Archivi del mese: dicembre 2008

Prontuario per il brindisi di capodanno

Auguri!

🙂

Bevo a chi è di turno, in treno, in ospedale,
cucina, albergo, radio, fonderia,
in mare, su un aereo, in autostrada,
a chi scavalca questa notte senza un saluto,
bevo alla luna prossima, alla ragazza incinta,
a chi fa una promessa, a chi l’ha mantenuta,
a chi ha pagato il conto, a chi lo sta pagando,
a chi non è invitato in nessun posto,
allo straniero che impara l’italiano,
a chi studia la musica, a chi sa ballare il tango,
a chi si è alzato per cedere il posto,
a chi non si può alzare, a chi arrossisce,
a chi legge Dickens, a chi piange al cinema,
a chi protegge i boschi, a chi spegne un incendio,
a chi ha perduto tutto e ricomincia,
all’astemio che fa uno sforzo di condivisione,
a chi è nessuno per la persona amata,
a chi subisce scherzi e per reazione un giorno sarà eroe,
a chi scorda l’offesa, a chi sorride in fotografia,
a chi va a piedi, a chi sa andare scalzo,
a chi restituisce da quello che ha avuto,
a chi non capisce le barzellette,
all’ultimo insulto che sia l’ultimo,
ai pareggi, alle ics della schedina,
a chi fa un passo avanti e così disfa la riga,
a chi vuol farlo e poi non ce la fa,
infine bevo a chi ha diritto a un brindisi stasera
e tra questi non ha trovato il suo.

(Erri De Luca, L’ospite incallito, Einaudi, Torino, 2008, pp. 13-14).

Un augurio mio speciale a chi mi ha regalato questo libro, perché entrambi viviamo «senza spazio e senza tempo».

E per finire, ho scelto questa pittata di Attilio del Giudice.

Oltre la contingenza

oltre-la-contingenza


Consiglio

L’anno scorso cominciavo il blog (e finivo l’anno) con questi versi di Eric Fried.

Volendo sfumare anche il 2008 in versi, scelgo Erri De Luca. Nella raccolta L’ospite incallito, pubblicata quest’anno da Einaudi, ho trovato questa meraviglia. È un’indicazione di scrittura, ma anche di vita.

Consiglio

Fai come il lanciatore di coltelli, che tira intorno al corpo.

Scrivi di amore senza nominarlo, la precisione sta

nell’evitare.

Distràiti dal vocabolo solenne, già abbuffato,

punta al bordo, costeggia,

il lanciatore di coltelli tocca da lontano,

l’errore è di raggiungere il bersaglio, la grazia è di

mancarlo.

(Erri De Luca, L’ospite incallito, Einaudi, Torino, 2008, p. 23.)

La colazione di Obama

Nei giorni scorsi mi ha colpita un flash del TG2: Obama che – in vacanza alla Hawaii per la pausa natalizia – fa colazione con le figlie Malia e Sasha (più tre loro amichetti) in un grocery store.

Così, come una persona comune. Fra la gente comune. Sorprendendo i paparazzi e mettendo in agitazione le guardie del corpo, commenta il tiggì italiano.

Mi è parsa una mossa fantastica, come al solito: vuol dire «Sono come voi nei più infimi dettagli, fin dalla mattina appena sveglio». (Per inciso: non credo affatto che le body guards fossero turbate più di tanto, perché non credo che Obama faccia nulla i cui rischi non siano calcolati.)

Allora ho cercato il video su diversi canali YouTube statunitensi: da quelli ufficiali di Obama alle testate di gossip, passando per la CNN. Niente. In compenso, ho trovato lunghi spezzoni dedicati ad altri dettagli della vacanza del President-elect: il lussuoso appartamento in cui la famiglia Obama risiede, il torace muscoloso e il ventre piatto che Barack sfoggia (invariabilmente definito sexy! dai commentatori), il blackout elettrico che per oltre 4 ore ha oscurato l’intera isola di Oahu il 27 dicembre, mettendo in agitazione (questo sì) il sistema di sicurezza del President-elect.

Ma sulla colazione al centro commerciale, nessuna enfasi da parte dello staff di Obama. Nessuna attenzione dei media americani. Allora mi chiedo: ho fatto male io le ricerche o vuol dire qualcosa?

La mancata attenzione da parte dello staff di Obama può voler dire: «Sono come voi in modo spontaneo, naturale. Non c’è nulla da rilevare».

Ma la mancata attenzione dei media statunitensi cosa vuol dire? Che in America questi comportamenti presidenziali sono già dati per scontati? O che – per una volta – il loro spirito di osservazione è meno fine del nostro? 😮

PS: oggi il blog compie un anno. In questo momento il contatore dice 148.120 visite. Mi dicono che, per un blog così giovane, non è male. Soprattutto se tieni conto che WordPress, nell’arco di 24 ore, conta una volta sola ogni numero IP che si collega.

Che dire? Grazie! 🙂


Vita da Facebook 1

Avrei già molte cose da raccontare, sulla mia pur breve vita dentro Facebook, ma preferisco aspettare un po’ e lasciarle sedimentare. È anche un fatto di serietà: mica si può capire tutto subito, no?

🙂

Ti dico una cosa sola, per ora: in questi giorni mi sento un po’ come Susanna, la facebook-addicted impersonata dalla meravigliosa Caterina Guzzanti. (Per inciso: in questo periodo mi pare sia meglio Caterina di tutti gli altri Guzzanti messi assieme… speriamo non scada come loro!)

Ecco il video, per chi avesse perso la puntata del 12 novembre, segnalato da Roberta.

Ah, finale strepitoso anche in questo caso… 😉

E… buon Natale!


Guzzanti/Gelmini si prepara per andare su YouTube

Da qualche giorno sul canale YouTube di Mariastella Gelmini è stato linkato – e commentato con la scritta «Finale strepitoso» – un video in cui appare l’imitazione di Caterina Guzzanti.

È la gag andata in onda a “Parla con me” due domeniche fa, con la Guzzanti che metteva in scena un presunto backstage del primo video, in cui Gelmini faceva le prove di presentazione del canale YouTube.

Evidentemente, qualcuno nello staff del ministro deve aver capito che una regola fondamentale, nella comunicazione di un personaggio pubblico, è fare buon viso al cattivo gioco delle imitazioni e caricature.

Se non hai visto quel pezzo in tv, goditelo qui: è tutto strepitoso, non solo il finale.

Ebbene sì, sono su Facebook

Ho resistito per quasi un anno, limitandomi a parlarne con amici e colleghi. A leggere montagne di articoli e persino un instant book. Però ne stavo alla larga. Ho già il blog, mi dicevo, non ho tempo per Facebook. Ero dubbiosa. Insofferente.

Qualche volta sono entrata con profili di amici, giusto per sbirciare, cominciare a capire. Dovevo pur farlo: studio i nuovi media.

Infine sono entrata: è l’unico modo per capire davvero.

Prima impressione? Mi turba l’ostentazione di foto private. Finché mi limitavo a guardare quelle di perfetti sconosciuti (è ciò che accade se entri col profilo di un altro) l’esibizionismo/voyerismo di cui tutti parlano erano solo due parole. Adesso hanno un sapore diverso. Piuttosto sgradevole, per i miei gusti.

Faccio un esempio: non sono felice di aver visto su Facebook le foto del figlio o della figlia di tre anni del collega o della conoscente che finora a stento me ne avevano parlato. Non mi piace aver pensato: che bellino o che bruttino così, a freddo. Senza averne mai sentito la voce, senza averlo abbracciato una volta. Avrei preferito conoscerlo prima di persona, il piccolo. O vedere la sua foto estratta dal portafoglio, come nella più tipica delle sceneggiature, perché in quel caso la visione sarebbe stata accompagnata dalle emozioni del genitore o parente. E un po’ di quelle emozioni mi avrebbero contagiata, guidata.

Invece mi sono ritrovata a fare la guardona, ecco. Una guardona autorizzata, ma pur sempre guardona.

E poi è solo un bimbo… Un minore, accidenti. Certo, se i genitori hanno deciso di ostentare il figlio, fatti loro. Ma il bimbo è stato interpellato? Bah. Certo, quelle foto possono essere viste solo dai cosiddetti «amici». Amici? Ri-bah.

Una cosa è certa: su Facebook non metterò foto private.

Due Gelmini in coppia su YouTube

La Rete degli studenti medi mi segnala una parodia del primo video di Mariastella Gelmini (quello in cui presentava il suo canale YouTube).

Con freschezza e semplicità, questi ragazzi hanno colto alcuni tratti di impostazione e artificialità nei gesti e nelle espressioni facciali del ministro, e li hanno trasformati in una simpatica caricatura.

(Manca solo il dondolio del corpo…).

🙂