Archivi del giorno: lunedì, 22 dicembre 2008

Ebbene sì, sono su Facebook

Ho resistito per quasi un anno, limitandomi a parlarne con amici e colleghi. A leggere montagne di articoli e persino un instant book. Però ne stavo alla larga. Ho già il blog, mi dicevo, non ho tempo per Facebook. Ero dubbiosa. Insofferente.

Qualche volta sono entrata con profili di amici, giusto per sbirciare, cominciare a capire. Dovevo pur farlo: studio i nuovi media.

Infine sono entrata: è l’unico modo per capire davvero.

Prima impressione? Mi turba l’ostentazione di foto private. Finché mi limitavo a guardare quelle di perfetti sconosciuti (è ciò che accade se entri col profilo di un altro) l’esibizionismo/voyerismo di cui tutti parlano erano solo due parole. Adesso hanno un sapore diverso. Piuttosto sgradevole, per i miei gusti.

Faccio un esempio: non sono felice di aver visto su Facebook le foto del figlio o della figlia di tre anni del collega o della conoscente che finora a stento me ne avevano parlato. Non mi piace aver pensato: che bellino o che bruttino così, a freddo. Senza averne mai sentito la voce, senza averlo abbracciato una volta. Avrei preferito conoscerlo prima di persona, il piccolo. O vedere la sua foto estratta dal portafoglio, come nella più tipica delle sceneggiature, perché in quel caso la visione sarebbe stata accompagnata dalle emozioni del genitore o parente. E un po’ di quelle emozioni mi avrebbero contagiata, guidata.

Invece mi sono ritrovata a fare la guardona, ecco. Una guardona autorizzata, ma pur sempre guardona.

E poi è solo un bimbo… Un minore, accidenti. Certo, se i genitori hanno deciso di ostentare il figlio, fatti loro. Ma il bimbo è stato interpellato? Bah. Certo, quelle foto possono essere viste solo dai cosiddetti «amici». Amici? Ri-bah.

Una cosa è certa: su Facebook non metterò foto private.