Massimo (portandone così l’estensione a 104 mila metri quadrati), si potrebbero aggiungere realisticamente ottantamila persone. La capienza massima, arriverebbe così a 310 mila persone, sempre a patto che in ogni metro quadrato si incastrassero 4 persone. Molto lontani da chi sostenga uan presenza delirante attorno ai due milioni. Il Pd, comunque, in una nota sostiene che il Circo Massimo ha “una capienza doppia rispetto a quella di San Giovanni”.
    Piazza Navona, è un’arena lunga oltre 270 metri e larga circa 55, numeri alla mano fa al massimo 60 mila. In realtà di meno perché la forma non è rettangolare. E ha poche possibilità di gestire persone ai lati. Piazza del Popolo è un ellissoide: “lato lungo 120 metri lato corto 100 metri. A spanne paragonabile ad una circonferenza di 110 metri di diametro, che fanno 40 mila persone, con la possibilità però di avere uno-due migliaia di persone affluenti”. Se poi, senza scomodare comune, organizzatori e questura, ci si vuole dilettare ed essere al contempo molto precisi, si possono sempre prendere le misure sulle mappe di Google.
    Non mi garba che la sinistra risulti inconfondibile dalla destra sul modo di fare propaganda.

  3. Parlare di stime è sempre rischioso, i soggetti di destra vedranno 300.000 persone, i soggetti di sinistra ne vedranno 2,5 milioni e non si riesci ad uscire da questo circolo vizioso. Considerando che una città come Roma ha da sola una popolazione di 2,5 milioni di abitanti, con pullman che vengono da tutta Italia, fare 500.000 persone non è un risultato così eclatante.

    Interessante l’articolo di Mario Giordano, in cui spiega che non è tanto importante riempire le piazze, ma quello di riempire le urne:
    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=301340

    Penso che non sia tanto importante quanta gente ci fosse in manifestazione, ma le proposte concrete che sono state fatte, non ne ho sentito parlare nei giornali e io non ero presente. Ben venga se il PD avesse proposte utili, siamo tutti qui che le attendiamo.

  4. Mi si scusi la lunghezza del post ma trovavo necessario dare i numeri – cosa che riesce benissimo a fare Veltroni e senza scomodare la matematica.
    Vorrei solo sapere da Giovanna cosa ne pensi della puerilità anacronistica in epoche tecnologiche di fare una manifestazione che giocoforza raduni in un unico luogo qualche centinaia di migliaia di persone per poi sfruttare la sineddoche e veicolare l’idea che gli sparuti partecipanti stiano per campioni statistici rilevanti e significativi; lo trovo’ patetico e da un punto di vista mediatico sempre meno funzionante. Direi di più: controproducente, sopratutto tra gli elettori di sinistra che si sentono insultati anche sul gioco ebete delle cifre dei partecipanti. Che poi Veltroni, novello Davide, a 6 mesi da un’elezione persa nel peggiore dei modi, con un governo che ha una maggioranza imbarazzante e a ben 8 mesi dalle venture europee, faccia le prove di forza con Golia è la ratifica della sua mediocrità strategica. Mala tempora currunt.

  5. Santo cielo Ugo! Ma chi sei??? 🙂
    Non ti conosco né riconosco, ma da quel che scrivi sei un mito, come si dice.
    🙂
    Grazie per tutti questi dati, che confermano l’articolo di Marco Ludovico sul Sole 24 ore.
    Quanto al tuo successivo commento: non posso che essere – completamente – d’accordo con te, purtroppo. Aderisco come una cozza allo scoglio di quel che dici.
    😦

  6. “Dare i numeri”, più che addirsi a chi farnetica o a chi elargisce cinquine in sogno, è ormai diventato un topos della comunicazione politica. Insieme alle fissazioni catastali: a chi calcolano l’area delle piazze pubbliche, a chi contano ville e edifici privati. Un tempo usava misurare anche i metri di lunghezza di barche a vela. Chi ha i numeri, li dia, una volta per tutte.
    E meno male che si dice che i numeri siano rassicuranti:
    “SCIENZA
    Indecisi per paura
    Nelle situazioni di rischio spesso facciamo la scelta peggiore. Perché ci lasciamo guidare troppo dalle emozioni. Per non sbagliare dobbiamo affidarci ai numeri”, http://www.internazionale.it/sommario
    Tanto per ampliare il quadretto – ma non chiedetemi di quanto! – imbuco questo link:
    http://www.gandalf.it/offline/off30.htm

  7. A proposito di numeri, Giovanna, dallo schermo del mio Pc mi risulta che tu non abbia ancora aggiornato l’ora!
    Per un attimo mi hai tolto l’unica certezza che in fatto di numeri – e non solo – mi era rimasta
    😉

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