Per oggi solo un link

A uno degli ultimi post di Luisa Carrada.

Imperdibile.

E con un titolo promettente: Obamania.

PS. Idea per una tesi specialistica o di dottorato: un’analisi linguistico-semiotica dei discorsi inaugurali dei 44 presidenti degli Stati Uniti, a partire dal sito linkato da Luisa (tesi difficile, per giovani tosti che conoscano bene l’American English e la storia degli USA).

24 risposte a “Per oggi solo un link

  1. Per contribuire all’ obamania, segnalo questo link, che contiene “Dream of Obama”
    Video che testimoniano l’ascesa di Obama dalla prima convention democratica 2004, all’elezione del 2008…
    Inoltre clickando su “chapters” c’è molto altro ancora..

    http://www.pbs.org/wgbh/pages/frontline/dreamsofobama/

    …La storia che ha già fatto Obama…

  2. Che idea interessante per un dottorato, però! Il discorso del 2004 l’ho ascoltato, molto bello. L’unica controindicazione è che allo stato attuale un dottorato in Italia non serve assolutamente a nulla se uno non è figlio di papà. Per un “figlio del popolo”, poi, neanche a provarci… Chi lo mantiene? Avec la sociolinguistique ‘un se magna!! Né prima, né dopo (sic)…

  3. Ciao, sono uno studente (ormai laureando) di Discipline Semiotiche. Ho seguito con piacere i vari post sui discorsi e la pubblica immagine di Obama.
    Vorrei però anche segnalare quella che mi pare una nuova strategia comunicativa del nostro Presidente del Consiglio (sebbene sempre sulla falsariga del suo strabordante egocentrismo) per le elezioni regionali. Sia nella campagna attualmente in corso in Sardegna, sia in quella passata in Abruzzo, la strategia del PDL sembra quasi essere quella di cavalcare fino all’estremo il “cavallo vincente” Berlusconi, tanto che i candidati reali appaiono come dei fantocci. Il vero candidato è lui e il messaggio che viene implicitamente veicolato durante queste campagne è “stai votando per Berlusconi non per Vattelapesca”. La sua costante presenza al fianco dei suoi candidati è indicativa, in questo momento ad esempio passa quasi più tempo in Sardegna che a Roma o Arcore.
    Mi pare che sia una strategia significativa e anche piuttosto furba. Consolida sempre di più l’idea che il PDL sia Berlusconi e viceversa. Accentra su di lui le luci della ribalta, anche nei casi in cui questo potrebbe sembrare controproducente, dato che mette in ombra il vero candidato. Tuttavia questa tattica può rivelarsi efficace per vari motivi, non ultimo il fatto che nel caso della Sardegna, il candidato del PD Soru è un personaggio di notevole rilevanza al contrario del suo concorrente. Proporre Berlusconi come “candidato ombra” consente di riequilibrare la disparità di caratura politico/carismatica tra i due.
    E di cose da dire su questa condotta ce ne sarebbero altre, così come di conclusioni possibili (i candidati PDL hanno bisogno dell’appoggio di Berlusconi, unico Highlander dei sondaggi, per i quali non cala mai?).
    Bè, insomma questo per dire che di strategie interessanti da analizzare ce ne sono anche nel nostro provincialotto paese.

  4. Rizar perdonami: in cosa sarebbe “nuova” la strategia del PdL? Berlusconi ha sempre fatto così, dal 1994 a oggi, tranne nelle politiche del 2008, in cui ha eliminato la sua faccia per ragioni che abbiamo discusso qui: https://giovannacosenza.wordpress.com/2008/04/09/luomo-dei-fatti/

    Ciao! 🙂

  5. Nel fatto che si tratta di una campagna elettorale regionale, nella quale non è lui il candidato, ma si comporta come lo fosse. Per sostenere Cappellacci, in Sardegna, è presente praticamente a TUTTI gli incontri elettorali (anche per chi non segue la campagna regionale sarda appare chiaro, visto che negli ultimi giorni tutte le sue dichiarazioni sono fatte da una città come Nuoro, Sassari, Cagliari…).

  6. Discorsi più che sacrosanti! Se non “scendeva in campo” Berlusca in persona il PDL non avrebbe avuto nessuna speranza in Sardegna contro Soru… ma comunque si sa da tempo che oltre la sagoma di Berlusconi c’è il buio…
    Resto della mia idea che Berlusconi veda in Soru un pericoloso avversario in divenire e vuole farlo fuori politicamente prima che possa trasformarsi in una seria minaccia anche a livello nazionale.

  7. se uno è in grado di fare un’analisi linguistico-semiotica di tutti i 65 discorsi inaugurali dei presidenti, più che fare una tesi specialistica è pronto per insegnare a Yale! 🙂

  8. A dire il vero, ci sono state tesi molto più complicate. Se pensiamo che uno analizza e studia i discorsi originali ma poi la comparazione e la tesi se la scrive in italiano, nel momento che si hanno a disposizione i materiali audio e cartacei basta saper usare la testa e “contestualizzare”…
    Ci vorrà del tempo, chiaramente, ma a costo di passare per materialista, ora come ora mi chiederei piuttosto: “Ma quello che faccio mi serve? Carter e soci dopo mi daranno da mangiare? Chi è troppo disincantato lo sconta in seguito a meno che per lui l’Università non sia nient’altro che una “distrazione”. Lucky him! (o her).

  9. però se ipotizzi 10 pagine per discorso (e 10 pagine sono poche), moltiplicato 65 discorsi, farebbero 650 pagine!!

    “Ma quello che faccio mi serve? Carter e soci dopo mi daranno da mangiare?”

    va be’ ma questo domanda si può fare su tutto, anche sullo studio della semiotica tout court. E allora?

  10. Ah! Ah! La mia tesi era proprio di 650 pagine 😀
    Certamente che il discorso vale sullo studio della semiotica tout court. Conosci ricercatori di nuova generazione che non siano di origine borghese? Visto che lo stato italiano (il minuscolo è d’obbligo) non stanzia alcun euro per il Diritto allo Studio (il maiuscolo è d’obbligo) …

  11. federicobarbagallo

    Ciao a tutti, chi di voi avrebbe un’idea per la mia tesi?
    l’argomento è la comunicazione politica (in Italia), ho gia fatto un primo capitolo introduttivo che va a spiegare chè cos’è la CP. per i capitoli successivi sono un pò in confusione, qualcuno avrebbe un consglio, un idea, uno spunto?

    spero che qualcuno di voi possa aiutarmi!
    grazie mille
    fb

  12. Caro Federico, mi pare proprio che tu brancoli nel buio… Ti pare una domanda da fare? In pratica, stai chiedendo a me e ai lettori di questo blog di darti l’idea per tutta, ma dico tutta, la tesi…
    Una tesi sulla comunicazione politica in Italia, detto così in generale come la metti tu, non ha proprio senso.
    In cosa ti laurei? Che periodo storico vuoi studiare? Da quale punto di vista? Analizzando quale corpus? Su quali media? Con quale metodologia?
    Ma non hai un RELATORE o una RELATRICE a cui rivolgerti, invece di lanciare domande a caso ul web?
    Insomma, in bocca al lupo…

  13. Non sarei così intransigente con il povero Federico… 🙂
    Visto come funziona l’Università Italiana (il maiuscolo “sarebbe” d’obbligo), non mi stupisce che un relatore lasci un laureando “allo stato brado” (ho visto di peggio). Casomai mi stupisce l’ingenuità… nel 2009 ce lo possiamo ancora permettere?!
    Per avere un’idea io consiglierei questi testi di Francesco Pira scritti con Luca Gaudiano:
    – “La nuova comunicazione politica. Dal volantino al blog dalla radio a Second Life: strumenti, strategie e scenari”;
    – “Comunicare la politica. I titani nei media della seconda Repubblica”.

  14. probabilmente dovevo pensarci due volte prima di rivolgermi a Te e ai lettori di questo blog. (domandare è lecito, rispondere è cortesia)

    ti ringrazio forrest per i testi che mi consigli. sarò stato ingenuo ma ho le idee parecchio confuse. inizialmente avevo pensato di parlare del rapporto che può esserci tra la cp e la presenza politica su secondlife, poi pensavo alla comunicazione politica e alla partecidazione femminile, poi….. insomma….

    ciao a tutti.
    fb

  15. OK, Federico, mi scuso con te sono stata brusca. In realtà, più che con te, ce l’avevo con chi ti ha lasciato solo. Grrr.

    Inoltre, cerca di capirmi: non conoscendoti, ho cercato di prevenire un eventuale atteggiamento di attesa passiva, come dire, della “pappa pronta”. Mi sono spiegata?

    Se hai bisogno di una mano, perché non mi scrivi in privato e vediamo cosa posso fare?
    Pace fatta?
    🙂

  16. Ingenuo non era un rimprovero, per carità. Proprio perché, a suo tempo, lo sono stato anch’io (ed in parte lo sono ancora), capisco molto bene i tuoi dubbi… comunicazione politica, in effetti, può voler dire tutto o niente. Ci sono, inoltre, troppe variabili. Dipende se è una tesi triennale o “specialistica”, dove ti laurei, chi è il relatore e bla bla…
    Personalmente, credo che l’Università (il maiuscolo “sarebbe” d’obbligo) italiana sia un grande McDonald. E come ogni McDonald che si rispetti hanno introdotto da tempo la raccolta differenziata…
    L’ultimo “figlio del popolo” che si è potuto permettere di fare una scalata sociale grazie alla semiotica si chiamava Gavino Ledda… Un figlio di un idraulico che rileva l’attività del padre ha un proprio ruolo semantico e sociale; un figlio di un contadino di Cortona laureato con 110 e lode su Lotman è puro significante svuotato di significato! Sempre meglio delle caste dell’India però. Prendere o lasciare plis… 😀

  17. scuse accettate.

  18. Dai, su, fb … comincia a darti da fare! Secondo me stai cominciando ad uscire fuori dal tunnel della confusione, le tue idee stanno cominciando ad orientarsi, ma, come dice-va Giovanna, un/a prof o un/a professore/ssa, quindi un/relatore/trice, devi cominciare a pensarlo/a.
    Effettivamente, se hai già qualche riferimento, non solo bibliografico, vuol dire che cominci ad andare a galla, ma non è ancora un galleggiante …
    Ricordo la mia prima volta al mare, senza saper nuotare e senza salvagente mi sono tuffato nell’acqua! 🙂
    Quando imparerai a nuotare … sarà tutto in discesa.
    La tesi è tua, ricorda! E se si tratta di un tema che ti sta a cuore, beh, dai inizio al gioco e non complicarlo troppo. Devi forse concludere la triennale? Comunque sia, cerca di non dare nulla per scontato: questa cosa mi ha sempre incoraggiato!
    In bocca a lupo, e come si suol dire, rilassa la pancia, lo stomaco, anzi rilassati tutto … e cogli la palla al volo!

  19. si sono della triennale. ho alcuni testi base come mazzoleni, bentivegna vaccari, foglio, e ho scritto il primo capitolo introduttivo e generale sulla cp. Adesso devo proseguire e cerco di trovare qualcosa in particolare che possa entusiasmarmi così da riuscire ad andare avanti con semplicità, ma non è semplice!?!

    fb

  20. Di solito è il contrario; qualcosa di coinvolgente per la tesi di laurea, prima o poi, ci prende. Casomai, è più arduo riuscire ad andare avanti con semplicità 😀

  21. in generale credo che quando si studia e si approfondisce qualcosa che ti coinvolge di più rispetto ad altro diventa più facile l’approccio che puoi avere

  22. Si, fb, si, fatti conivolgere, indaga … però mi raccomando … mettiti in discussione, perché i punti di vista possono essere tanti, ecco perché si può andare in crisi, ma, se tieni in mente che il tuo è un’altro punto … beh … non è detto che vada bene per tutti.
    Ma almeno per qualcuno! Se non non va bene a nessuno, beh, dimostra che hai ragione, ma sarà molto arduo il percorso in questo caso!
    Se trovi qualcosa d’interessante appunta tutto, autore, data, pagina, sito internet. Non chiedere agli altri di pensare per te, anzi chiedi pareri su quelli pensi tu, perché la tue convinzioni possono rimanere tali, ma non è detto che sia così.
    Sicuro … non preoccuparti …

  23. Fb, hai già scritto l’introduzione? Non avevo letto il commento! E l’indice?
    Se non l’hai fatto, molla l’introduzione, conservala e poi eventualmente modificala …
    Ricorda, l’indice è la struttura della tesi. Fb, non scoraggiarti, non dico che il capitolo introduttivo che hai scritto è inutile, no, dico invece di metterlo da parte … pensaci su … L’indice Fb, l’indice, è troppo importante …
    Fb, che dire, io non sapevo neanche che cp significasse comunicazione politica … Fb, pensa a quello che ti sta a cuore, pensa all’oggetto della tua tesi, che non può non giacere nel capitolo introduttivo.
    Per esempio, la comunicazione politica fra le due guerre va già meglio, oppure stampa e comunicazione politica in un particolare contesto che è attraversato da particolari dinamiche socioculturali, comunicazione politica e razzismo … Prendi tutto questo con le pinze … ma tanto per capirci … Non so neanche in cosa ti laurei!
    In bocca al lupo! 😐

  24. Puoi anche fare una messa in rassegna degli autori che se ne occupano, ma devi dimostrare qualcosa, cosa vuoi dimostrare?
    Ciao,
    in bocca al lupo
    😦

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