La salubrità del Web

Lo studente di biologia Marco, alias Ikitoki (che ringrazio per l’attenzione 🙂 ), mi ha appena segnalato un delizioso video realizzato dal professor Serafino Massoni, appassionato preside di scuola, scrittore e tante altre belle cose che puoi leggere sul suo sito www.massoniserafino.it e vedere sul suo canale YouTube.

Il video prende spunto dal post «Il virtuale fa male?», che avevo scritto un anno fa, a proposito delle connotazioni negative che purtroppo spesso accompagnano il concetto di virtuale. In effetti, l’articolo di Francesco Alberoni che abbiamo visto ieri mostra per l’ennesima volta come questo alone di ingiustificata negatività sia duro a morire.

Mi ero scordata di quel post.

E mi fa orrore l’autoreferenzialità.

Ma il video merita, e mi perdonerai se prende spunto da una mia cosa: il professor Massoni graffia, polemizza, dissacra, ma soprattutto prende in giro se stesso, me e il mondo intero in modo così simpatico e affettuoso che non potevo non dedicargli un post. Ho riso di cuore vedendo quel foglio spiaccicato davanti all’obiettivo della camera, caro professore. E la ringrazio per il buon umore che mi ha regalato.

Concludo con un consiglio per te che leggi: prenditi una pausa (dura 7’20”) e goditi il video fino alla fine. Se eri triste o arrabbiata/o, alla fine lo sarai meno.

Che esistano persone come il professor Massoni è un conforto per tutti. 😀

La salubrità del Web

Se ne vuoi ancora, qui c’è il commento all’articolo di Francesco Alberoni (7’17”). 😀

Web e Francesco Alberoni

13 risposte a “La salubrità del Web

  1. Scusatemi, ci sono delle cose del Web in cui fatico a trovare un reale miglioramento di uno status quo… Si vous préférez, je peux me taire, ne plus essayer de poser n’importe quelle question…

  2. comincia la mia avventura di scrittrice su questo blog…

    …virtualità e atto. Grazie prof. Massoni, per la sua riflessione…perchè il web scavalca a volte la sottile linea di demarcazione tra potenza e atto…e’ vero la mia parola è solo composta da pixel, i miei amici sono cinquecentomila e non ne ho mai stretto la mano a nessuno di essi, il mio nome è lady jack e questo basta alla mia macchina tecnologica per riconoscermi…è uno scenario effimero e “polveroso” ma è pur sempre il risultato di un’azione, pur sempre l’atto di qualcosa . Sono un essere in potenza perchè il web è solo la mia proiezioni grafica ma dietro, dietro ogni bit, C’E’ UN ATTO. E la ragazzina siciliana che vuole essere omaggiata per le sue qualità orali, diciamo così 🙂 è una SOKAMINKIA virtualmente non solo nel web. Qui trova la libertà di provocare perchè il suo schermo fa da scudo alla sua identità, ma lo ha pensato. La sua spregiudicata autocelebrazione non deriva dal web, esso è solo un mezzo, anzi è per eccellenza il mezzo nel senso mcluhano. Il web è la proiezione di noi stessi, è come una metropoli che raccoglie i buoni e i cattivi. Un’immenso labirinto in cui ci si può perdere, e farsi divorare, ma non è il cancro della società, è l’evoluzione.
    Io credo che saremo anche vittime di questa evoluzione “virtuale” ma la corrosione delle generazioni giovanili non è generata dal web, dal determinismo tecnologico, le strategie di marketing dei colossi aziendali che con la nostra profilazione gestiscono le nostre preferenze, no, è il risultato di un vuoto intrinseco nello spirito del giovane di oggi, che proviene… e qui la sparo grossa ma oso, dalla mancanza di belezza.
    E non parlo di bellezza estetica, ma di una forma più intima, più legata all’anima, l’anima bella. Il giovane di oggi, indossa il jeans abbassato le timberland il berretto alla hip hop (è solo un esempio); incorpora una tendenza, uno stile, un modo di essere ma dentro è sempre più vuoto. La sua crescita è un lavoro di superficie. Come con gli esami di università, “l’importante è che passo”, l’importante è finire, andare, cambiare, passare, partire…. un rifacimento prospettico che non si cura dell’interno. Il web, con tutti i suoi lati controversi, sarà pure il frutto di una macchinazione, un luogo di perdizione e una gozzoviglia petroniana di mere emozioni e investimenti in sentimenti inautentci, sesso virtuale e manifesti della religione, enciclopedie e un sacco di altre cose… ma non è che il riflesso di noi utenti. E non è censurandolo, non è disintossicandoci dall’abitudine quotidiana di navigare, qualunque sia lo scopo, che i giovani “riprenderanno contatto con le altre generazioni”. Ai giovani… basterebbe evitare una sola cosa per riprendere contatto con il mondo, purchè non sia di bellezza, gli basterebbe evitare l’ ECCESSO

  3. Mi censurano sempre Lady…

  4. uhmm… qui in Italia? Chi censura il povero Forrester? …

  5. mi piacerebbe sapere chi parla dei giovani quanti anni ha.spesso trovo dei miei coetanei (io ho 22 anni) che parlano dei “giovani d’oggi” e mi fanno sentire terribilmente vecchia. non solo perchè si escludono da una categoria di cui fanno parte: se posso criticare i giovani senza valori è perchè io non sono superficiale ma non sono neanche… giovane. ma anche perchè è un discorso già sentito e strasentito. e il bello è che la generazione prima della mia parla male della mia generazione dicendo che siamo vuoti e senza valori proprio come la generazione prima di loro li accusava di essere vuoti e senza valore e quella prima ancora faceva con quella prima e così via. dai, lady, è vecchio questo discorso. è out. non fa più trendy

  6. Giadinha, trovi la risposta al tuo quesito in questo post e nella relativa discussione… 🙂
    https://giovannacosenza.wordpress.com/2008/05/21/carmen-e-i-ggiovani-doggi/

    Forrest, su, non fare la vittima: non censuro proprio un bel nulla, ne abbiamo già parlato anche in occasione di un altro tuo commento. Quando sei al tuo meglio, apprezzo molto i tuoi commenti e li apprezzano molti lettori di questo blog. Tu riscrivi – sempre che ti vada e che tu voglia, naturalmente, – il tuo intervento in modo meno sbracato, più equilibrato e più lucido e il commento riapparirà nel suo fulgore. 🙂

  7. In effetti, in questi giorni non sono al meglio. La scorsa settimana ero più “acuto”. Se almeno mi si aprissero i filmati…
    Ognuno di noi filtra sempre le proprie emozioni in modo soggettivo. Il mio limite? Se leggo un libro non cerco altro che me stesso, idem in un film. Con una canzone, poi, basta schiacciare il tasto “repeat” e si ricomincia tutto da capo. Anche nella Rete, sia dimensione da incubo dark, sia esperienza ascetica nella quale dare senso all’esistenza, c’è qualcuno che lo fa. Non è che mi diverto a voler essere “Cassandra” à tout prix ma… nella vita reale i cocci si vedono…
    Il libro, comunque, l’ho acquistato veramente…
    @Giadinha: La mia generazione si sente migliore della tua e la tua crede di essere superiore alla successiva. Isn’t it? Se poi andiamo a vedere quella di mia nonna… 😀

  8. giovani di oggi siamo io, siamo tu, è un noi inclusivo che ha confini sempre sfumati.. anche il prof Massoni è un giovane… giovane è uno spirito, è sentirselo. E scusate se sono out, se non sono trend etc. il discorso l’hai già sentito, ma mia cara io sollevo solo il mio not a quello che mi circonda e mi rappresenta come giovane, se questi fenomeni sociali si ripetono sarò ripetitiva ma non per questo out. Girala come vuoi sempre minestra è… si dice al mio paese…ok, ma che ci si lamenti forse è un bene perchè significa che esiste un anelito a qualcosa di migliore. ci sono ventenni straordinari, ma per me siamo lontani dalle ricchezze e i valori della vita autentica… out o vintage che sia quest’idea

  9. lady, spero tu non ti sia offesa, ovviamente il mio definire i tuoi discorsi out o trendy è ironico (e questa cosa mi fa pensare che l’ironia passa difficilmente nel web, a meno che non sia molto marcata), il fatto è che io sono/mi sento giovane e i discorsi di questo tipo mi pungono parecchio, a tal punto da farmi uscire allo scoperto (di solito mi limito a spiare, sono un po’ timida) e dire la mia. che rimane comunque sempre la stessa, e cioè che i discorsi che iniziano con un “tutti” (che può essere anche sottinteso, come “i giovani sono superficiali”, “i rumeni stuprano le donne”, “i gay sono sensibili” ecc. parliamo di generalizzazioni, quindi) mi scocciano un po’

  10. Concordo con Giadinha; è IMPORTANTE cercare di non generalizzare e, a volte, non apparire…
    Purtroppo sono stato educato in un ambiente dove i luoghi comuni abbondavano (I realize) ma non per questo mi faccio schiacciare per partito preso!
    MR Ferdinand Gamper and DR Forrest Gamp 😀

  11. Sempre a proposito di luoghi comuni, potrei fare un esempio di un discorso che ascoltai una volta ma… non è politicamente corretto (!) e qualcuno potrebbe fraintendere ed offendersi… Lungi da me creare zizzania! 🙂

  12. i ggiovani non sono nati vuoti, superficiali e deficienti…sono stati educati ad esserlo da chi li ha preceduti… O no? 😉

  13. @Sara: Errore! Il tuo è un altro luogo comune… 🙂
    Il Web può essere “salubre” o meno ma io ribalterei la questione passando ad un altro punto di vista. Diamo un’occhiata a questo articolo:
    http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/scuola_e_universita/servizi/istat-scuola/internet-istat/internet-istat.html
    Ricordo quel recente documentario in cui la docente di una scuola media nel napoletano chiedeva in una classe ai ragazzi: “Chi di voi ha il padre in galera?” E più della metà alzava la mano (sic).
    Senza voler essere così drastico. Parliamo di “Digital Divide”. Chi di Voi frequentatori di questo blog è di origine “borghese”? Chiaramente un figlio del popolo non potrebbe mai partire, che so io, dalla Sardegna per andare a studiare all’Università al Nord visto che, oggigiorno, in Italia lo Stato Sociale, per pudore, viene denominato Welfare (sic II).
    Spero di non essere “censurato” perché penso che la tematica sia seria. A volte mi chiedo perché mi inalbero tanto su queste cose ma ritengo che il figlio di GRAZIADIO ISAIA ASCOLI che consegue la stessa laurea del padre non vale quella (dello stesso genere) conseguita dal figlio dell’ortolano del quartiere Barra di Napoli.
    No, non siamo tutti uguali. Crocefiggetemi pure 😀

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