Archivi del giorno: mercoledì, 5 novembre 2008

The best campaign team in the history of politics

Ore 23.00 circa, East Coast statunitense (ore 5.00 in Italia): la Cnn, la Fox, la Nbc e l’Abc annunciano ufficialmente che Barack Obama è il 44esimo presidente degli Stati Uniti.

Ore 24.00 circa, Chicago, Grant Park (ore 6.00 in Italia): col viso un po’ tirato per la commozione, Obama sale sul palco assieme alla moglie e le figlie che, dopo aver salutato la folla, lo lasciano solo.

«Hello Chicago! Se c’è ancora qualcuno che dubita che l’America sia il posto in cui tutto è possibile, qualcuno che si chiede se i sogni dei nostri fondatori siano ancora vivi oggi, qualcuno che ancora si interroga sulla forza della nostra democrazia, stanotte ha trovato la vostra risposta…»

Comincia così il discorso di Obama, che durerà più o meno 17 minuti ed entrerà in tutti i libri di storia. Su questo discorso – equilibrato, commovente, perfetto – si spenderanno fiumi di parole e inchiostro. L’unica osservazione che mi pare sensato fare, a caldo, in un blog che si occupa di comunicazione, è questa.

Obama, dopo aver richiamato all’unità, dopo aver gridato al mondo che gli Stati Uniti non sono una semplice «collection of individuals or a collection of red States and blue States», dopo aver reso l’onore delle armi a McCain, annunciando che lavorerà con lui per rinnovare il Paese, dopo aver ringraziato il suo vice Joe Biden, dopo aver dedicato la vittoria alla moglie Michelle, alle figlie Sasha e Malia («vi amo più di quanto immaginiate») e alla nonna Madalyn appena morta…

Ebbene, dopo 5 minuti da quando ha preso la parola, Obama ringrazia David Plouffe, il suo campaign manager e David Axelrod, il suo chief strategist e tutti coloro che definisce gli «eroi di questa campagna», coloro «che hanno costruito la migliore campagna politica nella storia degli Stati Uniti d’America», e a questo scopo hanno composto – come dice senza falsi pudori – «the best campaign team ever assembled in the history of politics».

È proprio mentre ringrazia queste persone che – facci caso – Obama, prima serio, finalmente sorride.

Questo magnifico staff (che nel 2004 già sostenne Obama nella campagna per il Senato) ci ha insegnato come si fa comunicazione politica oggi. Dalle loro lezioni nessuno potrà più prescindere. Ma il loro livello è talmente alto che la cosa più frequente e stupida a cui assisteremo, prevedo, saranno tristi tentativi di imitazione. Come in parte è già capitato.

Un ultimo esempio di quanto sono bravi? La grandezza si vede nelle piccole cose, come sempre.

Ore 07:30 circa (ora italiana): lo staff di Obama invia un sms sul cellulare dei milioni di persone che lo hanno sostenuto. Testo: «Abbiamo appena fatto la storia. Tutto ciò è potuto accadere perché hai dato il tuo tempo, il tuo talento e la tua passione a questa campagna. Tutto questo è accaduto per merito tuo. Grazie. Barack» (fonte: La Repubblica).

Trovi dettagli sul team di Obama su NationalJournal.com, a questa pagina.

Ma ora goditi la prima parte del suo discorso. I ringraziamenti allo staff sono dal minuto 6:35.