Mariastella Gelmini su YouTube

È accaduto il 3 dicembre a mezzanotte, anche se il canale era aperto (ma silente) da maggio scorso: Mariastella Gelmini ha inserito un video (che promette di essere il primo) su YouTube.

I giornali ne hanno dato notizia fra il 4 e il 5 dicembre, sempre evidenziando l’esplosione di contatti e commenti che il video ha subito ottenuto: «Quasi 300 gli iscritti poco dopo le 14 [del 4 dicembre], centinaia i commenti postati» (L’Unità, 4 dicembre); «Alle 14 [sempre del 4] erano 15mila le visualizzazioni della pagina (La Repubblica, 4 dicembre); «già 100mila contatti in 30 ore» (Agenzia Stampa Quotidiana Nazionale, 5 dicembre). Mentre scrivo, siamo a oltre 210mila visite e 6610 commenti.

Sono piovuti gli insulti, naturalmente: molti, per ammissione dello stesso Ministero, vengono cancellati, ma diversi ne restano, a testimoniare l’intenzione aperta e democratica dell’iniziativa. E ci sono anche i complimenti: ovvi anche questi e certo non censurati.

La mossa è ardita, per tanti motivi:

(1) perché i tagli alla scuola e all’università sono stati (e sono tuttora) pesantemente contestati;

(2) perché Gelmini è un soggetto politico e comunicativo debole, in quanto donna (più facile bersagliarla con commenti fisici e accusarla di essere manipolata da uomini), ma anche in quanto Gelmini, purtroppo, visto che finora non ha dato prova di saper compensare, con doti personali, il fatto di essere donna;

(3) perché su YouTube circolano da tempo le imitazioni di Caterina Guzzanti e Paola Cortellesi, comunicativamente molto più forti (specie la Guzzanti) dell’immagine del ministro;

(4) perché il sospetto che Gelmini-soggetto debole sia mandata allo sbaraglio per distogliere l’attenzione da altri temi e problemi con una riforma-che-non-riforma-ma-solo-taglia è sempre più forte: cosa c’è di meglio che piazzare un fantoccio proprio dove è più facile che la gente gli spari addosso?

Ma il bello deve ancora venire. Da subito infatti è apparsa la scritta: «Raccoglierò le videodomande fino a mercoledì e poi giovedì risponderò. Intanto inizio a rispondere alle domande più frequenti nei commenti inviati finora, e proverò a farlo ogni giorno». Segue una lista di FAQ.

Che il soggetto debole possa o meno riscattarsi dipende in parte da come userà YouTube. Con un avvertimento: per quanto magistrale possa essere la comunicazione politica su questo canale, non può mai sostituire (né tantomeno “salvare”) quella sui media tradizionali. Al meglio, YouTube potrebbe trainare un cambiamento nella comunicazione del ministro su altri fronti. Al peggio, finirà per riprodurre i suoi attuali difetti. Teniamola d’occhio, sarà interessante.

Ecco il video incriminato.

20 risposte a “Mariastella Gelmini su YouTube

  1. Io è la melagrana che proprio non riesco a capire…la simbologia del Melograno come simbolo di prosperità mi pare alquanto fuori luogo rispetto alla riforma del ministro 😀

  2. secondo me, la mossa non è ardita, anzi, è perfettamente in tendenza con la moda (o la retorica?) del momento. Se continua così, tra un pò sarà ardito NON essere su YouTube 🙂
    Visto che un anno fa la casa reale britannica ha aperto un canale su YouTube (http://it.youtube.com/user/TheRoyalChannel?ob=1), cosa c’è di strano se lo fa anche un ministro italiano come la Gelmini? (come mai la Chiesa Cattolica non ha un canale su YouTube? dico sul serio, Radio Vaticana non si sente bene ovunque, le onde corte non sono l’FM). I detrattori del web 2.0 diranno: è solo marketing (applicato alla politica), è solo finto dialogo, alla fine deciderà lei (o chi per lei) cosa fare e se ne potrà fregare dei video di risposta e dei commenti. E i tecno-entusiasti diranno “bello! più democrazia e meno filtri con Internet!” (mah)
    Riguardo al tuo avvertimento (per quanto magistrale possa essere la comunicazione politica su questo canale, non può mai sostituire (né tantomeno “salvare”) quella sui media tradizionali) non l’ho capito bene: Obama (ovvio che Gelmini non sia notiziabile come Obama, però è un esempio) ora comunica con Change.gov e YouTube e i giornalisti dei media tradizionali ripetono (le informazioni di Change.gov) su radio, tv, quotidiani, ecc… In teoria, Gelmini potrebbe usare quasi solo YouTube (se gli altri poi ripetono il suo messaggio sui media mainstream). Saluti!

  3. Concordo con Hamlet, ormai è una moda per molti politici aprire un blog, un account su Facebook, un canale YouTube… alcuni se la cavano (il blog di Di Pietro, impostato sulla falsariga di quello di Grillo, è tra i primi nella classifica di blogbabel), molti altri languono e sembrano brutte online degli uffici stampa.
    Non stupisce che dopo la vittoria di Obama molti vogliano seguire le sue orme, ma ci vuole un minimo di competenza per evitare spreco di tempo o, peggio, figuracce. E a parte questo, non bisogna dimenticare che lo strapotere su internet di Obama è stato dovuto solo in parte (secondo me minoritaria) al suo canale ufficiale, che pure era fatto molto bene: la maggior parte del lavoro è stato fatto dai sostenitori che hanno agito spontaneamente, con video amatoriali spesso di ottima fattura (alla faccia di chi pensa che il mondo dei fan non abbia connessioni con le questioni concrete): i giornali hanno parlato della Obama girl, ma molti altri video pro-Obama erano eccezionali, penso alla serie dei Barackroll per dire i miei preferiti.
    La Gelmini, o qualsiasi altro politico italiano diverso da Berlusconi, ha una base di sostenitori simile? Penso proprio di no, quindi le possibilità di ottenere consenso tramite internet sono molto più ridotte rispetto all’opinione che ci si può fare sulla base delle elezioni americane

  4. Giovanna, tu quoque dici: “visto che finora non ha dato prova di saper compensare, con doti personali, il fatto di essere donna”? La domanda è seria: cosa intendi dire?
    ciao

  5. Hamlet e Anghelos: chiaro che non c’è niente di nuovo nel fatto che un politico usi YouTube.

    L’ardimento è tutto locale e contestuale: la mossa proviene non solo da un ministro italiano (chi altro ha finora usato YouTube in modo adeguato, in Italia?), ma per giunta contestatissimo e per giunta malissimo rappresentato e gestito dal punto di vista dell’immagine e della comunicazione.

    Sulla pessima comunicazione: dopo le contestazioni Gelmini è sempre rimasta sullo sfondo, ha preferito il silenzio e l’assenza; al contrario, quando un soggetto pubblico si trova di fronte a una crisi (qualunque crisi: politica, istituzionale, aziendale), la prima regola (si legge nei manuali di base) è intervenire tempestivamente, rispondere, spiegare. In tre parole: gestire la crisi. Lei prima nulla (o quasi)… e poi all’improvviso che fa? Va su YouTube. Ooohhh.

    È per questo che mi sono detta: o sa esattamente (lei o chi per lei) cosa fare e come farlo (bah), o è una mossa superficiale. Sconsiderata, punto. Lo scopriremo fra due giorni: vediamo se mantiene la promessa, innanzi tutto, e soprattutto come la mantiene.
    Ma ricordiamo che YouTube non basta, caro Anghelos: è vero che Obama ha saputo (e sa) usare molto bene Internet, ma questo buon uso include un’estrema coerenza fra la sua immagine su Internet e quella fuori da Intenet. In parole povere, non si può avere un’immagine debole nel mondo e forte in rete: il tutto non si tiene e sulla rete vince il mondo.

    Cate, l’immagine politica di una donna è inevitabilmente più debole di quella di un uomo, per moltissime ragioni storico-culturali che ben sappiamo: sarà più facilmente accusata di debolezza ed emotività (ricordi le lacrime di Hillary? e quelle della Prestigiacomo?) e si faranno più commenti fisici su di lei, ad esempio. Inoltre, quando va bene, ci saranno quelli che – per sentirsi “a sinistra” – si mostreranno sempre accondiscendenti solo perché è donna, salvo poi sconfessarla nei fatti. Perciò, una donna che scende in politica deve fare i conti con questi (e altri) problemi, e, per compensarli e superarli, deve avere doti personali molto spiccate: intelligenza, equilibrio, fermezza di carattere, eloquio, competenze di vario tipo e livello… e non posso qui elencare quante e quali altre doti, perché ne verrebbe fuori un saggio. Molte più di quelle richieste a un uomo, mi spiego?

    Non occorre però scrivere un saggio per spiegare che non solo Mariastella Gelmini non ha dato prova, finora, di possedere queste doti, ma non è stata neppure affiancata da qualcuno che le dia i giusti consigli. Credo infatti che all’attuale governo faccia molto comodo, dal punto di vista comunicativo (ma anche politico), mandare allo sbaraglio un fantoccio di fattezze femminili per tagliare alcune spese.

    Mi piacerebbe essere smentita dai fatti e aspetto con trepidazione.

  6. Per comunicare è necessario:
    1) avere qualcosa da dire
    2) ascoltare quello che ti dicono in risposta alla tua comunicazione.

    Il caso Gelmini è disperato: il decreto è stato fatto in estate senza discuterne con nessuno e quindi viene meno il punto 1.
    Mesi di protesta hanno sortito molto poco e qui cade anche il punto 2.

    Quando uno non vuole comunicare ed è costretto (o si costringe) a farlo, diventa automaticamente soggetto debole nella comunicazione.

    ciao

  7. Capito, grazie.
    A dir la verità non concordo con te sul fatto che la Gelmini non ha dato prova almeno di equilibrio e fermezza di carattere, poteva restare travolta dalle contestazioni e invece eccola su youtube: per te forse è scelleratezza, per me fa bene ad osare (che sia una mossa “finta” o onesta, almeno si gioca la faccia). Certo come sfrutterà quasta possibilità non possiamo dirlo ora, aspetteremo.

  8. Mi piace l’attenzione al contesto di falcon82: oltre a facili giochi di parole sull’uso di simbolismi (“melograno menogramo”: poco succo e solo semi da succhiare e sputare; meno comodo, di sicuro, della classica mela per lo spuntino di metà giornata; oppure che, dopo il ritorno del grembiule per gli scolari, si suggerisca anche la nuova tendenza – ‘prossimamente su Nonsolomoda’ – per i doni alla maestra?), mi viene da notare lo schermo aperto su google, il telefono da vecchio ufficio comunale, l’alogena accesa in pieno giorno; tutto volto per l’occasione in favore della telecamera e dello spettatore, Gelmini compresa, che mi piace immaginare trasvolata all’angolo esterno della scrivania con un salto da olio cuore.
    La gestualità ha un proposito di accento su quelli che dovrebbero essere i termini-chiave di quel che dice: schiude le mani su “ho deciso di aprire”… “con voi”… “proposte”; doppio tempo con amplificazione per “privilegi” e “sprechi”; si conclude con un accenno di apertura della mano destra, lieve, in rima con il veloce movimento della testa e di chiusura degli occhi su “e lo dobbiamo fare insieme”, a implicare assenso alle parole. La trovo molto “maternalista”.
    Però il dondolio del busto mentre parla – che se uno si concentra solo quello, tralasciando gli altri gesti e le parole, fa venire il mal di mare – tradisce, secondo me, innaturalezza. Siamo ancora lontani dall’affettata spontaneità e il controllo da cumenda del Berlusca.

    Per quanto riguarda il discorso sulla efficacia/opportunità o sulla insufficienza dell’uso dei nuovi media, nel caso specifico, sono d’accordo con Giovanna e ilcomizietto, il problema credo stia proprio nel tema dell’invito della Gelmini: proposte, critiche e suggerimenti sono già stati ampiamente fatti in altre sedi, mediatiche e non, e quello che manca realmente è il loro approfondimento e, soprattutto, una contro-proposta concreta. In casi del genere affidarsi alle nuove tecnologie per dare un’idea di disposizione al dialogo mi pare pretestuoso: o dobbiamo immaginare che, definitivamente, il mondo si divida in on line e off line, ribaltando il virtuale in reale e viceversa? Non voglio essere apocalittica, ma questo video non mi fa sentire affatto un’integrata.

    Ci sarà anche da vedere come reagiranno la Gelmini e la sua parte agli indubbi flame che circoleranno nei commenti ai suoi video. Già ce ne sono diversi, e veramente poco eufemistici. Non mi preoccupa tanto la questione della “censura”: qualsiasi blog o forum serio non consente flame, e quelli più stretti bandiscono anche l’off topic. Piuttosto l’uso strumentale che potrebbe esserne fatto, come forma di auto-boicottaggio e reprensione, ossia “li pubblico lo stesso, così vi dimostro che è vero che con voi non si può parlare”. Conseguenza possibile: “chiuso il discorso, faccio da me”. Se così fosse, ‘In principio era il fine’. Spero che i commentatori si rendano conto di questo, perché quando youtube (o che altro) si fa canale per un’istituzione, va bene l’informalità da new media, ma la volgarità non paga.

  9. Biagiotti Evelina,Giovanniello gaetana Romana, Mariotti Lidia

    Onorevole Ministro,
    siamo tre insegnanti di Diritto-Economia presso i Licei Linguistico e Socio-psico-pedagogico di Pesaro e di Fano ( Liceo T. Mamiani di Pesaro e Liceo Carducci di Fano) e vorremmo esprimerLe le nostre perplessità riguardo il Suo progetto di riforma dei Licei, dai quali scomparirebbe completamente la nostra disciplina.
    Sono 15 anni che lavoriamo con passione e dedizione per educare gli studenti ai valori della legalità e della cittadinanza attiva ed abbiamo ottenuto svariate soddisfazioni dai nostri ex alunni che spesso sono tornati a ringraziarci della formazione civica acquisita, rilevando anzi più volte l’opportunità di spostare semmai lo studio della disciplina dal biennio al triennio, quando i ragazzi risultano ancora più pronti e motivati ad acquisire gli strumenti conoscitivi indispensabili per inserirsi consapevolmente nella società civile.
    Il Suo progetto di riforma ci sembra in palese contrasto con il proposito più volte da Lei dichiarato di voler rafforzare l’educazione civica in tutte le scuole.
    Infatti secondo la Sua proposta la materia dovrebbe essere insegnata dai docenti di Lettere, ma Lei, che è laureata in Giurisprudenza come noi, sa bene che gli insegnanti di discipline umanistiche non hanno competenze giuridiche adeguate per uno studio serio ed approfondito della nostra Costituzione, tant’è che di fatto l’educazione civica non l’hanno mai insegnata , anche là dove erano obbligati per programma ministeriale, privilegiando sempre l’approfondimento della loro materia. Del resto non riteniamo credibile illudersi di improvvisare una formazione giuridica con un corso di formazione e riqualificazione di qualche mese destinato a questi insegnanti, che poi, tra l’altro, dovrebbero caricarsi di questo ulteriore compito, oggi svolto da noi, nell’ambito dello stesso monte ore precedente.
    Pertanto come docenti che credono fermamente nell’importanza della loro disciplina per la formazione civica delle future generazioni, La invitiamo vivamente a voler riflettere sull’opportunità di far scomparire la materia Diritto -Economia dai Licei.

  10. Gentili professori,
    sono felice e onorata che abbiate scelto il mio blog per fare appello al ministro.

    Tuttavia temo che abbiate fatto un errore: lo spazio in cui avete inserito il commento non è gestito dal ministro, ma da me, e suppongo che mai nessuno dello staff del ministro farà capolino qui – peggio per loro… 🙂 .

    Vi suggerisco di inserire il vostro commento fra i numerosi che già popolano il canale YouTube di Mariastella Gelmini.

    Resta il fatto, comunque, che questa svista ci ha permesso di fare reciproca conoscenza, il che è sempre un bene.
    😉
    In bocca al lupo per il vostro lavoro e le vostre richieste.

  11. C’e’ un video che con stupenda e semplice genialità smonta gestualità e mimica di questa prima apparizione della Gelmini su YouTube:
    http://it.youtube.com/watch?v=6BqVxp9X7ug

  12. E’ un melograno quello che si vede in basso a destra?

    Secondo voi, il monitor con google in fondo è voluto?

  13. LA GELMINI è UN MINISTRA PIù MITICA CHE L ‘ITALIA HA LEI HA IL SUO APPOGGIO DI ME ORA SONO STUFFO DI SENTIRE LE CRITICHE IO SONO GELMINISTA
    WWWWW
    GELMINI

  14. Sono 1 genitore di 3 figli
    Complimenti cara Gelmini finalmente una persona con le idee chiare, gli insegnanti si devono adeguare. Avrai l’appoggio sempre piu’ di noi genitori.

    Giuseppe Zoccarato

  15. Mi rivolgo alla Sig.ra GELMINI.
    La scuola va riformata, ma come ??? Io ho qualche idea.
    Prima di tutto gli edifici devono avere un solo piano, senza scale ne ringhiere, mi riferisco alle elementari e medie.
    Gli insegnanti devono essere persone giuridiche e avere una posizione come un poliziotto, devono essere laureati e dopo fare un corso specifico, anche di un solo anno, che li prepari all’insegnamento, devono fare anche un test per valutare l’inclinazione all’insegnamento, non tutti sono adatti.
    Dopo devono insegnare a fianco di un altro docente almeno per un anno, dopo potranno partecipare al concorso.
    Devono percepire un congruo stipendio e insegnare nella regione di nascita.
    Devono essere degli educatori, prima che insegnanti di nozioni.
    La scuola deve essere solo privata, il governo darà una cifra per ogni alunno iscritto e presente. anche il governo potrà avere le sue scuole, con lo stesso trattamento di quelle private.
    Lo studio si farà solo in classe, con un tempo pieno, dal mattino al pomeriggio, niente compiti a casa, niente studi a casa, i libri devono stare a scuola, in appositi armadietti, uno per ogni alunno. Via gli zainetti che rompono la schiena.
    Se vuole maggior informazioni mi scriva, sarei contento di poterla incontrare.
    Adriano Ghezzi
    anni 82

  16. INDUBBIAMENTE LA MIA LETTERE ALLA SIGNORA GELMINI NON IMTERESSA, NE ALLA STESSA SIGNORA GELMINI NE AGLI STUDENTI E GENITORI CHI SI INTERESSNO DI UNIVERSITA’ DIMENTICANDO CHE, PER ARRIVARE ALL’ UNIVERSITA’, BISOGNA AVER FREQUENTATO LE ELEMENTARI E LE MEDIE DI UN CERTO LIVELLO, ALTRIMENTI CIAO UNIVERSITA. SI DIVENTA FREQUENTATORI, SENZA BUONI RISULTATI.
    ADIANO

  17. MI SCUSO PER L’ ERRORE. LEGGI “LETTERA”
    errore di battitura

  18. Gentile signor Ghezzi,
    le faccio presente che questo blog non è frequentato dal ministro
    Gelmini, né da suoi collaboratori,
    presumo, perché è il blog di una docente universitaria di Bologna.
    Il motivo per cui il ministro non le risponde è anche legato al fatto
    che non è un suo spazio.
    Le consiglio di scrivere al ministro a indirizzi più diretti.
    La ringrazio intanto per l’attenzione che ha riservato a questo blog.
    Cordialmente
    Giovanna Cosenza

  19. http://www.mantellini.it/?p=6757

    A questo link si tirano le somme di sei mesi di attività del canale YouTube del ministro.

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