Le donne italiane su Meetic

L’anno scorso, di questi tempi, dicevo che mi sarebbe piaciuto avviare una ricerca sul dating on line italiano (vedi Una ricerca tabù e Una ricerca tabù 2). Ti aggiorno sullo stato dell’arte.

A dicembre 2008 è uscito questo mio lavoro:

«Stereotipi femminili nel dating on line. Le donne italiane su Meetic» di Giovanna Cosenza, in C. Demaria, P. Violi (a cura di), Tecnologie di genere. Teoria, usi e pratiche di donne in rete, Bononia University Press, Bologna, 2008, pp. 233-264.

Per gentile concessione dell’editore e delle curatrici del volume, puoi scaricare il pdf dell’articolo QUI.

Nel frattempo, ho assegnato una tesi triennale che, sulla falsariga del mio lavoro sulle donne, ha indagato gli stereotipi maschili su Meetic. Francesco discuterà la sua tesi ai primi di marzo.

Avanti il/la prossimo/a.

PS. Il libro Tecnologie di genere sarà presentato e discusso in pubblico domani 18 febbraio, alle ore 18.00, presso il Centro delle Donne, in via del Piombo 5 a Bologna. Se sei interessata/o, scarica l’invito QUI.

5 risposte a “Le donne italiane su Meetic

  1. Proprio a questa tua ricerca pensavo quando nel penultimo numero di Internazionale ho letto l’articolo sui genitori cinesi che cercano mogli e mariti per i loro figli…L’hai visto? Altrimenti te lo mando.

  2. Con la stessa idea, per gioco, abbiamo fatto l’iscrizione al sistema di dating pubblicato da msn creando persone fittizie. Per rendere il tutto più interessante abbiamo anche impostato come criterio di ricerca donna – donna e uomo – uomo. Per rispetto a chi tiene veramente a questi sistemi non abbiamo contattato nessuno (essendo alla fine un gioco) ma la cosa interessante è proprio il fatto che in tutti i profili che abbiamo visitato, ricorrevano parecchie cose (a volte fino al punto di farci dubitare della veridicità delle inserzioni, sopratutto di alcune foto). Sembrava di poter dividere tutti i profili in varie categorie (no, non semiotiche, ihih) …

    Che dire, il programma è falso e mira solo alla raccolta dati? tutti coloro che si iscrivono sono uguali? o coloro che decidono di affidarsi a questi motori di ricerca si sentono influenzati dal media stesso e si sentono portati ad auto etichettarsi in modo da rientrare nel normale e risultare più accettabili? Chi lo sa 🙂

  3. Per la ricerca sul “dating on line” avrei già dato nel 2004 😀
    Avanti il prossimo? Tuttavia, come sottintende Lorenz, per un’analisi dal punto di vista della persuasione captologica delle metamacchine, si potrebbe anche uscire dalla naftalina.. E non è detto che quel prossimo non potrebbe essere i Signori Forrest Gamp + Ferdinand Gamper. O no? 😉

  4. Ho letto la tua ricerca, Giovanna. Ora, la domanda (meta?)metodologica è: come hai costruito le sceneggiature ovvero i modelli con cui dividi in tipi gli annunci?
    Nel senso: se conduci una ricerca del genere sulle lettere che accompagnano i CV scritti alla stessa ditta, immagino che non è che troverai poi TANTI più profili.
    Suppongo che, consapevolmente o meno, quando ci si debba descrivere, si selezionino dei fattori-chiave in base a cui orientare la descrizione stessa. Quindi, individuati 2 o 3 punti chiave ed eventuali strategie di aggiramento per quelli negativi (se sono mi riconosco come noioso e lo ritengo decisivo, scriverò qualcosa che ci giri attorno tipo affabulatore o scrupoloso), si imbastisce una narazione che tenga conto di tutto ciò.
    Se scrivo un CV, dirò che sono uno che sa lavorare in un certo modo (solitario/vs lavoratore di squadra, metodico/vs creativo ecc ecc) scopo farmi assumere. Se scrivo un profilo per rimorchiare, è ovvio che dire “credo nel colpo di fulmine” è una strategia migliore per avere più contatti e successivamente selezionare; se scrivo l’opposto vuol dire che fermamente voglio selezionare molto chi mi risponderà…
    Insomma, voglio dire, per affrontare una prima selezione, mi pongo un numero limitato di obiettivi e di strategie, e orienterò la sceneggiatura secondo questi pochi obiettivi e estrategie. Facile cadere nello stereotipo…

  5. Azz, tesi su Meetic . . . te capì ???

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