Archivi del giorno: martedì, 9 dicembre 2008

Mariastella Gelmini su YouTube

È accaduto il 3 dicembre a mezzanotte, anche se il canale era aperto (ma silente) da maggio scorso: Mariastella Gelmini ha inserito un video (che promette di essere il primo) su YouTube.

I giornali ne hanno dato notizia fra il 4 e il 5 dicembre, sempre evidenziando l’esplosione di contatti e commenti che il video ha subito ottenuto: «Quasi 300 gli iscritti poco dopo le 14 [del 4 dicembre], centinaia i commenti postati» (L’Unità, 4 dicembre); «Alle 14 [sempre del 4] erano 15mila le visualizzazioni della pagina (La Repubblica, 4 dicembre); «già 100mila contatti in 30 ore» (Agenzia Stampa Quotidiana Nazionale, 5 dicembre). Mentre scrivo, siamo a oltre 210mila visite e 6610 commenti.

Sono piovuti gli insulti, naturalmente: molti, per ammissione dello stesso Ministero, vengono cancellati, ma diversi ne restano, a testimoniare l’intenzione aperta e democratica dell’iniziativa. E ci sono anche i complimenti: ovvi anche questi e certo non censurati.

La mossa è ardita, per tanti motivi:

(1) perché i tagli alla scuola e all’università sono stati (e sono tuttora) pesantemente contestati;

(2) perché Gelmini è un soggetto politico e comunicativo debole, in quanto donna (più facile bersagliarla con commenti fisici e accusarla di essere manipolata da uomini), ma anche in quanto Gelmini, purtroppo, visto che finora non ha dato prova di saper compensare, con doti personali, il fatto di essere donna;

(3) perché su YouTube circolano da tempo le imitazioni di Caterina Guzzanti e Paola Cortellesi, comunicativamente molto più forti (specie la Guzzanti) dell’immagine del ministro;

(4) perché il sospetto che Gelmini-soggetto debole sia mandata allo sbaraglio per distogliere l’attenzione da altri temi e problemi con una riforma-che-non-riforma-ma-solo-taglia è sempre più forte: cosa c’è di meglio che piazzare un fantoccio proprio dove è più facile che la gente gli spari addosso?

Ma il bello deve ancora venire. Da subito infatti è apparsa la scritta: «Raccoglierò le videodomande fino a mercoledì e poi giovedì risponderò. Intanto inizio a rispondere alle domande più frequenti nei commenti inviati finora, e proverò a farlo ogni giorno». Segue una lista di FAQ.

Che il soggetto debole possa o meno riscattarsi dipende in parte da come userà YouTube. Con un avvertimento: per quanto magistrale possa essere la comunicazione politica su questo canale, non può mai sostituire (né tantomeno “salvare”) quella sui media tradizionali. Al meglio, YouTube potrebbe trainare un cambiamento nella comunicazione del ministro su altri fronti. Al peggio, finirà per riprodurre i suoi attuali difetti. Teniamola d’occhio, sarà interessante.

Ecco il video incriminato.